Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia

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Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia
Dioecesis Arianensis Hirpinus-Laquedoniensis
Chiesa latina
Ariano irpino cattedrale romanica.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Benevento
Regione ecclesiastica Campania
Vescovo Giovanni D'Alise
Sacerdoti 75 di cui 57 secolari e 18 regolari
980 battezzati per sacerdote
Religiosi 20 uomini, 54 donne
Abitanti 74.200
Battezzati 73.524 (99,1% del totale)
Superficie 780 km² in Italia
Parrocchie 43
Erezione XI secolo (Ariano)
XI secolo (Lacedonia)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta (Ariano Irpino)
Concattedrali Santa Maria Assunta (Lacedonia)
Santi patroni Ottone Frangipane
Indirizzo Piazza Plebiscito 13, 83031 Ariano Irpino [Avellino], Italia
Sito web www.diocesiarianolacedonia.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia (in latino: Dioecesis Arianensis Hirpinus-Laquedoniensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Benevento appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2006 contava 73.524 battezzati su 74.200 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Giovanni D'Alise.

Indice

Territorio [modifica]

La diocesi comprende 24 comuni, di cui 20 sono in provincia di Avellino, 3 in provincia di Benevento ed uno in provincia di Foggia. Oltre alle città di Ariano Irpino e Lacedonia, la diocesi comprende i comuni di: Anzano di Puglia, Bonito, Carife, Casalbore, Castel Baronia, Castelfranco in Miscano, Flumeri, Ginestra degli Schiavoni, Greci, Grottaminarda, Melito Irpino, Montaguto, Montefalcone di Val Fortore, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Savignano Irpino, Scampitella, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Villanova del Battista e Zungoli.

Sede vescovile è la città di Ariano Irpino, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Lacedonia sorge la concattedrale, anch'essa dedicata a Santa Maria Assunta.

Il territorio si estende su un territorio di 786 km² ed è suddiviso in 43 parrocchie.

Storia [modifica]

Ariano Irpino [modifica]

Il nome della città di Ariano è di origini romane, Ara Jani. Non ci sono documenti storici che consentano di collocare temporalmente la conversione del suo territorio al cristianesimo, mentre sappiamo che un vescovo cristiano era già presente a Benevento all'inizio del IV secolo; la religione potrebbe essersi diffusa ad Ariano successivamente.

Ariano fu sede vescovile almeno fin dal X secolo; infatti è citata tra le sedi suffraganee dell'arcidiocesi di Benevento nella bolla di papa Giovanni XIII di erezione della nuova sede metropolitana beneventana (969). Tuttavia il primo vescovo conosciuto fu Bonifacio, menzionato nel 1039.

Al vescovo Mainardo, nativo di Poitiers[1], si deve la costruzione nel 1070 nella cattedrale di un battistero, nelle cui mura furono iscritti dei versi. L'anno successivo Mainardo presenziò alla consacrazione della chiesa di Montecassino da parte di papa Alessandro III. Nel 1080, da una dichiarazione fatta da Mainardo a favore del monastero di Santa Sofia a Benevento si evince che altri vescovi lo avevano preceduto sulla sede arianese, ma dei quali non si conoscono i nomi, ad eccezione di Bonifacio.

Al vescovo Orso Leone si deve la ricostruzione della cattedrale distrutta dal terremoto del 5 dicembre 1456 e la celebrazione di diversi sinodi diocesani; la sua memoria è stata perpetuata dai suoi fedeli con una targa nel palazzo episcopale. A Nicola Ippoliti si deve la costruzione della facciata della cattedrale, ornata delle statue dei patroni della diocesi, Ottone Frangipane e Eleazario, e della Madonna Assunta. L'edificio fu solennemente consacrato dal vescovo Diomede Carafa nel 1512. La cattedrale subì continui interventi di restauro a causa dei terremoti degli anni 1626, 1688, 1694, 1702 e 1732.

A Donato Laurenti si deve l'istituzione del seminario, ricostruito da Ottavio Ridolfi nel 1617. Laurenti si impegnò inoltre per la promozione e l'attuazione in diocesi delle direttive del concilio di Trento.

Grande figura di vescovo arianese fu Filippo Tipaldi (1717-1748): dopo l'ennesimo terremoto ricostruì il seminario e la cattedrale nelle forme che oggi conosciamo; visitò più volte la diocesi e celebrò diversi sinodi diocesani; impose l'obbligo dell'insegnamento della dottrina cristiana in tutte le parrocchie; istituì corsi di preparazione per i maestri di religione nelle scuole; fu il primo ad occuparsi della cura dell'archivio diocesano.

Nel Novecento, al vescovo Giuseppe Lojacono si deve la celebrazione del primo congresso liturgico diocesano, mentre Giocchino Pedicini diede vita al primo congresso eucaristico diocesano (1949).

Lacedonia [modifica]

La sede vescovile di Lacedonia è stata eretta nell'XI secolo; il primo vescovo noto è Simeone, menzionato nel 1059, presente al concilio di Melfi di quell'anno alla presenza di papa Niccolò II. La diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Conza ed era costituita da due soli centri abitati: Lacedonia e Rocchetta Sant'Antonio.

I vescovi di Lacedonia più noti sono Fra Guglielmo Neritono (1392), Antonio Dura (1506), Gianfranco Carducci (1564), il matematico Marco Pedacca (1584), l'erudito Giacomo Candido (1606), Giacomo Giordano (1651), che fece costruire il palazzo episcopale e pianificò la costruzione della nuova cattedrale; Benedetto Bartolo, che fu rapito da dei briganti e riscattato dalla Marchesa di Carpi; Morea (1684), che soppresse alcune festività di origine pagana che venivano celebrate alla vigilia dell'Epifania e pose la pietra angolare della nuova cattedrale.

Il territorio della diocesi di Lacedonia è stato spesso soggetto a terremoti, in particolare nel 1694 e nel 1702.

Il 27 giugno 1818, in forza della bolla De utiliori di papa Pio VII, la diocesi di Trevico[2] venne soppressa ed il suo territorio, costituito dai comuni di Trevico, Carife, Castel Baronia, Flumeri, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, fu incorporato in quello della diocesi di Lacedonia.

Giulio Tommasi, già arcivescovo di Conza e vescovo di Sant'Angelo dei Lombardi e Bisaccia, fu nominato nel 1928 anche vescovo di Lacedonia, unendo in persona episcopi le quattro sedi. Alla sua morte, dopo quattro anni di sede vacante, Lacedonia continuò ad avere un proprio vescovo.

Ariano Irpino-Lacedonia [modifica]

Il 9 maggio 1974 Agapito Simeoni fu nominato vescovo di Ariano Irpino e di Lacedonia, unendo così in persona episcopi le due diocesi, vacanti da diversi anni.

Il 30 aprile 1979 la diocesi di Lacedonia passò dalla sede metropolitana di Conza a quella di Benevento.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, l'unione è divenuta piena e la diocesi risultante ha assunto il nome attuale.

Il vescovo Eduardo Davino ha istituito l'Ufficio diocesano dei Beni Culturali Ecclesiastici e ha contribuito all'apertura del Museo degli argenti.

Nel 1997 e nel 1998, con due decreti della Congregazione per i Vescovi, sono stati rivisti i confini delle diocesi dell'Irpinia e del beneventano; la diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia ha acquisito così i comuni di Greci, Savignano Irpino, Grottaminarda e Vallata, che hanno completato la configurazione attuale del territorio diocesano.

Cronotassi dei vescovi [modifica]

Vescovi di Ariano [modifica]

Vescovi di Lacedonia [modifica]

Vescovi di Ariano Irpino-Lacedonia [modifica]

Statistiche [modifica]

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 74.200 persone contava 73.524 battezzati, corrispondenti al 99,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
Diocesi di Ariano Irpino
1905 50.400  ?  ? 128 125 3  ?  ?  ?  ? 25
1950 62.000 62.406 99,3 48 39 9 1.291 10 96 24
1959 63.300 63.500 99,7 43 33 10 1.472 12 112 30
1969 63.300 63.500 99,7 46 31 15 1.376 16 78 24
1980 42.800 43.000 99,5 21 21 2.038 72 30
Diocesi di Lacedonia
1905 28.000  ?  ?  ?  ?  ?  ?  ?  ?  ? 11
1950 34.673 35.948 96,5 31 29 2 1.118 3 30 11
1970 30.350 30.447 99,7 20 14 6 1.517 6 26 13
1980 26.000 26.300 98,9 18 11 7 1.444 7 19 13
Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia
1990 64.728 64.926 99,7 52 33 19 1.244 20 82 35
1999 71.000 71.177 99,8 47 36 11 1.510 14 63 43
2000 69.711 70.611 98,7 50 37 13 1.394 16 71 43
2001 69.745 70.748 98,6 41 31 10 1.701 13 67 43
2002 69.236 69.599 99,5 48 37 11 1.442 14 70 43
2003 71.329 71.942 99,1 50 39 11 1.426 14 68 43
2004 72.902 74.055 98,4 51 38 13 1.429 16 63 43
2006 73.524 74.200 99,1 75 57 18 980 20 54 43

Note [modifica]

  1. ^ Catholic Encyclopedia cita come fonte Vitale; secondo Ughelli la città sarebbe invece Padova
  2. ^ Diocesi confinante, già suffraganea di Benevento, eretta almeno nel X secolo: nel 964 è menzionato un suo vescovo, Benedetto.
  3. ^ Secondo Gams e Cappelletti, tra Giovanni II e Tommaso esiste un vescovo Raimondo (menzionato nel 1349), cui succede un Giovanni III, trasferito a Dulcigno il 19 novembre 1354. Per Eubel invece, in assenza di Raimondo, esiste un unico Giovanni, alla cui morte succede Tommaso.
  4. ^ Secondo le bolle pontificie citate da Eubel, a Dionisio succede il vescovo Simone; Giacomo, trasferito a Frigento, è menzionato da Gams.
  5. ^ Così Gams. Secondo Eubel, Paolo Palumbo muore vescovo di Cassano all'Jonio nel 1648.
  6. ^ Secondo Eubel, Giovanni Bonella non è trasferito a Tropea, ma muore nel mese di aprile 1696.

Fonti [modifica]

Per Ariano Irpino [modifica]

Per Lacedonia [modifica]

Voci correlate [modifica]

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