Ludovisi (famiglia)

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Ludovisi
Coa fam ITA ludovisi.jpg
Di rosso, a 3 bande di oro ritirate in capo

Ludovisi fu una famiglia di piccola nobiltà bolognese, radicatasi a Roma a metà del XVI secolo attraverso il papa Gregorio XV. Il nome e i beni trapassarono nei Boncompagni (che divennero così Boncompagni Ludovisi) nel 1700.

I personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Alessandro Ludovisi, papa Gregorio XV[modifica | modifica wikitesto]

Il fondatore delle fortune romane della famiglia fu Alessandro Ludovisi, poi Gregorio XV (1554-1623).

Figlio di un conte Ludovisi di Bologna, studiò dai Gesuiti del Collegio Romano. Laureatosi a Bologna utroque iure, tornò a Roma a 21 anni; qui cominciò il proprio cursus honorum sotto l'ala protettrice del papa bolognese Gregorio XIII Boncompagni, che lo nominò primo giudice del tribunale di Campidoglio. A coronamento di una bella carriera prelatizia Paolo V Borghese lo fece prima arcivescovo di Bologna (1612) e poi cardinale, nel 1616. Eletto papa a sua volta il 9 febbraio 1621, Alessandro praticò un'attenta ed efficace strategia nepotistica che gli permise di installare saldamente la propria famiglia tra quelle che contavano a Roma. Strategia che si fondava anzitutto sui matrimoni dei membri laici della famiglia, come fecero subito notare i contemporanei:

« a' 13 marzo giunsero in Roma da Bologna il fratello del Papa, conte Orazio senatore bolognese, colla moglie Lavinia di Fabio Albergati, e coi loro figli Nicolò, Lodovico, ed una figlia da marito chiamata lppolita, la quale fu maritata a Gio. Giorgio Aldobrandini nipote di Clemente VIII e principe di Bassano »
(Moroni cit., pag. 108, dal Diario romano di Giacinto Gigli)

In meno di un anno il nuovo papa aveva già schierato tutte le sue pedine familiari, secondo una strategia che appariva già delineata al momento della cavalcata del possesso:

« Ai 9 maggio Gregorio XV si recò con solenne cavalcata a prendere possesso della basilica lateranense, e dopo i conservatori di Roma cavalcarono il conte Orazio suo fratello, e il figlio di questi Nicolò, dal Papa dichiarato suo nipote, ed il principe Gio. Giorgio Aldobrandini egualmente dichiarato suo nipote come marito d'lppolita Ludovisi; indi seguivano a cavallo gli oratori ed ambasciatori de' principi. lnoltre Gregorio XV fece generale di santa Chiesa il fratello Orazio, che poi spedi nella Valtellina con un corpo di milizie pontificie. Sino dai 15 febbraio creò cardinale il nipote Lodovico Ludovisi, la cui biografia segue questo articolo, e ad esso affidò meritamente tutto il governo dei dominii della santa Sede, ricolmandolo di cariche, di onori e di benefizi. »
(Moroni cit., ibidem.)
Stemma dei Ludovisi (tre bande d'oro in capo dello scudo, il quale è rosso) cardinali

L'altra arma della politica di alleanze del papa fu la creazione degli 11 cardinali "promossi" durante il breve pontificato.

  • Il primo, come si è visto, fu il nipote Lodovico (15 febbraio).
  • Nella seconda tornata del 19 aprile la berretta toccò ad un Caetani di Sermoneta[1], ad un Francesco Sacrati nobile ferrarese, a Francesco Buoncompagni nobile bolognese dei duchi di Sora, pronipote di Gregorio XIII[2], e infine ad Ippolito Aldobrandini nobile Romano, pronipote di Clemente VIlI come il marito appena assegnato alla nipote Ippolita.
  • Il 21 luglio si fece politica estera orientata al regno di Napoli (a supporto del nipote Niccolò che si muoveva sullo scacchiere spagnolo), assegnando la berretta a Lucio Sanseverino di Bisignano, e bolognese con la nomina di Marco Antonio Gozzadini.
  • L'anno seguente, secondo del pontificato, la quarta tornata di promozioni (destinata ad essere l'ultima) fu dedicata soprattutto alla politica estera, con l'imposizione della berretta agli spagnoli Cosimo de Torres e Alfonso de la Cueva, al francese Richelieu, e ad Ottavio Ridolfi "alle istanze dell'Imperatore per i meriti della sua famiglia colla Casa d'Austria"[3].

Il papato Ludovisi durò meno di due anni e mezzo, tempo breve ma sufficiente a che la famiglia accumulasse grandi fortune, tanto da poter comprare dai Colonna per un milione di ducati, nel 1622, i feudi di Zagarolo, Gallicano e perfino Colonna.

Lodovico Ludovisi, cardinale[modifica | modifica wikitesto]

Una veduta di Villa Ludovisi da Ettore Roesler Franz

Ludovico Ludovisi (1595-1632), nipote di Alessandro, creato cardinale nel 1621 dal papa appena eletto, è colui che crea la Villa Ludovisi. Muore giovane a Bologna e la sepoltura viene poi trasferita a Roma, nella Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio patrocinata dalla famiglia.

Nella generazione successiva, l'altro nipote, Niccolò Albergati-Ludovisi (1608-1687), cugino del cardinale Lodovico, viene nominato cardinale da Innocenzo X Pamphilj, che di Gregorio era stato amico personale pur avendo vent'anni di meno, nel 1645.

Niccolò Ludovisi, grande di Spagna[modifica | modifica wikitesto]

L'altro fondatore della famiglia, quello laico, è invece Niccolò I Ludovisi (1610-1664), figlio del fratello del papa, Orazio. Fu viceré spagnolo di Aragona e di Sardegna, dove gli successe il figlio Giovanni Battista.
Sposò la nipote e unica erede di Gesualdo da Venosa, il quale oltreché uno straordinario musicista era anche principe di Venosa; Isabella, oltre a protargli in dote fra l'altro il feudo di Gesualdo (venduto poi dal figlio Giovanni Battista nel 1682 per 12mila ducati), lo lasciò precocemente vedovo. Ciò permise a Niccolò di sposare in seconde nozze l'erede della principessa di Piombino. A seguito di questo matrimonio, nel 1634 Ludovisi poté riscattare dalla Spagna, a cui erano ritornati, il titolo e i domini di principe di Piombino, in cambio di un milione di franchi. Sposò poi, in terze nozze, anche Costanza Pamphili, pronipote di Innocenzo X.
La figlia Olimpia (1656-1700), principessa di Piombino, si fece suora. Il figlio Giovanni Battista morì nel 1699, e il figlio di questi l'anno dopo. Il titolo e i beni dei Ludovisi principi di Piombino passarono così nel 1700 ad Ippolita Ludovisi, che aveva sposato Gregorio Boncompagni, duca di Sora e di Arce. Non avendo la coppia figli maschi, la prima delle femmine, Maria Eleonora (1686–1745), principessa di Piombino, fu maritata allo zio Antonio Boncompagni, fratello del padre, in modo da riconfermare l'unione delle due stirpi e in attesa di un erede maschio.

I Ludovisi Boncompagni[modifica | modifica wikitesto]

Monumento funebre di Maria Eleonora Boncompagni Ludovisi, con lo stemma integrato dei Boncompagni Ludovisi

Nel 1701 la linea ereditaria della famiglia - nome, beni e titoli - passava quindi nella famiglia Boncompagni, che nel ramo di Gregorio divennero così, definitivamente, Boncompagni Ludovisi principi di Piombino. Nello stemma imposto alla tomba di Maria Eleonora in Santa Maria del Popolo, con il drago Boncompagni a sinistra e le bande d'oro Ludovisi a destra, la fusione delle due famiglie è visibilmente compiuta.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe de Novaes, Elementi della storia de' sommi pontefici: da San Pietro sino al felicemente regnante Pio Papa VII, Tomo IX, Siena 1805. Per Gregorio XV, si veda pagg. 171-203
  • Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, vol. XXXIX, Venezia 1846. Per la famiglia, si veda a pagg. 104-114
  • Anthony Majanlahti, Guida completa alle grandi famiglie di Roma, Vallardi 2006. ISBN 8878870080

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Antonio Gaetani nobile Romano de' Duchi di Sermoneta, fratello del Cardinal Bonifacio, nipote del Cardinal Niccolò, pronipote del Cardinale Enrico, e zio del Cardinal Luigi Gaetani" (De Novaes, cit., pag. 180).
  2. ^ "per la restituzione del Cappello che il Papa avea avuto dal prozio" (ibidem)
  3. ^ (ibidem)