Lacedonia

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Lacedonia
comune
Lacedonia – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Mario Rizzi (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 41°03′08″N 15°25′29″E / 41.052222°N 15.424722°E41.052222; 15.424722 (Lacedonia)Coordinate: 41°03′08″N 15°25′29″E / 41.052222°N 15.424722°E41.052222; 15.424722 (Lacedonia)
Altitudine 733 m s.l.m.
Superficie 81,57 km²
Abitanti 2 420[1] (gennaio 2013)
Densità 29,67 ab./km²
Comuni confinanti Aquilonia, Bisaccia, Melfi (PZ), Monteverde, Rocchetta Sant'Antonio (FG), Sant'Agata di Puglia (FG), Scampitella
Altre informazioni
Cod. postale 83046
Prefisso 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064041
Cod. catastale E397
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti lacedoniesi, in dialetto locale "'c'rugnis"
Patrono San Nicola, san Filippo Neri
Giorno festivo 6 dicembre, 26 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lacedonia
Sito istituzionale

Lacedonia (Cerònne in campano[2]) è un comune italiano di 2.420 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Lacedonia è un centro agricolo dell'Appennino sannita. Dista da Avellino 87 km circa. Il centro storico (chiamato La cittadella dagli abitanti) è collocato su una collina e conserva la sua originaria struttura abitativa, nonostante i tanti terremoti che l'hanno più volte devastata nel corso dei secoli.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Lacedonia.

Il clima, essendo Lacedonia un centro di montagna, è rigido con estati fresche e frequenti nevicate in inverno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Lacedonia.

Lacedonia era abitata fin dall'età eneolitica: lo confermano resti di armi in rame e altri reperti rinvenuti nel suo territorio. Gli aborigeni abitavano in una località oggi chiamata "sotto le rupi", che era costituita da grotte scavate nel tufo. Notizie certe si fanno però risalire all'epoca degli Osci che la chiamavano Akudunniad (in osco significa madre cicogna).

Secondo la tradizione, nel 293 a.C. a Aquilonia (oggi Lacedonia), in località "Chiancarelle", si combatté la battaglia decisiva della terza guerra sannitica: venne vinta dai romani che annientarono la potente legione Linteata. Tuttavia, secondo più recenti ipotesi, la battaglia si svolse ad Agnone in Molise. Sotto il dominio romano Lacedonia era un importante municipio; vi erano assessori delle finanze e alle opere pubbliche, consiglieri e una confraternita addetta al culto di Augusto. I romani costruirono a Lacedonia delle piscine, le terme, l'anfiteatro, lavatoi, giardini pubblici e, nella località "i capi dell'acqua", una mutatio (una stazione destinata al cambio di carri e cavalli).

Lacedonia venne in seguito donata, nel VI secolo, ai Benedettini dall'Imperatore d'Oriente Giustiniano. In seguito passò sotto il dominio prima dei Longobardi (che nel 568 avevano invaso l'Italia bizantina), poi dei duchi di Conza e infine dei Normanni (che guidati dal Guiscardo nell'XI secolo conquistarono tutta l'Italia meridionale).

Ai tempi dei Normanni il feudo di Lacedonia apparteneva a Riccardo Balbano: egli inviò sessanta fanti e sessanta cavalli alla terza crociata. I Balbano governarono il feudo di Lacedonia fino all'avvento di Carlo d'Angiò, che tolse il feudo a questa potente famiglia feudale. Il feudo passò poi alla famiglia Orsini, Principi di Taranto. Uno di essi, tale Gabriele Orsini, ricostruì la città ridotta in macerie dal terremoto del 5 dicembre 1456 chiudendola in una cinta muraria con fossato e quattro porte.

Nella notte tra il 10 e l'11 settembre 1486 i baroni ribelli si radunarono nella chiesa di S.Antonio e congiurarono contro il Re Ferrante I d'Aragona e il figlio Alfonso, duca di Calabria. L'avvenimento, narrato dallo storico napoletano Camillo Porzio, coinvolse Papa, Principi e Sovrani e mise a rischio il dominio aragonese sull'Italia meridionale. La congiura venne rievocata in alcuni versi del poeta Giovanni Chiaia: «Di Lacedonia ecco la roccia alpestre/là i rubelli a vendicar le offese/sull'Ostia Santa staser le destre/sperder giurando il seme aragonese».

Nel 1501 Baldassarre Pappacoda, consigliere e amico del re Federico I prese possesso del feudo e costruì il Castello Nuovo. I Pappacoda tennero il feudo fino al 1566, quando Feudo e Castello vennero venduti ai Doria, che vi rimasero fino al 1806, anno in cui Napoleone Bonaparte abolì il feudalesimo.

Nel XVIII secolo visse a Lacedonia Gerardo Maiella, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Egli guarì i malati, convertì i peccatori, aiutò i poveri e fece molti miracoli.

Lacedonia è stata sede vescovile fin dall'XI secolo. Simeone, il primo vescovo, è noto per aver inaugurato nel 1059 l'Abbazia di S. Michele Arcangelo. A lui sono succeduti altri 69 vescovi[senza fonte]. La Diocesi è stata accorpata nel 1986 a quella di Ariano Irpino. Il co-patrono del paese è San Filippo Neri.

In seguito al terremoto del 1930, il regime fascista ricostruì la città con case antisismiche. A Lacedonia sono presenti varie scuole tra cui la più prestigiosa è l'Istituto Magistrale De Sanctis che venne fondata proprio da Francesco De Sanctis[senza fonte].[3]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il territorio fa parte della Comunità montana Alta Irpinia.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Lacedonia è gemellata con:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Stazione ferroviaria di Rocchetta Sant'Antonio-Lacedonia

Lacedonia è raggiungibile in autobus o in auto mediante il suo casello sull'autostrada A16. Il comune dispone di una stazione ferroviaria che condivide con Rocchetta Sant'Antonio sulla linea Foggia-Potenza. Lacedonia, ospitando +- 200 turisti all'anno è priva di alberghi, e la privazione di questi ultimi ha fatto scendere di molto il livello del turismo, tanto che nel 1980 i turisti annuali erano circa 1700/anno mentre nel 2009 sono arrivati a 200/anno. Recentemente è però nato un albergo con più di 20 camere sito nella parte alta del comune di Lacedonia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT, Bilancio demografico (provvisorio), gennaio 2013.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 339.
  3. ^ Sito ufficiale dell'Istituto
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Comune di Lacedonia
Video su Lacedonia

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