Lioni

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Lioni
comune
Lioni – Stemma
Lioni – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Rodolfo Salzarulo (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 40°52′39″N 15°11′19″E / 40.8775°N 15.188611°E40.8775; 15.188611 (Lioni)Coordinate: 40°52′39″N 15°11′19″E / 40.8775°N 15.188611°E40.8775; 15.188611 (Lioni)
Altitudine 550 m s.l.m.
Superficie 46,17 km²
Abitanti 6 420[1] (31-12-2010)
Densità 139,05 ab./km²
Comuni confinanti Bagnoli Irpino, Calabritto, Caposele, Morra De Sanctis, Nusco, Sant'Angelo dei Lombardi, Teora
Altre informazioni
Cod. postale 83047
Prefisso 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064044
Cod. catastale E605
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 2 022 GG[2]
Nome abitanti lionesi
Patrono San Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lioni
Sito istituzionale

Lioni è un comune italiano di 6.420 abitanti[3] della provincia di Avellino, in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il paese si estende su una superficie di 46,2 chilometri quadrati con un territorio compreso tra i 450 e i 1.579 metri s.l.m. ed una densità di 132,3 abitanti per km²[4]. Fa parte del Parco dei Monti Picentini. I comuni confinanti sono Bagnoli Irpino, Calabritto, Caposele, Morra De Sanctis, Nusco, Sant'Angelo dei Lombardi, Teora e dista solo pochi chilometri da Montella.

Dista 48 chilometri dal capoluogo di provincia. È uno dei paesi colpiti dal violento terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980.

Il centro sorge a 550 metri s.l.m. È circondato da campagne verdi caratterizzate dalla presenza delle tipiche costruzioni rurali.

Clima[modifica | modifica sorgente]

L'inverno è rigido con frequenti piogge. La temperatura scende spesso sotto lo zero tra i mesi di dicembre e febbraio. Abbondanti sono anche le nevicate. Nel periodo primaverile e autunnale frequenti sono invece le nebbie che, dalla sera, si protraggono fino al mattino seguente causando spesso gelate. L'estate risulta abbastanza mite. In questo periodo raramente si superano i 35 gradi.

Classificazione climatica: Zona D, Gr-G 2022.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Fiumi[modifica | modifica sorgente]

Lioni è attraversato dal fiume Ofanto, il terzo più importante fiume del Mezzogiorno dopo il Sele ed il Volturno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome[modifica | modifica sorgente]

Probabilmente deriva dal nome della persona proprietaria di quelle terre: Leo, il cui genitivo è Leonis, ossia "di Leo" che veniva usato per identificare il terreno appartenente alla sua famiglia[5]. Ci sono altre teorie avanzate da diversi studiosi. Secondo gli scritti di Vincenzo Maria Santoli nel saggio sulla Mefite e dintorni, pubblicato alla fine del Settecento, i Lionesi discenderebbero dai Liguri Apuani che furono presenti nel Sannio intorno al II secolo a.C.[6][7]. Alcuni vedono infatti anche una relazione tra il nome Liguri e Lioni (Liguri-Liuri-Liuni-Lioni). Altri fanno notare che in realtà i Liguri Apuani furono sì presenti nelle zone del Sannio, ma in un territorio lontano da quello che fu poi l'insediamento dei lionesi. A questo si aggiunge il fatto che si trattava di in un numero esiguo di persone (furono infatti trasferiti forzatamente). Per quanto invece riguarda l'etimologia della parola si fa anche notare che vi è una forzatura nel cambiare il nome Liguri in Lioni. Più plausibile sembra l'ipotesi che Lioni prenda il nome da un antico monumento in cui sono effigiati dei leoni[8]. Ancora oggi infatti, davanti al municipio, si può ammirare uno dei due magnifici leoni di pietra (uno è andato distrutto nel terremoto del 1732).

Primi insediamenti[modifica | modifica sorgente]

Il nome del paese appare per la prima volta in un atto di donazione datato 883, con il quale il principe longobardo Sicardo concede alla badessa di S. Sofia una proprietà sita in "Leoni"[9]. Nei Registri Angioini si legge di diversi reclami (tra il 1289 e il 1306) avanzati da alcuni feudatari di Oppido verso i colleghi di S.Angelo. Questi avrebbero disposto una serie di agevolazioni per chi volesse andare a coltivare le terre sulla riva sinistra dell'Ofanto facendo sì che i contadini di Oppido si trasferissero a "Li Lyuni", abbandonando le vecchie terre[7][10]. Ritornando all'ipotesi della discesa dei Liguri Apuani nelle zone del Sannio Irpino, pare che una violenta guerra che distrusse Ferentino, Oppido e Lioni (uno dei vici di quella città), costringesse alla fuga gli abitanti di quelle terre per evitare la morte o la prigionia. Il Senato Romano pensò allora di ripopolare quella zone facendovi trasferire (forzatamente) le tribù ribelli dei Liguri. Costoro furono divisi in quattro colonie una delle quali occupò l'alta valle dell'Ofanto insediandosi nei vecchi territori di Ferentino. Cominciò dunque a svilupparsi il "Vico de li Lyuni" dove nacquero i primi abituri, che non erano nient'altro che grotte nelle quali ancora oggi rimangono tracce di abitazione.

Terremoto dell'Irpinia[modifica | modifica sorgente]

Lioni fu una delle cittadine più gravemente colpite dal Terremoto dell'Irpinia del 1980. I morti furono 228[11], quasi l'intero patrimonio edilizio risultò distrutto o gravemente danneggiato. Fu insignita della Medaglia d'oro al merito civile per la capacità dimostrata nell'affrontare la ricostruzione edilizia e sociale.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma di Lioni
Arma

Lo stemma del Comune di Lioni è formato da due Leoni dorati che si fronteggiano poggiati su una fontana con acqua zampillante. Entrambi i leoni poggiano una zampa sull'orlo del bacino e un'altra sul tronco del cipresso che si trova alle spalle della fontana, il tutto raffigurato su uno sfondo azzurro e racchiuso ai lati da un ramo di alloro e uno di quercia, legati insieme da un nastro tricolore.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— 23 novembre 1980

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La cascata di Brovesao[modifica | modifica sorgente]

Cascata di Brovesao

La cascata di Lioni, meglio conosciuta come cascata di Brovesao, è una bellezza naturale situata a soli 2 km dal centro abitato. L'acqua, dopo un salto di circa 20 mt, va a formare un piccolo laghetto tra le rocce. Questo veniva sfruttato soprattutto negli anni Settanta dai bagnanti della zona. Suggestive sono anche le rapide che si formano nel momento in cui il laghetto ridiventa fiume. Una leggenda viene accostata alla storia di questa cascata. Si narra di un diavolo che, sotto forma di una cavalla, si facesse cavalcare dai viandanti lungo la strada per la cascata, fino a portarli sul precipizio di Brovesao dal cui fondo oscuro una voce di donna gli ordinava di buttarli giù.

Reperti e ritrovamenti[modifica | modifica sorgente]

Nel Museo Etnologico, situato all'interno dell'edificio delle scuole elementari, sono custoditi molti reperti antichi ritrovati in Oppido Vetere. Tra Lioni e Caposele, sul Monte Oppido, invece, sono stati fatti ritrovamenti di mura ciclopiche costruite dai Sanniti per proteggersi dal continuo assedio dei Romani. All'interno di quest'area sono stati anche trovati resti di tegole e vasellame.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

S.Maria Assunta
  • S.Rocco, completamente ricostruita dopo il terribile terremoto del 1980 la cui ricostruzione dal punto di vista architettonico è quanto meno discutibile. la struttura originaria risaliva agli inizi del XVII secolo. A essa è affiancato il convento francescano dei Frati Minori.
  • S.Maria Assunta, è la più antica chiesa di Lioni e risale al XIV secolo. È divisa in tre navate: una più alta al centro e altre due sormontate da una volta a botte. È stata ricostruita due volte a causa dei sismi del 1694 e del 1980.[12]
  • Chiesa dell'Annunziata, costruita nel 1579. All'interno troviamo un imponente altare in marmo e degne di nota sono anche le statue di Santa Rita e Sant'Anna.
  • Altre chiese

A parte le tre chiese più importanti, ricordiamo la chiesa di S. Antonio, il santuario di Santa Maria del Piano, la chiese di S. Carlo (ricostruita nel 1996) e quella di S. Bernardino.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[13]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Non c’è un vero e proprio piatto che si potrebbe dire sia “nato” a Lioni. Sulla tavola dei lionesi troviamo prodotti che variano dalla tipica cucina napoletana a quella lucana e anche pugliese. Degna di nota è la produzione casearia. Famose sono le "tomacelle", gustoso preparato locale a base di carne di maiale. Non mancano, comunque i prodotti preparati con le Castagne di Montella.

Persone legate a Lioni[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Lioni è un importante centro commerciale dell'Irpinia. Dopo il sisma del 1980 è stata costruita un'ampia zona commerciale e artigianale che ha gettato le basi dello sviluppo della sua nuova economia e che lo hanno portato ad essere un punto di riferimento per tutti i paesi limitrofi. Numerosi locali sono spuntati negli ultimi anni, tanto da polarizzare le uscite serali dei paesi limitrofi sul suolo lionese.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Principali arterie stradali[modifica | modifica sorgente]

Lioni è attraversato per intero dalla strada statale 7 Via Appia (SS 7) che collega Roma a Brindisi. Dopo il terremoto del 1980 un'importante strada di collegamento ha permesso il veloce sviluppo dell'economia locale: si tratta dell'Ofantina Bis che collega Avellino con molti paesi dell'Irpinia.

È a 30 km dall'autostrada A/16 (Napoli - Bari). L'uscita è Avellino Est o Grottaminarda.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Con mezzi pubblici tramite autolinee A.I.R. (Autoservizi Irpini) ma anche con autolinee private che percorrono la tratta Calitri-Lioni-Avellino-Napoli quali Di Maio, o la tratta San Fele-Lioni-Avellino-Napoli quali Liscio.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Lioni dispone di due stazioni ferroviarie sulla ferrovia Avellino - Rocchetta Sant'Antonio: le stazioni sono Lioni(chiusa) e Lioni - Valle delle Viti (chiusa).

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2008 a Lioni risultano residenti oltre 100 cittadini stranieri. Le maggiori comunità sono quelle di:

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il territorio fa parte della Comunità montana Alta Irpinia,e del Parco regionale Monti Picentini.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il comune è stato pesantemente colpito dal terremoto del 1980.
A seguito della ricostruzione il comune ha stretto i seguenti accordi di gemellaggio:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 31/12/2010.
  4. ^ Abitanti Lioni - Dati demografici 2008
  5. ^ Comune di Lioni (AV) - Italia: Informazioni
  6. ^ V. M. Santoli, De Mephiti et vallibus Auxanti libri III, cum observationibus super nonnullis urbibus Hirpinorum, Napoli 1783
  7. ^ a b Lioni, il nome, le origini di Angelo Colantuono
  8. ^ F. Scandone, L’Alta Valle del Calore, Vol. I, Napoli 1911, p. 20 nota 2
  9. ^ Comune di Lioni: storia
  10. ^ F. Scandone, L’Alta Valle dell’ Ofanto, Avellino 1957, pp. 358-60, docc. 15-29.
  11. ^ Lioni, container senza fine - Repubblica.it
  12. ^ www.irpinia.info, Lioni, Chiesa Madre di S. Maria Assunta
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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