Paolisi

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Paolisi
comune
Paolisi – Stemma
Paolisi – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
Sindaco Carmine Montella (lista civica Solidarietà) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 41°02′00″N 14°35′00″E / 41.033333°N 14.583333°E41.033333; 14.583333 (Paolisi)Coordinate: 41°02′00″N 14°35′00″E / 41.033333°N 14.583333°E41.033333; 14.583333 (Paolisi)
Altitudine 270 m s.l.m.
Superficie 6,1[1] km²
Abitanti 1 983[2] (dicembre 2012)
Densità 325,08 ab./km²
Comuni confinanti Airola, Arpaia, Roccarainola (NA), Rotondi (AV)
Altre informazioni
Cod. postale 82011
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062048
Cod. catastale G318
Targa BN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti paolisani
Patrono sant'Andrea Apostolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Paolisi
Posizione del comune di Paolisi nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Paolisi nella provincia di Benevento
Sito istituzionale


Paolisi è un comune italiano di 1983 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Dista dal capoluogo di provincia circa 26 km. Confina sia con la provincia di Avellino (est-sud-est), sia con la Provincia di Napoli (sud-sud-ovest). Il paese si sviluppa in direzione Est-Ovest per circa 1,5 km, lungo il lato "manco" della Valle Caudina, ad una altitudine di 270 m s.l.m. e su una superficie di 607 ettari; è sovrastato dal Monte Paraturo (927 m), propaggine occidentale della catena del Partenio; la maggior parte del territorio agricolo deriva dai depositi alluvionali-lacustri del fiume Isclero, mentre la zona montana è costituita da complessi calcarei, talvolta fratturati, con copertura piroclastica di pomici, conseguenti all'attività del Somma-Vesuvio.

Panorama paolisi.jpg

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Panorama di Paolisi e della valle Caudina dal monte Paraturo

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La fiorente economia di tipo agricolo-forestale (cereali e frutta a valle, pioppete lungo il corso dell'Isclero, boschi di castagno in montagna), e le numerose attività artigiane che hanno contraddistinto il paese per oltre mezzo secolo, nonché l'alto numero di professionisti, che un tempo costituivano peculiarità rara e patrimonio di "cervelli", oggi ha ceduto il passo ad una attività di tipo industriale, (manufatti in cemento, prodotti termoplastici, stabilimento di zincatura) che impattano notevolmente col territorio rurale, comportando un ulteriore abbandono delle attività agricole estensive a vantaggio di poco lusinghiere operazioni edilizie di tipo speculativo. L'attività terziario-commerciale, si concentra lungo il tratto della Strada statale 7 Via Appia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo si trova menzionato per la prima volta nel secolo IX in forma di Paulisi[3] e precisamente nel testamento di Rateprando[4], il quale, in data 31 gennaio 800, dona i suoi possedimenti « in finibus Paulisi » al Monastero di San Vincenzo al Volturno.

"Chiana Stajie", area religiosa rupestre

La radice etimologica più convincente è quella che farebbe derivare il nome da "pau", contrazione altomedievale di " pagus" come per Paupisi e quindi con significato di " villaggio", tale toponimo appare anche in diverse località, soprattutto rurali, della Sardegna.

Altra ipotesi alquanto attendibile farebbe derivare il nome da " palus-paludis " ovvero "palude " in latino, e più propriamente dalla deformazione tardo-latina "padulis", come per Padula e Paduli, presente anche nei toponimi della Toscana occidentale (Padule di Fucecchio)[5], ad indicare la limacciosità del territorio della Valle Caudina che, ricordiamo, in epoca sannitica, risultava ancora non prosciugato dalla remota presenza di un bacino alluvionale. A supporto di questa tesi, nelle zone intorno a Fucecchio, tra Cappiano e Massa, troviamo anche il toponimo di "iscla"[6] ad indicare una zona rilevata di terreno posta in mezzo alle acque (limacciose o meno) che la circondano, ed il toponimo "faventia" ad indicare zona di produzione di vasellame e laterizio, dunque associato alla creta che si estrae lungo i corsi d'acqua. Entrambi i toponimi sono presenti sul territorio di Paolisi (fiume Isclero e mulino Faenza).

Seguì le sorti feudali di Arpaia, e fu posseduto dalle seguenti famiglie: Stendardo, Boffa, Leonessa, Guevara, Comite, Palagano, Carafa, Ceva, Grimaldi, Maddaloni, Caracciolo, e infine dalla R. Corte. Fu casale di Arpaia, nel circondario di Airola nella provincia di Principato Ultra (Avellino). Nel 1809 fu aggregato alla provincia di Terra di Lavoro fino al 1861, quindi passò alla provincia di Benevento.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Andrea
Il campanile della chiesa di San Tommaso
  • Chiesa di Sant'Andrea (sec. XVII)
  • Chiesa di San Tommaso e Cappella del SS. Rosario (fine Seicento)
  • Abbazia di San Fortunato (di epoca longobarda; sebbene i documenti la menzionino come situata in oppido Paulisorum, è ora in territorio di Arpaia)

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Paolisi è ricco di palazzi gentilizi, tutti collocati lungo l'asse principale del paese. La lista seguente indica i principali, procedendo da est verso ovest.

Nella zona Fòr'e Ttùrre:

  • Palazzo de Mauro (cortile lastricato con splendido puteale in pietra lavorata - XVII sec.) con annessa Cappella della Madonna delle Grazie (metà Settecento)
  • Palazzo Bove (di fronte a via delle Magnolie)
  • Palazzo Inglese (ora Papa) e Palazzetto Inglese (1622)

Nella zona detta Capo 'e Vascio:

  • Palazzo Bifani (perfetta architettura stereometrica, classico impianto tipologico a corte, fine XIX sec.)
  • Palazzo Petrella con facciata in tufo a vista (inizio sec. XX)
  • Palazzetto Romano (con bel balconcino tardo barocco e splendido arco in pietra finemente lavorato)
  • Arco in pietra di eccezionale ampiezza del 1612
  • Palazzo Tirone, in stile pseudo-liberty (inizio XX sec.)
  • Cortile Massaro e Palazzo Gallo (portali lavorati di ottima fattura e cornici in pietra, del 1741)

Nella zona Capo 'e 'Copp':

  • Palazzo Gallo (fine XIX sec.)
  • Palazzo Bifani (detto "vecchio")
  • Palazzo Ianniello (splendido arco lavorato)
  • Palazzo Nardini della marchesa di Castel di Sangro (datato 1714)
  • Palazzo Bifanielli, in cima ad una rampa carrabile; attraversato il portale del 1787 si entra nello splendido cortile lastricato, con pozzo in pietra, circondato dalla struttura edilizia originaria del '600.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

La fontana di San Berardo
  • Piana di San Berardo, pianura montana (m.850 ca. s.l.m.) circondata da boschi di faggi al centro della quale, sul lato sud, si trovano i ruderi di una costruzione di epoca tardo medievale, che avvalorano la tesi dell'insediamento di un eremitaggio; più in basso, verso ovest, sgorga la fonte di San Berardo, le cui acque si raccolgono in una vasca abbeveratoio in pietra. La grossa pietra verticale che funge da fontana, reca un'iscrizione antica : "1767" ovvero l'anno di prima sistemazione della fontana; "R.A.D. 1887" ovvero l'Anno Domini di Restauro; un terzo rigo recante l'acronimo "M.P.A.F." interpretata forse come "manu propria aquae fontem" e da ricollegarsi ad una scritta assai deteriorata che sembra far riferimento a "Sanctus Berardus Fecit".
  • Chiana Stajie, una piana minore del monte Paraturo dove è stata innalzata una croce con un altare.

Persone legate a Paolisi[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Bove (Paolisi 1803-Napoli 17 novembre 1884)
Fin dalla giovinezza, si batté contro le oppressioni politiche. Fu fervente attivista liberale in Valle Caudina. Aderì al programma mazziniano sostenuto in Montesarchio da Giuseppe M. de Ferrariis. Non sfuggi, perciò, al reazionismo borbonico e fu ripetutamente arrestato senza perdere mai i suoi ideali di libertà, che trovarono degno riconoscimento nel 1860, accogliendo Garibaldi trionfale che entrava in Napoli. Nel 1861 collaborò con Pasquale Stanislao Mancini e Raffaele Conforti, al riordinamento politico e civile delle province meridionali; fu commissario per l'attuazione del plebiscito e consigliere nei provvedimenti legislativi del periodo della luogotenenza. Venne eletto deputato al Parlamento italiano nel 1865 e fu riconfermato fino al 1876, occupò i banchi liberali al cui programma rimase tenacemente fedele, opponendosi alle vessazioni fiscali del nuovo governo nazionale.
  • Giovanni Guevara vescovo (Napoli **-Sant'Agata de'Goti 25 agosto 1556)
tra i Vescovi di S.Agata viene annoverato un "Joannes VII Guevara episcopus". Giovanni Guevara, patrizio napoletano, figlio di Alfonso Guevara e Giovanna Cantella, dei marchesi di Arpaja, da curato della parrocchia di S.Tommaso Apostolo di Paolisi fu eletto vescovo di S.Agata il 19 giugno 1523. Resse questa diocesi per circa 33 anni. Eseguì grandi cose. Morì colpito da apoplessia il 25 agosto 1556 [7] .
  • Eugenio Bove (-1943), eroe di guerra
Alla caduta del governo fascista, 25 luglio 1943, e all'incalzare delle truppe anglo-americane, Paolisi era presidiato da un distaccamento tedesco; caso volle che nel mese di ottobre del 1943 fu rinvenuto un soldato tedesco ferito alla testa. Poiché era stata emanata la legge di rappresaglia, per quel "delitto" furono presi dieci uomini di Paolisi per essere fucilati, se non si fosse presentato il colpevole. Come potevano quei dieci innocenti svelare un nome se non sapevano chi era stato il colpevole? Tuttavia, per salvarsi fu fatto un nome: Fortunato Bove, colpevole solo di essere un povero demente. Il capitano tedesco trattenendo gli ostaggi davanti la Chiesa per l'esecuzione, con un drappello si recò a casa del Bove. Qui però trovarono il di lui fratello Eugenio, sano di mente e sposato con figli. Senza sentir ragioni e senza accertarsi della sua identità, fu freddato con un colpo di pistola alla nuca. La vita di un innocente aveva salvato altre dieci vite innocenti!
  • Arcangelo Bove (1927)
Ciclista professionista, eccellente scalatore, era soprannominato "la stella del Sud"; Nato a Paolisi (BN) il 21 aprile 1927, è stato il miglior corridore campano degli anni '50. Soprannominato "la stella del Sud" ha corso, nella categoria maggiore, tra la fine del 1950 ed il 1958 con al suo attivo una quindicina di successi sia pure tutti in competizioni regionali (tra queste la Coppa Vesuviana del 1952). Come indipendente ha partecipato anche al Giro d'Italia. Attualmente risiede ad Airola a pochi km da Paolisi.
  • Raffaele Inglese (1902-1962)
Fu a lungo Medico Condotto ed Uff.Sanitario di Paolisi. Consultato in tutta la Valle Caudina per la sua perizia professionale e la generosità nei rapporti con i pazienti. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche tra cui "Occhio Basedowiano: un nuovo segno"(1932). Dopo questa pubblicazione in molti trattati di medicina questo segno semeiotico viene riportato come "segno di Inglese". [8]
Il 21-12-1991, il Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, fece visita alla cittadina caudina in occasione della inaugurazione della restaurata chiesa di S. Tommaso Apostolo, inagibile dal terremoto del 1980. La visita di stato è da riportarsi all'ultimo periodo di presidenza di Francesco Cossiga, allorquando egli mise in essere un atteggiamento politico volutamente provocatorio ed eccessivo, contraddistinto da esternazioni polemiche contro il sistema di governo italiano e, nello specifico, contrapponendosi allo strapotere "mastelliano" che si andava consolidando nel Sannio, in quel periodo; a ciò gli valse l'appellativo di "picconatore". Prima di lui, solo altri due precedenti storici avevano interessato, non già il comune ma l'intero Sannio: le visite di Luigi Einaudi e Giuseppe Saragat.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9] abitanti censiti al 31 dicembre 2012

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana del Taburno e del Parco regionale del Partenio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 607
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente come pubblicato in G.U. n°294 18 dicembre 2012 .
  3. ^ (Meom.,29)
  4. ^ (Muratori,375)
  5. ^ da: "il Padule di Fucecchio: la lunga storia di un ambiente naturale" a cura di Adriano Prosperi, roma 1995
  6. ^ da: "il Padule di Fucecchio: la lunga storia di un ambiente naturale" -le risorse del Padule di Fucecchio nel basso medioevo- Alberto Malvolti, 1995
  7. ^ Viparelli F. ,"Memorie storiche della città e diocesi di S.Agata de'Goti",Napoli 1841-42
  8. ^ da: "Panorama Biografico degli Italiani di oggi" pag.812.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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