Mirabella Eclano

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Mirabella Eclano
comune
Mirabella Eclano – Stemma
Mirabella Eclano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Francescantonio Capone (Patto per Mirabella) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 41°02′45″N 14°59′59″E / 41.045833°N 14.999722°E41.045833; 14.999722 (Mirabella Eclano)Coordinate: 41°02′45″N 14°59′59″E / 41.045833°N 14.999722°E41.045833; 14.999722 (Mirabella Eclano)
Altitudine 372 m s.l.m.
Superficie 33,92 km²
Abitanti 8 042[1] (31-12-2010)
Densità 237,09 ab./km²
Frazioni Calore, Passo di Mirabella, Pianopantano
Comuni confinanti Apice (BN), Bonito, Calvi (BN), Fontanarosa, Grottaminarda, Sant'Angelo all'Esca, Taurasi, Torre Le Nocelle, Venticano
Altre informazioni
Cod. postale 83036
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064050
Cod. catastale F230
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 869 GG[2]
Nome abitanti eclanesi o mirabellani
Patrono San Prisco
Giorno festivo 2 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mirabella Eclano
Sito istituzionale

Mirabella Eclano è un comune italiano di 8.113 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Mirabella Eclano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Mirabella Eclano ha origini antiche; i primi insediamenti umani risalgono al periodo neolitico. Il nucleo urbano di Aeclanum si afferma con i Sanniti e la loro successiva romanizzazione.

Nell'89 a.C. la città partecipò alla guerra sociale e fu distrutta da Silla. Ricostruita e fortificata dai Romani fu eretta in Municipio e, nel II secolo, divenne colonia romana.

Fu città di sosta e di mercato sulla Via Appia, ricca di opere pubbliche e monumenti.

Con l'affermarsi del cristianesimo fu sede episcopale ed ebbe nel suo vescovo Giuliano un fiero oppositore di S. Agostino.

Con l'avvento dei Longobardi, Eclano fu compresa nel Ducato di Benevento per essere poi definitivamente distrutta dall'esercito bizantino di Costante II nel 663. Si ridusse ad un misero borgo chiamato Quintodecimo (a 15 miglia da Benevento). Nei secoli X-XI il centro abitato si spostò sull'attuale collina di Mirabella con il nome di Aquaputida prima e di Mirabella dal XIV secolo.

Furono feudatari di Mirabella: gli d'Aragona (1443), i Guindazzo, i Tomasino (1559-1570), i Cossa (1585-1616), i Naccarelli e i Naccarelli Brancaccio (1624-1690), i della Leonessa dal 1691 al 1791 ed infine a Filippo Bernualdo Orsini (1791), duca di Gravina sino all'abolizione della feudalità nel 1806 [3].

Il 26 ottobre 1873 Vittorio Emanuele II concedeva a Mirabella Eclano il titolo di città. Undici anni prima, precisamente il 14 dicembre 1862, lo stesso sovrano aveva autorizzato il Comune di Mirabella in Irpinia ad assumere il nome di Mirabella Eclano.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma civico

Lo stemma, concesso con lo stesso regio decreto del 26 ottobre 1873 con cui veniva concesso il titolo di città, ha la seguente blasonatura:

« d'azzurro alla fenice d'argento posta su fiamme nascenti da tre mucchi di ruderi fondati sulla pianura erbosa, il tutto al naturale: essa fenice mirante un sole d'oro orizzontale a sinistra »
(Collezione celerifera delle leggi, dei decreti e delle istruzioni e circolari, Firenze, Tipi della Stamperia Reale, 1874, anno LIII, p. 98)

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Il paese vanta la presenza di numerose chiese, anche se la maggior parte sono frequentate solo durante i giorni di festa dedicati. Quasi tutte le chiese del paese vengono gestite da un unico parroco. La Chiesa di S. M. Maggiore, risalente al periodo medievale, attorno al X secolo, è la chiesa principale ed è situata nel centro storico, quasi ai piedi del paese in via Eclano. In questa chiesa si possono trovare opere di valore inestimabile tra cui il crocifisso, risalente all'anno 1100 circa, ed il fonte battesimale, che si presume sia stato costruito attorno all'anno 1300. La Chiesa di San Bernardino, ubicata nella via omonima, risale al 1700. La Chiesa di San Francesco risale al periodo medievale ed è situata in piazza municipio. La Chiesa di San Sebastiano, presente in via Roma, è stata costruita negli anni ottanta quindi è in stile contemporaneo, è molto frequentata nel mese di settembre nel quale si venera la Madonna S.S. Addolorata. La Chiesa di San Prisco è collocata in via Raimondo Guarini ed è in stile ottocentesco. La Chiesa di San Pasquale sita in Via Maddalena ed è in stile moderno.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Il Carro[modifica | modifica sorgente]

Durante il sabato che precede la terza domenica di settembre si festeggia Maria S.S. Addolorata con l'evento della "Grande Tirata".

Quest'attività folkloristica, consiste nel trasporto, per le vie della città, e precisamente dalla zona S.Caterina fino al borgo del paese, di un obelisco rivestito di paglia intrecciata alto 25 m. Il carro ha struttura in legno, costituita da 23 travi soprapposte secondo una tecnica che conferisce flessibilità, ma anche praticità di montaggio e smontaggio. Mediante opportuna disposizione delle travi, si creano 7 piani ognuno dei quali, procedendo dal basso verso l'alto, è più basso del precedente; gli ultimi tre registri costituiscono la cupola, sulla cui cima, è fissata la statua della Madonna Addolorata, principale motivo di questa tradizione.

Il primo registro è alto sei metri, quelli intermedi si rimpiccioliscono proporzionalmente per terminare con il settimo registro alto un metro e mezzo. Tutta l'apparecchiatura è fissata su un carro simili a quelli che si usavano molti anni fa in agricoltura. Il carro è trainato da 6 coppie di buoi di stazza imponente. L'obelisco è mantenuto in equilibrio da 38 funi di canapa da 50 metri ciascuna "tirate" dai funaioli, abitanti e turisti che con urla e canti sostengono la struttura e colorano la grande giornata di festa.

Enti e istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo giovanile Emmaus di Mirabella Eclano è piuttosto giovane, nato solo nel 2006 ad opera del parroco del paese, prende il nome dalla parabola dei due discepoli di Emmaus.

Persone legate a Mirabella Eclano[modifica | modifica sorgente]


Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

  • Autostrade: A16 Napoli - Bari uscita Grottaminarda
  • Strade Statali: SS 7 uscita Benevento - SS 90 Nazionale delle Puglie - SS 303 del Formicoso.
  • Strade Provinciali: S.P. 57 Passo - Mirabella - Taurasi; S.P. 62 Mirabella - Fontanarosa; S.P. 84 Mirabella - Piano Pantano; S.P. 106 Piano Pantano - Bonito; S.P. 190 Calore - Mirabella
  • Ferrovia: linea F.S. Avellino - Rocchetta - S. Antonio stazione di Taurasi o Luogosano

Aeroporti: Capodichino (Napoli)

  • Pullman, ecc.: autolinee pubbliche sulla tratta Grottaminarda - Mirabella Eclano - Avellino - Napoli e per S. Angelo All'Esca, Fontanarosa, Bonito, Taurasi e Luogosano. Autolinee private sulla tratta Mirabella Eclano - Avellino

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Erasmo Ricca, Nobiltà delle Due Sicilie, parte I, v. III, Napoli, 1865, p. 15
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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