San Martino Valle Caudina

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San Martino Valle Caudina
comune
San Martino Valle Caudina – Stemma
Corso Vittorio Emanuele con il palazzo ducale, e l'obelisco sullo sfondo.
Corso Vittorio Emanuele con il palazzo ducale, e l'obelisco sullo sfondo.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Pasquale Ricci (lista civica) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate 41°01′35.76″N 14°39′55.44″E / 41.0266°N 14.6654°E41.0266; 14.6654 (San Martino Valle Caudina)Coordinate: 41°01′35.76″N 14°39′55.44″E / 41.0266°N 14.6654°E41.0266; 14.6654 (San Martino Valle Caudina)
Altitudine 315 m s.l.m.
Superficie 22,92 km²
Abitanti 4 785[1] (30-6-2011)
Densità 208,77 ab./km²
Frazioni Campanino, Casadami, Clementi, Crocevia, Girone, Iardino, Innocenzi, La Pietra, Mancini, Masseria Teti, Poeti, Quercino, Rocchi, San Palerio, Stazione di San Martino Valle Caudina (Scalo), Tedeschi, Tufara Valle, Vernilli, Vitaliani
Comuni confinanti Avella, Cervinara, Montesarchio (BN), Pannarano (BN), Roccabascerana, Sperone
Altre informazioni
Cod. postale 83018
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064083
Cod. catastale I016
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sammartinesi
Patrono san Martino di Tours
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Martino Valle Caudina
Localizzazione del comune in provincia di Avellino
Localizzazione del comune in provincia di Avellino
Sito istituzionale

San Martino Valle Caudina è un comune italiano di 4 785[1] abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situato ai piedi del monte Pizzone e del monte Teano, facenti parte dei monti del Partenio. Ha un'altezza sul livello del mare che varia da 197 m a 1525 m.

Il territorio di San Martino Valle Caudina è caratterizzato da fertili terreni a valle del paese e una rigogliosa vegetazione a nord con fitti castagneti e faggeti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di San Martino sono incerte. Secondo Padre Arcangelo da Montesarchio i Romani conquistato il Caudio, avrebbero elevato un altare al dio della guerra, Marte, da cui Ara Martis che poi il Cristianesimo avrebbe mutato in San Martino. Altri studiosi invece attribuiscono la nascita di San Martino già nell'alto medioevo in base a dei ritrovamenti archeologici. Dal 1200 in poi le vicende del paese si confondono con la storia feudale della famiglia de Lagonissa il cui cognome fu man mano trasformato in della Leonessa. La discendenza della famiglia Della Leonessa continuò fino al 1797 con Giuseppe Maria, duca di San Martino. Estinto il ramo maschile il titolo passò per filiazione femminile ai Ruffo e con Carolina Ruffo ai Pignatelli principi di Monteroduni. Il titolo è oggi conservato nella persona dal duca Giovanni Pignatelli della Leonessa attuale proprietario dell'imponente castello intorno al quale si formò il borgo medioevale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Martino Vescovo

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico. Sulla cima il castello longobardo.
  • Castello Longobardo costruito nell'837; fa parte dei Giardini e parchi storici (L. 1089/1939)

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Obelisco di Piazza Santa Maria
  • Fontana del Salvatore
  • Fontanelle

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Mafariello, località meta di molti turisti nei mesi estivi, grazie alla fonte di acqua oligominerale e un'ampia area adibita per pic nic.
  • Percorso lungo il torrente Caudino
  • Sentiero Italia

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2008 nel territorio di San Martino Valle Caudina risultano residenti 92 cittadini stranieri. Le comunità più estese sono quelle di:

fonte Istat

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Galleria Civica di Arte Contemporanea, ospitata nel palazzo municipale.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

In Piazza XX settembre sono state girate alcune scene de L'uomo in più di Paolo Sorrentino. Nel backstage del DVD in commercio si vede la scena del ritorno ad un concerto di piazza, quasi deserto, da parte del protagonista (Toni Servillo), e ci sono inquadrature di persone di San Martino.

Nel 1974 nel cinema Cavaccini (oggi sede della Banca Unicredit) sono state fatte alcune riprese del film Permettete signora che ami vostra figlia? di Gian Luigi Polidoro con Ugo Tognazzi.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

San Martino è menzionata nel testo di Attento Joe di Edoardo Bennato.

Lucio Dalla vi ha cantato in anteprima mondiale Caruso, durante la rassegna San Martino Arte 1986.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

  • Tarallo di San Palerio: tarallo dolce che si tramanda da secoli nella frazione dove furono ritrovate le reliquie dei santi.
  • Gnocchi: è usanza che nel giorno del santo patrono si mangi questa pietanza e venga offerta dopo la processione.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • San Martino Arte (agosto), rassegna di spettacolo e cultura a cura della Pro Loco[3]; viene svolta in un apposito anfiteatro all'aperto. Per oltre venti anni riuscì a portare nel piccolo centro centinaia di cantanti di rilievo nazionale, e oltre 7000 persone al giorno[senza fonte]. Dal 2006 la rassegna ha iniziato un nuovo percorso con spettacoli teatrali e di cabaret.
  • Illumina la Notte - dicembre [1]
  • Sapori e Tradizioni - settembre [2]
  • Casali in Festa (agosto) festa del quartiere Casali.
  • Notti Magiche in Piazzetta (agosto), a cura della Associazione La Piazzetta

Commemorazioni religiose:

  • prima domenica di marzo e la domenica dopo il Corpus Domini giugno: San Palerio Vescovo e Sant'Equizio Diacono
  • 13 giugno Sant'Antonio da Padova
  • 16 giugno San Palerio Vescovo
  • 18 giugno Sant'Equizio diacono
  • 24 giugno San Giovanni Battista
  • prima domenica di agosto: Processione dei ceri di Sant'Antonio da Padova
  • 11 novembre San Martino di Tours
  • Festa Regina della Pace - agosto
  • Festa di San Martino - novembre

Persone legate a San Martino Valle Caudina[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia Del Balzo (de Baux)[modifica | modifica wikitesto]

Caterina de Bauciis (del Balzo) acquisì la Terra di San Martino dopo la morte del marito Guglielmo Scotto che la portò come dote nel (1341).

Famiglia Del Balzo[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Cenci Bolognetti - Del Balzo

Erano baroni del suffeudo La Mensa per concessione di Fabio Maria della Leonessa, duca di San Martino e principe di Sepino, padrone di Ceppaloni, Roccabascerana e Terranova Fossaceca.

Nel 1860 Francesco Del Balzo fu nominato sindaco di San Martino da Francesco De Sanctis. Il figlio, Carlo del Balzo (1853-1908), fu scrittore, giornalista e deputato; scrisse vari romanzi tra cui: Napoli e i Napoletani, Parigi e i parigini (che ottenne un'accoglienza favorevole anche da Benedetto Croce); fu amico di Giovanni Verga e Matilde Serao. Pubblicò dieci romanzi documento e ben quindici volumi sul tema "Poesie di mille autori intorno a Dante Alighieri". Girolamo Beltramo Del Balzo fu sindaco di San Martino, eletto deputato di Avellino e Baiano nel 1873 (XV Legislatura) sconfiggendo De Sanctis. Fu Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Famiglia Imbriani[modifica | modifica wikitesto]

Matteo Renato Imbriani figlio del letterato Paolo Emilio (1808 - 1877), nacque a Napoli il 28 novembre 1843. Venne eletto deputato nelle elezioni del 1897 dopo aver superato in ballottaggio il candidato Alessandro Modestino. Ritornò alla Camera nel 1900 come deputato del collegio di Jesi e ne uscì definitivamente nel 1904 dopo la caduta del suo collegio. La sua presenza fu incisiva nelle scelte dell'estrema sinistra. Morì a San Martino nella sua amatissima "Casa Giulia" il 12 settembre 1901.

Santi[modifica | modifica wikitesto]

Da non dimenticare San Palerio Vescovo telesino, e Sant'Equizio diacono, vissuti verso la metà o la fine del IX secolo, fuggiti a San Martino per scampare alla distruzione di Telese, incendiata nell'876. Nel 1713, il giorno 5 marzo, alla presenza di Vincenzo Maria Orsini futuro Papa, le reliquie dei Santi furono tumulate sotto l’altare maggiore della Collegiata di San Giovanni Battista. Il 17 giugno 2012 ha inizio l'anno Paleriano, in occasione del trecentesimo anniversario del rinvenimento delle reliquie a San Martino Valle Caudina. Presente all'apertura dell'Anno Paleriano e alla consegna del decreto della Penitenzeria Apostolica che concede l'indulgenza plenaria rilasciata da Benedetto XVI, il cardinale Bernard Francis Law. Per l'occasione, le sacre reliquie sono esposte in una teca di vetro nella Chiesa di San Martino Vescovo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Partenio - Vallo di Lauro e del Parco regionale del Partenio.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • A San Martino Valle Caudina, Mike Bongiorno incontrò per la terza volta la ragazza che poi sarebbe diventata la sua futura moglie e da quell'incontro decise di non lasciarla più. Ci finì per caso dato che un concerto era stato spostato a causa della pioggia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Pro Loco

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

San Martino Valle Caudina[modifica | modifica wikitesto]

  • Costantino Fucci, San Martino di Valle Caudina, dalle origini al 1860 (1927)
  • Luigi Barionovi, Il borgo medioevale di San Martino Valle Caudina nel Settecento attraverso il catasto onciario
  • Costantino Fucci, Saggio di folclore caudino; i canti popolari di San Martino Valle Caudina (1933)
  • Costantino Fucci, L'arte popolare medica di San Martino Valle Caudina (1934)
  • Costantino Fucci, San Martino di Valle Caudina nella storia e nella cronaca (1935)
  • Gianni Raviele, San Martino Valle Caudina: gli anni della "politica redenzione". Cronistoria del brigantaggio 1860-1864
  • Gianni Raviele, Le ore nere, 1943-1946: cronistoria di una speranza in un paese del Sud (1979)
  • Gianni Raviele, Il Paese di Marcoffe (1985).
  • Gianni Raviele, L'uva matura, Sellino Editore (2007).
  • Mario Cresci, Uno sguardo tra gli altri: San Martino Valle Caudina (1984)
  • Mimmo Jodice, Qui come altrove: San Martino Valle Caudina (1985) introduzione di Gianni Raviele
  • Vincenzo Napolitano, I castelli della Valle Caudina: Airola, Cervinara, Montesarchio, San Martino (1989)
  • Andrzej Dróżdż, Gli Amanti della giustizia. Un parroco giacobino e la sua biblioteca nella società napoletana del XVIII secolo, a cura dell'Ente Provincia di Avellino e del Comune di San Martino Valle Caudina (1999)On line: http://mbc.malopolska.pl/dlibra/doccontent?id=82003&dirids=1
  • Andrzej Dróżdż, Książki i rewolucja. Ks. Antonio Marini - neapolitański jakobin i jego biblioteka, Wydawnictwo Naukowe AP, Kraków 2004.

Santi Palerio ed Equizio[modifica | modifica wikitesto]

  • Costantino Fucci, I Santi Palerio ed Equizio in San Martino Valle Caudina (1926)
  • Mons. Ugo della Camera, Nota pastorale di S.E. Carlo Minchiatti arcivescovo di Benevento; Ugo della Camera in occasione della ricognizione dei resti dei Santi Palerio ed Equizio avvenuta il 5 marzo 1990 (1990)
  • Mons. Pasquale Maria Mainolfi, Testimoni del Vangelo in Terra Caudina: I Santi Palerio ed Equizio a San Martino Valle Caudina (2005)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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