Mentha pulegium

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Menta poleggio
Mentha pulegium.jpg
Illustrazione botanica di Mentha pulegium
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Mentha
Specie M. pulegium
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Nomenclatura binomiale
Mentha pulegium
L., 1753
Nomi comuni

Menta poleggio, Mentuccia romana (I)
Penny-Royal (GB)
Menthe pouliot (F)
Poleiminze (D)
Poenzo (E)

La Menta poleggio (Mentha pulegium L., 1753) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia Lamiaceae. Come tutte le specie incluse nella famiglia emette un caratteristico odore aromatico molto intenso.

Indice

Morfologia [modifica]

Portamento [modifica]

La pianta può raggiungere altezze comprese tra i 15 ed i 60 centimetri. Il fusto è eretto e di colore rossastro, dalla forma quadrangolare e ricoperto da una fine peluria.

Foglie [modifica]

Le foglie sono lunghe 1-2 centimetri, dotate di un corto picciolo, di forma lanceolata o lineare e leggermente arcuate. Il margine può essere intero o dentellato. Sono ricoperte da piccolissimi peli ghiandolari, responsabili della produzione dell'essenza aromatica che ne caratterizza l'odore.

Fiori [modifica]

I fiori sono numerosi e raggruppati in verticilli di forma sferica, del diametro di 1-2 centimetri, che si formano alla base delle foglie. Il calice è piccolo e formato da quattro lobi poco differenziati tra loro. La corolla è di colore rosato e lunga 4-6 millimetri. La fioritura avviene nel periodo estivo, compreso tra i mesi di maggio e settembre.

Radici [modifica]

L'apparato radicale è fascicolato. I fusti striscianti sono in grado di formare radici nei punti nodali.

Distribuzione e habitat [modifica]

È diffusa in tutti i paesi del bacino del Mediterraneo. In America settentrionale è distribuita principalmente negli Stati della costa occidentale[1]. Il suo habitat naturale è rappresentato dalle aree umide quali le sponde dei corsi d'acqua e degli stagni. Vegeta a quote comprese tra 0 e 1.200 metri.

Tossicità [modifica]

L'olio essenziale di pulegio non dovrebbe mai essere ingerito poiché è fortemente tossico; anche a piccole dosi, il suo consumo può provocare la morte.[2] Si ritiene che il suo metabolita mentofurano sia il principale agente tossico. Sono state notate complicanze dovute al tentativo di usare l'olio per l'autoinduzione dell'aborto. Ad esempio, nel 1978, una gravida 18enne di Denver, Colorado, morì entro una settimana dal consumo di un'oncia di olio concentrato di pulegio nel tentativo di autoprocurarsi l'aborto.[3] Esistono numerosi studi che dimostrano la tossicità di quest'olio sia per l'uomo che per l'animale.[4][5][6][7]

Dal momento che il Congresso degli Stati Uniti ha approvato il "Dietary Supplement Health and Education Act" nell'ottobre 1994 tutte le preparazioni a base di olio di pulegio americane recano un'etichetta di avvertimento contro il suo uso in gravidanza, quantunque l'uso di quest'olio non sia regolato dalla Food and Drug Administration.[8]

Galleria immagini [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Distribuzione della specie in America settentrionale. URL consultato in data 11 dicembre 2009.
  2. ^ Macht, David I. (1913). "The Action of So-Called Emmenagogue Oils on the Isolated Uterus with a Report of a Case of Pennyroyal Poisoning." Journal of the American Medical Association LXI(2):105-107.
  3. ^ Sullivan, John B., Jr., Barry H. Rumack, Harold Thomas, Jr., Robert G. Peterson, and Peter Bryson. (1978). "Pennyroyal Poisoning and Hepatotoxicity." Journal of the American Medical Association 242(26): 2873-2874.
  4. ^ Carmichael PG (febbraio 1997). Pennyroyal metabolites in human poisoning. Annals of Internal Medicine 126 (3): 250–1. PMID 9027280.
  5. ^ Anderson IB, Mullen WH, Meeker JE, et al. (aprile 1996). Pennyroyal toxicity: measurement of toxic metabolite levels in two cases and review of the literature. Annals of Internal Medicine 124 (8): 726–34. PMID 8633832.
  6. ^ Bakerink JA, Gospe SM, Dimand RJ, Eldridge MW (novembre 1996). Multiple organ failure after ingestion of pennyroyal oil from herbal tea in two infants. Pediatrics 98 (5): 944–7. PMID 8909490.
  7. ^ Sudekum M, Poppenga RH, Raju N, Braselton WE (marzo 1992). Pennyroyal oil toxicosis in a dog. Journal of the American Veterinary Medical Association 200 (6): 817–8. PMID 1568929.
  8. ^ Natural Standard Research Collaboration. American pennyroyal (Hedeoma pulegioides L.), European pennyroyal (Mentha pulegium L.). Natural Standard, 1º febbraio 2008. URL consultato in data 25 giugno 2008.

Bibliografia [modifica]

  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, Volume 2, p. 495. ISBN 88-5062-310-0
  • Maria Luisa Sotti; Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989. ISBN 88-3741-057-3

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