Sturno

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Sturno
comune
Sturno – Stemma
Il palazzo dei Baroni Grella
Il palazzo dei Baroni Grella
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Aurelio Cangero (lista civica Continuità e Rinnovamento-Lista del Sole) dal 9-6-2009
Territorio
Coordinate 41°01′00″N 15°06′00″E / 41.016667°N 15.1°E41.016667; 15.1 (Sturno)Coordinate: 41°01′00″N 15°06′00″E / 41.016667°N 15.1°E41.016667; 15.1 (Sturno)
Altitudine 652 m s.l.m.
Superficie 16,67 km²
Abitanti 3 158[1] (30-6-2011)
Densità 189,44 ab./km²
Comuni confinanti Carife, Castel Baronia, Flumeri, Frigento, Rocca San Felice
Altre informazioni
Cod. postale 83055
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064104
Cod. catastale I990
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 410 GG[2]
Nome abitanti sturnesi
Patrono san Domenico di Guzman
Giorno festivo 8 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sturno
Sito istituzionale
« Chi vuol vivere felice

lasci il luogo taciturno
dove è nato e venga a Sturno.
Sturno è bello, ognun lo dice,
è la terra dei bei fiori,
il giardino degli amori. »

(Aurelio Grella, 1881-1962)

Sturno è un comune italiano di 3 158[1] abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito dal centro urbano e dalle zone rurali, in cui si trovano una decina di contrade (Aia del Gallo, Caprara, Costantini, Crocevie, Filette, Lenze della Corte, Pantanelle, Serrapreta, Sterparo e Torone) oltre a varie case sparse. Disteso sulle pendici del monte Frigento, nella valle del fiume Ufita, il paese è classificato come collinare e presenta notevoli variazioni di altimetria, che vanno da un minimo di 369 m s.l.m. ai 652 m del centro abitato fino a un massimo di 849 m.

Sturno fa parte della Comunità Montana dell'Ufita.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Quando ancora era un insieme di semplici agglomerati di case che facevano parte della vicina Frigento, Sturno era chiamata "Quasale" (poiché era formato da una serie di casali appartenenti alle famiglie più abbienti); successivamente i piccoli agglomerati si svilupparono in vero e proprio paese; il commessionato Lucio Pascale, inviato da Gioacchino Murat in quell'epoca cercò di capire il motivo di questa separazione e una volta compreso lo comunicò a Gioacchino Murat che confermò l'indipendenza di Sturno: il 9 aprile 1809 viene considerata la data della fondazione del paese per il precedente motivo: ovviamente i frigentini non furono d'accordo. Passarono ben due anni per delimitare i confini tra i due paesi ed il motivo era molto semplice: a Sturno sarebbero toccati i terreni migliori, quelli fertili e più in pianura: la prima delibera sturnese venne aprrovata nel 1810, ben due anni più tardi. Il paese incominciò questa sua voglia di "indipendenza" già dalla fine del Seicento, perché il Comune si trovava a Frigento e per salire la montagna occorreva percorrere una strada stretta e ripida nella notte, e naturalmente senza automobile! Le due famiglie che furono accusate dai frigentini della divisione furono quelle dei Grella e dei Testa che capeggiarono la rivolta: uno dei motivi in più dei frigentini per non dividersi era anche questo: "le famiglie dei Grella e dei Testa capeggiano il paese e non c'è motivo di dividersi": in conseguenza di ciò venne cercato, e poi trovato, un simbolo che rappresentasse il paese: quel simbolo era uno "storno". Tale uccello venne scelto poiché davanti una delle osterie del paese si trovava una gabbia con uno storno che dilettava i passanti con il suo canto. In dialetto lo storno veniva chiamato "sturno" e quel nome fu attribuito da allora al nuovo paese.

Nel 1980, fu colpito dal forte terremoto dell'Irpinia che provocò non solo molte vittime ma anche una profonda lesione nella società come anche nell'economia. Da allora, grazie ai fondi messi a disposizione dallo Stato italiano, si è potuto assistere ad un miglioramento continuo delle strutture sociali come anche delle costruzioni che sono realizzate ora secondo le più moderne norme antisismiche.

Terremoto dell'Irpinia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto dell'Irpinia del 1980.

Alle ore 19:34:52 del 23 novembre 1980 una forte scossa di magnitudo 6.9 della scala Richter colpisce l'Irpinia e le adiacenti province di Salerno e Potenza. Sturno pianse cinque concittadini e risultò gravemente danneggiato dal movimento tellurico. Particolarmente doloroso fu il crollo dell'antica Chiesa di San Michele Arcangelo che risaliva al 1688, senza però danneggiare la Statua dell'Arcangelo. L'inverno che seguì al sisma fu freddo e nevoso e caratterizzato da un'intensa attività sismica. Una delle repliche più forti fu avvertita il 14 febbraio 1981 che provocò nuovi crolli agli edifici già in condizioni precarie.

Posizione di Sturno all'interno della provincia di Avellino

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Domenico

Chiesa dei SS Domenico e Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruita grazie alle donazioni del principe di Torella Domenico Caracciolo, che trasformò il suo magazzino di grano in un tempio ed elevata a parrocchia nel 1714 con un documento ufficiale datato 18 marzo 1707 a firma del cardinale Vincenzo Maria Orsini, Arcivescovo della Santa Chiesa Beneventana. Subito all'edificio fu affiancata la Congrega dell'Addolorata.

Negli anni settanta le piccola e vecchia chiesa fu demolita per essere sostituita da una nuova costruzione voluta dall'Arciprete don Giuseppe Abbondandolo. Attualmente la chiesa si presenta divisa in tre navate con una pianta a croce latina immissa con abside poligonale. Nella parete absidale si trova una splendido dipinto raffigurante l'incontro tra San Francesco e San Domenico attribuibile alla scuola del grande Luca Giordano. Le navate laterali sono occupata da numerose statue di santi tra cui le più antiche e maestose: l'Addolorata con Gesù morto, la Madonna del Carmine e le statua dei due patroni SS Domenico e Francesco. Inoltre sono conservati due antichi dipinti detti "L'Annuncianzione" e "Sant'Anna".

Chiesa di San Michele Arcangelo

Abbazia di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Già dal 1654 abbiamo notizie di un edificio consacrato all'Arcangelo e della presenza di un'effigie lignea del santo protettore che anticamente si trovava nella zona di Sant'Angelo a Pesco. Nel 1807 la Chiesa fu elevata a Chiesa Badiale Curata e nei primi decenni del Novecento fu costruita l'Arciconfraternita del Rosario, per volere del barone Angelo Marino Grella e la casa canonica per volere della Santa Sede nel 1933. Il 23 novembre 1980 in seguito al disastrosissimo terremoto che colpi l'Irpinia la chiesa crollò. Fu ricostruita e riaperta al culto il 7 maggio 1994 dopo l'arrivo della statua restaurata dell'Arcangelo.

Piazza Michele Aufiero e Monumento dei Caduti[modifica | modifica wikitesto]

La piazza, dedicata al grande benefattore della cittadina, è luogo di ritrovo e di passeggio per tanti sturnesi. Contornata da splenditi filari di lecci, presenta meravigliose aiuole e panchine. Al centro si erge il Monumento ai Caduti dove campeggia l’Angelo Consolatore che, quale simbolo di pace di solidarietà, sorregge il soldato ferito.

Palazzo dei Baroni Grella[modifica | modifica wikitesto]

L'immagine mostra il bel palazzo baronale Grella, edificio gentilizio realizzato nel XVII secolo, anche se varie volte ampliato e ristrutturato. L'imponenza e la bellezza dell'edificio e della fronteggiante villa privata, fanno chiaramente intendere l'importanza che la famiglia dei baroni Grella ha svolto nella storia di Sturno. La facciata di colore rosa carico, è assai graziosa e presenta un balcone artistico con balaustra in pietra, che poggia su due colonne tuscaniche. È presente anche una bella fontana ottocentesca. Gli eleganti e vasti ambienti interni, in stile neoclassico, utilizzati dai proprietari come residenza, sono spesso aperti al pubblico per manifestazioni culturali e per ricevimenti. All'interno è situato il suggestivo Cortile del Pozzo, che ha formato oggetto di restauro ed è sede dei concerti estivi del Festival di musica classica.

Facciata Palazzo Baronale Grella

Villa Baronale[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che bella e lussureggiante, la villa Grella, che fronteggia il palazzo baronale, costituisce un esempio di giardino gentilizio all'inglese e riveste una grande importanza dal punto di vista botanico e faunistico. Infatti, oltre a diverse specie di fiori, alberga palmizi e piante plurisecolari, tra cui un'imponente sequoia nei pressi dell'ingresso, ed ospita diversi "pennuti" non comuni, quali storni, civette, picchi, merli, gazze, cornacchie.

Fontana "re la chiazza"[modifica | modifica wikitesto]

Fontana "re la chiazza"

La Fontana "re la chiazza", o semplicemente "Chiazza", è adiacente al palazzo De Juliis. Nella parte alta della fontana, si nota un'iscrizione che recita:

IL MUNICIPIO DI STURNO

RAPPRESENTATO
DAL SINDACO ANGELO MARINO GRELLA
A BENEFICIO DE' CITTADINI
FECE COSTRUIRE

NELL'ANNO 1870.

In passato, la fontana era molto frequentata dalle donne locali, le quali vi attingevano l'acqua che raccoglievano in conche.

Palazzo De Iulis[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia gentilizia dei De Juliis, originaria di Avellino, ha avuto Don Giuseppe de Juliis quale capostipite del ramo sturnese, segretario comunale della seconda metà dell’800, quando il giovane comune di Sturno muoveva i suoi primi passi amministrativi in seguito alla separazione da Frigento. Imparentato con i Grella, attraverso il matrimonio con Donna Maria Arcangela (1871), il capostipite fece completare i lavori di costruzione di un palazzo gentilizio adiacente a quello baronale, su una vecchia area appartenente ai baroni Grella, nel Casale eponimo, oggi Via Trento. Il palazzo, che ha ospitato per un secolo anche un frantoio di proprietà della famiglia, si articola lungo un pendio. Ad esso è addossata la Fontana re la chiazza.

Palazzo Grella-Vicario[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Michele Pasquale Giovanni Mariano Stanislao Grella nacque il 12 settembre 1763 dal notaio Don Pantaleo Grella e Donna Giuseppa Testa, fu anch’egli dottore in legge e secondo sindaco di Sturno dal 1811 al 1812. Fece scolpire la frase sull’artistica lapide posta sul balcone aggettante sul monumentale portale del palazzo Grella, oggi Vicario, sito in via San Domenico, antica dimora della famiglia. In essa si evince come nell’anno 1792 il Nostro abbia fatto riparare l’avita casa, rinnovando i locali secondo i nuovi canoni artistici del suo tempo. In un ingresso secondario una chiave di volta reca incisa la data del 1693 ed il nome di Don Giuseppe Grella, nonno di Domenico e anch’egli notaio. Per la tipologia costruttiva si può affermare che il palazzo ricalca la tipica ambientazione signorile delle dimore settecentesche. Nell’androne è possibile vedere lo stemma gentilizio della famiglia Grella. Annesso al palazzo si estende il giardino pensile all’inglese. L’attuale denominazione Vicario deriva dal matrimonio contratto nel secolo pregresso da Donna Teresa Grella con il dottore oculista gesualdino Don Cesare Vicario.

Palazzo Ciampi[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo prende il nome da una famiglia insediatasi a Frigento alla fine del XVI secolo, come forse testimonia la data 1582 sullo stemma gentilizio, in seguito alla migrazione del capostipite, medico, del ramo locale. I suoi membri godevano del diritto di patronato in una cappella della Cattedrale. Il cappello vescovile che sovrasta ed incornicia l’effigie dello scudo ci indica che qualcuno nella famiglia raggiunse tale grado nella gerarchia ecclesiastica sicuramente non irpina.

Cappella "Madonna della Neve"[modifica | modifica wikitesto]

La cappella domina il paesaggio e da essa è possibile ammirare tutta la valle Ufita, la Baronia e persino Montevergine. Appartiene alla Famiglia Grella e all'interno vi è un dipinto della Vergine delle Nevi. Il quadro più antico, di scuola napoletana, fu rubato nel primo Novecento. Il 5 agosto 2009 dopo la solenne benedizione impartita dal parroco di Sturno è stata collocata nella cappella una nuova tela, raffigurante la Madonna col Bambin Gesù, eseguita da una nota pittrice salernitana. Una lapide sul frontespizio ricorda "O passeger che passi per la via, non ti scordar di salutar Maria".

Cappella Madonna della Neve

Edificio Scolastico "Michele Aufiero"[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Aufiero, è così chiamato in quanto la sua realizzazione si deve all'imprenditore "John" Michele Aufiero, che fece fortuna negli Stati Uniti e che tanto danaro spese a favore del suo paese natio. L'edificio, progettato da uno dei più valenti architetti dell'epoca (ed identico al Municipio di Durazzo), venne inaugurato nel 1937 alla presenza dell'allora prefetto Tombolini, poi divenuto rappresentante diplomatico italiano a Zagabria. Oggi la struttura è sede della locale scuola elementare.

Monumento alla Musica[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nel 2002, è collocato in zona centrale per arredare un angolo della piazza principale. Celebra i fasti della gloriosa tradizione musicale di Sturno, che nel secolo scorso diede vita all’omonima banda musicale, tra le prime in Italia per fama e per qualità degli orchestrali, a cui l’opera è dedicata.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Castagneto

Al di sopra del paese si estende un boschetto di castagne chiamato Il Castagneto. Data l'abbondanza di castagne nei mesi autunnali sono state create diverse deliziose ricette che oramai fanno parte della cucina tradizionale. Le campagne sono fertili e carine, attraversate dal fiume Ufita. La cucina sturnese è espressione fedele della cultura altirpina, gelosamente ancorata ai ritmi colturali di una terra impervia ma fertile. E la natura che scandisce i tempi di preparazione domestica del maiale e dei generosi insaccati tra cui primeggiano le squisite sopressate ("sopersata"), i salami e i capocolli: proprio con il maiale si prepara uno dei prodotti tipici della cucina locale, la "minestra maritata", cui immancabile si accompagna la "pizza jonna" a base di farina di granturco. Di buona qualità è lo produzione di formaggi, caciocavalli e ricotte che ancora vengono prodotti per il consumo familiare e per i mercati della zona. Di particolare pregio ed esportato anche all'estero è il torrone sturnese, prodotto artigianalmente da molti decenni in numerose e squisite varietà. Il rifiorire della natura primaverile ed estiva porta ad una notevole produzione di grano, diffuso soprattutto nella vasta piana alluvionale dell'Ufita.

Persone legate a Sturno[modifica | modifica wikitesto]

  • John Michele Aufiero, benefattore americano di origine sturnese, il quale ha inventato il clacson. A lui è dedicata la piazza principale del paese e la scuola elementare.
  • Monsignor Angelo Michele Iannacchino, il quale scrisse un importante libro sulla topografia dell'Irpinia.
  • Madre Tecla Famiglietti, 4° badessa generale delle Brigidine dal 1981 appartenente al glorioso Ordine Militare del SS. Salvatore e di S. Brigida di Svezia con il grado di Dama di Gran Croce.

Feste e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Vampa re Sant'Antonio
  • Il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, ritorna nella Chiesa di San Michele Arcangelo la statua della Vergine Maria col Bambin Gesù portata nella chiesa parrocchiale per l'allestimento del Presepe il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia.
  • Il 16 gennaio un immenso falò (Vampa re Sant'Antonio) viene acceso in onore di Sant'Antonio Abate.
  • La settimana santa è ricca di eventi che ogni anno attraggono numerosi fedeli. La notte del giovedì Santo dopo aver visitato i Sabburchi (Altare della Reposizione) a mezzanotte tutti si riuniscono in piazza San Domenico per cominciare il cosiddetto "Tamburo" ossià un giro per il paese con il quale si annuncia la morte di Gesù e l'arrivo del venerdì Santo. Il giorno della Passione la commovente Processione di Gesù morto con l'Addolorata e la via Crucis vivente.
  • L'8 maggio e il 29 settembre la Festa in onore a San Michele Arcangelo Protettore di Sturno al quale è dedicata l'Abbazia nella parte superiore del paese. Durante la Processione i bambini camminano in fila indiana vestiti col caratteristico vestito di "angioletti".
    Madonna del Carmelo nelle Rose
  • Il 31 maggio a conclusione del mese mariano vi è la processione della Madonna del Carmelo nelle Rose con il tradizionale lancio dei petali.
  • Il 30 giugno processione del simulacro del Sacratissimo Cuore di Gesù.
  • Il 15 e il 16 di agosto vengono celebrate le feste dell'Assunta e di San Rocco, la cui devozione a particolarmente sentita nelle nostre zone.
  • Il 23 settembre fiaccolata in onore di San Pio da Pietrelcina.
  • Il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti, un corteo parte da Piazza Michele Aufiero diretto al Cimitero.
  • Durante il periodo natalizio, vengono allestiti due presepi: uno nella Chiesa di San Domenico e l'altro in piazza Municipio e durante la novena di Natale alcuni musicanti intonano inni natalizi nel paese.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è prettamente di carattere agricolo anche se negli anni recenti è possibile notare un notevole sforzo per sviluppare l'industria, in particolare l'industria produttiva (con la costruzione di zone industriali e miglioramento delle strutture) e l'industria turistica (con l'aumento continuo di agriturismi e ristoranti - hotel). I prodotti più importanti dell'agricoltura sono: tabacco, uva (per la produzione del vino), ortaggi. I prodotti delle più importanti industrie: produzione di vari macchinari per l'industria.

Nel campo della produzione artigianale, dopo un periodo di stasi, riprende la produzione di manufatti in legno, ferro battuto, ceramica, vimini, pietra.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Piscina comunale interna
  • Stadio comunale "Il Castagneto"
  • Palazzetto dello sport (calcetto in erbetta, bocce, tennis e campo polivalente)
  • Piscine comunali (interna ed esterna) www.piscinasturno.com

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Il contenuto di queste voci è dovuto sostanzialmente all'opera di Michele Sisto:Sturno da scoprire.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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