Pietradefusi

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Pietradefusi
comune
Pietradefusi – Stemma
Il municipio
Il municipio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Giulio Belmonte (lista civica) dal 29-5-2007
Territorio
Coordinate 41°03′00″N 14°53′00″E / 41.05°N 14.883333°E41.05; 14.883333 (Pietradefusi)Coordinate: 41°03′00″N 14°53′00″E / 41.05°N 14.883333°E41.05; 14.883333 (Pietradefusi)
Altitudine 400 m s.l.m.
Superficie 9 km²
Abitanti 2 470[1] (30-6-2011)
Densità 274,44 ab./km²
Frazioni Dentecane, Pappaceci, Passo, Rione Serra, San Sabino, Sant'Angelo a Cancelli, Sant'Elena Irpina, Vertecchia
Comuni confinanti Calvi (BN), Montefusco, Montemiletto, San Giorgio del Sannio (BN), Torre Le Nocelle, Venticano
Altre informazioni
Cod. postale 83030
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064072
Cod. catastale G611
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti pietradefusani
Patrono san Faustino, Maria Santissima dell'Arco
Giorno festivo seconda domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pietradefusi
Sito istituzionale

Pietradefusi è un comune italiano di 2 375 abitanti della provincia di Avellino in Campania. La frazione Sant'Elena Irpina ospita la sede comunale.

Esso dista 24 km da Avellino e 20 km da Benevento.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il paese si trova al confine con il Sannio e molti residenti abitano nelle fertili campagne circostanti (Vertecchia).

Storia[modifica | modifica sorgente]

La cittadina di Pietradefusi, probabilmente fondata intorno al secolo XII, deve il suo nome alla "pietra" con cui vennero costruite le prime abitazioni, erette da parte di gente proveniente da zone diverse, e qui "fuse" nella "Università" di "Pietra de' Fusi". Il primo insediamento umano presente a Pietradefusi risale ad un gruppo di Osci, o Sanniti, che coltivavano le fertili colline che si affacciavano sulla valle del fiume Calore, all'epoca ancora navigabile.
Dalle Storie di Tito Livio (cap. XII e XIV), si apprende che esisteva un nucleo chiamato Fusole, i cui abitanti appoggiarono Annone, ufficiale di Annibale, contro Roma nella II guerra punica. Dopo la sconfitta di Annibale, con le sue legioni, Fabio rase al suolo la cittadella disperdendone gli abitanti. Lo schierarsi contro il potere oppressivo centrale ha rappresentato un'attitudine che ha ispirato i Fusoliani, gli odierni Pietrafusani, durante tutta la loro storia. Questa fiera popolazione ha dovuto più volte pagare il prezzo delle sconfitte e delle proprie scelte temerarie, con la totale distruzione del paese. Nel Trecento, durante la denominazione angioina, il paese si schierò con la rivolta dei baroni e fu raso al suolo.
Nel Cinquecento, nuovamente, durante la guerra contro Napoli, un esercito francese, in viaggio verso la Puglia, per impadronirsi delle dogane di Foggia e Lucera, dimorò nel paese. Durante l'occupazione, i soldati saccheggiarono e bruciarono molti dei casali in cui erano ospitati (in particolar modo quello di Venticano e quello di Passo). Del casale di Venticano rimasero in piedi solo la chiesa ed alcune case. Poco tempo dopo scoppiò, per di più, una pestilenza che diede il colpo di grazia al piccolo paesino, sterminando anche i pochi sopravvissuti all'eccidio. Nel Medioevo, a parte due brevi parentesi, il territorio di Pietradefusi fu accorpato per lungo tempo al Monastero di Montevergine. La prima di quelle parentesi coincise con l'errata adesione alla rivolta dei baroni e la seconda, alla fine del Trecento, con il passaggio alla nobile casata dei Tocco, Principi di Montemiletto. Attorno al 1430, a seguito di una disputa territoriale, il principe Giacomo Tocco ridonò l'antico feudo al Monastero di Montevergine. Risale a questo periodo il completamento, da parte dei monaci benedettini, della costruzione della torre, la cui costruzione era stata iniziata dai Tocco. Essa sarebbe entrata a far parte del castello dei principi Acquaviva d'Aragona, parzialmente esistente tutt'oggi. Attorno ad essa, inoltre, si sarebbe consolidata "l'Università di Pietra delli fusi", che all'epoca comprendeva i territori di Piscialo (oggi S. Elena), Passo di Dentecane, Dentecane, Venticano e Calore.
Lo sviluppo del territorio comunale ebbe un grosso stimolo a partire dal 1528, ai tempi di Filippo II il Prudente (1527 - 1598). Tale fase di crescita coincide con la costruzione della "via nova", ossia allorquando fu creata la strada che da Napoli conduce in Puglia, attraversando Dentecane e Venticano. Questa, nel 1591, fu fatta confluire nella Via Regia consolare delle Puglie, una delle vie di comunicazione più importanti del tempo, in quanto immetteva sulla via Appia delle Puglie, sulla via che portava ad Avellino, e su quella di Benevento. Essa era denominata "Regia" in quanto via di transito abituale dei regnanti delle Due Sicilie.
Nel 1745 e nel 1748, Pietradefusi, ed esattamente la frazione di Dentecane, ospitò Carlo III di Borbone con la regina Amalia presso la casa di Domenico Pascucci in occasione di due battute di caccia del re nei boschi di Bovino, come testimonia una epigrafe in latino del canonico Alessio Simmaco Mazzocchi posta un tempo a Dentecane e riportata da Giovannantonio Cassitto in "Le Feste Arianesi":

CAROLUS BORBONIUS UTRIUSQUE SICILIAE REX CUM REGINA AMALIA CONIUGE BEATISSIMA IN VIBINENSE NEMUS VENATUM PROFICISCENS ANNO REP SAL CI)I)CCXLV ATQUE ITERUM ANNO CI)I)CCXLVIII IN HAS AEDES DIVERTIT EARUMQUE DOMINO REGII STEMMATIS SUPRA IANUAM ERIGENDI PRIVILEGIUM CUM OMNIBUS HUIC SUPREMAE LARGITIONI COGNATIS IURIBUS PERPETUUM INDULSIT DOMINICUS PASCUCCI TANTAE DIGNATIONIS NON IMMEMOR AD PERENNE FAMILIAE DECUS MONUMENTUM POSUIT

(Traduzione: Carlo di Borbone, Re delle due Sicilie, insieme alla beatissima coniuge Regina Amalia, mentre si dirigeva a caccia verso il bosco di Bovino nell'anno 1745 e di nuovo nel 1748 sostò in queste case e concesse al loro proprietario il privilegio perpetuo di esporre lo Stemma Regio sopra la porta, con tutti i diritti relativi a questa altissima concessione. Domenico Pascucci, non immemore di tanto onore, eresse monumento ad orgoglio perenne della famiglia.)

La visita diede maggiore impulso allo sviluppo di Dentecane che, nel 1738 (N.B: non è compatibile con le date delle precedenti due visite...), fu testimone di un divertente episodio. Si racconta che il re Carlo, seguito da Vanvitelli, si fermò a Dentecane per tracciare la strada consolare delle Puglie (l'attuale via Appia), che da Napoli va al capo di Lecce. Per farlo, dovette sedare una disputa nata tra i cortigiani circa il tracciato. Al centro di essa, il principe di Montemiletto, che riteneva opportuno far passare la via a ridosso del suo paese, sostenendo le difficoltà del passaggio per la salita di Serra. Il re, niente affatto persuaso, tacitò le rimostranze del principe, seccamente, affermando "Sono passato io due volte, dopo di me vi passeranno gli altri. La strada sarà quella che io ho tracciato". Così fu. Da quel momento, il territorio ebbe un grande sviluppo, tanto che Pietradefusi, ancora all'inizio della seconda guerra mondiale era uno dei principali comuni dell'area e, alla fine degli anni quaranta, vide ridurre la sua ampiezza con la scissione di una parte delle sue frazioni, che confluirono nel nuovo comune di Venticano.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La Torre Aragonese, locali ad esso annessa e centro storico[modifica | modifica sorgente]

La torre è il fulcro attorno al quale si è sviluppata l'odierno centro storico. Essa è stata edificata nel 1431 dal nobile Giacomo de Tocco. La Torre è stata da pochi anni restaurata e a volte si organizzano mostre e, soprattutto d'estate s'organizzano manifestazioni. Nel centro storico che si è sviluppato attorno alla Torre si possono notare: resti romani incastonati nella mura di una casa che raffigurano una coppia a mezzo busto e un bambino a figura intera.

Collegiata di Maria SS. Annunziata[modifica | modifica sorgente]

La chiesa è la sede della Parrocchia di Pietradefusi che comprende le frazioni di: Sant'Elena Irpina, Pappaceci, Vertecchia, Sant'Angelo a Cancelli. La Chiesa si affaccia sulla piazza principale del paese ed è del 1700 in stile barocco.

Panorama di Pietradefusi (Piazza Marconi) all'inizio degli anni Sessanta.

L'edificio è a tre navate: quella centrale dedicata alla Maria SS. Annunziata, quella di destra dedicata al Calvario, quella di sinistra è dedicata alla Vergine del Rosario.

Sulla navata di destra, oltre agli altari minori dedicati a Santa Rita e a Santa Maria, è presente il monumentale altare dedicato a San Faustino Martire, patrono del paese. La statua presente nella nicchia risale al 1836 ed è in cera quindi molto delicata. Per evitare che si rovini, si porta in processione un'altra statua che viene issata su una finta barca per essere fedeli alla tradizione che descrive San Faustino come Romano comandante di una barca. L'altare è in marmi policromi e al suo interno sono conservate le reliquie del santo a cui è dedicato. Suddette reliquie vennero portate in Pietradefusi dal Card. Coscia nella sua cappella privata (oggi chiesa di San Gennaro) e nel 1836 vennero sistemate nell'altare dove oggi si trovano. La parete che lo sovrasta ha al centro una nicchia rettangolare che ospita la statua del santo ed è riccamente decorata da stucchi artistici che raffigurano angeli e panneggi.

Di fronte all'altare di San Faustino è presente un Cappellone-Santuario diviso dal resto della chiesa da un cancello in stile neo-gotico dedicato alla Madonna dell'Arco, patrona di Pietradefusi e del circondario. Al suo interno è presente la statua della Vergine con il bambino in braccio e seduta in trono. A fianco alla nicchia che ospita la statua ci sono diversi quadri raffiguranti altri personaggi di rilievo religioso legati a Pietradefusi come Padre Lodovico Acernese e Teresa Manganiello. Si può notare anche un semplice coro ligneo.Sul soffitto è degno di nota un affresco che rappresenta una processione solenne della statua della madonna. Quest'ultima, essendo molto preziosa, viene portata in processione in occasioni solenni.

Nell'abside della navata di destra sono presenti la statua di Gesù crocifisso con ai suoi piedi la Maddalena piangente, alla sua sinistra c'è la Vergine Addolorata e alla sua destra c'è la statua di San Giovanni.

Nella chiesa è presente anche un organo a canna risalente al 1888 recentemente restaurato.

Chiesa di San Giuseppe a Purgatorio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Giuseppe si trova di fronte al campo sportivo ed è il più antico edificio tuttora esistente di Pietradefusi. Oggi ne rimangono solo dei ruderi, ma rimangono in piedi la facciata e parte delle mura perimetrali. Fu probabilmente costruita nel 1773 dall'abbazia di Montevergine.

Essa era di dimensioni modeste e si può ancora ammirare il portale in pietra. Questi è decorato nei due angoli superiori con due teschi con te tibie incrociate e, nei due angoli inferiori del portale, due tibie incrociate. Nella parte destra dell'edificio si nota una fessura nella pietra sormontata da un teschio con due tibie incrociate e con incisa la scritta "LIMOSINA".

Chiesa Madonna dell'Arco[modifica | modifica sorgente]

Edificio abbandonato e sconsacrato, era la vecchia sede della Confraternita dell Madonna dell'Arco. Si trova negli immediati pressi della Torre Aragonese ed è provvista di un imponente torre campanaria.

Associazioni religiose e non.[modifica | modifica sorgente]

  • Arciconfraternita di Maria Santissima dell'Arco fondata nel XVII secolo
  • Associazione di volontariato "Auxilium"

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Festività[modifica | modifica sorgente]

L'estate pietradefusana è scandita da molte festività perché ogni frazione che compone l'abitato ha un proprio patrono.

  • La festa del santo patrono del comune, San Faustino, ricorre ogni seconda domenica di agosto.La statua del santo viene trasportata su un caratteristico carretto a forma di barca che viene trasportato per le vie del centro storico. Nella piazza antistante la chiesa dove è conservata la statua, che è anche piazza principale del paese, ci sono diverse bancarelle di prodotti gastronomici locali (torrone, biscotti) e di generi diversi. Durante la festa, per tre giorni viene organizzata la "Sagra del fusillo, della braciola pietradefusana e del vino aglianico" che ha ormai superato le 40 edizioni.
  • La festa della patrona di Pietradefusi, Madonna dell'Arco. Pochi anni fa si è celebrato i 300 della statua della Vergine.
  • La festa della frazione Sant'Elena Irpina ricorre ogni 18 agosto, giorno di Sant'Elena Imperatrice. In chiesa viene indetta una novena e il giorno 17 la statua della santa visita la frazione Scivolatoio e il 18 si ha la processione che attraversa le strade della frazione e anche quelle della frazione di Dentecane e Pappaceci. Il 18 sera di solito si organizza un concerto di musica classica, il 17 si hanno balli da piazza.
  • La seconda domenica di settembre nella frazione Dentecane ricorre la festività in onore di Maria Santissima Addolorata, patrona della frazione con una processione che si spinge fino ai confini con il comune di Venticano e poi attraversa le frazioni Scivolatoio e Sant'Elena. Da ormai più di 5 anni si organizza la "Sagra della Cecarecchia e della mousse di torrone"( La Cecarecchia è un piatto povero che consiste nel mettere in un solo piatto una parte di Cecatielli e una di Orecchiette).
  • La seconda domenica di luglio a passo di Dentecane ricorre la festività in onore della Vergine di Fatima. Dopo la processione per le strade di Dentecane, si celebra una messa all'aperto nel piazzale a fianco alla cappella.(La cappella si trova vicino all'area PIP). Dopo la funzione religiosa si assiste a uno spettacolo di fuochi artificiali.
  • Il 16 di luglio nella frazione Pappaceci ricorre la festività della Madonna del Monte Carmelo. Dopo la processione che attraversa le strade della frazione e di Sant'Elena di solito si assiste alla proiezione all'aperto di un film.
  • La domenica successiva il 19 settembre nel Rione San Gennaro viene detta messa nella chiesetta che porta il nome del santo napoletano a cui segue una processione per le strade di Pietradefusi e si possono degustare piatti tipici locali. Durante questa festa si può partecipare anche alla lotteria San Gennaro.

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

  • Torrone. Nella frazione di Dentecane sono presenti 5 aziende che producono il famoso dolce.
  • Fusilli. Nel paese più che un prodotto tipico è un piatto tipico che si può assaggiare. Viene fatto a mano dalle donne nei giorni di festa anche se oggi si preferisce acquistarlo nei pastifici artigianali presenti in zona. Si ottiene la caratteristica forma a spirale arrotolando il pezzo di pasta attorno a un'asticella di metallo detta appunto "Fusillo". Il fusillo è lungo dai 7 ai 10cm. per evitare le difficoltà legate all'arotolamento attorno alla posata.
  • Braciola pietradefusana. Essa consiste in fette di carne bovina arrotolata e tenuta insieme da uno spago da cucina. Essa contiene formaggio e diverse erbe e si deve far cuocere nel ragù lentamente.L'origine è legata alla voglia di risparmiare, infatti con un solo fuoco si cuocevano il secondo e il sugo.Piatto tipico della domenica.
  • A Pietradefusi si produce l'olio " Irpinia - Colline dell'Ufita"
  • La Domenica delle Palme si usa preparare i fusilli tipici della zona con il sugo arricchito con il pulieio, un'erba aromatica.
  • Vino: la zona di PIetradefusi è caratterizzata da una presenza di molti vini tra i quali spicca, per tipicità del territorio, l'Aglianico.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Giunta

  • Sindaco: Giulio Belmonte
  • Vicesindaco: Agostino Petrillo, assessore e vicesindaco con delega aree PIP, PEEP e relative infrastrutture, viabilità, bilancio e demanio
  • Raffaele Capone, assessore esterno con delega Lavori Pubblici e manutenzione immobili comunali

Persone legate a Pietradefusi[modifica | modifica sorgente]

  • Niccolò Coscia (Pietradefusi, 1681 – Napoli, 8 febbraio 1755), cardinale e arcivescovo cattolico italiano
  • Pietro Alfonso Iorio (Pietradefusi, 20 aprile 1841 - Roma, 15 novembre 1911), arcivescovo di Taranto, intellettuale e rivoluzionario portatore di istanze sociali
  • Federico Sordillo ((Pietradefusi, 30 gennaio 1927 – Milano, 7 febbraio 2004) avvocato penalista (foro di Milano) e presidente Federcalcio dell'Italia campione del mondo 1982
  • Mario Puzo, (1920 - 1999), scrittore statunitense, autore de Il padrino
  • Giovanni Palatucci, Giusto tra le nazioni, a Pietradefusi frequentò il "Ginnasio Pascucci"
  • Mario Nardone, commissario di polizia che negli anni cinquanta-sessanta combatté la criminalità a Milano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]