Pratola Serra

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Pratola Serra
comune
Pratola Serra – Stemma Pratola Serra – Bandiera
Pratola Serra – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Antonio Aufiero (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 40°59′00″N 14°51′00″E / 40.983333°N 14.85°E40.983333; 14.85 (Pratola Serra)Coordinate: 40°59′00″N 14°51′00″E / 40.983333°N 14.85°E40.983333; 14.85 (Pratola Serra)
Altitudine 280 m s.l.m.
Superficie 8,84 km²
Abitanti 3 700[1] (31-12-2010)
Densità 418,55 ab./km²
Frazioni Serra di Pratola, San Michele di Pratola, Saudelle, Scoppole, Nocione, Acquaviva, Cocciacavallo
Comuni confinanti Candida, Manocalzati, Montefalcione, Montefredane, Montemiletto, Prata di Principato Ultra
Altre informazioni
Cod. postale 83039
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064075
Cod. catastale H006
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti pratolani
Patrono Madonna Addolorata e San Gerardo (sant'Audeno nella frazione di Serra di Pratola)
Giorno festivo Prima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pratola Serra
Sito istituzionale

Pratola Serra è un comune italiano di 3.700 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato nella valle del fiume Sabato ed è caratterizzato da un territorio collinare. L'abitato è costituito da due centri abitati distinti. Serra di Pratola è la parte più antica del comune, sviluppatasi su di un colle attorno al castello medievale.

Il nucleo abitativo di Pratola è posto sulla riva destra del fiume Sabato. Si è sviluppato lungo una antica strada di collegamento con le Puglie (oggi strada provinciale 371), che rimane l'arteria principale del paese, con i nomi di via Serritiello (nella parte a monte), Corso Vittorio Emanuele (nella parte centrale) e di corso Garibaldi (nella parte a valle). Negli ultimi decenni si è ampiamente sviluppata la frazione di San Michele di Pratola. Altre frazioni sono: Acquaviva, Saudelle, Scoppole e Cocciacavallo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del nome Pratola deriva dal latino pratulum (praticello), al plurale pratula. Dal latino deriva anche il toponimo serra con il significato di collina o altura. Il territorio è stato abitato fin dai tempi preistorici come attestano i numerosi ritrovamenti archeologici. In epoca feudale il territorio appartenne a diverse famiglie feudali. Alla fine del XVI secolo fu acquisito dalla famiglia Tocco di Montemiletto a cui rimase fino all'eversione della feudalità nel 1806.[2]

Il comune odierno è nato nel 1812 dall'unione dei comuni di Pratola e del castello di Serra.

Nel corso della Seconda guerra mondiale il comune ebbe molte vittime civili e militari. Il 2 ottobre del 1943 un bombardamento dell'artiglieria tedesca sull'abitato di Pratola provocò la morte di 10 cittadini e il ferimento di molti.[3]

Il comune, che aveva già un discreto passato industriale grazie ad una cartiera funzionante fino al 1953[3] , è stato interessato nell'ultimo ventennio del XX secolo da importanti insediamenti industriali. A seguito di una joint venture tra l'Alfa Romeo e la Nissan fu costruito negli anni ottanta uno stabilimento per la produzione di automobili nella parte pianeggiante del comune. A seguito del fallimento commerciale della vettura Arna sullo stesso sito si insediò la Fiat che vi ha costruito un importante impianto per la produzione di motori automobilistici.

Le scoperte archeologiche di contrada Pioppi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Area archeologica di Pratola Serra.

Nel gennaio del 1981, durante i lavori di scavo per l'installazione di prefabbricati destinati ai terremotati di Pratola Serra, sull'area agricola della contrada Pioppi-Saudelle (per i Pratolani addereto 'o Casino), ossia su tutta la collina adiacente al "Piazzale Mercato", vennero alla luce le strutture murarie di un imponente edificio che alla fine si rivelò essere una chiesa risalente ad epoca longobarda (V-VII secolo d.C.). Dopo un primissimo intervento della Soprintendenza archeologica di Avellino, un secondo lavoro portò alla scoperta, sempre nella stessa area, dei resti di un'antica villa romana con annesso termale.

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il lunedì dell'Angelo di ogni anno prima della processione in devozione della Madonna di Montevergine e del Cristo Risorto si tiene la Calata degli Angeli: tre bambini, vestiti da angeli, vengono sospesi ad un sostegno di legno tenuto teso da funi tra due abitazioni della centrale via Roma. I bambini elevano un canto dedicato alla Madonna. La tradizione ha avuto inizio ad opera del parroco Teobaldo Acone ispirato dall'identica tradizione che si tiene ogni anno nella frazione Annunziata del comune di Prata di Principato Ultra.

Nel corso della processione dedicata a Santa Lucia che si tiene il 13 dicembre vengono accesi dei falò lungo le strade del paese.

Negli anni recenti si è dato vita alla manifestazione "Puozzi Passà P'a Pratola", una festa che trae ispirazione da un vecchio detto popolare ispirato dal fatto che in passato dalla strada principale di Pratola si raggiungeva il carcere borbonico di Montefusco, e quindi passare per quella strada era una sfortuna. Fino ad ora sono state realizzate 5 edizioni ognuna da 3-4 giorni durante le quali si suona musica popolare.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Pratola Serra visto da Prata Principato Ultra
Panorama della frazione Serra di Pratola
L'abitato di Pratola visto da via Serritiello

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Pratola Serra[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Fusco,allenatore ed ex giocatore di calcio
  • Giuseppe Antonello Leone, pittore e scultore nato a Pratola Serra.[5]
  • Vincent Mauro,ex arbitro internazionale
  • Elio Sellino, editore e direttore del centro di ricerche Guido Dorso.[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Giampiero Galasso - I comuni dell'Irpinia - Walter Pellecchia Editore, 1989
  3. ^ a b Domenico Sozio - I prati e il fiume (parte seconda) - 2005
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Giuseppe Antonello Leone biografia
  6. ^ L'Irpinia piange Elio Sellino, direttore del Centro Dorso » IRPINIANEWS.IT

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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