Morra De Sanctis

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Morra De Sanctis
comune
Morra De Sanctis – Stemma Morra De Sanctis – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Sindaco Gerardo Capozza (Per Morra) dal 14-6-2004
Territorio
Coordinate 40°55′48″N 15°14′37″E / 40.93°N 15.243611°E40.93; 15.243611 (Morra De Sanctis)Coordinate: 40°55′48″N 15°14′37″E / 40.93°N 15.243611°E40.93; 15.243611 (Morra De Sanctis)
Altitudine 863 m s.l.m.
Superficie 30 km²
Abitanti 1 320[1] (30-6-2011)
Densità 44 ab./km²
Frazioni Cervino, Chiancheroni, Orcomone, Selvapiana, Caputi
Comuni confinanti Andretta, Conza della Campania, Guardia Lombardi, Lioni, Sant'Angelo dei Lombardi, Teora
Altre informazioni
Cod. postale 83040
Prefisso 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064063
Cod. catastale F744
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 363 GG[2]
Nome abitanti morresi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 23 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Morra De Sanctis
Sito istituzionale

Morra De Sanctis, già Morra Irpina, è un comune italiano di 1 320[1] abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Morra sono molto antiche. I reperti archeologici di cui abbondano le sue campagne e gli scavi condotti dalla Soprintendenza ne provano l'esistenza già al tempo della "Cultura di Oliveto Cairano" che si sviluppò tra il IX e il VI secolo a.C. nell'alta valle dell'Ofanto e del Sele. Caratteristici bronzi di questo periodo sono i bracciali ad arco inflesso, le fibule a navicella, gli artistici pendagli zoomorfi. Molto interessanti le ceramiche rinvenute nella necropoli di Piano Cerasulo decorate con teste di lupo. La quantità e la qualità del materiale rinvenuto testimoniano la continuità di un significativo insediamento sannitico; il paese si conferma un sito di importanza strategica anche in epoca romana grazie alla presenza dell'Appia che da Guardia Lombardi, attraverso le contrade di Papaloia, Montecastello e Selvapiana portava fino a Conza, che era il feudo-castello di Castiglione di Morra, scomparso alla fine del XIII secolo.

Nel IX secolo il paese fu presidio fortificato tra i due principati longobardi di Salerno e Benevento, e per la sua posizione strategica sull'Ofanto venne continuamente coinvolto nella guerra tra longobardi, bizantini e saraceni. Dal periodo normanno fino al 1385 Morra fu feudo dell'omonima famiglia baronale e conobbe momenti di notevole espansione territoriale: all'inizio del '200 i feudi di Morra comprendevano, oltre alle terre del Cilento, anche Teora, Sant'Angelo dei Lombardi, Lioni giungendo fino a Vallata e Frigento, dove ancora oggi resistono i ruderi di una rocca detta "Il Pesco di Morra". Passato poi agli Zurlo ed ai Caracciolo, il paese tornò sotto il dominio dei Morra dal 1618 fino all'abolizione della feudalità (1806). La peste del 1656 sfiorò senza danni il paese ed infiammò negli abitanti la devozione per San Rocco, la cui festa patronale viene qui celebrata il 23 agosto. A seguito dei moti rivoluzionari del 1820-21 ben otto patrioti morresi vennero esiliati dal re Ferdinando e tra questi due zii del De Sanctis. Nel 1837 a Morra arrivò il colera, ma anche stavolta il paese ne uscì indenne finché una nuova epidemia, nel 1854, uccise novanta morresi in meno di due mesi.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione. Sisma 23 novembre 1980»
— 9 novembre 2005

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2008 nel territorio di Morra risultano residenti 13 cittadini stranieri. Le comunità più numerose sono quelle di:

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

In estate, tornano in paese parecchi morresi emigrati in Francia, Svizzera e Germania, tanto che da qualche anno è stata fondata l'Associazione Morresi Emigrati.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Antiquarium, il museo civico di Piazza De Sanctis 1, custodisce i corredi funebri della necropoli sannitica di Piano Cerasulo e i reperti emersi dagli scavi archeologici in località Piano di Tivoli, risultati delle ricerche condotte tra il 1979 e il 1985.
  • Casa-museo Francesco De Sanctis, allestita nell’ambito delle iniziative del Parco Letterario F. De Sanctis (1999/2001), ospita una piccola raccolta di memorie e cimeli desanctisiani.

Persone legate a Morra De Sanctis[modifica | modifica sorgente]

È il luogo di nascita del politico, scrittore e critico letterario Francesco de Sanctis la cui casa natale è diventata oggi un museo.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il territorio fa parte della Comunità montana Alta Irpinia.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio è il Morra De Sanctis che milita in Terza Categoria. Durante la stagione 2009-10 si è classificata quarta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.