Montefalcone di Val Fortore

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Montefalcone di Val Fortore
comune
Montefalcone di Val Fortore – Stemma
Montefalcone di Val Fortore – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Sindaco Assunta Carmela Gizzi (lista civica Montefalcone oltre il Duemila) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 41°19′00″N 15°01′00″E / 41.316667°N 15.016667°E41.316667; 15.016667 (Montefalcone di Val Fortore)Coordinate: 41°19′00″N 15°01′00″E / 41.316667°N 15.016667°E41.316667; 15.016667 (Montefalcone di Val Fortore)
Altitudine 830 m s.l.m.
Superficie 41,7 km²
Abitanti 1 661[1] (31-12-2010)
Densità 39,83 ab./km²
Comuni confinanti Castelfranco in Miscano, Foiano di Val Fortore, Ginestra degli Schiavoni, Roseto Valfortore (FG), San Giorgio La Molara
Altre informazioni
Cod. postale 82025
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062042
Cod. catastale F494
Targa BN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 581 GG[2]
Nome abitanti montefalconesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 16 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Montefalcone di Val Fortore
Posizione del comune di Montefalcone di Val Fortore nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Montefalcone di Val Fortore nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Montefalcone di Val Fortore è un comune italiano di 1.695 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Il paese è situato a 42 chilometri dal capoluogo di provincia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il paese è ubicato al confine con la provincia di Foggia, in un territorio ricco di sorgenti ed aree boschive. Il livello di altitudine minimo è di 411 m., quello massimo è di 981 metri s.l.m.. È posizionato sul declivio orientale di un alto colle di roccia calcarea dal quale si gode un'ampia vista che spazia fino alle montagne dell'Abruzzo e della Basilicata. Il clima è continentale: le precipitazioni nevose e la predominanza di venti boreali rendono gli inverni rigidi e lunghi. La natura del territorio è selvaggia, sfuggente e impervia.

Il territorio comunale è prevalentemente costituito da pascoli e da boschi. Il bosco principale è quello ubicato in località Toppo Pagliano-Monte, esteso ben 230 ettari. La vegetazione prevalente è quella di cerro e quercia, comune anche al bosco della contrada Macchio dell'Abate. In contrada Cavecchia, invece, è presente una pineta estesa 90 ettari. Altre pinete sono presenti anche nelle località Lago Mignatta, Fontaniella, Gallizzi, Marraniero, Perrazzeta, Scomunicata. Fra gli animali selvatici che vivono nei boschi di Montefalcone si segnalano: la gazza ladra, il colombaccio, il corvo, il tasso, il cinghiale, la beccaccia, la volpe.[3]

Nel territorio comunale, in località Trivolicchio, nasce il fiume Fortore.[3]

A Montefalcone è attivo un grande parco eolico costruito nel 1995-96 dall'IVPC (Italian Vento Power Corporation).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Veduta aerea di Montefalcone di Val Fortore

La zona in cui sorge il centro abitato è sede di antichi insediamenti come hanno testimoniato alcuni ritrovamenti archeologici che hanno portato alla luce, in particolar modo, resti di tombe arcaiche. Nei pressi del castello è stato rinvenuto anche del vasellame datato al IV secolo a.C., attualmente custodito nel museo civico.[4]

Montefalcone nei documenti viene citato per la prima volta in epoca normanna con il nome di Mons Falconis. Il nome deriverebbe dalla casata dei Falcone che per prima resse il feudo. Passata la dominazione normanna il paese conobbe una lunga serie di feudatari iniziata con Matteo di Lecto al quale seguirono il casato dei Mausella, quello dei Caracciolo e, successivamente, la famiglia Loffredo. Nel 1439, durante la signoria di Giannotto di Montefalcone, il castello ospitò Alfonso d'Aragona. Nel 1621 divenne possedimento di Andrea de Martino il quale morì pochi anni dopo. Pertanto il feudo fu confiscato dalla Regia Corte che lo vendette nel 1645 a Francesco di Montefuscoli. Da questi passo ai De Sanctis, poi di nuovo alla Regia Corte e quindi ai Di Sangro e al principe di Rocella che lo tenne sino all'eversione della feudalità (1806).[5]

Fece parte del Principato Ultra fino al 1811 e della provincia di Foggia tra il 1811 e il 1861. Dal 1861 fa parte della provincia di Benevento. Il 22 gennaio 1863 con regio decreto sono state aggiunte le parole "Val Fortore" al nome del comune, per distinguerlo dagli altri comuni omonimi sparsi per l'Italia.[5]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico conserva ancora la sua impostazione medievale nonostante i danni patiti dai terremoti del 1960 e del 1980. Si sviluppa intorno al castello di cui restano solo pochi ruderi. Il possente maniero aveva una pianta romboidale avente nel mezzo un cortile dotato di ampia e profonda cisterna, atta ad immagazzinare l'acqua piovana utilizzata durante gli eventuali assedi. Dal cortile partivano anche due cunicoli, lunghi circa 2 km ciascuno, utilizzati come vie di fuga in caso di attacco. Nel 1343 e nel 1806 subì gravi danni a causa di due terremoti ma ben presto fu riparato. Nel 1809 fu raso al suolo perché divenuto rifugio di banditi.[6]

Il Santuario della Madonna del Carmine, iniziato nel 1604, è meta di pellegrinaggi ed è oggetto di particolare venerazione. L'aspetto attuale dell'edificio è dovuto ai numerosi interventi di ristrutturazione e di ampliamento susseguitisi nel corso del XX secolo. Degne di rilievo sono la statua settecentesca della Madonna e le vetrate istoriate, di fattura contemporanea.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

A Montefalcone è attivo un gruppo folcloristico che ha iniziato la sua attività nel 1932 in occasione della visita a Telese Terme del principe ereditario Umberto di Savoia. I membri del gruppo vestono col costume tradizionale del paese, ricco di ricami. I colori principali dei costumi sono il nero, il rosso e il bianco.[8]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

A Montefalcone è possibile visitare due esposizioni comunali permanenti.

Il Museo della Civiltà Contadina, istituito nel 1982, è ospitato nei locali della scuola elementare del rione San Marco. L'esposizione ha lo scopo di illustrare la vita quotidiana della popolazione rurale del Fortore dei secoli scorsi. I numerosi reperti esposti (circa tremila) sono raccolti in tredici stanze, e ciascuna sala è dedicata ad una specifica tematica.[9]

Il Museo Civico è stato istituito nel 2004 e dall'ottobre 2008 gode dello status di "museo di interesse regionale".[10] L'esposizione, ospitata in un edificio del centro storico appositamente ristrutturato, è divisa in due sezioni. La sezione paleontologica conserva migliaia di fossili raccolti nel corso degli anni dallo studioso prof. Luigi Capasso. Sono presenti anche numerosi fossili provenienti dal bacino di Pietraroja, località famosa per il ritrovamento del cucciolo di dinosauro Scipionyx samniticus. Nella sezione archeologica mediante pannelli, reperti di scavo e ceramiche arcaiche viene raccontata la storia di Montefalcone dall'antichità ad oggi.[11]

Persone legate a Montefalcone[modifica | modifica sorgente]

  • Alterisio Paoletti, nato il 29 dicembre 1970, compositore e direttore d'orchestra, attualmente direttore artistico di Albano Carrisi.
  • Fra Marco dei Minori Osservanti, confessore di Carlo III d'Angiò.[6]
  • Rocco Ciarmoli, nato il 14 settembre 1968, comico e attore, già componente del trio Le Tutine di Zelig, e Rocco Il Gigolò.
  • Vittorio D'Alessio, artista, poeta, drammaturgo.
  • Nicolò da Montefalcone, corrispondente del Boccaccio.[6]
  • Vecchiolla Carmine, soldato 3º reggimento fanteria, medaglia d'argento ai valor militare.[12]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b Appunti, op. cit., p. 77.
  4. ^ Museo Civico di Montefalcone. URL consultato il 30-09-2013.
  5. ^ a b Appunti, op. cit., p. 76.
  6. ^ a b c Touring, op. cit., p. 366.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Il Sannio Quotidiano, anno XVIII, n. 262, lunedì 23 settembre 2013, p. 12.
  9. ^ Il Museo della Civiltà Contadina di Montefalcone Val Fortore. URL consultato il 01-10-2013.
  10. ^ Bollettino Ufficiale Regione Campania, n°55 del 29 dicembre 2008.
  11. ^ Il Museo Civico di Montefalcone Val Fortore. URL consultato il 01-10-2013.
  12. ^ “Con esemplare ardimento e sprezzo della propria vita riusciva a scovare una mitragliatrice, catturandone il personale ed agevolando così l’avanzata del reparto”. -Barbisanello (Belluno), 29 ottobre 1918. La medaglia è stata attribuita con regio decreto 21 marzo 1920, registrato alla Corte dei Conti in data 8 aprile 1920. Bollettino ufficiale anno 1920, disp. 26, p. 1492.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., L'Italia: Campania, Milano, Touring Club Italiano, 2005.
  • Progetto MURST 1994/99 - Conservazione e valorizzazione dei beni culturali, Appunti di viaggio: i cinque volti del Sannio, Auxiliatrix, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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