Volturara Appula

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Volturara Appula
comune
Volturara Appula – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Leonardo Russo (Lista civica - Tutti Uniti per Volturara) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 41°30′00″N 15°03′00″E / 41.5°N 15.05°E41.5; 15.05 (Volturara Appula)Coordinate: 41°30′00″N 15°03′00″E / 41.5°N 15.05°E41.5; 15.05 (Volturara Appula)
Altitudine 489 m s.l.m.
Superficie 52 km²
Abitanti 467[1] (30-11-2013)
Densità 8,98 ab./km²
Comuni confinanti Alberona, Celenza Valfortore, Motta Montecorvino, San Bartolomeo in Galdo (BN), San Marco la Catola, Volturino
Altre informazioni
Cod. postale 71030
Prefisso 0881
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071061
Cod. catastale M131
Targa FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti volturaresi
Patrono san Benedetto
Giorno festivo 18 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Volturara Appula
Posizione del comune di Volturara Appula nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Volturara Appula nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Volturara Appula (fino al 1862 chiamata Volturara) è un comune italiano di 467 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo centro abitato sorge sul Subappennino Dauno non lontano dai confini con Molise e Campania. Il territorio è caratterizzato da diverse fonti minerali sulfuree e da alcuni corsi d'acqua e particolarmente esposto ai venti di libeccio. Il toponimo potrebbe essere una derivazione da Vultur, antico nome di questo vento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune fonti storiche la città venne fondata col nome di Uluria nel I secolo a.C.[senza fonte] da popolazioni indigene, gli Uluri, che successivamente vennero sottomessi dagli Apuli prima che la zona entrasse nella sfera di influenza romana. La cittadina fu alleata di Roma nelle guerre sannitiche.

Fu sede vescovile dal 969 al 1818 come suffraganea dell'Arcidiocesi di Benevento.

Nel Catalogus Baronum di epoca normanna, figura tra i feudi posseduti dal Conte Filippo di Civitate; a seguito della conquista angioina, metà del feudo è concesso al milite Ugone de Sully; nel 1447 Volturara risulta tra i possedimenti del potente barone di origine spagnola Garcia Cavaniglia, Conte di Troia. Nel 1478 il Re Ferdinando ne conferma il possesso, quale erede dei beni feudali di suo padre Paolo, a Giovannella De Molisio, che porta in dote la città al marito Alberico Carafa, Duca di Ariano e Conte di Marigliano; la conferma è reiterata nel 1497 dal Re Federico. All'inizio del '500 Volturara è praticamente disabitata e l'allora feudataria Beatrice Carafa, moglie di Alberico II, la ripopola adducendovi una colonia di 'provenzali', probabilmente originari delle valli valdesi del Piemonte, ai quali concede uno Statuto, riscoperto nel '900 e divenuto assai noto fra gli studiosi per la sua antesignana liberalità. Nel 1528, a seguito della ribellione del Carafa, Volturara è dedotta in patrimonio ed assegnata nel 1532 al Principe di Molfetta Ferrante Gonzaga, comandante della Cavalleria di Carlo V. Costui, tornato nelle terre natìe e divenuto 1º Duca Sovrano di Guastalla, rivende il feudo a Francescantonio Villano. Il 27 febbraio del 1548 il Viceré Pietro de Toledo concede il Regio Assenso alla vendita di Volturara da parte del Villano a Vincenzo Carafa. Il 15 marzo 1569, la città è nuovamente ceduta, per la somma di 29.200 ducati, a Bartolomeo Caracciolo dei signori di Casalbore, il quale ne ottiene l'intestazione quale Utile Signore; nel 1589 Filippo II lo eleverà al rango di Marchese, titolo che verrà quasi subito trasmesso al figlio Giovambattista come dote nuziale. Francesco sarà il 3º e ultimo Marchese della Volturara, poiché, oberato di debiti, dopo la vendita fittizia della città al cognato Duca di Fragnito, otterrà di spostare il Titolo sul feudo materno di Cervinara. Nel 1693, il Sacro Regio Consiglio dichiarerà nulla la cessione ai Montalto di Fragnito, e, disposto il sequestro, ordinerà di procedere alla vendita all'incanto della Città che viene acquistata da Pompeo Pignatelli, Duca di Montecalvo, i successori del quale ne manterranno il possesso fino all'abolizione del feudalesimo, non senza continue liti con l'Università.

Dal Catasto Onciario, 'pubblicato' nel 1743 a cura del Notaio Paolo Tomaselle, risulta esistesse, oltreché un Monte Frumentario, anche un 'Monte per le Vedove e gli Orfani' sostenuto dal Capitolo della Cattedrale e da private elargizioni.

Dopo la caduta di Gioacchino Murat e la conseguente restaurazione Borbonica, Volturara divenne un attivo centro 'carbonaro', i cui affiliati (perlomeno quelli di cui esisteva ancora documentazione) vennero minuziosamente riportati dalla studiosa Gemma Caso nella sua ricerca sulla Carboneria in Capitanata.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Michele Ajosso: Massaro, nel 1624 con un lascito 'fonda' il primo Monte Frumentario del Regno di Napoli.

Alessandro Geraldini (1455-1525): Nativo di Amelia, fu Vescovo di Volturara e Montecorvino dal 1496 al 1516, anche se probabilmente non vi risiedette mai; uomo eruditissimo, fu chiamato alla Corte di Madrid quale educatore degli Infanti di Spagna; fu il primo vescovo delle Americhe, dal 1519 alla morte, avvenuta a Santo Domingo.

Celestino Summonte (1853-1904): Celebre professore di Diritto dell'Università di Napoli, città di cui fu anche Sindaco e Deputato al Parlamento.

Maria Gargani (1892-1973): Suora, nativa di Morra Irpina e discepola spirituale di San Pio da Pietrelcina, fondatrice dell'Ordine delle Apostole del Sacro Cuore, che ha avuto la sua prima sede nel convento annesso al Santuario della Madonna della Sanità (1936).

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrale romanica del XIII secolo, con possente campanile a torre. Di stile romanico pugliese, conserva al suo interno un altare policromo del XVII secolo e alcune tele seicentesche raffiguranti i santi Pietro e Paolo.
  • Santuario della Madonna della Sanità, risalente al XVI secolo. La leggenda narra che fu fatto edificare dal Marchese Bartolomeo Caracciolo in segno di riconoscenza per essere rimasto illeso dopo una brutta caduta da cavallo, o a seguito di un incidente con la sua carrozza.
  • Chiesa del Carmelo: Piccolo Tempio della seconda metà del '700, sede dell'omonima Confraternita; fu edificata su iniziativa della famiglia Campolattaro e in origine ospitava due tele del molisano Michele Scarojna, un pittore di discreta notorietà attivo anche nella Reggia di Caserta.
  • Palazzo Ducale Caracciolo, del XVI secolo.
  • Palazzo Cairelli (già Pignatelli, ed ex sede della curia vescovile di Volturara-Montecorvino).
  • Taverna e mulino di Campolattaro, costruiti nel XII secolo dall'omonimo nobile di origine longobarda per assistere i pellegrini sulla via di Monte Sant'Angelo (Via Sacra Langobardorum) e il popolo della transumanza. Da un'epigrafe posta sulla Taverna si evince che essa fosse in origine una Cappella.
  • Antico Ovile Scaraiazzo, impiegato al tempo della transumanza.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Tratturo Regio Castel di Sangro-Lucera: Entra in Volturara dalla Crocella di Motta, attraversa la valle del torrente La Catola, sale da Campolattaro verso il Monte S. Angelo, e poco dopo la Crocella di S. Angelo, prende a costeggiare brevemente il confine con S. Bartolomeo in Galdo per poi inoltrarsi nel territorio di S. Marco la Catola.
  • Bosco Sant'Antonio in località Macchia Rossa, non distante dalla vecchia via per San Marco La Catola.
  • Sentiero boschivo in località Bufera (Vufara).
  • Sorgente Fontana Uizzo.
  • Torrente Gianpaolo: via d'acqua a carattere torrentizio con diverse cascate naturali lungo il percorso; nasce dalla sorgente di fontana Uizzo e si immette nel canale dei Graci (canal i recn) all'altezza della fontana del Presepe.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di Maria Santissima della Sanità, durante la quale una bellissima statua lignea della Madonna con in braccio il Bambin Gesù, 'rivestita' delle ricche donazioni votive accumulate negli anni, viene portata in processione per le vie cittadine.
  • Festa dell'Emigrante (ad agosto)
  • Fiera di San Luca, il 18 ottobre. Istituita, secondo la tradizione, da Federico II di Svevia è celebre per la contemporanea sagra dell'anguilla che si tiene da oltre cento anni.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]