Matteo Renato Imbriani

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Matteo Renato Imbriani
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Luogo nascita Napoli
Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1816).svg Due Sicilie
Data nascita 28 novembre 1843
Luogo morte San Martino Valle Caudina bandiera Italia
Data morte 12 settembre 1901
Partito Partito radicale storico
Legislatura XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI del Regno d'Italia
Gruppo Radicale
Circoscrizione Bari (XVI-XVIII legislatura), Trani (XIX-XXI legislatura)
Collegio Bari II

Matteo Renato Imbriani (Napoli, 28 novembre 1843San Martino Valle Caudina, 12 settembre 1901) è stato un politico italiano, esponente dell'Partito radicale storico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio del letterato Paolo Emilio Imbriani, seguì il padre in esilio, ed ebbe una ferrea educazione, dapprima in un collegio privato di Torino, poi in un collegio militare.

Nel 1859 combatté coi Piemontesi, nel 1860 fu con Garibaldi a Castel Morrone. Nel 1866, capitano, combatté nel Trentino. Successivamente si recò in Francia, per rilevare la salma del fratello Giorgio, caduto nel 1870 a Digione, contro i Prussiani.Per oltre 40 anni ha custodito a casa sua l'urna con i resti di Pilade Bronzetti, che vennero consegnate dalla moglie Irene alla città di Trento il 27 settembre 1921.

Il primo contatto con la realtà irpina, dove poi soggiornerà a lungo negli anni finali della vita, ci fu nel triennio 1872-1875 quando con la moglie si stabilì a San Martino nella casa di famiglia, ma, nonostante il forte legame alle origini della famiglia, trascorse solo pochi anni a San Martino Valle Caudina (AV). Questo primo e breve periodo di soggiorno nella Casa Giulia, per ragioni di salute e per affari politici, non lasciò alcun segno evidente nella vita politica del paese. L'insuccesso delle sue candidature nelle elezioni di quella provincia lo testimonia.

Veri centri della sua attività politica furono Napoli e la Puglia, che lo elesse deputato nei collegi di Trani e di Corato. Anche a lui si deve la realizzazione dell'Acquedotto Pugliese. Un articolo del Corriere delle Puglie riporta, dalla penna del suo direttore Martino Cassano (nonostante la profonda avversione tra i due), l'appassionata dialettica con cui l'On. Imbriani sottolineò la necessità per la Puglia di un acquedotto funzionale, in seno ad una riunione tematica tra buona parte dei deputati pugliesi convocata dall'allora Presidente della Provincia Lattanzio.

Morì, nella sua amatissima Casa Giulia il 12 settembre 1901. La moglie Irene Scodnik è stata il suo più attendibile biografo.

Monumenti commemorativi[modifica | modifica sorgente]

Nella sua ultima abitazione è presente una lapide, fregiata da rame bronzeo, di quercia e d'alloro, con una magnifica nobilissima iscrizione.

« (Napoli) Matteo Renato Imbriani ammoniva da questa casa il popolo prediletto

d'intendere con opera animosa e costante alla integrità e alla libertà d'Italia minacciate da rissose ambizioni, insidiate da colleganze codarde. Il sodalizio democratico, ricordando il magnanimo cittadino e proseguendone l'opera, ravviva la sua fede nella vittoria dell'Ideale. XX Settembre MCMV.  »

(Epigrafe di Mario Rapisardi)

Dopo la sua morte molte altre lapidi furono a lui dedicate: ad Ariano Irpino il 20 settembre 1902; ad Avellino sulla facciata del Palazzo dei Tribunali 26 ottobre 1902 dove si legge un'epigrafe di Giovanni Bovio e ovviamente a San Martino Valle Caudina fatta dall'On. Roberto Mirabelli. Anche sulla facciata del palazzo comunale di Poggio Mirteto vi è, dal 1911, una lapide che ricorda come "apostoli della libertà" lui ed Andrea Costa.

A Barga (LU) sulla terrazza del Caffè Capetz, allora ritrovo della nobiltà locale, vi è una lapide, composta da Giovanni Pascoli, che ne ricorda la presenza:

" Da questa terrazza

il tre di agosto del 1897

Antionio Mordini e Matteo Renato Imbriani

contemplarono il tramonto

e il sole illuminando le fronti severe e serene

dei due apostoli dell'ideale

sembrava ricingere di un fulgor di gloria

le due forti generazioni che fecero l'Italia.

Sole che quando tramonti non fai che promettere l'alba

sia dell'italica idea sia della gloria così"

Nel nord-est del centro storico di Perugia vi è una via denominata Matteo Renato Imbriani; Parma gli ha invece intitolato una delle principali strade del caratteristico quartiere dell'Oltretorrente. Anche a Trieste, Catania, Zafferana Etnea, Sesto Fiorentino, Lecce, Barletta, Trani, Canosa di Puglia, Napoli, Afragola, esistono strade a lui intitolate. Una imponente statua in bronzo nel centro storico, una via ad essa adiacente e una scuola media sono state a lui dedicate a Corato(Ba). A Bari gli è stata dedicata anche una scuola media oltre all'omonima via dove si trova la scuola. Sulla facciata del Municipio di Poggio Mirteto vi è una targa che ricorda un suo comizio.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]