Allumiere
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | |||||||||
| Altitudine: | 522 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 62,30 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 67,23 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Contrade: Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera, Sant'Antonio | ||||||||
| Comuni contigui: | Civitavecchia, Santa Marinella, Tarquinia (VT), Tolfa | ||||||||
| CAP: | 00051 | ||||||||
| Pref. tel: | 0766 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 058004 | ||||||||
| Codice catasto: | A210 | ||||||||
| Nome abitanti: | allumieraschi | ||||||||
| Santo patrono: | Santa Maria delle Grazie | ||||||||
| Giorno festivo: | 8 settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Allumiere (RM) è un comune di 4.189 abitanti che dista dal capoluogo circa 74 km.
Indice |
[modifica] Cenni storici
A qualche distanza dal centro abitato, nell'area circostante la Macchia di Palano, sono stati individuati notevoli resti di industria litica riferibile per la maggior parte al Paleolitico medio. Non mancano ritrovamenti riconducibili ad epoca neolitica; si tratta di gruppi di frammenti ceramici associati a lame di selce e ad altri strumenti di pietra, nonché a numerosi frammenti di lame di un vetro vulcanico detto ossidiana, proveniente attraverso antichissimi scambi commerciali (V-IV millennio a.C.) da Lipari. I principali abitati neolitici sono stati individuati alle Tufarelle, a Ripa Maiale e a Codata delle Macine. Il territorio comunale contiene poi i resti di alquanti insediamenti risalenti all'età del bronzo (II millennio a.C.) che testimoniano specificamente gli aspetti culturali del Bronzo Medio, Recente e Finale (detti appenninico, subappenninico e protovillanoviano); per quanto riguarda in particolare il Bronzo Finale, nel territorio comunale sono attestati numerosi abitati come Monte Sassetto e Codata delle Macine, accanto a quelli di maggiori dimensioni di Monte Rovello, Elceto e Tolfaccia. Le sepolture relative consistevano in cremazioni con o senza vaso cinerario, disposte in piccoli gruppi; tuttavia il complesso sepolcrale circostante l'abitato di Monte Rovello, noto come necropoli di Allumiere (aree della Forchetta di Palano, del Campaccio e della Pozza) ha restituito un numero di tombe di gran lunga superiore al centinaio, sì da risultare il più grande contesto funerario protovillanoviano dell'Italia tirrenica. Quest'area rimase invece quasi spopolata nel periodo più antico della Prima Età del Ferro (X sec. a.C.), allorché i gruppi si concentrarono per la prima volta in vasti abitati a Cerveteri e Tarquinia e in una catena di villaggi secondari lungo la fascia costiera. I principali agglomerati di tombe etrusche sono alquanto distanti dal paese di Allumiere e occupano le formazioni collinari di Bandita Grande e Colle di Mezzo, ai piedi dell'altura che in epoca medievale avrebbe ospitato Tulfa Nova ("la Tolfaccia"); le tombe più antiche attestano che la rioccupazione del territorio iniziò nel secolo VIII a. C. e proseguì gradualmente. In età romana la campagna fu controllata e lavorata tramite aziende agrarie dette ville, facenti capo ad edifici che tuttavia solo in pochi casi ad una parte rustica aggiungevano un settore residenziale più curato sotto il profilo architettonico e decorativo. Il monumento di gran lunga più interessante è tuttavia l'acquedotto ipogeo detto di Traiano che portava acqua dalle colline retrostanti Allumiere, a circa 400 metri sul livello del mare (Cinque Bottini), fino al centro portuale di Centumcellae (Civitavecchia) decorrendo in lieve e graduale discesa appoggiato alle sinuose pendici delle colline di Monte Rovello, Quarto delle Bufale, Monte Pietroso, Monte Rotondo, Monte Turco e Monte Pocopane. Benché non dotato di tratti monumentali fuori terra (le uniche arcate sono i ponticelli con cui supera i compluvi idrici delle vallecole più incise) l'acquedotto di Traiano è complessivamente ben conservato, ma mentre attende una opportuna valorizzazione corre il concreto rischio di un irreversibile degrado. Il paese di Allumiere tuttavia è di origine molto successiva. La sua nascita è connessa agli eventi storici seguiti alla caduta di Costantinopoli (anno 1453), che comportò la perdita dell'accesso ai giacimenti di allume dell'oriente mediterraneo. Infatti dopo pochi anni si accertò nei Monti della Tolfa, a breve distanza da Roma, capitale del Regno della Chiesa, una presenza di allume tale da compensare del tutto la grave perdita subita. La scoperta, attribuita con colorite narrazioni a Giovanni Di Castro, fu all'origine dell'estromissione dei Frangipane della Tolfa e della gestione papale diretta delle "allumiere". L'abitato attuale corrisponde a quello che fu il maggiore impianto di concentrazione e lavorazione del materiale alluminifero, realizzato durante la gestione di Agostino Chigi, e presso il quale vennero edificate anche le abitazioni degli operai, in parte galeotti cui veniva offerta questa particolare forma di franchigia. Solo nel 1826, con l’attribuzione di una parte del vastissimo territorio già spettante alla Tolfa, Allumiere è diventato un comune autonomo.
[modifica] Feste e tradizioni
Una manifestazione di carattere regionale è il 'Palio delle Contrade che si svolge la prima domenica dopo il 15 agosto di ogni anno dal 1965 preceduta - la sera antecedente - da una cena e festa danzante in ogni rione. Dopo una sfilata di comparse in costume di epoca rinascimentale e l'esibizione di gruppi di sbandieratori rappresentanti i sei rioni o contrade comunali (Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera, Sant'Antonio) segue il palio, che consiste in una gara di corsa con asini (sumari), al termine della quale viene consegnato al vincitore un drappo dipinto (cencio) che verrà festeggiato, la sera stessa, presso la contrada vincitrice.
Lo svolgimento della gara è suddiviso in tre batterie in ognuna delle quali viene assegnato un punteggio in base all'ordine di arrivo (12 punti al primo classificato, 10 al secondo, 8 al terzo e così via fino all'ultimo che guadagna 2 punti). Al termine delle tre gare, il rione col maggior numero di punti è proclamato vincitore. In caso due rioni abbiano totalizzato lo stesso numero di punti, viene organizzata una gara di spareggio. Oltre che nel palio vero e proprio, i sei rioni gareggiano anche per i migliori costumi e sbandieratori.
Come ogni tradizione folkloristica, anche il palio di Allumiere ha i suoi riti e le sue scaramanzie. Ogni contradaiolo, infatti, legge in maniera cabalistica l'assegnazione dei posti di partenza (le gabbie) che avviene la domenica mattina in un sorteggio pubblico nell'aula consiliare e viene seguito in tempo reale dalla popolazione in piazza tramite altoparlanti.
Alcune contrade svolgono, per tradizione, la cena conviviale sempre nello steso giorno (p.e. quella del rione Polveriera si svolge sempre il venerdì precedente); ci sono contradaioli che non vogliono andare a vedere il "Cencio" esposto in chiesa perché dicono che porti sfortuna, altri invece che lo vanno a vedere soltanto la sera della processione della Madonna dell'Assunta.
[modifica] Gemellaggi
Allumiere è gemellata con:
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Augusto Battilocchio (centrosinistra) dal 28/05/2007
Centralino del comune: 0766 96010
Email del comune: urp@allumiere.org
- Fa parte della Comunità Montana "Monti della Tolfa"
- Classificazione climatica: zona E, 2134 GR/G
[modifica] Collegamenti esterni
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[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 


