Zagarolo

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Zagarolo
comune
Zagarolo – Stemma Zagarolo – Bandiera
Zagarolo – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Sindaco Giovanni Paniccia (centrosinistra) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 41°50′0″N 12°50′0″E / 41.83333°N 12.83333°E / 41.83333; 12.83333 (Zagarolo)Coordinate: 41°50′0″N 12°50′0″E / 41.83333°N 12.83333°E / 41.83333; 12.83333 (Zagarolo)
Altitudine 310 m s.l.m.
Superficie 28,82 km²
Abitanti 17 803[1] (31-12-2011)
Densità 617,73 ab./km²
Frazioni Valle Martella
Comuni confinanti Gallicano nel Lazio, Monte Compatri, Palestrina, Roma, San Cesareo
Altre informazioni
Cod. postale 00039
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058114
Cod. catastale M141
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti zagarolesi, zuccari
Patrono san Lorenzo Martire
Giorno festivo 10 agosto
Localizzazione
Zagarolo è posizionata in Italia
Zagarolo
Posizione del comune di Zagarolo nella provincia di Roma
Posizione del comune di Zagarolo nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Zagarolo è un comune di 17.476 abitanti della provincia di Roma.

Zagarolo nel 1930

Indice

Geografia fisica [modifica]

Territorio [modifica]

Zagarolo si trova sui 310 metri sul livello del mare di una collina tufacea, estrema propaggine meridionale dei monti Prenestini. La città [2], posta a 36 KM da Roma, sorge su una collina tufacea lunga circa due km, è fiancheggiata da due valloni e circondata da boschi che la fanno sembrare immersa in un mare di verde e il suo aspetto paesaggistico è di rara bellezza. Il centro storico è di origine medioevale e la sua urbanistica, che risale al XVI secolo, è di una regolarità tale che non trova facile riscontro nelle cittadine dell’epoca.

Clima [modifica]

Storia [modifica]

L'origine di Zagarolo [2] è remotissima. Secondo un'antica tradizione, un insediamento urbano era già presente nel territorio nell'epoca della monarchia romana e, presso questa comunità arcaica, si presume trovassero rifugio gli esuli di Gabi, distrutta da Tarquinio il Superbo.Questi formarono il ceppo principale che diede vita ad una nuova città. Da antichi documenti, da iscrizioni e lapidi poste su edifici pubblici si desume che gli zagarolesi, da tempi immemorabili, si sono ritenuti discendenti dei gabini. Le vestigia di numerosi insediamenti di epoca romana sparsi qua e là intorno a Zagarolo rendono testimonianza di questa sua plurisecolare vicenda storica.

Nel periodo successivo all'età Imperiale la storia del luogo si confonde con quella della decadenza di Roma. Le prime notizie certe infatti risalgono al 970 d.C., allorché papa Giovanni XIII infeudò questi territori a sua sorella Stefania dei Conti Tuscolani, alla quale famiglia successero nel 1043, i Colonna.Costoro predilessero a tal punto il luogo che, avendo ceduto nel 1157 a Papa Eugenio III i diritti sulla contea di Tuscolo, tennero per sé i territori di Zagarolo e Colonna che dichiararono "sui iuris".

Nel 1295 Bonifacio VIII fu accolto con grande magnificenza a Zagarolo, nel suo primo viaggio ad Anagni, dopo l'elezione a Papa. Ma in seguito alle lotte intraprese fra le grandi famiglie patrizie, per la supremazia di Roma, Zagarolo fu espugnata dallo stesso Bonifacio VIII che la fece distruggere unitamente a Palestrina. I Colonna si sottomisero finalmente al Papa e la pace regnò fino al 1435, allorché Zagarolo divenne il quartier generale di Lorenzo Colonna nella guerra pontificio-Colonnese (1436-1439). Distrutta dal Vitelleschi, risorse dopo 12 anni ad opera degli stessi Colonna. Nel 1538 Zagarolo fu riconosciuta feudo di Vittoria Colonna, il cui marito Camillo, che dotò il territorio di uno statuto, divenne il capostipite del ramo che fu detto di Zagarolo.

Iniziò da allora un periodo di pace e di prosperità che culminò con la già accennata ristrutturazione della cittadina da parte di Marzio Colonna che morì pieno di debiti tanto che i successori furono costretti a vendere il ducato. Il possesso del feudo da parte dei Ludovisi e successivamente dei Rospigliosi registra un ulteriore assetto urbanistico con la costruzione del Borgo Nuovo (oggi corso Vittorio Emanuele) e la costruzione della chiesa di S. Pietro. Nel 1816 fu abolita la giurisdizione feudale e Zagarolo, pur restando praticamente ai Rospigliosi-Pallavicini fino al 1848, ottenne finalmente la sua autonomia. Il 9 ottobre 1858, Pio IX, elevò "la insigne e nobile terra di Zagarolo alla dignità e grado di città".

Simboli [modifica]

Lo stendardo comunale di Zagarolo vede lo stemma con i tre colli e le lettere S.P.Q.G. di color oro, tutto su sfondo rosso granata.

Toponimo [modifica]

L'etimologia del nome Zagarolo deriverebbe da sagum (l'attuale saio) la mantella di colore rosso granata usata dagli antichi legionari romani.

Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]

Architetture civili [modifica]

Palazzo Rospigliosi domina la città con la sua mole imponente. La sua origine si perde nel tempo. Si sa con certezza che nel 1151, epoca in cui i Colonna vendettero al Papa Eugenio III i diritti sulla Contea di Tuscolo (fu esclusa Zagarolo che della Contea faceva parte) esisteva già il primo nucleo del Palazzo attuale. Gli affreschi che decorano le meravigliose sale e i locali di rappresentanza sono opera di manieristi del tardo Cinquecento.

Architetture religiose [modifica]

Chiesa di San Pietro

Degna di nota è la chiesa di S. Pietro [2], costruita dai principi Rospigliosi nei primi anni del '700, su un'altra più antica (probabilmente di età apostolica). Di stile barocco, la sua planimetria è a croce greca con una ariosa cupola a forma ellittica, alta 46 metri. La chiesa è ornata da affreschi di pregevole fattura e i sette altari che la compongono recano sulle rispettive pareti dipinti del Rodesti de Gemignani ed altri attribuiti al Chiari, al Maratta e al Pesci.


Santuario di Santa Maria delle Grazie

Altra Chiesa di notevole importanza è il santuario di S. Maria delle Grazie [2] ubicato nella piazza omonima a ridosso del convento dei Padri Minori Conventuali. In essa una bella immagine di Madonna con bambino, dipinta su tavola da autore ignoto nel 1200 circa, è sempre stata oggetto di particolare venerazione. Dopo San Francesco che la ricevette in dono dal cardinale Giovanni Colonna, fu onorata dalla visita di personaggi illustri, tra i quali si ricordano San Bonaventura, San Antonio da Padova, San Roberto Bellarmino, San Giuseppe Calasanzio, San Leonardo da Porto Maurizio, i pontefici Bonifacio VIII e Sisto V, il Cardinale Cesare Baronie, San Massimiliano Kolbe e numerosi altri.


Chiesa della SS. Annunziata

All'inizio di Borgo S. Martino troviamo la cinquecentesca chiesa della SS. Annunziata[2], il cui portale è ornato da due colonne di granito che sorreggono due capitelli romani del periodo della decadenza. L'interno, anticipazione del barocco, è ornato da ricchi stucchi, plasmati con gusto fantastico, quasi fiabesco. Vi si conservano, fra numerosi dipinti di altro pregio, un coro ligneo finemente scolpito e un frammento di affresco del XII sec. raffigurante Santa Albina. Da ammirare infine il singolare rapporto tra la facciata vignolesca, il campanile ottagonale e la cupola ornata da un grazioso lanternino a cipolla.


Chiesa di San Lorenzo

Al centro di Piazza Guglielmo Marconi[2], anch'essa vignolesca, fiancheggiata dal palazzo del Gonfaloniere (oggi Municipio) e da quello della Giustizia, di fronte a due eleganti porticati, nel passato adibiti a mercato, spicca l'austera mole della chiesa di S. Lorenzo, patrono della città. In essa si conserva un prezioso trittico del SS. Salvatore, dipinto alla fine del '500 da Antoniazzo Romano.

Altro [modifica]

Piazza Marconi

La piazza fu realizzata grazie alla demolizione di case fatiscenti e grazie al suo incomparabile stile vignolesco racchiude in sé il palazzo dei Gonfalonieri (municipio), la chiesa di San Lorenzo (la cu facciata è attribuita a Carlo Maderno importante architetto barocco, nipote di Domenico Fontana e maestro del Bernini e del Borromini) e il palazzo della giustizia. Un angolo che merita di essere visto è un portichetto, in Via Maestra (oggi Via Fabrini), nei pressi del Comune sotto il quale era no ubicati la pesa, il forno e il macello pubblici. Al centro di queste si nota una grande lastra di marmo sulla quale sono incise le misure ufficiali riconosciute nel piccolo stato. Alla sommità della suddetta lastra di marmo vigila austero il busto di un vecchio barbuto che nel dialetto locale veniva chiamato "Lu Gìustu" (il giusto). Esso in realtà raffigura il Papa Clemente IX Rospigliosi.

Società [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere [modifica]

Secondo i dati ISTAT[4] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2.261 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 1.645 9,33%

Tradizioni e folclore [modifica]

  • 10 agosto Festa del patrono San Lorenzo
  • Ogni prima domenica di ottobre si svolge la Sagra dell'Uva e dei vini tipici locali

Cultura [modifica]

Istruzione [modifica]

Musei [modifica]

Museo del giocattolo

Il museo del giocattolo si trova a Zagarolo per volere del consiglio comunale che nel 1998 ne ha deliberato l'istituzione con sede nell'ala est del palazzo Rospigliosi. Il museo offre una ricostruzione sociale del gioco e del giocattolo attraverso una serie di sezioni che attraversano le varie epoche del XX secolo fino ai nostri giorni.

Musica [modifica]

  • È sede di un prestigioso concorso di canto corale polifonico e dell'orchestra Goffredo Petrassi

Cucina [modifica]

  • È patria del tordo matto, involtino di carne di cavallo condito con pitartima (coriandolo ) riconosciuto come prodotto tipico dalla gazzetta ufficiale della repubblica italiana con la denominazione ufficiale "Tordo Matto di Zagarolo "
  • Zagarolo produce due vini Bianchi Doc arricchendo il già vasto catalogo laziale: Zagarolo e Zagarolo Superiore

Personalità legate a Zagarolo [modifica]

Eventi [modifica]

  • Nel mese di luglio viene festeggiata la Notte Bianca con la collaborazione dell'associazione commercianti locale
  • A Giugno nella seconda metà, COVERTHETOP festival Nazionale di Cover Bands emergenti a cura dell' Associazione di promozione sociale Do-Mani spazio 2010

Infrastrutture e trasporti [modifica]

Stazione delle Vicinali a Zagarolo nel 1927

Ferrovie [modifica]

Ferrovia Roma-Cassino-Napoli

Attualmente Zagarolo ha una stazione omonima, situata sulla linea ferroviaria Roma-Caserta via Cassino, servita dalla FR6, ove esplica servizio anche per la vicina cittadina di Palestrina.

Ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone

Amministrazione [modifica]

Amministrazione attuale [modifica]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2000 2005 Daniele Leodori centrosinistra Sindaco
2005 2010 Daniele Leodori centrosinistra Sindaco
giugno 2010 in carica Giovanni Paniccia centrosinistra Sindaco

Gemellaggi [modifica]

Zagarolo è gemellata con:

Altre informazioni amministrative [modifica]

  • Fa parte dei comuni fondatori dell'associazione "Città del Vino" e della Strada dei Vini dei Castelli Romani

Sport [modifica]

Calcio [modifica]

C'è una squadra di calcio, lo Zagarolo Calcio, che partecipa al campionato nazionale di Serie D.

Pallavolo [modifica]

Dal 1969 è presente nel territorio una nota scuola di pallavolo che è arrivata a militare fino alla serie B1. Il G.S.P. Zagarolo mantiene un vivaio di tutto rispetto che ha forgiato giovani atleti presenti nelle rappresentative nazionali e nella massima serie del Volley italiano.

Note [modifica]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ a b c d e f Sito Ufficiale Comune di Zagarolo
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]