Lariano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lariano
comune
Lariano – Stemma Lariano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Maurizio Caliciotti (Lista civica) dal 7 maggio 2012
Territorio
Coordinate 41°44′00″N 12°50′00″E / 41.733333°N 12.833333°E41.733333; 12.833333 (Lariano)Coordinate: 41°44′00″N 12°50′00″E / 41.733333°N 12.833333°E41.733333; 12.833333 (Lariano)
Altitudine 350 m s.l.m.
Superficie 22,53 km²
Abitanti 13 073[1] (31-12-2012)
Densità 580,25 ab./km²
Comuni confinanti Artena, Cori (LT), Rocca di Papa, Rocca Priora, Velletri
Altre informazioni
Cod. postale 00040
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058115
Cod. catastale M207
Targa RM
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti larianesi
Patrono sant'Eurosia
Giorno festivo 25 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lariano
Posizione del comune di Lariano nella provincia di Roma
Posizione del comune di Lariano nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Lariano è un comune italiano della provincia di Roma nel Lazio con 13.073 abitanti[2].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Dista 30 km dal capoluogo alle pendici della catena dei Monti dell'Artemisio, ai margini meridionali dei Colli Albani. Logitudinalmente confina ad ovest con Velletri, di cui è stato frazione fino al 1967, e ad est con Artena. Confina inoltre a nord con Rocca di Papa e Rocca Priora, ed a sud con il comune di Cori in provincia di Latina tramite la frazione di Giulianello di Cori e con l'enclave del comune di Artena che comprende il Lago di Giulianello.

Gran parte del suo territorio ricade all'interno dei confini del Parco Regionale dei Castelli Romani.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

L'insediamento urbano di Lariano si sviluppa su un territorio collinare sui 350 m s.l.m. Le quote più elevate sono a nord al confine rispettivamente dei comuni di Velletri e Rocca Priora: il Maschio d'Ariano (891 m s.l.m.) ed il Colle del Vescovo (775 m s.l.m.). Altre alture consistono in blande colline immerse tra i boschi che digradano via via verso sud in direzione della pianura Pontina.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Lariano è fondamentalmente mite con inverni piovosi, temperature autunnali superiori a quelle primaverili ed estati ventilate. Nell'area dei Colli Albani, dunque anche a Lariano, si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si avrà sulle prime alture dei colli, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord. Lariano risulta piuttosto piovosa con 1200 mm annui di precipitazioni. L'estate è calda e asciutta, l'inverno è mite senza, in genere, che vengano raggiunte temperature eccessivamente basse. A Lariano nevica raramente e gli accumuli superiori ai 10 cm si verificano solo in presenza di un freddo generalizzato marcato. In estate le temperature possono raggiungere i 35 °C con punte di 37 °C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Lariano deve il suo nome dai ruderi del castello che era situato sul Monte Artemisio, in seguito conosciuto come Maschio di Lariano. Si presume che nell'anno 328 a.C. il castello; detto anche dell'Algido, assumesse il nome di Ariano. In seguito, fondendosi l'articolo con il nome, si arrivò a Lariano.

Nel Carmen saeculare il poeta Quinto Orazio Flacco afferma che sul Monte Algidus in tempi remoti vi fosse un tempio dedicato alla dea Diana. Tito Livio, nella sua Storia Romana, narra che in questi luoghi, romani ed equi si affrontarono in aspri combattimenti per circa due secoli. Famosa è rimasta la battaglia del Monte Algido, legata alla figura leggendaria di Cincinnato, che potrebbe essersi svolta proprio qui. Per la posizione invidiabile, i patrizi romani edificarono diverse ville, come è testimoniato dai reperti conservati nei Musei Vaticani ed in quello del comune di Velletri.

È certo che il Maschio di Lariano per la sua posizione strategica che gli permetteva di dominare da un lato la via Appia e dall'altro la via Anagnina, oltre a diventare un luogo importante e popoloso, fu al centro delle mire espansionistiche delle famiglie più potenti.

Storia medievale[modifica | modifica wikitesto]

Demetrio, figlio di Melosio, operò nel X secolo la ricostruzione del castello per dar rifugio sicuro alle persone durante l'invasione degli arabi nell'846. Le contese per il possesso del Maschio di Lariano videro come protagonisti le potenti famiglie dei Conti di Tuscolo, degli Annibaldi, dei Savelli e soprattutto dei Colonna. La Chiesa romana rivendicò il diretto dominio nel Conclave che si tenne a Viterbo nel 1269, in cui la Rocca di Lariano fu definita praetiosa.

I territori passarono sotto la completa dipendenza della Chiesa sotto papa Alessandro III. Il luogo era ritenuto di estrema sicurezza, tanto che nel 1200 papa Innocenzo III vi fece rifugiare il Visconte di Campiglia, quando questi fu fatto prigioniero dai romani durante la guerra contro Viterbo. Nel 1235 papa Gregorio IX incluse la Rocca di Lariano tra le "Castellanie della Chiesa".

Papa Clemente IV nominò quale castellano il cavaliere templare fra Raimondo. Alla morte di papa Clemente, avvenuta il 29 novembre 1268 ed essendo vacante il soglio pontificio, Ricciardello Annibaldi, agendo di sorpresa si impadronì del castello di Lariano, dopo aver fatto scorrerie nel territorio circostante. Fu allora che le milizie di Velletri, esortate dal Collegio dei Cardinali, riuniti a Viterbo, tentarono a più riprese di conquistare il Castello in nome e per conto della Chiesa.

La conquista non riuscita a Velletri, riuscì alla famiglia Colonna. A quel tempo Lariano doveva contare un buon numero di abitanti, forse superiore a quelli di Marino e Rocca di Papa. Alla fine del Trecento il Castello di Lariano era in possesso di Niccolò Colonna che lo mantenne fin quando l'antipapa Clemente VII non lo consegnò a Giordano Orsini. I Colonna non si dettero per vinti e il Castello tornò a loro fino al 1412, anno in cui Teobaldo Annibaldi riuscì a riconquistarlo.

La distruzione del Castello di Lariano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1417 il cardinale Oddone Colonna salì al soglio pontificio con il nome di Martino V e riassegnò il Castello ai suoi parenti, ma nel 1431 morì e il nuovo pontefice papa Eugenio IV revocò tutti i privilegi che i Colonna avevano conseguito sotto Martino V.

I Colonna si rivoltarono contro le decisioni del Papa, costringendolo a fuggire in barca lungo il Tevere per rifugiarsi prima a Firenze e poi a Bologna. Eugenio IV reagì scomunicando i Colonna.

La scomunica comportava la confisca dei beni e tra questi era incluso il Castello di Lariano con i territori ad esso annessi. I Colonna non cedettero e scoppiò la guerra. Gli ottomila fanti del Papa riconquistarono alla Chiesa Albano, Castel Gandolfo, Civita, Zagarolo e perfino Palestrina feudo principale dei Colonna, ma non riuscirono nella conquista del Castello di Lariano.

Il Papa inviò ben quattromila fanti ad assediare Lariano e a questi si aggiunsero altri ottocento soldati di Velletri, guidati da Paolo Annibaldi della Molara. Vi fu un attacco in massa e i difensori si attestarono con armi nella chiesa di San Silvestro. La lotta durò ancora qualche tempo, fino a che i Larianesi, sfiniti e senza possibilità di aiuti da altre casate capitolarono.

Il 26 ottobre 1436 dal Castello uscirono in segno di resa Nardo Di Stefano e Cola di Nardo Sindaci. Il Castello di Lariano fu distrutto, incendiato e raso al suolo e il territorio fu donato da Eugenio IV a Velletri in riconoscenza dell'aiuto che i soldati veliterni avevano dato all'esercito del Papa. Si è supposto che, dopo la distruzione della fortezza, la popolazione dedita alle armi accettasse di trasferirsi a Velletri con il solo scopo di continuare, il mestiere delle armi; mentre la popolazione contadina preferì restare nei luoghi dove era nata e dove per sem­pre era vissuta.

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il centro attuale di Lariano sorse da capanne che occupavano la zona sottostante il Maschio di Lariano, divenute centro agricolo verso la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII. Nei secoli successivi, i ruderi del castelli divennero rifugio di briganti, tra cui anche il famoso Gasperone.

Nel 1862 viene inaugurata la ferrovia Velletri-Segni che a Lariano aveva un suo scalo e che continuerà a restare in funzione fino al 1965, anno in cui viene definitivamente chiusa l'ultima tratta Lariano-Velletri, ormai usata solo come raccordo merci, con un DPR. La stazione di Lariano è tuttora ben conservata con colori e scritte dell'epoca.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Parrocchiale Santa Maria Intemerata.
  • Chiesa della Madonna del Buon Consiglio.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Lariano è famosa per la qualità del proprio pane, di colore scuro perché fatto con farina integrale. Il "Pane di Lariano" è preparato alla maniera tradizionale, con cottura nel forno alimentato con legna di castagno.
  • Durante la notte dell'Epifania si canta la pasquella per le vie del paese. È tradizione offrire un piatto di pasta o qualche dolce ai "pasquellari" che si avvicinano alla porta di casa.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca Comunale di Lariano è stata istituita nel 2007 e fa parte del Consorzio per il Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani[4].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Tutti gli anni, nel mese di settembre, si svolge la Sagra del Fungo Porcino, manifestazione che attira un pubblico sempre crescente di intenditori.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1968 1972 Luigi Brass[5] Sindaco
1972 1988 Tiberio Bartoli Sindaco
1988 1993 Tiberio Bartoli[6] DC Sindaco
1993 1994 Tiberio Bartoli DC Sindaco
1994 1998 Ferdinando Tamburlani Partito Popolare Italiano Sindaco
1998 2002 Primo Romaggioli lista civica Sindaco
2002 2007 Raffaele Montecuollo Casa delle Libertà Sindaco
2007 2011 Raffaele Montecuollo Casa delle Libertà Sindaco
2011 2012 Ferdinando Santoriello Commissario
2012 in carica Maurizio Caliciotti lista civica Prima Lariano Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Lariano è comune autonomo dal 1967. Prima di tale data era una frazione del vicino comune di Velletri.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Bilancio demografico Anno 2012.
  2. ^ Bilancio demografico Anno 2012, ISTAT. URL consultato il 18 marzo 2013.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ 27 maggio 2013.
  5. ^ Primo sindaco di Lariano vedi Lariano i Personaggi e la Storia, Lariano, Comune di Lariano, 2009.
  6. ^ Dal 1988 in poi fonte Anagrafe Amministratori Locali e Regionali del Ministero degli Interni

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Castelli Romani Portale Castelli Romani: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Castelli Romani