Calabritto

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Calabritto
comune
Calabritto – Stemma
Calabritto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Gelsomino Centanni (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°47′00″N 15°13′29″E / 40.783333°N 15.224722°E40.783333; 15.224722 (Calabritto)Coordinate: 40°47′00″N 15°13′29″E / 40.783333°N 15.224722°E40.783333; 15.224722 (Calabritto)
Altitudine 480 m s.l.m.
Superficie 56,33 km²
Abitanti 2 489[1] (01-01-2012)
Densità 44,19 ab./km²
Frazioni Quaglietta
Comuni confinanti Acerno (SA), Bagnoli Irpino, Caposele, Lioni, Senerchia, Valva (SA)
Altre informazioni
Cod. postale 83040
Prefisso 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064014
Cod. catastale B374
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti calabrittani
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calabritto
Sito istituzionale

Calabritto (Calavrìttu in campano[2]) è un comune italiano di 2.489 abitanti della Provincia di Avellino nell'Alta Valle del Sele in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato a 480 metri s.l.m. in una pittoresca zona collinare, alle pendici del monte Altillo, l'estremità orientale dei monti Picentini. Ricco di sorgive (in parte captate dall'Acquedotto Monte Stella, che disseta 155 comuni della provincia di Salerno), tra i fiumi che attraversano il territorio comunale vi sono il Sele e il torrente Zagarone le cui acque formano la spettacolare Cascata del Tuorno. La vetta più alta è il monte Cervialto (1809 metri) punto di confine con Bagnoli Irpino, che è anche la cima più elevata della provincia di Avellino, seguono il Cervarulo (1632 metri), il Calvello (1579 metri) la cui vetta segna i confini con Lioni, Caposele, Bagnoli Irpino e l'Altillo (1432 metri).

La vegetazione si caratterizza per essere ricchissima di boschi. L'albero ad alto fusto maggiormente presente è il faggio (Fagus sylvatica) di cui si annoverano esemplari di notevoli dimensioni. Sono presenti, inoltre, numerosi ettari di territorio ricoperti da aceri (Acer opalus neapolitanum, Acer pseudoplatanus) e castagni. Il sottobosco è ricco di funghi, con una preminente diffusione di porcini e spugnole, e di tartufi neri.

Per la fauna, la principale specie che è ancora diffusa nelle montagne di Calabritto è il lupo. Figurano inoltre esemplari di gatto selvatico, volpe, cinghiale, tasso, ghiro, donnola, puzzola, nibbio reale, picchio nero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine presumibilmente longobarda, il paese acquista una certa importanza in epoca tardomedioevale (durante la dominazione angioina, aragonese); successivamente, divenuto feudo degli Estouteville (italianizzato in Tuttavilla), famiglia patrizia di Napoli, acquisisce il titolo di Ducato[3].

Regno delle Due Sicilie e annessione al Regno di Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Regno di Napoli e il Regno delle Due Sicilie fu un comune appartenente al Distretto di Campagna, della Provincia di Principato Citra. Con l'unità d'Italia venne assegnato alla provincia di Avellino.

I terremoti[modifica | modifica wikitesto]

Calabritto è stato devastato da diversi terremoti; fra i più disastrosi vi sono quello del 1773[4] e l'ultimo di essi, avvenuto il 23 novembre 1980, che ha completamente raso al suolo il paese, provocando cento morti.

Negli anni novanta l'economia del paese, terminate le risorse dei fondi per la ricostruzione, va in crisi; da allora una pesantissima decrescita ha compromesso la situazione socioeconomica del paese.[5]

Emigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Tre sono state sostanzialmente le grandi ondate di emigrazione dall'Irpinia: la prima dopo l'unità d'Italia (soprattutto verso le Americhe), la seconda verso gli anni '50 del 900 (verso l'Europa: Germania, Francia, Inghilterra, ma anche in Australia), e la terza dovuta al terribile terremoto del 23 novembre 1980, che ha letteralmente spazzato via interi comuni, tra cui Calabritto. Intere famiglie si sono trasferite altrove muovendosi da Calabritto per sfuggire alle difficili condizioni economiche: nuove comunità di Calabrittani sono risorte in tante città estere, come Philadelphia, New York, Los Angeles, Vancouver, Londra, Caracas, Monaco di Baviera, Sydney, etc.[6][7] Un esempio di associazione calabrittana all'estero sono il Circolo Calabrittano Maria SS. della Neve di Londra e il Circolo Calabrittano di New York (Astoria).[8]

Le origini del nome

Il nome "Calabritto" deriverebbe dal latino "Kalabrix", ua pianta spinosa simile al Biancospino[9].

Secondo una leggenda popolare locale il nome sarebbe dovuto alla presenza, in epoca medioevale, di una bella locandiera di facili costumi di nome Britta, che, per la sua bellezza, veniva acclamata dai commensali al coro di "Cala Britta".[10]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— 23 novembre 1980

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle architetture di interesse storico-artistiche sono state distrutte dal terremoto del 1980. Fra gli edifici di rilevanza, sopravvissuti ai crolli sono da citare:

  • Borgo e castello medievale di Quaglietta (rocca Normanna del 1200 quasi interamente ristrutturata con fondi europei)
  • Santuario di Maria Ss. della Neve (luogo di culto a 945 m s.l.m. domina l'intera Valle del Sele)
  • Cappella di Maria Ss. dei Grienzi (ospita la statua della Madonna particolarmente venerata a Calabritto)
  • Grotta della Madonna del fiume (la cappella è situata in un gigantesco e spettacolare antro posto su un dirupo)
  • Chiesa Madre (il principale luogo di culto del paese)
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (al suo interno è presente un quadro della Madonna nera importato dai monaci basiliani intorno al 1200)

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Ecco alcuni dei luoghi di maggiore interesse che si possono ammirare nelle montagne di Calabritto. Tra sorgenti, cascate e vallate, ettari di faggeti, castagneti e pinete si possono organizzare itinerari naturalistici e percorsi di trekking.

  • Cascata del Tuorno
  • Piano del Gaudo
  • Piano Migliato
  • Sentiero Piano Migliato-Monte Cervialto
  • Sentiero Ponticchio-Madonna del Fiume
  • Sentiero Scatuorchio-Piano di Grienzi
  • Grotta dell'Angelo

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2007 a Calabritto risultano residenti 22 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[12]

Paese di nascita Popolazione (2007)
Romania Romania 6
Albania Albania 4
Ucraina Ucraina 3
Venezuela Venezuela 3

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico; il comune appartiene all'Arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, ed ha due parrocchie:

  • SS. Trinità
  • S. Maria del Carmine

L'altra confessione cristiana presente è quella Evangelica con una comunità:

Vicino Quaglietta nel 1995 è stato realizzato il centro Pilgrim Parking, la sede di Cristo è la Risposta, un gruppo itinerante evangelico interdenominazionale nato dal Jesus movement e presente in diverse nazioni; si svolgono conferenze internazionali, vi è attiva una scuola per missionari e svolge attività riabilitative per tossicodipendenti ed emarginati.[14]

Tradizioni e folklore[modifica | modifica wikitesto]

  • Discendenti di Spartaco: secondo una tradizione locale una parte degli abitanti sarebbe discendente delle truppe di Spartaco, riuscite a fuggire ai Romani presso la foce del Sele e sconfitti definitivamente dagli stessi "ad caput silaris fluminis" (odierna Caposele), quindi nell'Alta Valle del Sele.
  • Scampanellata per il paese: il 17 gennaio, festa di Sant'Antonio Abate, gli abitanti bussano di casa in casa per chiedere dei doni (dolci, frutti, ecc.) suonando delle campane.[10]
  • I falò di San Giuseppe: la festa di S. Giuseppe del 19 marzo mette insieme il momento religioso o cristiano e quello più strettamente profano come l'accensione del fuoco nei rioni del paese in devozione al santo protettore. Sul far della sera vengono accese cataste di rami di ulivo e di viti che danno vita ad un paesaggio incandescente. La tradizione del falò spinge le tante persone a recarsi in ogni rione ad incontrare gli amici con cui mangiare una patata cotta sotto la brace, bere un buon bicchiere di vino paesano, ascoltare una suonata di organetto, in attesa del nuovo giorno
  • Festa della Madonna di Grienzi: l'ultima domenica del mese di giugno, dopo un pellegrinaggio notturno di oltre tre ore di cammino a piedi, si raggiunge il santuario della Madonna di Grienzi, situato a circa 1000 metri di altitudine alle pendici del Monte Cervialto, dove si preleva la statua della Madonna e la si riporta in paese. La statua arriva di buon mattino al rione "Piscone", dove viene accolta da centinaia di fedeli che appendono grandi lenzuoli bianchi su tutti i balconi del rione. La processione prosegue poi verso la Chiesa Madre. La festa religiosa e civile della Madonna di Grienzi si svolge invece la prima domenica del mese di luglio.
  • Festa di San Giuseppe e della Madonna della Neve: è la festa patronale, la più sentita dai fedeli di Calabritto e dei paesi limitrofi. Si svolge nell'ultimo fine settimana del mese di luglio. Migliaia le presenze che si registrano in paese alle processioni con le statue dei santi, officiate dal vescovo della diocesi, e alle feste civili che culminano con l'atteso spettacolo pirotecnico domenicale.
  • Pellegrinaggio alla Madonna della Neve: l'evento è in programma il 5 agosto al santuario della Madonna della Neve, posto in un pianoro lungo il monte Altillo a 945 metri s.l.m. Alle prime luci del mattino parte da Calabritto la lunga processione che riporta nel giaciglio, all'interno del santuario, la statua della Madonna della Neve. Al termine del corteo il vescovo della diocesi consegna la benedizione solenne ai devoti della Madonna.

Media e Cultura[modifica | modifica wikitesto]

A Calabritto è diffuso un mensile di informazione che si chiama "Lu Bannaiuolu". Il giornale è edito dal 2000, ha una distribuzione di 1200 copie (trasmesse in abbonamento anche all'estero) e un sito: www.lubannaiuolu.net

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

In base allo statuto comunale di Calabritto[15], l'unica frazione è[16]:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Grazie ai fondi per la ricostruzione post terremoto, il paese negli anni ottanta ha vissuto soprattutto di edilizia e del suo indotto. Oggi possiede un'area industriale realizzata con la Legge 219/81 in cui sono attive solo poche aziende e gli occupati sono complessivamente un centinaio.[17]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è prevalentemente destinato alla produzione agricola. Fra le varie produzioni è degna di nota quella del peperone quagliettano, suddiviso in due tipologie.[18]

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Il principale istituto bancario del comune fino al 2013 è stato la Banca di Credito Cooperativo di Altavilla Silentina e Calabritto, in seguito acquisito dalla Banca di Credito Cooperativo dei Comuni Cilentani.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Statale 691 Italia.svg Strada statale 691 Contursi-Lioni: Uscita Zona industriale di Calabritto e uscita Calabritto.
  • Strada Comunale Calabritto-Acerno.
  • Strada Provinciale 92 Italia.jpg Strada Provinciale 92 Quaglietta-Senerchia.
  • Strada Provinciale 261 Italia.jpg Strada Provinciale 261 (ex Strada Statale 91 della Valle del Sele).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Terminio Cervialto.

La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'Ambito Territoriale Ottimale Sele.

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La Polisportiva Calabritto, associazione con oltre 150 iscritti, pratica il calcio, la pallavolo maschile e femminile e la boxe francese.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è dotato di un campo da calcio regolamentare. La squadra del paese è l'Associazione Sportiva Real Calabrittana, che gioca nel Campionato di terza categoria - Girone F.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 114.
  3. ^ Storia dei Tuttavilla
  4. ^ [1]
  5. ^ Patto Territoriale Sele Tanagro
  6. ^ 00-07luglio.pmd
  7. ^ Girodivite: A proposito di "nuova emigrazione"
  8. ^ http://www.esteri.it/mae/doc_osservatorio/Rel_Campania_.pdf
  9. ^ www.cmterminiocervialto.it
  10. ^ a b Comune di Calabritto
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Dati Istat
  13. ^ Le Chiese Cristiane Evangeliche nella Valle del Sele, di Romolo Ricciardiello
  14. ^ Nuova pagina 1
  15. ^ Statuto comunale di Calabritto
  16. ^ 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni
  17. ^ |-Lu B@nn@iuolu-| La Community di Calabritto e Quaglietta
  18. ^ Prodotti tipici della Campania

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Zuccagni Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole corredata di un atlante vol. X, Firenze 1845.
  • A. Mazzone, "Calabritto - Storia, leggenda, cronaca", Calabritto 1998
  • N. Filippone, "Appunti di storia"
  • A. Grisi, "L'Alta Valle del Sele", 1980
  • A. Castellani, "Cronaca Conzana", 1691

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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