Sacrofano

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Sacrofano
comune
Sacrofano – Stemma
Sacrofano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Roma-Stemma.png Roma
Amministrazione
Sindaco Tommaso Luzzi (PdL) dal 26/05/2013
Territorio
Coordinate 42°06′00″N 12°27′00″E / 42.1°N 12.45°E42.1; 12.45 (Sacrofano)Coordinate: 42°06′00″N 12°27′00″E / 42.1°N 12.45°E42.1; 12.45 (Sacrofano)
Altitudine 260 m s.l.m.
Superficie 28,49 km²
Abitanti 7 508[1] (31-12-2010)
Densità 263,53 ab./km²
Frazioni Borgo Pineto, Guado Tufo, Monte Caminetto, Petruscheto, Pineto, Santa Maria, Strada Romana Dritta.
Comuni confinanti Campagnano di Roma, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano Romano, Riano, Roma
Altre informazioni
Cod. postale 00060
Prefisso 06
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 058093
Cod. catastale H658
Targa RM
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti Sacrofanesi
Patrono santi Biagio e Geminiano
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sacrofano
Posizione del comune di Sacrofano nella provincia di Roma
Posizione del comune di Sacrofano nella provincia di Roma
Sito istituzionale

Sacrofàno è un comune di 7 119 abitanti della provincia di Roma, nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale comprende il Monte Musino (Monti Sabatini), alle pendici della caldera del vulcano di Sacrofano, del distretto vulcanico sabatino formatasi circa 330 000 anni fa, all'interno del Parco di Veio.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Classificazione climatica: zona D, 1751 GR/G

Storia[modifica | modifica sorgente]

Particolare della facciata della chiesa di San Biagio. Ora però è stata restaurata e al posto della finestra c'è una vetrata dove è rappresentato un vescovo

La zona fu inizialmente parte del territorio della città etrusca di Veio (ager Veientanus), alla sua estremità settentrionale. Esisteva una rete di strade di origine etrusca, riutilizzate anche in periodo romano e vi si trovavano numerosi piccoli insediamenti etruschi, soprattutto lungo la viabilità esistente, in parte sostituiti dopo la conquista romana da numerose ville, prevalentemente sui pendii.

Situato tra la via Cassia e la via Flaminia, il principale asse stradale del territorio fu costituito da una via che collegava la Flaminia e la strada tra la valle del Tevere e Capena, a servizio dei numerosi insediamenti agricoli. Gran parte delle ville furono abbandonate nel V e VI secolo.

Nel 780, sotto papa Adriano I, venne fondata nell'ager Veientanus la domusculta Capracorum, nella quale erano ricompresi fundi, massae et casales ("fondi agricoli, masserie e casali"), e in quest'epoca è citato anche un fundus Scrofanum[senza fonte]. Il fondo dal 775 fece parte dei possessi della chiesa di Santa Maria in Cosmedin.

Il fenomeno dell'incastellamento, con la costruzione di fortificazioni a difesa degli insediamenti, sembra essersi verificato nella zona a partire dal X e XI secolo: nel territorio dell'attuale comune esistono tracce di piccoli siti fortificati (in località Pian di Lalla e sul Monte Musino, in origine all'incrocio della strada per Capena). Nel 1027 il centro fortificato di Sacrofano, sorto sul percorso secondario tra Cassia e Flaminia, apparteneva alla diocesi di Selvacandida e sono menzionate per quest'epoca diverse chiese poste in Scrofano.[senza fonte]

Nella seconda metà del XIII secolo il castello fu in possesso dei prefetti di Vico, da cui passò quindi ai Savelli e ai Nardoni. Gli Orsini presero possesso del feudo di Sacrofano sotto il pontificato di Gregorio XI (1370-1377) e lo mantennero per quasi tre secoli, ad eccezione di una breve parentesi sotto i Borgia (1503-1516). Nel 1560 fu compreso nel ducato di Bracciano. Nel 1662 il possedimento venne ceduto dagli Orsini alla famiglia Chigi.[senza fonte]

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il nome originario del borgo era Scrofano; sulla sua origine esistono diverse leggende, legate alla presenza di una scrofa, che compare nello stemma comunale. Altre leggende narrano invece che sul Monte Musino si trovasse il trono di una dea e che quindi il nome del paese fosse "sacrum fanum"[senza fonte].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Torre della cinta muraria del borgo fortificato, rimaneggiata

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

L'originaria rocca, situata nella parte alta dell'attuale paese, ebbe un impianto trapezoidale, con cortile interno che in origine doveva essere dotato di un torrione, con fossato difensivo verso monte, dove sorgeva il borgo, ugualmente fortificato. Alla fine del XIV secolo appartiene un torrione adiacente alla chiesa di San Giovanni, residenza degli Orsini al momento della presa di possesso del feudo dove nel suo interno è presente un rilievo raffigurante lo stemma della nobile famiglia.

Nella prima metà del XV secolo vennero sistemate le strutture difensive, rivolte questa volta verso Roma e la via Flaminia: due torri rotonde furono costruite a difesa della "Porta Romana" e venne aggiunta una scarpata contro le mura preesistenti con un antistante fossato.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Giovanni Battista, risalente al XII e rimaneggiata nel XV secolo, ma il titolo di "San Giovanni in Scrofano" è citato a partire dal 1027. L'edificio conserva un campanile in blocchi di tufo con cornici in mattoni, risalente al XIV secolo. La chiesa presenta una pianta irregolare, con navata unica preceduta da un vestibolo e con ambulacro a destra; l'altare del 1515, in marmi colorati, conserva reliquie di san Giustino martire. Nella chiesa si conserva una campana, fusa nel 1357 e rotta e rimossa nel 1799. La chiesa di San Biagio, risalente alla seconda metà del XV secolo, venne rimaneggiata nel XVIII secolo.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo Placidi-Serraggi, fu costruito nel 1707 in stile tardo-barocco.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale si trova il sito archeologico del Monte Musino[2], sulla sommità del colle; esso conserva resti della fortificazione medioevale e tracce di un precedente luogo di culto, forse identificabile con il santuario delle Arae Mutiae citato da Plinio.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parco di Veio.

Il comune fa parte del Parco Regionale di Veio. Nel territorio confinante con il Comune di Formello e il Comune di Roma si estende un'ampia area a bosco vergine, chiamata "Macchia di Sacrofano", che include la collina di Monte Musino, dalla quale si dipartono acquedotti in cunicolo etruschi che alimentavano l'antica città di Veio presso Isola Farnese. La zona è delimitata da varchi; vi è interdetto il traffico di veicoli ed è possibile visitarla a piedi, a cavallo e su mountain bike.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Religione[modifica | modifica sorgente]

La comunità ebraica di Sacrofano
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Sacrofano.

Sacrofano fu sede nel medioevo di una piccola comunità ebraica.[4]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • Manifestazione patronale Santa Maria Assunta, a settembre
  • Palio della Stella, II domenica di settembre

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Sagra delle pappardelle al cinghiale a ottobre

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1928 il nome venne modificato da Scrofano nell'attuale "Sacrofano".

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2003 2008 Valter Casagrande lista civica Sindaco
2008 2013 Valter Casagrande lista civica “Alleanza civica per Sacrofano” Sindaco
2013 in carica Tommaso Luzzi lista civica “Alleanza Civica” Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Nasce nell'autunno del 2007 la prima società di rugby del paese, la Rugby Sacrofano A.S.D., con lo scopo di disputare il campionato ufficiale di Serie C. I colori sociali sono il verde e il bianco. La squadra si allena presso l'impianto sportivo comunale di Monte Sarapollo.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

C'era una squadra di calcio appartenente alla categoria di livello regionale, l'A.S. Sacrofano (Prima Categoria girone C). Il Sacrofano nella stagione 2007/2008 riuscì a raggiungere una finale storica in coppa Lazio (Prima categoria) contro l'Atletico Vescovio, ma purtroppo perse la finale. Dopo la fusione con il Vic Formello e la conseguente cessione del titolo di prima categoria, alcuni ex membri della società hanno deciso di fondare il Nuovo Sacrofano (3ª categoria). Magnaccioni

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ [PRUSST Patrimonio di S. Pietro in Tuscia, codice: Pubbl 233, ID PR: SE3, Tipo: istituzione parco, ente proponente: Comune di Sacrofano. Schema del Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve (D.G.R. 8098/92 e s m.i.) Aree Perimetrate non istituite di interesse Regionale e Provinciale (PP e PR)
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova 1986.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]