Grottaminarda

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Grottaminarda
comune
Grottaminarda – Stemma Grottaminarda – Bandiera
Grottaminarda – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Giovanni Ianniciello (lista civica Concreti liberi forti) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 41°04′15″N 15°03′35″E / 41.070833°N 15.059722°E41.070833; 15.059722 (Grottaminarda)Coordinate: 41°04′15″N 15°03′35″E / 41.070833°N 15.059722°E41.070833; 15.059722 (Grottaminarda)
Altitudine 405 m s.l.m.
Superficie 28,94 km²
Abitanti 8 359[1] (31-12-2010)
Densità 288,84 ab./km²
Frazioni Bosco, Carpignano, Ciavolone - Conduttiello - Feudo Cortesano - Filette - Ischia Cardone - Marmo - San Martino - San Pietro - Schivito - Tremolizzi
Comuni confinanti Ariano Irpino, Bonito, Flumeri, Fontanarosa, Frigento, Gesualdo, Melito Irpino, Mirabella Eclano
Altre informazioni
Cod. postale 83035
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064038
Cod. catastale E206
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti grottesi
Patrono san Tommaso d'Aquino; Compatroni: sant'Antonio da Padova, san Rocco da Montpellier
Giorno festivo 7 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grottaminarda
Sito istituzionale

Grottaminarda (pronuncia ġrǪttaminàrda[2]; Ròtta in dialetto grottese) è un comune italiano di 8.298 abitanti in provincia di Avellino in Campania. Si trova nell'Irpinia settentrionale. Gli abitanti si chiamano grottesi (Ruttìse in dialetto).

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune sorge all'imbocco della media valle dell'Ufita, ai margini dei ridossi collinari Catauro e Tamauro.

Posizione del Comune di Grottaminarda

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Lungo il territorio comunale scorre il fiume Ufita, tributario del fiume Calore.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Trovandosi nell'entroterra campano, Grottaminarda è caratterizzata da un clima di tipo temperato in cui, come testimoniato dalla classificazione climatica estrema[5], ad inverni freddi si alternano estati miti.

Le precipitazioni non sono molto abbondanti e si attestano sopra i 600 mm[6]annui, mentre nella parte occidentale della provincia superano i 1200 mm[7]. Durante l'inverno sono possibili le nevicate. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,8 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +21,6 °C.[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prima di Grottaminarda[modifica | modifica sorgente]

"L'abitato odierno è situato lungo un importante snodo viario che fin dalla preistoria ha reso agevole il passaggio dal Tirreno al litorale Adriatico, grazie alla presenza di naturali vie di comunicazioni riprese in epoca romana da una variante dell'Appia (Via Aurelia Aeclanensis) e successivamente dalla Nazionale delle Puglie.

Gruppi umani ne hanno frequentato il territorio fin dal Neolitico antico (V-IV millennio a.C.), come testimoniano i recenti ritrovamenti nelle campagne grottesi di frammenti di ceramica impressa d'impasto grossolano, decorati da motivi digitalati o cardiali, riferibili alla corrente culturale di Rendina.

Ad una fase finale dell'età neolitica (fine IV-inizi III millennio a.C.) si colloca una stazione preistorica da localizzare con molta probabilità in contrada Ciavolone, da dove provengono numerose ceramiche d'impasto bruno o rossastro ascrivibili alla Cultura di Diana-Bellavista, tra cui sono le tipiche anse a rocchetto e vari strumenti in selce garganica (raschiatoi, lame, coltelli) o in ossidiana liparota (elementi di falcetto e lamelle): utensili, questi, utilizzati nelle attività quotidiane e testimoni della presenza di una comunità stabile che aveva da tempo sviluppato un'attività di scambio sfruttando i percorsi naturali su medie e lunghe distanze.

Il periodo Eneolitico (III millennio a.C.) è documentato nelle contrade San Pietro e Bosco, dove la presenza di una stazione preistorica è attestata dal ritrovamento di numerosi frammenti ceramici d'impasto con superficie esterna lavorata a squame o ad embrici, stilisticamente vicini all'orizzonte culturale di Laterza, mentre alcuni resti di vasi campaniformi con anse a gomito si datano alla fine del III millennio a.C. L'industria litica di questo periodo è rappresentata da due asce di pietra, alcune lame e una cuspide di freccia di selce con alette.

Durante l'età del Bronzo, le campagne grottesi sono frequentate da altri gruppi umani, come attestano la scoperta di un esemplare di ansa ad ascia e il recupero di alcune forme ceramiche del Protoappenninico (XVI secolo a.C.). Al Bronzo medio della Cultura Appenninica (XV-XIV secolo a.C.) si riferiscono i frammenti di ceramica costituiti da un impasto compatto a superficie bruna o nera, lisciata e lucidata, pertinenti per lo più a tazze e ciotole carenate decorate da motivi complessi meandro-spiralici ottenuti mediante intaglio o incisione. Resti di grossi contenitori di derrate d'impasto grossolano (doli) con cordonatura applicata digitalata, confermano, inoltre, di come l'economia di questi insediamenti protostorici grottesi si basasse quasi esclusivamente sull'attività pastorale e sulla pratica agricola.

Alla tarda età del Ferro (VIII-VI secolo a.C.) vengono datati una punta di lancia di bronzo con lama a fiamma e immanicatura a cannone e un askos acromo, decorato da motivi geometrici dipinti, importato dalla vicina Daunia. Durante la dominazione dei Samnites Hirpini (V-IV secolo a.C.) nella zona sorgono piccoli insediamenti rurali costituiti da una serie di unità abitative la cui presenza è segnalata dalla scoperta di tombe che hanno restituito corredi funerari ricchi di vasellame a vernice nera. Il ritrovamento di una serie di pesi vitili da telaio dello stesso periodo conferma la diffusa pratica dell'allevamento e della lavorazione della lana, di cui evidentemente viene praticato il commercio con l'Apulia.

In epoca romana tutta la zona rientra nella giurisdizione della vicina colonia di Aeclanum (Passo di Mirabella) ed è costellata dalla presenza di ben organizzate ville rustiche di produzione, la cui diffusione sembra essere attestata sia dalle numerose aree di frammenti fittili rilevate in gran parte dell'odierno territorio comunale sia dal ritrovamento di frammenti ceramici d'uso comune, elementi architettonici in marmo e in calcare locale (colonne, cornici, capitelli, blocchi squadrati), monete ed iscrizioni funerarie, avvenuto nelle località Sant'Andrea di Carpignano, Bosco, Versura, Ruvitiello e nei pressi del fiume Ufita, dove sembra sia stato trovato anche un gruppo di terrecotte votive, lucerne e vasi miniaturistici del III secolo a.C.

Da Grottaminarda provengono, infine, una statua panneggiata in breccia calcarea rosata raffigurante una divinità femminile, una testa ritratto marmorea di Druso Senior di epoca augustea scoperta tra i ruderi del Castello d'Aquino, una statua femminile panneggiata con attributi di Cerere di età imperiale, oggi rispettivamente conservate nel Convento dei Padri Mercedari della frazione Carpignano, nel locale Antiquarium comunale e presso il Museo Archeologico Irpino di Avellino" (testo integralmente tratto da Giampiero GALASSO, Grottaminarda. Storia, arte, immagini, De Angelis Editore, Avellino 2001 p.9-10).

Le origini e l'epoca medievale[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Secondo l'interpretazione piè accreditata, il nome del comune è un composto di grotta e di un nome medievale di persona Maynardus, di origine germanica. Sono comunque note altre interpretazioni fantasiose dell'origine del toponimo come quella di una sua derivazione da una grotta dedicata alla dea Minerva (Cripta Minervae).

Il paese, sotto il nome di Grottaminarda, secondo la testimonianza di Scipione Ammirato, compare solo a partire dall'agosto 1229[3].

L'antico toponimo era Cripta, Grotta o Grutta, talvolta anche nelle forme al plurale. Il primo documento dove compare il toponimo grottese è una Cartula Donationis, redatta tra il maggio e l'agosto 991, nella forma Cripte insieme all'indicazione de Carpinetum (l'odierna frazione di Carpignano)[4].

Tra il 1229 e il secolo XV si alternano Cripta, Criptaminarda, Criptamainarda, Grottamainarda e Grottaminarda. Solamente nel corso del secolo XVI appare stabilizzarsi il nome del paese nella forma unica e definitiva di Grottaminarda.[5]

Il comune di Grottaminarda compare per la prima volta nella storia scritta nell'estate del 991, col nome di Cripta.[4] Durante l'età normanna, e per tutto il corso del XII secolo, il suo nome è legato alla figura di Trogisio de Cripta e alla sua famiglia, che lo terrà in feudo fino all'inizio del XIII secolo. Verso il 1210 è attestato quale signore di Grotta un tal Andrea della nobile famiglia d'Aquino. Gli aquinate terranno il feudo di Grottaminarda fino al 1528.

L'Età moderna[modifica | modifica sorgente]

L'Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Feudatari di Grottaminarda[modifica | modifica sorgente]

(Trogisii - XII secolo)

  • Trogisio de Cripta
  • Ruggero de Cripta, f. di Trog.

(d'Aquino - Inizio XIII secolo-1528)

  • Andrea d'Aquino
  • Landolfo I d'Aquino, f. di An.
  • Andrea II d'Aquino, f. di Lan.
  • Tommaso d'Aquino, fr. di An.
  • Luca d'Aquino, f. di Tom.
  • Landolfo II d'Aquino, f. di L.
  • Niccolò d'Aquino, f. di Lan.
  • Antonio d'Aquino, f. di Nic.
  • Matteo d'Aquino, f. di Ant.
  • Ladislao I d'Aquino, f. di Mat.
  • Gaspare d'Aquino, f. di Lad
  • Ladislao II d'Aquino, f. di Gas.

(Bombardon e Yenois - 1529)

  • Bombardon e Giovanni Yenois

(de Rupt - 15321551)

  • Francesco de Rupt,
  • Beatrice de Rupt, f. di Franc.
  • Sistilla de Rupt, sorella di Beatr. e f. di Franc.

(Loffredo - 15531592)

  • Ferdinando I de Loffredo
  • Francesco de Loffredo, f. di Ferd.
  • Ferdinando II de Loffredo, f. di Franc.

(Cosso o Coscia 15921623)

  • Giovanni Paolo Cosso
  • Pietro Cosso, f. di Gio. P.
  • Onofrio Cosso, f. di P.
  • Lucrezia Cosso con il marito Ferrante De Alarcon e Mendoza, f di Gio. P.

(Pescara - 1623-1627)

  • Giovan Battista Pescara
  • Giovan Francesco Pescara, f. di Gio. B.

(Cornea - 1627-ante 1649)

  • Fulvio della Cornea

(Posta - 1698-1729)

  • Giovan Battista della Posta
  • Pietro della Posta, f. di Gio. B., Duca di Grottaminarda 1716

((Coscia - 17291806)

  • Baldassare Coscia
  • Raffaele Coscia, f. di Bald.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

« Il comune ha il seguente stemma e gonfalone: Leone passante su barra sottile disposta obliquamente che si poggia su n. 4 fasce, tutto dentro uno scudo sormontato da una corona di cinque punte e sopra di questo la scritta COMUNE DI GROTTAMINARDA; sotto lo scudo una ghirlanda di rami e bacche di querce ed olivo intrecciati da un nastro, il tutto inserito sul drappo grigio e azzurro riccamente ornato di fregi di forma rettangolare che termina a tre punte.[6] »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Castello d'Aquino, Palazzo Baronale

Il Castello d'Aquino è appartenuto a famiglie nobili per molti secoli, ma dal 1988 e di proprietà del Comune di Grottaminarda. Risale al Medioevo e fu ampliato nel XII secolo, quando venne costruito il muro difensivo esterno. Il castello fu spesso danneggiato dai numerosi terremoti che interessarono l'area. Fu sempre, però, ricostruito e in un documento del 1531 veniva descritto come una perla difensiva. A seguito dei terremoti del 1694 e 1734 la parte meridionale del castello divenne zona residenziale, mentre la parte opposta fu trasformata in un giardino con terrazzo. Il castello ha due torri cilindriche alte quasi 14 metri, che furono costruite utilizzando pietra calcarea. Dall'alto delle torri si gode una bellissima veduta dell'intera cittadina. Fino al 2008 ha ospitato la sede locale del Centro per la Sismologia e l'Ingegneria Sismica. Il 7 marzo 2009 è stato aperto al pubblico per permettere la visitazione del castello e dei giardini. Parte del Castello è stato adibito ad uso di museo e biblioteca comunale.[7]

Dogana Aragonese

Dichiarata monumento nazionale, fu costruita nel 1443 e venne sopraelevata nel 1774. Questo edificio è uno dei rari esempi di stazione di posta ancora esistente sull'antica strada regia delle Puglie. Era utilizzata principalmente per il cambio dei cavalli.

La Fontana del Re
La Fontana del Re lungo la S.S. 90 delle Puglie

Costruita nel 1606 lungo la Strada Regia delle Puglie, su un progetto di Scipione Galluccio e Andrea Insano. Venne restaurata durante la prima metà del XVIII secolo.[8]

Fontana Civile

Situata a largo Mercato, fu costruita nel 1875, su progetto dell'ingegnere arianese Raffaele d'Agostino. A Coppa di forma ovale.situata a largo Mercato.[9]

Tomba di Osvaldo Sanini

Recentemente restaurata e ripulita, il cimitero di Grottaminarda ospita la tomba del poco noto poeta Osvaldo Sanini, di origine parmense, ma naturalizzato "grottese". Egli soggiornò a Grottaminarda anche dopo la caduta del regime fascista, che gli impediva di poter tornare nella propria città di origine. Al poeta è dedicata la Biblioteca Comunale[10]

Palazzo degli Uffici/ Palazzo Portoghesi

Progettato dall'architetto Paolo Portoghesi, durante gli anni novanta del Novecento. Ha ospitato fino al marzo 2009 il Museo Civico Filippo Buonopane e la Biblioteca Osvaldo Sannini.

Altro

Altre importanti strutture civili sono: il Palazzo Vitale (Ottocentesco) a largo Mercato; il Palazzo Petrillo (settecentesco) a Largo Volpe; il Palazzo Ciaburri (Settecentesco) a via Ciaburri, in fase di restauro (2011); il Monumento ai caduti in piazza Vittoria; la masseria con torre colombaia (Settecentesco) in località Palombara; il ponte San Carlo in località Pioppi.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di S. Maria Maggiore e Campanile

A pochi metri dal Castello di Aquino c'è la chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita nel 1478. Essa ha struttura a croce latina, con una navata centrale e cappelle laterali in stile barocco. Nella chiesa sono conservati dipinti del XVIII secolo, tra i quail un olio su tela raffigurante San Tommaso e San Giacomo (ex-protettore della città), attribuito al pittore napoletano Antonio Sarnelli, e un affresco a soffitto del 1768 rappresentante la glorificazione dell'Assunta, del pittore solofrano Matteo Vigilante. Oltre ai dipinti troviamo un battistero di marmo del XVIII secolo con una porticina di argento, e un monumentale organo a canne del 1799. Accanto alla chiesa e situata la torre campanaria, costruita tra il 1712 e il 1766 dal maestro Ciriaco di Silva da Mercogliano, su disegno del Vanvitelli. Essa ha una base quadrata e misura 36 metri di altezza. È sede della Parrocchia di Santa Maria Maggiore.

Chiesa di Sant'Angelo o di San Michele Arcangelo e Campanile

Fu edificata nel 1541, su di un antico sacello dedicato all'Arcangelo situato all'interno di una grotta. Dell'antico impianto ecclesiastico pre-seicentesco si conserva soltanto la torre campanaria edificata nel X secolo ed ampliata nell'XI-XII secolo. La Chiesa fu la sede della Parrocchia di San Michele, soppressa nel 2004.

Chiesa di San Tommaso d'Aquino

A pochi metri dalla Chiesa di San Michele è situata la chiesa di san Tommaso d'Aquino edificata nel 1636 dalla Congrega di San Tommaso d'Aquino, su una precedente cappella documentata nel 1528. Il terremoto del 1980 ha danneggiato pesantemente l'antica chiesa, che negli anni novanta del Novecento è stata ricostruita. Al suo interno conserva una "pietà" lignea a grandezza naturale della prima metà del Cinquecento e un busto di ottone e argento raffigurante San Tommaso d'Aquino.

Chiesa di S. Maria del Rosario

Attestata nel XVI secolo. Dopo il terremoto del 1980 è stata ricostruita interamente. È stata consacrata l'8 dicembre 2000. Nei locali adiacenti alla chiesa è conservata una mostra permanente sulle congreghe religiose di Grottaminarda.

La chiesa di Sant'Antonio nella frazione Bosco.

I lavori di costruzione della Chiesa iniziarono nel 1927[11], ma la chiesa venne completata solo verso la fine degli anni cinquanta. Venne infatti consacrata il 10 dicembre 1959[12]. Il terremoto del 1980 la danneggiò gravemente ma è stata riaperta al culto nel 1988.

Altri luoghi[modifica | modifica sorgente]

Santuario della Madonna di Carpignano
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carpignano (Grottaminarda).

A 5 km da Grottaminarda, nella frazione Carpignano, si trova il Santuario della Madonna di Carpignano. All'interno del Santuario, gestito dai Padri Mercedari, nella Chiesa, è conservato una tavola, di 205x72 cm, raffigurante la Madonna con Bambino. Secondo la leggenda questa tavola fu trovata da alcuni pastori nel 1150, nel cavo di un grosso albero di carpino.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[13]

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Grottaminarda, al 31 dicembre 2008, risultano residenti 135 cittadini stranieri. Le comunità più numerose sono quelle di:

fonte Istat

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Biblioteca comunale Osvaldo Sanini[modifica | modifica sorgente]

Situata all'interno del Castello. Conserva più di 8000 volumi.

Museo Civico Filippo Buonopane[modifica | modifica sorgente]

Situato all'interno del Castello, conserva preziose testimonianze della storia locale.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

  • Scuole dell'infanzia e scuola primaria[14]
Nel Comune, in via Alcide De Gasperi, è situato il circolo didattico “Direzione Didattica Luigi Lazzaruolo”, comprensivo della scuola dell'infanzia e della scuola primaria.
Sono attive la "scuola primaria e dell'infanzia Maria Pia Landi" in contrada Piani e la "Scuola dell'Infanzia" nella frazione Carpignano.
Inoltre è attiva la scuola paritaria "Scuola dell'Infazia Francesco e Antonio Cogliani", gestita dalle Suore Betlemite.
  • Scuole secondarie di I grado[14]
È attiva la scuola secondaria di I grado, Giovanni XXIII, in via Alcide De Gasperi.
  • Scuole secondarie di II grado[14]
È operante l'”Istituto d'Istruzione Superiore di Grottaminarda”[15], comprensivo di tre scuole secondarie di II grado: l'Istituto Tecnico Commerciale Vincenzo Volpe, l'Istituto Tecnico Industriale Ettore Majorana, l'Istituto d'Arte.

Università[modifica | modifica sorgente]

Grottaminarda è sede del Polo Didattico della Seconda Università di Napoli.[16] Il Polo ha ospitato, in passato, quattro corsi di laurea delle professioni sanitarie, un "Corso di formazione in Conservazione, valorizzazione e design di prodotti ceramici"[17]. Attualmente ospita la "Scuola di Alta Formazione in Sicurezza sul lavoro"[18].

Premi letterari[modifica | modifica sorgente]

Premio Eleonora Bianco[modifica | modifica sorgente]

Istituito nel 2007 dalla famiglia Petitto-Bianco, di Roma, in accordo con il comune di Grottaminarda e con il provveditorato agli studi, in ricordo di Eleonora Bianco, originaria di Grottaminarda. Viene finanziato dalla famiglia Petitto e dalla BCC-Credito Cooperativo Irpinia. Vi possono partecipare tutti gli studenti della scuola dell'obbligo residenti a Grottaminarda.[19]

Persone legate a Grottaminarda[modifica | modifica sorgente]

Grottesi illustri

  • Nicola da Grottaminarda (XIV secolo), dell'ordine dei Frati Minori, vescovo di Rapolla nel 1349.
  • Egidio Scalione (seconda metà del XVI sec - dopo il 1605), dell'Ordine dei Minimi, poeta. Autore di una biografia in versi su San Francesco di Paola, intitolata "Sacri Fasti" (Perugia, 1596).[20]
  • Roberto de Roberti (XVII secolo), scrittore.
  • Roberto Bernardo (XVII secolo), scrittore e teologo.
  • Angiolo Volpe (1838-1894), figlio del pittore Antonio Volpe, pittore.[21]
  • Vincenzo Volpe (1855 - 1929), figlio di Antonio e fratello di Angelo Volpe, allievo del Morelli all'Accademia d'Arte di Napoli. Il paese lo ricorda con un busto di bronzo posto all'ingresso del Municipio. A lui è intitolato l'Istituto Tecnico Commerciale "Vincenzo Volpe"[22]
  • Antonio Palomba (1940), scrittore e saggista.
  • Leopoldo Faretra (1908-2001), medico deportato in un lager nazista nel 1943 e noto in paese per le cure, anche gratuite, messe a disposizione dei più bisognosi.

Vissute o legate in altro modo a Grottaminarda

  • Osvaldo Sanini (La Canea, 15 settembre 1876 – Grottaminarda, 28 febbraio 1962) giornalista, poeta e scrittore italiano.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Tra le specialità tipiche la "ciambottella", peperoncini piccanti al pomodoro, oppure i "cicatielli col pulieio", un'erba aromatica che cresce spontaneamente nelle terre grottesi, già conosciuta anche ai tempi dei Romani. Rinomate sono anche le maniere di cucinare il baccalà, unico genere di pesce che è possibile trovare anche nelle zone dell'entroterra data la possibilità di conservarlo in salamoia. Apprezzato certamente il "baccalà alla pertecaregna", così chiamato perché veniva portato in pasto dalle donne di casa ai braccianti che aravano la terra ("pertecara"=aratro), oppure il "baccalà a ciambottella", cucinato nel sugo con i peperoni. Nella produzione di vino, si nota una grande coltura delle viti Aglianico.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Uno degli eventi ricorrenti e che si svolge ogni anno, alla fine del mese di agosto, è il Festone, localmente noto per lo spettacolo di fuochi pirotecnici.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Trasporti su strada[modifica | modifica sorgente]

Grottaminarda dispone di un casello sull'autostrada A16 ed è attraversata dalla strada statale 90 delle Puglie.

Trasporti ferroviari[modifica | modifica sorgente]

Grottaminarda è servita dalla stazione di Ariano Irpino, sulla ferrovia Napoli-Foggia.

Distanze principali[modifica | modifica sorgente]

Grottaminarda dista circa

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gli Uffici comunali hanno sede in via Alcide De Gasperi.

Sindaci di Grottaminarda[modifica | modifica sorgente]

Dalle elezioni del 1914 alle elezioni del 2014.[23]

Periodo Primo Cittadino Partito o lista civica carica note
giugno 1914 - marzo 1916 Federico Giuliani Sindaco Elezioni 1914
marzo 1916 - ottobre 1920 Emilio Morelli Sindaco
ottobre 1920 - marzo 1927 Antonio Baldassarre Sindaco Elezioni 1920
marzo 1927 - settembre 1929 Antonio Baldassarre Podestà
settembre 1929 - maggio 1930 Vincenzo Di Iorio Podestà
maggio 1930 - maggio 1934 Antonio Baldassarre Podestà
maggio 1934 - settembre 1936 Euplio Vitale Podestà
settembre 1936 - marzo 1939 Aristide Del Grosso Podestà
marzo 1939 - gennaio 1943 Aristide Romano Podestà
febbraio 1943 - marzo 1944 Ciriaco Flammia Podestà
marzo 1944 - settembre 1944 Pasquale Giusto Sindaco
settembre 1944 - marzo 1946 Achille Vitale Commissario prefettizio
1946 - 1952 Antonio Romano Democrazia Cristiana Sindaco Elezioni 1946
1952 - 1953 Aristide Romano Stella e corona Sindaco Elezioni 1952
1953 - 1957 Achille Vitale Democrazia Cristiana Sindaco Elezioni 1953
1957 - 1961 Achille Vitale Indipendente Sindaco Elezioni 1957
1961 - 1964 Guerino De Placido Democrazia Cristiana Sindaco Elezioni 1961
1964 - 1965 Aristide Romano Monarchico Sindaco Elezioni 1964
1965 - 1966 Aristide Romano Monarchico Sindaco
1966 Nicola Tocco Monarchico Sindaco
1966 - 1968 Paolo Abruzzese Democrazia Cristiana Sindaco
1968 - 1969 Aristide Romano Monarchico Sindaco
1969 - 1970 Achille Vitale Indipendente Sindaco
1970 - 1975 Antonio Morelli Democrazia Cristiana Sindaco Elezioni 1970
1975 - 1976 Angiolino Pucillo Democrazia Cristiana Sindaco Elezioni 1975
1976 Emiddio Ianniciello Democrazia Cristiana Sindaco
1976 - 1977 Renato Cataruozzolo Democrazia Cristiana Sindaco
1977 - 1978 Vincenzo Blasi Democrazia Cristiana Sindaco
1978 - 1980 Angiolino Pucillo Democrazia Cristiana Sindaco
1980 - 1981 Angiolino Pucillo Democrazia Cristiana Sindaco Elezioni 1980
1981 - 1983 Antonio Nasti Democrazia Cristiana Sindaco
1983 - 1983 Luigi De Luca Democrazia Cristiana Sindaco
1983 - 1985 Angiolino Pucillo Democrazia Cristiana Sindaco
1985 - 1986 Giuseppe Barrasso Partito comunista Sindaco Elezioni 1985
1986 - 1987 Michelino Lanza Democrazia Cristiana Sindaco
1987 - 1988 Vincenzo De Luca Democrazia Cristiana Sindaco
1988 - 1990 Angelo Flammia Partito comunista Sindaco
1990 - 1991 Antonio Nasti Democrazia Cristiana Sindaco Elezioni 1990
1991 - 1993 Francesco Flammia Democrazia Cristiana Sindaco
1993 - 1995 Benigno Blasi Democrazia Cristiana Sindaco
1995 - 1999 Francesco Flammia Ulivo-democratici Sindaco Elezioni 1995
13 giugno 1999 - 12 giugno 2004 Giuseppe Romano Il gallo Sindaco Elezioni 1999[24]
12 giugno 2004 - 07 giugno 2009 Giovanni Ianniciello Il gallo Sindaco Elezioni 2004[25]
07 giugno 2009 - 25 maggio 2014 Giovanni Ianniciello Il gallo Sindaco Elezioni 2009[26]
25 maggio 2014 - Angelo Cobino Il gallo Sindaco Elezioni 2014[27]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il paese è stato il set cinematografico del celebre film Signori si nasce con protagonisti quali Totò, Peppino De Filippo, Delia Scala e Remo Garrone. Infatti all'attore e alla memoria di quell'evento fu intitolata una piazza: piazza Antonio De Curtis dove a ridosso della scalinata si trova un altorilievo che rappresenta la figura del grande attore.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia
  3. ^ Ammirato, Scipione, Delle Famiglie Nobili Napoletane. Firenze, appresso Giorgio Marescotti, 1580, pp. 154-155; Hullard–Bréhelles, Historia diplomatica Federici secondi vol. III, 1859
  4. ^ a b Codice Diplomatico Verginiano, a c. di Tropeano, Placido Mario. Vol. II, doc. nr. 101. Montevergine, Edizioni Padri Benedettini, 1979.
  5. ^ Palomba A.; Romano, E., op. cit., p. 48, 1989.
  6. ^ http://incomune.interno.it/statuti/statuti/grottaminarda.pdf , art. 4 c.4a
  7. ^ documentario
  8. ^ Galasso, G., op. cit., p. 23, 2001.
  9. ^ Galasso, G., op. cit., p. 22, 2001.
  10. ^ Fino a qualche decennio fa sulla facciata dell'abitazione in cui lo stesso Sanini soggiornò era conservata una targa commemorativa. Attualmente la targa è conservata nella Biblioteca Civica, dove è conservato anche un fondo Sanini, con le carte dell'autore.
  11. ^ Come dice l'iscrizione sull'architrave del portale d'ingresso: “D. O. M. DIVO ANTONIO CARITAS FIDELIUM A. N. D. MCMXXVII” [D(eo) O(ptimo) M(aximo) DIVO ANTONIO CARITAS FIDELIUM (aedificavit – sottinteso -) AN(no) D(omini) MCMXXVII. (trad. A Dio buono e massimo. Al divino Antonio la carità dei fedeli costruì nell'anno del Signore 1927.)
  12. ^ Aperta al culto una nuova Chiesa. in «Il Mattino», 11 dicembre 1959
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ a b c Grottaminarda 2009/2010. Grottaminarda, 2009, p. 28.
  15. ^ http://www.iisgrottaminarda.it/index.asp
  16. ^ Grottaminarda, ecco il polo Sun
  17. ^ Comunità Montana dell’Ufita » Design dei prodotti ceramici, a breve il nuovo corso biennale » IRPINIANEWS.IT
  18. ^ Trasferimenti
  19. ^ Per i vincitori dell'edizione 2011: http://www.corriereirpinia.it/default.php?id=17&art_id=7917
  20. ^ Palomba, A.; D'Ambrosio M., op. cit., pp. 244-254, 2002.
  21. ^ Palomba, A.; D'Ambrosio M., op. cit., pp. 96-97, fig. 1-3, 2002; Capaldo Tonino, Vincenzo Volpe nella pittura del suo tempo. I Volpe. Una famiglia di artisti. Grottaminarda, 1982, in part. pp. 182-186, Tavv. 2-6 pp. 199-207 e tavv. 8-11 pp. 211-218.
  22. ^ Palomba, A.; D'Ambrosio M., op. cit., pp. 96-104, fig. 4-10, 2002. Capaldo, T., op. cit., 1982.
  23. ^ Palomba Antonio, Gli anni delle “còcole”. Storia di Grottaminarda tra le due guerre (1915 – 1946). Grottaminarda, Libreria Irpinia Distributrice, 1983; Palomba Antonio – Abbondandolo Enzo, Sapore di pulièo. Storia di Grottaminarda contemporanea 1943-1993. Grottaminarda Vitale & Grasso, 1994.
  24. ^ ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali del 13 Giugno 1999
  25. ^ ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali del 12 giugno 2004
  26. ^ ::: Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali del 7 giugno 2009
  27. ^ [Scrutini] Comunali - Elezioni del 25 maggio 2014 (ballottaggio) - Ministero dell'Interno

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