Monteforte Irpino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Monteforte Irpino
comune
Monteforte Irpino – Stemma Monteforte Irpino – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Luigi Rocco (lista civica Patto Popolare per Monteforte) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°53′34″N 14°43′10″E / 40.892778°N 14.719444°E40.892778; 14.719444 (Monteforte Irpino)Coordinate: 40°53′34″N 14°43′10″E / 40.892778°N 14.719444°E40.892778; 14.719444 (Monteforte Irpino)
Altitudine 502 m s.l.m.
Superficie 26,70 km²
Abitanti 10 415[1] (31-08-2011)
Densità 390,07 ab./km²
Frazioni Alvanella, Campi, Fenestrelle, Gaudi, Molinelle, Vetriera,
Comuni confinanti Avellino, Contrada, Forino, Mercogliano, Moschiano, Mugnano del Cardinale, Taurano, Visciano (NA)
Altre informazioni
Cod. postale 83024
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064054
Cod. catastale F506
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 957 GG[2]
Nome abitanti montefortesi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monteforte Irpino
Sito istituzionale

Monteforte Irpino è un comune italiano di 10.415 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo castello, da cui prende nome il paese, fu probabilmente un antico castrum romano, su cui fu edificato un castello vero e proprio probabilmente dai Longobardi.

Ma la storia di Monteforte è antichissima: si trovano tracce della sua esistenza già durante la seconda guerra punica, quando Annibale Barca vi passa tornando da Capua, sulla via Appia, in direzione di Canne, dove preparerà la storica trappola ai Romani.

In un antico manoscritto che parla della marcia di Annibale, si legge:

« ...strata nemoris Montis Fortis prope cimiterium usque ad Atripaldi per viam qua itur Guardia Lombardorum Per frontem S. Luciae usque ad pontem Nusho usque Guardiam et a Guardia per viam S. Leonardi usque Ufidium... »

ossia:

« ... la strada per i boschi di Monteforte, presso il cimitero, in direzione di Atripalda, verso Guardia dei Lombardi, di fronte S.Lucia e passando per Nusco, per la via che da S.Leonardi va verso l’Ufita... »

Ad ogni modo, nei secoli a seguire, il paese non viene praticamente mai citato, fino all'891 d.C., quando compare stabilmente in diversi documenti ufficiali.

Nel periodo angioino, passò ai principi di Montfort e vi dimorò quel Guido di Montfort che il 25 maggio 1270 nella Chiesa di San Silvestro di Viterbo assassinò Enrico di Cornovaglia, figlio di re Riccardo I d'Inghilterra.

Il feudo in seguito appartenne agli Orsini, ultimi conti di Nola, che lo persero per essersi ribellati a Carlo V.

Nel 1799 i francesi vi fissarono un distaccamento e da qui mossero all'attacco di Mercogliano ed Avellino. I moti carbonari di Nola (1º luglio 1820) videro Monteforte protagonista: gli insorti del seguito di Michele Morelli vi innalzarono la bandiera della libertà contro i Borboni.

In seguito, acquistò l'appellativo di Irpino per meglio evidenziarne l'aggiunta alla provincia di Avellino.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Di epoca seicentesca, la Chiesa di S. Nicola di Bari conserva alcune tele del XVIII secolo di scuola napoletana e solimeniana con soggetti religiosi (santi e scene del Nuovo Testamento).

I ruderi del Castello e la Chiesa di S. Martino costituiscono il nucleo più significativo dell'antica Monteforte.

Sul colle di S. Martino, circondati da una pineta recintata e attrezzata, sono cospicui i ruderi dell'imprendibile fortezza medievale, costruita in posizione strategica già in epoca longobarda. Ampliata dagli angioini e dagli aragonesi, si ammirano ancora parte delle murature perimetrali in pietrame, una torre a pianta circolare ed un artistico camino.

Nei pressi del castello, la Chiesa di S. Martino risale nel suo impianto originario al Duecento. Più volte ristrutturata, mostra un bel portale principale, la statua raffigurante San Martino, un'alta torre campanaria ed un tiburio cilindrico. Dentro l'unica navata si apprezzano il cassettonato ligneo del soffitto, il pavimento in maiolica e un quadro rappresentante S. Martino, donato alla comunità dall'artista Massimo Marano. Fulcro del paese è piazza Umberto I ove si affacciano l'ex Municipio ora Casa della Cultura e la Parrocchia di san Nicola.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Partenio - Vallo di Lauro. Parte del territorio comunale è compreso nella perimetrazione del Parco regionale del Partenio.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Anche se Monteforte Irpino si trovi all'interno dell'Irpinia, il suo territorio confina con il comune di Visciano, ultimo comune della provincia di Napoli che divide in due i territori del Vallo di Lauro e il Baianese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
Provincia di Avellino Portale Provincia di Avellino: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Provincia di Avellino