Santa Paolina

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Santa Paolina
comune
Santa Paolina – Stemma
Santa Paolina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Angelina Spinelli (Partito-Post-Comunista) dal 7-6-2009
Territorio
Coordinate 41°01′22″N 14°50′53″E / 41.022778°N 14.848056°E41.022778; 14.848056 (Santa Paolina)Coordinate: 41°01′22″N 14°50′53″E / 41.022778°N 14.848056°E41.022778; 14.848056 (Santa Paolina)
Altitudine 550 m s.l.m.
Superficie 8,36 km²
Abitanti 1 430[1] (30-6-2011)
Densità 171,05 ab./km²
Frazioni Castelmozzo, Marotta, Picoli, Passo-Serra, Pietrarola, Ponte Zeza, Sala, Santa Lucia, Viturano
Comuni confinanti Montefusco, Montemiletto, Prata di Principato Ultra, Torrioni, Tufo
Altre informazioni
Cod. postale 83030
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064093
Cod. catastale I301
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona D, 2 072 GG[2]
Nome abitanti santapaolinari
Patrono Santa Paolina
Giorno festivo 6 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Paolina
Sito istituzionale

Santa Paolina è un comune italiano di 1 430[1] abitanti della provincia di Avellino in Campania. Fa parte della Comunità montana Partenio - Vallo di Lauro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Alcuni reperti archeologici ritrovati lungo un torrente del paese.

L'agro circostante all'attuale centro abitato, risulta frequentato dall'uomo preistorico già in età neolitica; e recenti scoperte rivelano la presenza di una civiltà irpina pre-romana che durante il 9° secolo avanti Cristo[3][4][5] viveva stabilmente nella valle posta ai piedi del Monte San Felice. Questo insediamento Irpino produceva ceramiche decorate e altri utensili di vario tipo. Si tratta dunque, di una popolazione che viveva in quell'area bagnata dai torrenti: Orsi, Sant'Egidio (di Santa Paolina), Marotta e Picoli [6]. Il ritrovamento di alcuni frammenti relativi ad una antica fornace di grandi dimensioni evidenzia che, questo territorio fu sorgente di elaborate lavorazioni artigianali già a partire dalla tarda età neolitica[7]. Chiaramente, questi manufatti prodotti in tali fabbriche d'epoca pre-romana, probabilmente venivano scambiati o venduti lungo le antiche vie commerciali che, collegavano questa fabbrica arcaica alle antiche polis tipiche delle civiltà Hirpine e Japigie site nelle vallate e lungo i fiumi dell'entroterra appenninico.

In epoca medievale si scopre la destinazione agricola del territorio del centro e delle sue contrade, attraverso un memoriale dell'abbazia longobarda di Santa Sofia, dell'anno 1041 dopo Cristo[8]. In tale pergamena sofiana infatti, si fa riferimento al sito collinare, come una "terra promessa" posta alla fine di un cammino e, sita alla base di una selva, nei pressi di una sorgente; il tutto era alle dirette dipendenze dell'abbazia longobarda e individuabile mediante una chiesa intitolata in onore di San Felice[9]. Invece, attraverso una fonte dell'anno 1083[10][11], emerge dalle nebbie del passato, per la prima volta l'attuale toponimo di Santa Paolina. Però, verso il 1270 d. Cr., il sito del paese viene riportato in un inventario dell'Abbazia di S. Sofia, come: ... Castrum vetus Sancte Pauline ...,[12] altre fonti accennano già ad un ... Castrum Vetus et Timplani ..., nei pressi di Tufo nell'anno 1239, e questo appellativo riferito al medesimo sito indicato nel memoriale sofiano del 1270 indicava il medesimo territorio di Santa Paolina col nome di una famiglia antica "Templano" che, sembra essere d'origine di Grottaminarda. Questo dato venne confermato anche, nel lungo elenco di paesi citati dal Vescovo di Avellino "Francesco", quando venne interrogato dalla Curia napoletana in merito alla pestilenza dell'anno 1296[13].

Il territorio, nella storia recente era diviso in diverse contrade:

La Piazza, la corte del Brecciale e via Ferrere, la rocca della Petrarola, Piazza e via San Rocco "Pino", Capi Jorii, Giallonati, Marotta, "Cierro", San Bernardino, La Sala, Profiche, Casale Santa Lucia, Piana de' Sauri, Casale Castelmozzo, Paoloni, Piezzo, Picoli, la corte di Ponte Zeza (Manganelli), Taverna della Figura, Serra (Tufini), Gnerri e Viturano[14][15].

Monumenti e luoghi di interesse[16][modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Arcipretale di Santa Paolina e San Felice
  • Chiesa di San Gennaro e Sant'Arcangelo
  • Cappella dell’Addolorata in località "Cierro"
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Cappella della Madonna in località Taverna della figura

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[17]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi e sagre[18][modifica | modifica sorgente]

  • Santa Paolina

Viene organizzata in memoria della santa l'ultima domenica di luglio.

  • SS. Antonio e Rocco

Viene organizzata in memoria dei santi la terza domenica di agosto.

  • Festa dell'Addolorata

Viene celebrata la seconda domenica di settembre.

  • SS. Arcangelo e Gennaro

Viene celebrata in settembre, abbinata ad una sagra gastronomica dove vengono esposti i prodotti locali.

Si svolge alla fine del mese di luglio ed è giunta alla II edizione, la prima si è avuta nel 2006. È organizzata dall'Associazione Socio Culturale Sportiva "Serra Insieme" nella frazione Passo Serra. Qui è possibile oltre a gustare i peperoni ripieni, peperoni gratinati al forno, peperoni verdi con pomodorini (friairelli), si possono assaggiare cavatelli, arrosto di maiale, salsiccia di maiale, patatine fritte. Il tutto annaffiato con vino Greco di Tufo e Taurasi.

  • Mostra del tombolo, dell'artigianato e del Greco di Tufo D.O.C.G.

La prima edizione si è svolta nell'agosto 2008.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del paese si basava in passato, principalmente sull'agricoltura e l'artigianato, c'erano sul territorio fabbriche di ceramiche in zona (Crete). Era tipicamente femminile, la lavorazione del Tombolo che vedeva queste donne impegnate in tali lavori, perché il Tombolo era una risorsa tipica e, avvalorava l'intraprendenza delle donne dei ceti sociali più poveri che, contribuivano in questo modo ad incrementare l'economia del loro nucleo familiare. Era attivo e tuttora è presente, il commercio di cavalli e animali da soma. La produzione del vitigno Greco di Tufo e dell'Aglianico hanno origini che si perdono nelle nebbie del passato, la prima pergamena che riporta la coltivazione della vite risale all'anno 1168 e indica una località posta tra Viturano e Montaperto, tuttavia le coltivazioni intensive risalgono agli anni '60 del XX secolo. [19].

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaci precedenti[20][modifica | modifica sorgente]

Vista del comune dall'alto
  1. Carlo Carpenito
  2. Federico Consolazio
  3. Felice Aufiero
  4. Angelantonio Fioretti
  5. Francesco Marciano
  6. Angelantonio Fioretti (secondo mandato)
  7. Tommaso Ciampi (analfabeta)
  8. Carmine de'Lipsis (due mandati)
  9. Vincenzo Aufiero
  10. Felice Aufiero (secondo mandato)
  11. Vincenzo Aufiero (secondo mandato)
  12. Serafino Dato (di Castelmozzo)
  13. Raffaele De Vizia
  14. Felice Ricciardelli
  15. Francesco Carpenito
  16. Raffaele Ciampi
  17. Angelo Manganelli
  18. Felice Fioretti
  19. Francesco Carpenito
  20. Angelo Fioretti
  21. Errico Carpenito
  22. Francesco Aufiero
  23. Dott. Felice Aufiero
  24. Errico Carpenito (secondo mandato)
  25. Avv. Cav. Gaetano Carpenito
  26. Pasquale Aufiero
  27. Avv. Alberto De Buono
  28. Prof. Quirino Spinelli
  29. Dott. Felice Censullo
  30. Avv. Antonio Cecere
  31. Avv. Alberto De Buono (secondo mandato)
  32. Dott. Angelo Spinelli
  33. Geom. Luigi Iandoli
  34. Arch. Angelina Spinelli

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ IrpiniaOggi - 16 luglio 2013
  4. ^ CasertaNews 17 luglio 2013
  5. ^ IrpiniaNews 16 luglio 2013
  6. ^ Corriere dell'Irpinia, redaz. cultura del 17 luglio 2013
  7. ^ Ottopagine 16 luglio 2013
  8. ^ Isacco Luongo, Compendio Santa Paolina (Madre-Civitas Montefuscoli) pagg. 234-237, ISBN 978-88-95643-49-6
  9. ^ Ibidem pagg.234 - 237
  10. ^ Abate Alessandro di Meo, Annali Critico-Diplomatici Del Regno Di Napoli Della Mezzana Età vol.8 pag.228.
  11. ^ Storia, comune.santapaolina.av.it.
  12. ^ Isacco Luongo, Compendio Santa Paolina ..., pagg.226,227; c.f.r.- C. Lepore, Le radici medievali del Partenio nota 247; Fonte:Archivio Segreto della S.Sede Apostolica Vaticana arm. XXXV Vol. 105 c.43v,c41v
  13. ^ Isacco Luongo, Documenti inediti esclusivi per future pubblicazioni; Fonte: Scandone Storia di Avellino, II-II, 1950 pagg.244-245. C.f.r. P. Natella et alii
  14. ^ Archivio Parrocchiale della Chiesa Arcipretale di S. Paolina e S. Felice, Reg. delle Anime dal XVI -- XIX sec.
  15. ^ Posizione geografica, comunesantapaolina.it. (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2008).
  16. ^ Chiese e monumenti, comunesantapaolina.it. (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2008).
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Feste religiose e sagre, comune.santapaolina.av.it.
  19. ^ Economia insediata, comunesantapaolina.it. (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2008).
  20. ^ Isacco Luongo, Compendio Santa Paolina (Madre-Civitas Montefuscoli) pag. 352

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Il libro di Santa Paolina
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