Campolattaro

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Campolattaro
comune
Campolattaro – Stemma
Campolattaro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Ing. Pasquale Narciso (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 41°17′00″N 14°44′00″E / 41.283333°N 14.733333°E41.283333; 14.733333 (Campolattaro)Coordinate: 41°17′00″N 14°44′00″E / 41.283333°N 14.733333°E41.283333; 14.733333 (Campolattaro)
Altitudine 430 m s.l.m.
Superficie 17,50 km²
Abitanti 1 090[1] (31-12-2010)
Densità 62,29 ab./km²
Frazioni Iadanza, Botticella
Comuni confinanti Casalduni, Circello, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Morcone, Pontelandolfo
Altre informazioni
Cod. postale 82020
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062013
Cod. catastale B541
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti campolattaresi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campolattaro
Posizione del comune di Campolattaro nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Campolattaro nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Campolattaro (Cambulattàrë in campano[2]) è un comune italiano di 1.098 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Dista dal suo capoluogo di provincia circa 22 km.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Situato a nord del monte Sauco (572 m), a lato del fiume Tammaro, ha un'altitudine fra i 322 ed i 572 m sul livello del mare, con un'escursione altimetrica pari a 250 m.

In una parte del territorio comunale è stato ricavato un invaso denominato "Diga di Campolattaro". La diga è stata iniziata a seguito di apposita deliberazione n. 3701 del 1980 della Cassa del Mezzogiorno per un costo complessivo di 69 miliardi e 344 milioni di lire. L'accumulo massimo annuale di acqua previsto dal progetto era di 109.000.000 m3.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Campolattaro è citato per la prima volta in due documenti del XII secolo. Nel "Chronicon de rebus aetate sua gestis" (1138) dello storico longobardo Falcone Beneventano il centro viene chiamato con il nome di "Campugattari" mentre nel Catalogo dei Baroni è citato con il nome di "Campugactarum".[4]

Il nome del comune potrebbe quindi derivare da "campus", e da Gactarius (Gattario), nome proprio franco-longobardo (radice altotedesca 'gat') diffuso nell'Italia centro-settentrionale fino al Ducato di Spoleto; il territorio potrebbe essere stato così battezzato, dal nome di un personaggio di rango, all'epoca della conquista del Ducato beneventano da parte di Guido da Spoleto. Qualcuno ipotizza che derivi invece da "campus", territorio pianeggiante ed esteso" e da "watan", che in germanico significava "guardare" quindi "posizione a guardia del territorio".[5]

All'interno del paese, specialmente tra gli anziani, è tuttavia diffusa la diceria (apparentemente priva di riscontri ufficiali) che il toponimo derivi da Campus Lotarii, poiché in quella zona si sarebbero accampate nell'848 le truppe inviate da Lotario I per liberare Benevento dai Saraceni.

Nel 1138 venne incendiato da Ruggero il normanno perché era fra i paesi che si erano ribellati al potere regio. In quell'anno Campolattaro era feudo di Goffredo, barone di Buonalbergo e figlio di Pagano di Montefusco che nel Catalogo dei Baroni viene riportato al n. 352.

Secondo l'Aldimari (Napoli, 1691), nel 1191 il feudo è in possesso del nobile normanno Pascale Palma.

È da rimarcare che nei Registri Angioini trascritti da Minieri-Riccio, al fg. 50, Carlo I° D'Angiò ordina che Gulielmo Campolattario sia esentato dal prestare servizio feudale in Romaniam in quanto minorenne; così formulato parrebbe trattarsi di un cognome ben consolidato, cosa all'epoca inusuale, ed essere la riprova che il Paese avesse già allora una storia plurisecolare.

Nel 1284 Campolattaro è in possesso di Nicola de Adenulfo; nei secc. XIV° e XV° è rivendicato dalla famiglia Candido di Benevento, ma nel 1473 il condottiero Matteo de Capoa ne fa dono al nipote Fabrizio I.

Nel 1589 Giovambattista di Capua è elevato da Filippo II° di Spagna al rango di marchese.

La famiglia di Capua tenne il feudo sino al XVII secolo quando esso fu venduto a Michele Blanch, marchese di San Giovanni, per 8.000 ducati. Nel secolo XVIII i Blanch cedettero il feudo di Campolattaro alla famiglia Capomazza, che, nel 1813, lo cedette a sua volta per 10.000 Ducati a Giovanni de Agostini, i cui discendenti sono ancora proprietari di buona parte del castello. Nel 1673, prima della vendita del paese ai Blanch, venne redatta una dettagliata relazione ad opera di Lorenzo Ruggero, regio tavolario (agrimensore), affinché quantificasse il valore della proprietà. Da questa interessante relazione, chiamata "apprezzo", è stato ricavato un interessante studio nel 2005.[6]

Il paese fu molto colpito dalla peste del 1656, dalla carestia del 1764 e dal colera del 1837.

Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Particolare del Castello medievale.

Castello[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Campolattaro venne iniziato nel XIII secolo attorno ad un poderoso torrione costruito dai normanni, probabilmente tra l'XI e il XII secolo. Sotto gli aragonesi l'edificio fu forse dotato di torri circolari e di cortine merlate ma con il passare dei secoli perdette la sua funzione originaria di difesa, diventando residenza di villeggiatura dei feudatari.

L'architettura è a pianta rettangolare e si sviluppa attorno ad un ampio cortile centrale dove si affacciano, ai due lati, il vero e proprio Castello e la Cappella palatina. Quest'ultima risale al XVI secolo ma è stata riconsacrata nel 1717 dal cardinale Vincenzo Maria Orsini (futuro papa Benedetto XIII). Al suo interno sono conservate diverse sculture lignee.

Di notevole interesse è il "trappeto", frantoio oleario risalente al XVII secolo, precedentemente adibito a stalla (ancora visibili le mangiatoie per i cavalli), la sala dei ricevimenti e la torre normanna.


Il Castello, di proprietà privata, è sede di un bed and breakfast ed è visitabile su prenotazione.[7]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Cappella di Maria Santissima del Canale, la chiesa più antica del paese;
  • Chiesa di San Sebastiano;
  • Chiesa del Santissimo Salvatore detta anche "Chiesa Madre"

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

A Campolattaro ha sede il Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina del Sannio, dotato di una ricca biblioteca specializzata in testi di storia locale.[9]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Ha una superficie agricola utilizzata im ettari (ha) di 671,38 (dato aggiornato all'anno 2000) (Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre, maggio 2007).

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

  • Sindaco

Ing. Pasquale Narciso

  • Vicesindaco

Avv. Dionisio Lombardi

  • Assessore

Salvatore Calabrese

  • Consigliere

Dott. Antonio D'Andrea

  • Consigliere

Adriano Mancini

Fa parte della:

  • Comunità Montana Zona Alto Tammaro
  • Regione Agraria n. 4
  • Colline del Calore Irpino inferiore

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 126.
  3. ^ La diga di Campolattaro sul sito della Provincia di Benevento. URL consultato il 16 luglio 2011.
  4. ^ Laudato, op. cit., p. 8.
  5. ^ Laudato, op. cit., p. 10.
  6. ^ Campolattaro, op. cit., p. 12.
  7. ^ Il Castello di Campolattaro. URL consultato il 16 luglio 2011.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ La biblioteca sul portale dei beni e delle attività culturali della Campania. URL consultato il 16 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Annibale Laudato, Campolattaro: l'origine del nome, Campolattaro, Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina del Sannio, 1998.
  • Annibale Laudato, Campolattaro in una memoria inedita del 1673, Campolattaro, Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina del Sannio, 2005.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]