San Bartolomeo in Galdo

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San Bartolomeo in Galdo
comune
San Bartolomeo in Galdo – Stemma
Il centro storico innevato, con la Chiesa madre sullo sfondo
Il centro storico innevato, con la Chiesa madre sullo sfondo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Gianfranco Marcasciano (lista civica Alleanza popolare) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 41°25′00″N 15°01′00″E / 41.416667°N 15.016667°E41.416667; 15.016667 (San Bartolomeo in Galdo)Coordinate: 41°25′00″N 15°01′00″E / 41.416667°N 15.016667°E41.416667; 15.016667 (San Bartolomeo in Galdo)
Altitudine 597 m s.l.m.
Superficie 82,67 km²
Abitanti 5 204[1] (31-12-2010)
Densità 62,95 ab./km²
Comuni confinanti Alberona (FG), Baselice, Castelvetere in Val Fortore, Foiano di Val Fortore, Roseto Valfortore (FG), San Marco la Catola (FG), Tufara (CB), Volturara Appula (FG)
Altre informazioni
Cod. postale 82028
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062057
Cod. catastale H764
Targa BN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sanbartolomeani
Patrono San Bartolomeo apostolo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Bartolomeo in Galdo
Posizione del comune di San Bartolomeo in Galdo nella provincia di Benevento
Posizione del comune di San Bartolomeo in Galdo nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

San Bartolomeo in Galdo[2][3] è un comune italiano di 5.204 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania. È il comune più grande della Val Fortore[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Posto all'estremo nord della regione Campania, al confine con la Puglia e il Molise, San Bartolomeo in Galdo dista 67 km da Benevento. Il territorio comunale confina con quelli Tufara, Foiano di Val Fortore, Castelvetere in Val Fortore, Baselice, Roseto Valfortore, San Marco la Catola, Volturara Appula e Alberona.

Il paese sorge a 597 metri s.l.m. su una collina coperta dì vigneti, uliveti e frutteti, e domina la vallata del Fortore, che poco più a valle, in territorio pugliese, forma il lago artificiale di Occhito.

Il fiume Fortore, citato da Plinio come Fertor[5], nasce dal monte Altieri (888 metri s.l.m.), dalla riunione di quattro ruscelli (il Fiumarelle, il Foiano, il San Pietro e il Montefalcone) che confluiscono in località Facchiano, distante circa quattro chilometri da San Bartolomeo in Galdo.

Il bosco Montauro, alle pendici del monte Taglianaso, a nord est del centro abitato, è un bosco prevalentemente di querce, ma è presente anche il faggio. Le specie faunistiche presenti sono il cinghiale, la volpe, la faina, il ghiro e il lupo appenninico con 5 esemplari[6]. Tra i volatili si segnala la poiana, il nibbio, il gheppio, il picchio verde, il picchio rosso maggiore e la beccaccia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di San Bartolomeo è sub-continentale temperato, del versante adriatico con estate calda e secca, inverni rigidi e lunghi con nevicate abbondanti e ricorrenti gelate.

Dal punto di vista legislativo il comune di San Bartolomeo in Galdo ricade nella fascia climatica E.[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo rimanda all'apostolo san Bartolomeo, il cui culto era stato diffuso dal principe longobardo Sicardo da Cremona: questi nell’838 aveva portato a Benevento le reliquie del santo, sottratte ai saraceni dell’isola di Lipari.

"Galdo" deriva probabilmente da una radice germanica da cui deriva il tedesco Wald (foresta), abbastanza diffuso in Italia e che potrebbe indicare un territorio un tempo boscoso.

Antichità e alto medioevo[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale territorio di San Bartolomeo in Galdo fu abitato dai Sanniti e probabilmente in seguito dai Liguri Bebiani o Corneliani, che i Romani obbligarono a trasferirsi nel Sannio, come dimostrano le iscrizioni rinvenute nella zona e il cippo sepolcrale in onore di Giunone[8] risalente al 198 d.C., venuto alla luce in località Castelmagno agli inizi del 1989 e conservato attualmente nella Biblioteca comunale.

Nella località di Castelmagno, che ha restituito tracce anche di una frequentazione precedente, esisteva un luogo fortificato, già menzionato a partire dall'VIII secolo[9].

Il territorio passò dai longobardi, ai normanni e agli svevi e i gastaldati si mutarono in contee.

Nel 1255, il territorio fu dato all'abbazia benedettina di Santa Maria a Mazzocca, in seguito alla sconfitta dei saraceni di Lucera da parte delle truppe pontificie comandate da Iacopo Savello.

Periodo angioino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1326 l'abate Nicola da Ferrazzano deliberò la fondazione di San Bartolomeo in Galdo, chiedendone l'assenso al re di Napoli, Roberto d'Angiò. Nel 1327 fu avviata la ricostruzione del borgo e intorno al 1498, la sua popolazione crebbe per l’aggregazione degli abitanti delle comunità di Santa Maria in Castelmagno, Santa Maria in Ripa e Sant'Angelo in Vico, che vennero distrutti dalle truppe aragonesi, veneziane, mantovane e pasaresi che combattevano contro Carlo VIII di Francia.

Dal Cinquecento ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Stemma antico del comune di San Bartolomeo in Galdo
Stemmi di alcune famiglie nobiliari di San Bartolomeo in Galdo
Mappa di San Bartolomeo in Galdo del 1813, allora provincia di Capitanata del distretto di Foggia

L'abitato crebbe e fu circondato da mura: al borgo originario, ora centro storico, si accedeva da cinque porte protette da torri: porta della Croce, porta Vicaria o Portella, porta Murorotto, porta San Vito e porta Provenzana. San Bartolomeo in Galdo fu in possesso dei De Capitaneis, dei Guevara, dei Carafa, dei Ferrante, dei Gonzaga, dei Caracciolo, degli Spinelli e il nucleo urbano si arricchì di palazzi nobiliari.

Nel 1647 il paese partecipò alla rivolta di Masaniello, duramente repressa. Terremoti, epidemie e cattivi raccolti fecero scendere il numero degli abitanti da 567 famiglie nel 1595 a sole 274 nel 1656. Nel 1703 fu fondata la Chiesa madre del paese.

Nel 1732 era signore di San Bartolomeo il vescovo di Vulturara. Con la soppressione dell'ordine gesuita (1768) divenne città regia allodiale. Il cardinale Gurtler, confessore della regina Maria Carolina, fece costruire nel 1791 un fontana al centro di piazza Garibaldi, rimossa durante il periodo fascista.

Durante l'occupazione francese, con il regno di Gioacchino Murat fu abolita la feudalità e furono soppressi numerosi monasteri, le cui proprietà passarono agli abitanti. San Bartolomeo fece parte della Capitanata e con il Regno d'Italia (1861) rientrò nella provincia di Benevento.

Dal 1818, con la soppressione della diocesi di Vulturara, a cui apparteneva dal 1330, entrò a far parte della diocesi di Lucera e dal 1983 alla diocesi di Benevento.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Classico vicolo (rûa) con i jafij (scale esterne con ballatoi)

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le 7 chiese[10]:

  • Chiesa dell'Annunziata, con portale del 1498, non è più adibita al culto dalla fine degli anni cinquanta.
  • Convento dei Frati minori, fondato intorno al 1609, e la chiesa di Santa Maria degli Angeli[12], in stile barocco spagnolo, consacrata dal vescovo di Volturara, monsignor Tommaso Carafa, il 6 febbraio 1630.
  • Chiesa della Santissima Immacolata Concezione[13], edificata nel1739-1742 e comunemente chiamata "Chiesa nuova".
  • Chiesa del Calvario[14], edificata nel 1894.
  • Chiesa di Maria santissima del Carmine[15], edificata nel 1910 dai fratelli sacerdoti Francesco e Matteo Catalano.
  • Chiesetta di Sant'Antonio abate[16], fu costruita nel 1720 da Agostino Ugone, dedicata originariamente a sant'Antonio da Padova e attualmente chiusa al culto.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Palazzo vescovile fu edificato ad opera di monsignor Simeone Majolo (1571-1596), vescovo di Volturara.
  • Il palazzo Catalano[17] ha un belvedere a terrazzo[18] e sulla facciata posteriore bassorilievi in marmo.
  • Il palazzo Martini[19], rinascimentale, appartenente agli abati commendatari dell'abbazia di Santa Maria a Mazzocca.

I portali di alcune abitazioni del centro storico recano tutt'oggi gli stemmi gentilizi delle famiglie notabili che li abitarono.

Il Museo civico Castelmagno, un palazzo d'epoca interamente ristrutturato, ospita mostre ed eventi.

Murales[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Murales di San Bartolomeo in Galdo.

Un comitato locale organizza dal 2010 una manifestazione estiva per la realizzazione di murales in vari luoghi nel paese. Nel 1976 ne era stato realizzato uno in occasione della visita degli Inti-Illimani restaurato nel 2010[20]. Nel 2011 e 2012 sono stati realizzati altri due murales, ispirati dalle canzoni Fiume Sand Creek di Fabrizio De André e Caruso di Lucio Dalla, nel 2013 uno sulla vita di Nelson Mandela[21] e nel 2014 uno in memoria di Vittorio Arrigoni.[22].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai caduti in piazza Umberto I

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[23]

Piazza Municipio, monumento a Leonardo Bianchi

Persone legate a San Bartolomeo in Galdo[modifica | modifica wikitesto]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di Maria santissima Incoronata (ultimo sabato di aprile)
  • Festa del Corpus Domini con l'infiorata
  • Festa patronale di san Bartolomeo apostolo (24-25-26 agosto)
  • Festa della Madonna Immacolata (8 dicembre)
  • Festa di Santa Lucia (13 dicembre)


Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

L’istituto comprensivo statale "Leonardo Bianchi"[29] comprende due scuole dell'infanzia, due scuole primarie e una scuola secondaria di primo grado, distribuite fra il capoluogo comunale e la frazione di Ianziti. Vi è inoltre una scuola dell'infanzia privata, gestita da suore.

L'istituto di istruzione superiore "Enrico Medi"[30] comprende il liceo scientifico, l'istituto professionale per l'agricoltura e l'istituto professionale di stato per i servizi commerciali e turistici (IPSCT) di Baselice.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale
  • Teatro Comunale
  • Museo civico Castelmagno[31]
  • Museo della civiltà contadina[32].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura costituisce la tradizionale, e tuttora più importante attività economica di San Bartolomeo in Galdo: vi si coltivano prevalentemente cereali, uva, olive, frutta, ortaggi, legumi e tabacco. Le aziende agricole sono inoltre impegnate nell'allevamento di ovini, bovini, suini e pollame, con un utilizzo minimo dei macchinari e prodotti sintetizzati. Si è sviluppata la valorizzazione dei prodotti tipici locali (carne, latticini e derivati, liquori, ortaggi di stagione, pasta fresca). Alcune aziende si sono dedicate alla produzione di prodotti tipici (pomodori in scatola, sottolio e sottaceti vari, torroni al cioccolato e varie tipologie di liquori).

Sono presenti agriturismi e un albergo situato al centro del paese

La maggioranza dei negozi è concentrata nel centro del paese soprattutto lungo il corso e via Margherita. Il mercato si svolge la domenica.

Dagli anni settanta e fino al 2005 circa, erano presenti aziende tessili che lavoravano per le grandi firme della moda italiane ed estere, che hanno chiuso o ridimensionato la propria produzione[33]. Sono presenti aziende per la lavorazione o produzione di vetro, di imballaggi in plastica, di infissi in legno ed alluminio, di pitture e vernici: quasi tutte sono situate nella nuova area industriale nella parte bassa e pianeggiante del paese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Italia Italia: Ferrazzano, in nome dell’abate di Mazzocca, Nicola da Ferrazzano, al quale si deve la fondazione di San Bartolomeo in Galdo.[35]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Note Storiche1
  3. ^ Salvatore Muzzi, San Bartolommeo in Galdo in Vocabolario geografico storico statistico dell'Italia nei suoi limiti naturali, Bologna, Giacomo Monti, 1873, p. 490. URL consultato il 3 agosto 2014.
    «Comune, rilevante capoluogo di Circondario nella Provincia di Benevento. Ha la sede Mandamentale. Luogo di molta popolazione, ma non tutta unita in un borgo. Attorno al gruppo principale stanno qua e lá ceppi di case, nei quali tutti c'e qualche industria. Il capoluogo ha scuole pubbliche, ed altre utili istituzioni. Il territorio non e de' migliori della Provincia, perché quasi tutto cretaceo: tuttavolta l'agricoltura vi fa le migliori prove possibili. Abitanti 7236. Ha Ufficio di Posta e di Telegrafo.».
  4. ^ Cenni storici
  5. ^ Note storiche2
  6. ^ Bosco Montauro
  7. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani. URL consultato il 2 luglio 2013.
  8. ^ Museo Civico Castelmagno
  9. ^ Antonio Vinciguerra, Castel Magno Notizie storiche e curiosità, Giugno 2014. URL consultato il 14 settembre 2014.
  10. ^ Le magnifiche sette chiese
  11. ^ 'A Cchiésija Mâtr; La Chiesa madre
  12. ^ Û Cûmmént.
  13. ^ 'A Cchiésija Nôv.
  14. ^ 'A Cchiésija û Câl'varij
  15. ^ 'A Cchiésija Don Cìccj
  16. ^ Sant'Antûn
  17. ^ Palazzo Catalano
  18. ^ Belvedere a terrazzo del palazzo Catalano
  19. ^ http://goo.gl/maps/UMEvM Palazzo Martini]
  20. ^ Il murales fu creato in ricordo della "Marcia della fame", un raduno di braccianti di San Bartolomeo in Galdo e dei paesi limitrofi che nella Domenica delle Palme del 1957, si misero in marcia verso Roma per gridare le loro condizioni di povertà (video su YouTube. Il murale è stato ricreato a cura di Eduardo "Mono" Carrasco nel 2010 e alla manifestazione ha partecipato anche il regista Ugo Gregoretti, autore del documentario 'Vientos del Pueblo. Gli Inti-Illimani nel Sannio e nel Matese, che documentò il tour del gruppo nel 1976 e inoltre la realizzazione del murale di San Bartolomeo.
  21. ^ Realizzazione dei Murales: la IV edizione è dedicata a Nelson Mandela
  22. ^ ‘Spazio Musica’ e il murales dedicato a Vittorio Arrigoni in Il Sannio Quotidiano, 27 agosto 2014. URL consultato il 6 settembre 2014.
  23. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ Leonardo Bianchi
  25. ^ Gianni Vergineo, l’autodidatta onnivoro
  26. ^ Giovannino (Gianni) Vergineo
  27. ^ Padre Egidio Circelli
  28. ^ Antonio Pacifico; http://www.biomedexperts.com/Profile.bme/1070925/Antonio_Pacifico profilo u BioMedExperts]
  29. ^ Istituto comprensivo statale "Leonardo Bianchi"
  30. ^ Istituto di istruzione superiore "Enrico Medi"
  31. ^ Museo civico Castelmagno.
  32. ^ Museo della civiltà contadina.
  33. ^ http://151.13.210.29/DistrettiCampani/it/contentview.wp?contentId=CNG574
  34. ^ Rocky Marciano
  35. ^ Nicola da Ferrazzano, un ponte tra le due città

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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