Caposele

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Caposele
comune
Caposele – Stemma Caposele – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Pasquale Farina (UdC) dal 15-4-2008
Territorio
Coordinate 40°48′55″N 15°13′27″E / 40.815278°N 15.224167°E40.815278; 15.224167 (Caposele)Coordinate: 40°48′55″N 15°13′27″E / 40.815278°N 15.224167°E40.815278; 15.224167 (Caposele)
Altitudine 405 m s.l.m.
Superficie 41,28 km²
Abitanti 3 590[1] (30-6-2011)
Densità 86,97 ab./km²
Frazioni Materdomini
Comuni confinanti Bagnoli Irpino, Calabritto, Castelnuovo di Conza (SA), Conza della Campania, Laviano (SA), Lioni, Teora, Valva (SA)
Altre informazioni
Cod. postale 83040
Prefisso 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064017
Cod. catastale B674
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 1 716 GG[2]
Nome abitanti caposelesi
Patrono San Lorenzo, San Gerardo Maiella (fraz. Materdomini)
Giorno festivo 10 agosto e 16 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caposele
Sito istituzionale

Caposele (Capussela o Capusseila in campano[3]) è un comune italiano di 3 590[1] abitanti della provincia di Avellino in Campania nell'Alta Valle del Sele. Fa parte della Comunità montana Terminio Cervialto e gran parte del territorio comunale ricade nel Parco regionale Monti Picentini.

Il paese è noto per la presenza delle sorgenti del Sele che alimentano l'Acquedotto pugliese e per la località religiosa Materdomini che, con il Santuario di San Gerardo Maiella, ogni anno è meta di più di un milione di pellegrini[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è sito sul margine nord-orientale del massiccio dei monti Picentini, nei pressi della sommità del bacino idrico del Sele[5], adagiato in una pittoresca conca scavata dal fiume nel corso dei secoli. Qui a Caposele, a 420 m s.l.m.[6], il Sele sgorga impetuoso dal monte Paflagone, contrafforte orientale del monte Cervialto[6].

Posto ad ovest rispetto al centro abitato, il Paflagone costituisce uno dei limiti naturali della conca, sormontata ad est da una collina su cui sorge la frazione di Materdomini. Rilevi boscosi conducono a nord verso Lioni mentre, a sud, il paese continua con le contrade di San Giovanni e Santa Caterina, che portano al comune di Calabritto.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Sui monti che circondano Caposele, alternati a pascoli e suoli agricoli, vi sono boschi rigogliosi, la cui flora rappresentativa è costituita da alberi ad alto fusto come castagni[7], querce e faggi[7]. Il folto del bosco pullula della fauna tipica dei monti Picentini, fra i cui rappresentanti spicca il lupo apenninico, che è sempre più frequente incontrare in Irpinia[8]. Altri animali largamente diffusi sono il cinghiale, la volpe, il gatto selvatico[9], la beccaccia, la poiana e l'upupa.

Anche il fiume a sua volta costituisce un ecosistema ricco di forme di vita. Lungo le sue sponde vi è una lussureggiante vegetazione di pioppi, salici e piante di sambuco. La trota fario è un pesce tipico delle acque del Sele.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Caposele è costituito in prevalenza da calcari databili a cavallo tra la fine del Mesozoico e l'inizio del Cenozoico[10] e da sedimenti terrigeni deposti dall'azione del fiume[11]. Essendo situato nei pressi di una faglia diretta[11][12] (che in superficie vede le rocce calcaree in contatto coi sedmenti[11]), si tratta di un territorio ad elevato rischio sismico; infatti, secondo la classificazione sismica italiana, il comune appartiene alla zona 1 (sismicità alta)[13].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Caposele deriverebbe da "Caputsylaris", ovvero "capo, inizio del Sele", data l'ubicazione del paese nei pressi delle sorgenti del fiume. Secondo l'Antonini Caposele fu fondata nel periodo delle guerre fra i Sanniti e i Romani da coloro che si ritrovavano da luoghi di scontri militari[14]. E qui uno scontro militare ci fu. Narra Paolo Orosio che "ad caput sylaris" ci fu la sanguinosa sconfitta di Spartaco, il quale proprio presso le sorgenti del Sele vide definitivamente tramontare il suo sogno di libertà. Non solo, il luogo fu abitato anche dai Romani: nei primi anni dell'Ottocento, ad opera dell'illustre dottore Nicola Santorelli fu scoperta poco distante dal centro abitato, in località Preta, un'importante lapide (conservata al Museo Archeologico di Avellino) del tempo dell'imperatore Domiziano attestante l'esistenza di un collegio sacerdotale dedicato al culto del dio Silvano[15]. Secondo un'altra ipotesi Caposele venne costituita da abitanti dell'antica Posidonia (Paestum) che risalendo il nome del fiume diedero il nome al monte (Paflagone) e al fiume stesso. Quale che fosse l'origine del paese, certo è che i primi abitanti costruirono le loro dimore ai piedi del monte dove appunto una copiosa quantità di polle sorgive - circa 100 - formavano un laghetto prima di dare origine con salti e balzi ad uno spumeggiante fiume diretto verso Posidonia (Paestum). Sicuramente la ragione di tutto questo fu il beneficio che la gente poteva trarre dall'acqua.

Dal Medioevo al XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie di un feudo e un probabile castello risalgono al periodo normanno, probabilmente al 1160, quando Filippo di Balvano ne divenne il proprietario[16] e inviò alcuni militi alla spedizione in Terra santa per la conquista di Gerusalemme. Nel corso dei secoli, il territorio passò nelle mani degli Svevi e degli Angioini.

Sotto gli Aragonesi, una parte, probabilmente la zona chiamata Capodifiume, venne data a Jacopo Sannazzaro. Nel 1416 la regina Giovanna II di Napoli affidò le entrate del feudo ad Antonio Gesualdo. E fu con Luigi II Gesualdo che Caposele raggiunse il suo grande vigore. Così nel 1494 Caposele ottenne il titolo di "Universitas" cioè di Comune autonomo in grado di eleggere liberamente un sindaco per alzata di mano dei suoi abitanti e di amministrare la giustizia. Un grande privilegio questo dato ai sudditi, che, nel frattempo, scelsero anche un santo patrono, San Lorenzo, per la chiesa madre ed uno stemma per il proprio comune.

Nel XVII secolo il territorio di Caposele passò ai Ludovisio che l'acquistarono e rivendettero più di una volta. Tutto ciò spesso li costrinse a lasciare il castello. Allora comunità religiose e confraternite occuparono l'intera zona, le chiese aumentarono di numero e famiglie di estrazione ed origine diversa si affiancarono sempre più ai casali intorno alla Chiesa e alle proprietà private. La peste del 1656 decimò la popolazione del paese. Narrano le fonti che di 3000 abitanti ne morirono in quel frangente più di 2500. Nel 1691 gli abitanti erano 1185 e Caposele era parte della provincia di Montefusco in Principato Ultra[17]. Un'altra triste calamità che si abbatté sul paese fu il terremoto del 1694 che pure provocò numerose vittime.

Nel 1714 fu nominato principe della Terra di Caposele Inigo Rota. Nel 1771 il territorio passò nelle mani di Carlo Lagni, marito di Ippolita Rota, figlia di Inigo, dalla quale lo ottenne per via matrimoniale Carlo Lagni, ultimo signore del luogo sino all'abolizione dei diritti feudali (1806).

Nei primi decenni del Cinquecento esisteva già una piccola chiesa dedicata alla Mater Domini, che dà il nome ad una frazione di Caposele. Qui Sant'Alfonso Maria de' Liguori venne in missione e aprì una casa religiosa dove, nel 1755, morì San Gerardo Maiella.

Regno delle Due Sicilie e annessione al Regno di Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Regno di Napoli e il Regno delle Due Sicilie fu un comune appartenente al Distretto di Campagna, della Provincia di Principato Citra. Con l'unità d'Italia venne assegnato alla provincia di Avellino.

Agli inizi dell'Ottocento Caposele era composto da un nucleo che era il Castello e dal borgo di “Capo di Fiume” isolato dal resto da un vallone ricoperto di orti e, infine, dagli agglomerati periferici (Pianello, Casali, etc.). I lavori per la captazione delle sorgenti del Sele ad inizio Novecento per la realizzazione dell'Acquedotto Pugliese modificarono totalmente l'assetto urbanistico: tra i due nuclei storici (Zona Castello e Zona Sorgenti) si costruiscono nuovi edifici abitativi; le costruzioni si incrementarono negli anni cinquanta e così Via Roma e Corso Europa diventano le vie più importanti del paese.

È stato uno dei comuni colpiti dal terremoto dell'Irpinia verificatosi il 23 novembre del 1980.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— 23 novembre 1980

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario di san Gerardo Maiella[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio religioso è collocato nella frazione Materdomini (sede di numerose strutture ricettive) ed è meta di continui pellegrinaggi da ogni parte di Italia. Vi si può visitare il Museo Gerardino che contiene numerose testimonianze di vita di san Gerardo Maiella. La tomba del santo è collocata al centro della vecchia Basilica dietro un altorilievo in marmo, dove si intravede la nuova urna in cristallo, argento e madreperla, che contiene il corpo di san Gerardo. Alla chiesa già presente si è aggiunta la nuova chiesa del Redentore, costruita negli anni settanta su progetto dell'architetto Giuseppe Rubino. Le forme architettoniche ricordano la biblica Tenda per il Tabernacolo, costruita da Mosè nel deserto per ordine di Dio e presenta opere di notevole interesse artistico, fra cui il portale in bronzo, un'imponenente statua bronzea del Cristo Redentore, e ancora i mosaici raffiguranti gli apostoli e gli arredi monumentali tra cui l'altare, l'ambone e il portacero pasquale.

Chiesa Madre di san Lorenzo[modifica | modifica wikitesto]

Collocata nel cuore del centro storico di Caposele, ricostruita ex novo dopo il terremoto del 1980, su progetto dell'architetto Carlo Cuomo e dell'ingegnere Vittorio Gigliotti[18], noto per la sua collaborazione con Paolo Portoghesi[senza fonte], con calcoli statici del professore Luigi Adriani[18], dopo una lunga e travagliata costruzione, la chiesa è stata aperta al culto nel 2008[18]. Secondo i progettisti[18] l'architettura della chiesa sulla sorgente trae ispirazione dallo spettacolo impressionante della galleria sotterranea di captazione della sorgente, con l'acqua che scorre tumultuosamente; le strutture della copertura e del soffitto, richiamano l'immagine dell'acqua, evocando i filetti liquidi ed i vortici dell'acqua fluente. Interessanti le opere marmoree (altare, ambone e battistero)[19] ed il Cristo bronzeo[19] realizzati dallo scultore bergamasco Mario Toffetti[18][19], già distintosi per aver avuto incarichi in Vaticano[19].

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

I ruderi della fortezza risalente al secolo XI sono ancora visibili in località Castello, alle spalle della Chiesa Madre di san Lorenzo. A causa del terremoto del 1980 e dell'incuria, l'edificio si presenta in uno stato di profondo degrado.

Le acque di scolo provenienti da Cassano Irpino in località Tredogge.

Le sorgenti del Sele[modifica | modifica wikitesto]

Le acque raccolte nel Monte Cervialto (che rappresenta un bacino idrogeologico sufficientemente indipendente dai rilievi che lo circondano[20]) defluiscono verso Caposele. E proprio qui, nei pressi del monte Paflagone, tali acque sotterranee alimentano la sorgente Sanità (420 m s.l.m.)[5][20] per poi venir raccolte in venute di acqua in alveo (sorgente Tredogge) a 415 m s.l.m.[20], dando così origine al flusso del Sele. La circolazione idrica sotterranea è condizionata da una complessa struttura a scaglie tettoniche[20] (che dalla zona antistante la sorgente, Coste di santa Lucia[20], prosegue verso Calabritto[21]) la quale obbliga il fiume a sgorgare alle altezze suddette.

A Caposele ha inizio l'Acquedotto pugliese, notevole opera di ingegneria idraulica che con le acque irpine disseta l'intero Tavoliere delle Puglie fino a Santa Maria di Leuca.

La facciata della Basilica dedicata a San Gerardo Maiella.

La portata media del fiume è di circa 4000 l/s ma, in seguito alla captazione delle sorgenti nel 1906[5], nell'alveo si osserva un flusso notevolmente ridotto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2007 a Caposele risultano residenti 45 cittadini stranieri. Le nazionalità presenti sono:[23]

Paese di nascita Popolazione (2007)
Marocco Marocco 25
Romania Romania 6
Venezuela Venezuela 5
Bulgaria Bulgaria 4
Bielorussia Bielorussia 2

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione[24] è di religione cristiana di rito cattolico; il comune appartiene all'Arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, ed ha due parrocchie:

  • S.Lorenzo Martire
  • S.Gerardo Maiella

L'altra confessione cristiana presente è quella Protestante[25] con una comunità:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi delle sorgenti del Sele è stato istituito il Museo delle Acque[26], che raccoglie testimonianze della storia dell'Acquedotto Pugliese e mira a mettere in evidenza l'importanza dell'acqua come risorsa. Il museo è collocato nella Casa Houston[26], struttura che ospita anche il CE.AG.G. (Centro di Aggregazione Giovanile)[26], la biblioteca comunale[26] e la Porta dell'Anima[27] del Parco regionale Monti Picentini (quest'ultima tuttora in fase di allestimento)[26].

Nel 2012[28], grazie ad una donazione fatta al comune dall'Ordine dei Cavalieri Crociati di Malta[29], è stato inaugurato il Museo delle macchine di Leonardo. Situato nel padiglione espositvo nei pressi delle sorgenti e del cantiere dell'acquedotto, il museo ospita una collezione comprendente le riproduzioni di alcune delle macchine più significative progettate da Leonardo da Vinci[28].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Caposele è presente l'Istituto Comprensivo Statale “F. De Sanctis”, costituito da: scuola dell'infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado[30].

A Materdomini è rilevante la presenza della sezione annessa all'Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore “F. De Sanctis” di Sant'Angelo dei Lombardi, con gli indirizzi di liceo scientifico e liceo delle scienze umane[31].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina paesana è profondamente legata alla tradizione contadina, quindi ai prodotti che la terra offre. Piatti a base di verdure come m'nestra e pizza (misto di diversi ortaggi consumato con pizza di granturco)[32], taddi e patan' (gambi di zucca cotti con patate)[32] o panieddi e pap'rnola (patate lessate e poi fritte con peperoni secchi e macinati)[32] sono tipici della tavola caposelese. A questi pasti della quotidianità si affiancano piatti invernali, come le patan' sfruculiat' (patate lessate e schiacciate, condite di solito con peperoni o legumi)[32] e quelli tipicamente estivi, come la ‘ngattinata (misto di ortaggi cotto e condito con pomodoro)[32].

A Caposele vi è anche una lunga tradizione di pasta fatta in casa. Tipici sono le matasse, i fusilli e i triiddi. Tra i tipi di pane sono da ricordare la tradizionale fresella e il muffletto.

NellUndicesima revisione dell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), pubblicata l'11 luglio 2011[33], figurano tre prodotti tipici di Caposele: le matasse[34], il muffletto[34] e lamaretto[34].

L'amaretto, tradizionale biscotto caposelese.

Matasse[modifica | modifica wikitesto]

Celebrate assieme ai fusilli nella sagra del 9 agosto, le matasse sono il tipo di pasta caratteristico del paese. Vengono ottenute allungando e roteando più volte l'impasto originale per poi tagliarlo in strisce sottili[32]. La lavorazione è fatta a mano e avviene in farina di granturco per evitare che i segmenti di pasta si appiccichino fra loro[35]. Il risultato finale ricorda un groviglio di fili (per l'appunto una matassa) dal quale il prodotto prende il nome. Vengono spesso consumate con ceci o fagioli[32].

Muffletto[modifica | modifica wikitesto]

Simile al pane fatto con l'impasto della pizza[36], il muffletto è una pagnotta dalla peculiare morbidezza e dal caratteristico odore, dovuto ad un impasto a base di patate e farina[36]. La sua comparsa si fa risalire ai primi del Novecento, durante gli inizi dei lavori per la costruzione dell'acquedotto, quando Caposele, accogliendo maestranze anche dai paesi dell'Italia centrale e settentrionale, divenne un punto d'incontro di tradizioni culinarie diverse[36].

Amaretto[modifica | modifica wikitesto]

L'amaretto è un tipico biscotto caposelese. Di tradizione casalinga, il dolce ha come ingrediente fondamentale le nocciole tostate (varietà San Giovanni e Mortarella)[37] che gli conferiscono un sapore nettamente diverso dalla sua versione commerciale[37]. Modellati a mano in piccole forme rotondeggianti, partendo da un impasto di noci, zucchero e uova, dopo la cottura in forno, gli amaretti vengono cosparsi di zucchero a velo[37].

Persone legate a Caposele[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni religiose e popolari[modifica | modifica wikitesto]

Le principali festività di Caposele sono legate ai santi patroni san Lorenzo martire e san Gerardo Maiella. La festa patronale in onore del primo viene celebrata il 10 agosto[38], mentre il 16 ottobre[38] si festeggia il santo Redentorista a Materdomini. Sempre in onore di san Gerardo viene celebrata una processione la prima domenica di settembre[39], accompagnata, come ad ottobre, da una grande fiera[39]. Vengono organizzati solenni festeggiamenti anche in onore di santa Lucia (13 maggio)[39] e san Rocco (10 ottobre)[39]. Il 13 giugno[39], dei falò ricordano le antiche invocazioni a sant'Antonio di Padova, il cui culto a Caposele era in antico diffuso grazie alla presenza, fino ai primi anni del XIX secolo, di un convento francescano conventuale poi soppresso. In realtà in altre località italiane i falò sono dedicati a Sant'Antonio Abate che è festeggiato il 17 gennaio. Il 15 giugno[39] una processione di devoti caposelesi raggiunge la rocca su cui sorge la chiesetta medievale di san Vito.

Oltre la festività di san Lorenzo, il mese di agosto vede la festa del giorno 2 dedicata a sant'Alfonso Maria de' Liguori[39], la Sagra delle matasse e dei fusilli, il giorno 9[38][39], la Corsa dei Tre Campanili a ferragosto[39] e, la domenica dopo il 16, la festa della Madonna della Sanità[40].

La terza domenica di ottobre, come di tradizione, si svolge la Sagra delle sementi[39][41], durante la quale vengono benedetti migliaia di sacchetti di grano dopo la messa[41].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lo statuto comunale di Caposele non menziona nessuna frazione. In base al 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni[42], le altre località abitate del territorio comunale sono:

  • Materdomini: 735 abitanti 595 m s.l.m.;
  • Fornaci: 33 abitanti 575 m s.l.m.;
  • Piani: 574 abitanti 494 m s.l.m.;
  • San Giovanni: 176 abitanti 438 m s.l.m.;
  • Santa Caterina: 130 abitanti 350 m s.l.m..

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli passati l'economia del paese era profondamente legata non solo all'agricoltura ma, soprattutto, alle acque del Sele. Lungo le copiose sorgenti del fiume sorsero mulini, frantoi e gualchiere, di cui oggi rimane poco o nulla. Le attività legate a tali strutture, infatti, cessarono di esistere con l'inizio dei lavori per la costruzione dell'Acquedotto Pugliese e la conseguente captazione delle sorgenti.

Attualmente, una delle più grandi risorse economiche di Caposele è il turismo. In primis, è da ricordare il turismo religioso, profondamente legato al culto di san Gerardo, ma il paese attira visitatori anche grazie alle sue bellezze naturalistiche come le sorgenti del fiume o il Parco regionale dei Monti Picentini.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Alfonso Merola PCI Sindaco [43]
1990 1995 Alfonso Merola PCI/PDS Sindaco
1995 1999 Antonio Corona Centro Sindaco
1999 2004 Giuseppe Melillo Lista civica Sindaco
2004 2007 Giuseppe Melillo Lista civica Sindaco
2007 2008 Mario La Montagna Commissario prefettizio
2008 2013 Pasquale Farina Lista civica Sindaco
2013 in carica Pasquale Farina Lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Terminio Cervialto[44].

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1987, nel suggestivo paesaggio dell'altopiano di Laceno, nel comune di Bagnoli Irpino, ogni anno gli sportivi caposelesi si sfidano in una corsa di mezzofondo: la Stralaceno[45].

Molto praticato inoltre il nuoto nella Piscina Comunale in località Piani, che nel corso degli anni ha portato al conseguimento risultati sportivi d'eccellenza a livello ragionale e nazionale nella disciplina del nuoto pinnato. Dal 2010, grazie all'iniziativa di un paio di liceali, è attivo anche un team di pallanuoto che, per i primi due anni di vita, è stato interamente autogestito dal suddetto manipolo di ragazzi.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport principe del paese è certamente il calcio, vera passione locale. Da sottolineare soprattutto l'attività del Gruppo Sportivo Olimpia Caposele che dal lontano 1986[46] a oggi ha svolto un lavoro ininterrotto, importante in particolare a livello sociale, permettendo a diverse centinaia di giovani di giocare a pallone.

Fiore all'occhiello della società, che da diverso tempo si occupa solo di Settore Giovanile, sono i due titoli Provinciali consecutivi ottenuti rispettivamente nel 2008 (categoria Giovanissimi)[46] e 2009 (categoria Allievi)[46], stabilendo un record a livello giovanile di 34 risultati utili consecutivi (30 vittorie e 4 pareggi)[46] e partecipando l'anno successivo al Campionato Regionale dove ha conquistato l'ambita Coppa Disciplina, prima su 130 squadre[46].

Attualmente l'Olimpia Caposele si occupa di Scuola Calcio, riconosciuta specializzata dalla F.I.G.C. insieme ad altre otto squadre.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 136.
  4. ^ Il Santuario di San Gerardo a Maiella (da campaniatour.it). URL consultato il 13 giugno 2012.
  5. ^ a b c Francesco Fiorillo, Gerardo Ventafridda - La portata delle sorgenti di Cassano Irpino e Caposele (Campania) durante periodi siccitosi, «Ordine Regionale dei Geologi - Puglia» n° 4-2009 / n° 1-2010 - pagg. 11-18
  6. ^ a b Il corso del fiume Sele (da riservafoceseletanagro.it). URL consultato il 29 aprile 2012.
  7. ^ a b Carta dell'Uso del Suolo DEL PARCO REGIONALE DEI MONTI PICENTINI (CAMPANIA) novembre 2008 tav.2. URL consultato il 27 aprile 2012.
  8. ^ Sulla montagna di Caposele avvistati tre lupi in pieno giorno in Irpinia News, 15 maggio 2010. URL consultato il 28 aprile 2012.
  9. ^ Parco Regionale dei Monti Picentini - Carta di vocazione ambientale del gatto selvatico Felis silvestris dicembre 2008. URL consultato il 28 aprile 2012.
  10. ^ ISPRA-Carta geologica d'Italia - Sant'Angelo de' Lombardi foglio 186 (da isprambiente.gov.it). URL consultato il 27 aprile 2012.
  11. ^ a b c R.Funiciello, D.Pantosti & G. Valensise, Fagliazione superficiale associata al terremoto del 23 novembre 1980 Mem. Soc. Geol. It., 41 (1988), 1139-1144
  12. ^ APAT-Carta geologica d'Italia Scala 1:1250000 (da isprambiente.gov.it). URL consultato il 30 aprile 2012.
  13. ^ Dipartimento della protezione civile, Classificazione sismica al 2006 (da protezione civile.gov.it). URL consultato il 30 aprile 2012.
  14. ^ Giuseppe Antonini, La Lucania
  15. ^ Nicola Santorelli, Il fiume Sele e i suoi dintorni, Ed. Valsele Tipografica, Materdomini (AV) 1989
  16. ^ Evelyn Jamison, Catalogus Baronum, Fonti per la storia d'Italia, 101, Roma 1972
  17. ^ Donatantonio Castellano, La Cronista conzana, manoscritto del 1694 custodito nell'Archivio arcivescovile di Conza
  18. ^ a b c d e Dopo 28 anni Caposele riavrà la sua Chiesa. Oggi la cerimonia in Irpinia News, 9 agosto 2008. URL consultato il 29 aprile 2012.
  19. ^ a b c d La Chiesa di san Lorenzo (da caposele.asmenet.it). URL consultato il 29 aprile 2012.
  20. ^ a b c d e CORNIELLO et al. (2008) – Memorie Illustrative della Carta Idrogeologica del Parco dei Monti Picentini (Campania) pagg. 18-19
  21. ^ PIETRO CELICO, MAURIZIO DE GENNARO, MARIA ROSARIA GHIARA, DAMIANO STANZIONE, LE SORGENTI TERMOMINERALI DELLA VALLE DEL SELE (SALERNO): INDAGINI STRUTTURALI, IDROGEOLOGICHE E GEOCHIMICHE RENDICONTI Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, 35 (1), 1979; pp. 392-398
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ Dati Istat
  24. ^ Diocesi di Sant'Angelo dei Lombardi - Conza - Nusco - Bisaccia
  25. ^ Le Chiese Cristiane Evangeliche nella Valle del Sele, di Romolo RICCIARDIELLO
  26. ^ a b c d e CE.AG.G. (da caposele.asmenet.it). URL consultato l'11 maggio 2012.
  27. ^ Porta dell'Anima (da parcoregionaledeimontipicentini.it). URL consultato il 25 aprile 2012.
  28. ^ a b Caposele, inaugurato il Museo delle Macchine di Leonardo in Corriere dell'Irpinia, 28 aprile 2012. URL consultato il 10 maggio 2012.
  29. ^ I Cavalieri Crociati di Malta presentano “Le Macchine di Leonardo” in Irpinia News, 20 aprile 2012. URL consultato l'11 maggio 2012.
  30. ^ Istituto (da iccaposele.it). URL consultato l'11 maggio 2012.
  31. ^ I.I.S.S. “F. De Sanctis”, POF 2012 pagg. 20-21 da iissdesanctis.altervista.org. URL consultato l'11 maggio 2012.
  32. ^ a b c d e f g Gastronomia (da caposele.asmenet.it). URL consultato il 10 maggio 2012.
  33. ^ Undicesima revisione dell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (da politicheagricole.it). URL consultato l'11 maggio 2012.
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