Pietrelcina

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Pietrelcina
comune
Pietrelcina – Stemma
Via Roma con la Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Via Roma con la Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Sindaco Domenico Masone (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°12′00″N 14°51′00″E / 41.2°N 14.85°E41.2; 14.85 (Pietrelcina)Coordinate: 41°12′00″N 14°51′00″E / 41.2°N 14.85°E41.2; 14.85 (Pietrelcina)
Altitudine 350 m s.l.m.
Superficie 28,8 km²
Abitanti 3 083[1] (31-12-2010)
Densità 107,05 ab./km²
Frazioni Piana Romana, Stazione
Comuni confinanti Benevento, Paduli, Pago Veiano, Pesco Sannita
Altre informazioni
Cod. postale 82020
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062052
Cod. catastale G631
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti pietrelcinesi
Patrono Madonna della Libera
Giorno festivo 3 dicembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Pietrelcina
Posizione del comune di Pietrelcina nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Pietrelcina nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Pietrelcina è un comune italiano di 3.083 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Confina con il capoluogo della sua provincia e dal suo centro dista circa 12 km.

Pietrelcina è situata su di una collina a poco più di 340 m di altitudine sulla destra del fiume Tammaro.

L'escursione altimetrica del territorio comunale va da un minimo di 152 m s.l.m. a 569 m s.l.m.

La superficie agricola utilizzata è di 1797,99ha (dati riferiti all' anno 2000, fonte Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre maggio 2007). Fa parte della Regione Agraria n. 5 - Colline di Benevento.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome di Pietrelcina deriva da Petra Pucina (pietra piccola) in contrapposizione a Petra Majuri (pietra maggiore) che si trova sull'altra riva del fiume Tammaro.

Viene nominata per la prima volta nel XII secolo da Falcone Beneventano col termine Petrapulsino.

Nel 1138 fu distrutta da Ruggero II di Sicilia detto il Normanno.

Appartenne alla contea di Buonalbergo, dopo essere stata dei conti di Ariano, sotto i Normanni, poi passò sotto Bartolomeo Camerario, e successivamente ai Caracciolo, ai D'Aquino, ed ai Carafa che la tennero fino all'abolizione del feudalesimo avvenuta nel 1806.

Il sisma del 1456 e il terremoto del 5 giugno 1688 fecero rovinare più volte il paesino.

Una epidemia di colera nel 1854 ne decimò la popolazione.

Fino al 1861 faceva parte del Principato Ultra, poi della provincia di Benevento.

Nel 1887 in una casetta del centro storico nacque Francesco Forgione, meglio conosciuto come Padre Pio da Pietrelcina. Grazie al flusso turistico nato a seguito della sua beatificazione e consolidatosi dopo la sua canonizzazione, Pietrelcina è diventato un importante centro di turismo religioso.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Sant'Anna
Una strada del centro storico

Casa natale di Padre Pio[modifica | modifica sorgente]

La casa natale del Santo di Pietrelcina si trova al numero civico 27 di vico Storto Valle e non è costituita da un'unica unità abitativa ma, invece, da più vani che si affacciano sulla stessa strada.

In questa casa nacque Francesco Forgione, nella camera da letto dei genitori, alle ore 17 del 25 maggio 1887 quando la madre era appena tornata dalla campagna dopo aver aiutato il marito Grazio.

Nel pavimento della camera da letto è sita una botola che conduceva al magazzino dove riposava l'asino che il padre di Padre Pio usava per andare a lavorare in campagna.

Al numero civico 28 sono siti due altri ambienti: la cucina, con il focolare e l'arredo originario, e la camera da letto di alcuni bambini, diventata successivamente sala da pranzo. Secondo la credenza, in questa stanza Padre Pio fece le sue prime esperienze soprannaturali. Nella camera Padre Pio usava dormire spesso per terra, usando una pietra come cuscino.[2]

Altra casa meta di pellegrinaggio è la casa del fratello di Padre Pio, Michele, dove il Santo abitò fra il 1912 e il 1916.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Sant'Anna

Edificio sacro sito nel rione "Castiello", risalente al XIII secolo ma ricostruito dopo il sisma del 1688. Nel 1843 perse il titolo di parrocchia che fu trasferito all'attuale chiesa madre. L'interno è costituito da due navate abbellite da un soffitto ligneo a quadrature dipinte e da alcune sculture lignee che si conservano nella navata minore. Sotto l'altare di Sant'Anna sono conservate le reliquie di San Pio Martire. Queste reliquie, donate dai feudatari Carafa nel 1801, furono oggetto di devozione da parte di Padre Pio e influirono sulla scelta del nome religioso. In questa chiesa il Santo di Pietrelcina fu battezzato il 26 maggio 1887 (il fonte battesimale è sito a sinistra dell'ingresso), ricevette la Prima Comunione e il 27 settembre 1899, a dodici anni, fu cresimato[2]

Chiesa di Santa Maria degli Angeli

Distrutta dal terremoto del 5 giugno 1688, venne ricostruita a tre navate con pianta a croce greca. Divenuta sede parrocchiale nel 1843, vi si venera la Madonna della Libera, patrona di Pietrelcina. La statua lignea della Vergine è di scuola napoletana (fine XVII secolo). Il portale in bronzo, realizzato nel 2000, è composto da otto formelle in bronzo che raccontano la storia di Pietrelcina e di Padre Pio. Dal 1910 al 1916 qui si svolse il suo ministero pastorale e qui egli celebrò la sua prima messa il 14 agosto 1914.

Convento dei Padri Cappuccini e Museo di Padre Pio

Sito in località "Gregaria" (viale Cappuccini) venne terminato nel 1928 nel luogo che fu indicato dallo stesso San Pio all'arciprete dell'epoca don Salvatore Pannullo. Il cantiere fu finanziato dalla ricca benefattrice americana Mary Pyle ma venne abitato dai frati solo nel 1947. Il convento, oltre ad ospitare i frati, è sede di un piccolo museo in cui sono conservati alcuni oggetti che hanno qualche legame con San Pio come la tunica con tracce di sangue che era quella usata durante la sua flagellazione settimanale.[3]

Chiesa della Sacra Famiglia

L'architettura fu iniziata nel 1926 e venne portata a termine nel 1951 quando fu consacrata dall'arcivescovo di Benevento Mancinelli. Realizzata in stile neoromanico, è a tre navate; la centrale è più ampia rispetto alle altre due ed è sovrastata da una volta a crociera mentre le altre due navate sono coperte da volta a botte. Lungo le navate laterali sono siti diversi altari aventi sculture lignee e mosaici di scuola vaticana.

Cappella di San Francesco a Piana Romana

Altro luogo sacro costruito nel 1958 nella località "Piana Romana", dove era sita la campagna dei Forgione. La cappella venne eretta nel posto dove il Santo amava raccogliersi in preghiera in una capannuccia di paglia. Nel luogo sacro, ad aula unica, è conservato l'olmo dove ricevette le prime stimmate che descrisse in una lettera indirizzata al suo padre spirituale. Poco distante dalla cappella si trova un pozzo che fu scavato nel luogo che Padre Pio indicò a suo padre, irritato perché non riusciva a trovare trovare l'acqua dove stava scavando.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Pietrelcina[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

  • Turismo religioso
  • Agricoltura

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Appunti, op. cit., p. 48.
  3. ^ Appunti, op. cit., p. 50.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Progetto MURST - Appunti di viaggio: i cinque volti del Sannio, Auxiliatrix, 2001.
  • Antonio Iamalio, La Regina del Sannio, ediz. Ardia, Napoli, 1915.
  • Raffaele Iaria, Quei tre giorni di padre Pio. A Pietrelcina un secolo fa. 1910-2010, Editrice Tau, Assisi 2010.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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