Montefalcione

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Montefalcione
comune
Montefalcione – Stemma
Panorama
Panorama
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Sindaco Maria Antonietta Belli (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°57′45″N 14°53′05″E / 40.9625°N 14.884722°E40.9625; 14.884722 (Montefalcione)Coordinate: 40°57′45″N 14°53′05″E / 40.9625°N 14.884722°E40.9625; 14.884722 (Montefalcione)
Altitudine 523 m s.l.m.
Superficie 15,15 km²
Abitanti 3 461[1] (31-12-2010)
Densità 228,45 ab./km²
Comuni confinanti Candida, Lapio, Montemiletto, Parolise, Pratola Serra
Altre informazioni
Cod. postale 83030
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064053
Cod. catastale F491
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 172 GG[2]
Nome abitanti montefalcionesi
Patrono sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Montefalcione
Sito istituzionale

Montefalcione (Mundëfaucionë in campano[3]) è un comune italiano di 3.467 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Montefalcione è un paese collinare in provincia di Avellino, collocato a circa 561 m sul livello del mare. Montefalcione negli scritti longobardi era detto Montefalsone Oppidum, al tempo dei Normanni Montefalzone, sotto gli Angioini Montefaucione, poi sotto il dominio dei Puderico e dei Tocco fu chiamato Montefalcione e Monte Falcione. Lo stemma di Montefalcione è rappresentato da un falcione che sovrasta 3 colline probabilmente quella del Castello, San Marco e Santa Marina, che sono i 3 rilievi dell’agro montefalcionese. Il falcione invece è stato scelto come simbolo di lavoro e di civiltà contadina. Le origini di Montefalcione risalgono a molti secoli prima dell'Era Cristiana, ciò è confermato da documenti e testimonianze che affermano il succedersi delle dominazioni di Etruschi, Sanniti e Romani. Il ritrovamento di tombe e di vasi di notevole importanza testimoniano che fin dal 1100 a.C. Montefalcione era assoggettato dagli Etruschi, i quali ebbero il dominio della Campania e delle regioni meridionali finché i greci e i sanniti non li cacciarono. A confermare il dominio etrusco fu il ritrovamento, nel 1902, di due tombe etrusche, in esse furono ritrovate una moneta di rame etrusca e uno dei più bei vasi lacrimatoi etruschi. Dopo la dominazione etrusca seguì quella dei sanniti, di cui però non è rimasta alcuna traccia. Tale dominazione terminò nell'82 a.C. quando i sanniti furono domati dai romani. Il ritrovamento di reperti archeologici, come le monete del periodo di Costantino, ruderi di costruzioni romane, tombe romane ed iscrizioni sparse per tutto il territorio di Montefalcione, testimoniano la presenza dei romani. Questa dominazione durò fino all'inizio del Medioevo, quando Montefalcione era un insieme di frazioni e casali sparsi sui fianchi delle colline di Santa Marina, San Marco, Fortuna, Rogliano e Villani San Pietro. Molte di queste terre però furono abbandonate dagli abitanti perché erano di facile accesso al nemico. Dopo molti anni di completo abbandono il paese passò sotto la dominazione longobarda. Montefalcione entrò a far parte del Ducato di Benevento costituito nel 570 e i Longobardi, per difendere il territorio e creare un rifugio sicuro per i montefalcionesi, fecero costruire un castello sulla collina più alta del paese.

Il comune è noto anche per essere stato teatro, nei primi anni dell'unità d'Italia di una rivolta antigovernativa e della susseguente strage perpetrata da parte delle truppe del regio esercito italiano sulla popolazione civile; simili eventi avvennero anche in altri paesi, nei territori annessi al regno d'Italia nell'ambito della lotta contro il brigantaggio postunitario.[4]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Festa Patronale di Sant'Antonio[modifica | modifica sorgente]

L'ultima settimana d'agosto, è molto ricca di avvenimenti per Montefalcione. Dal giovedì fino al lunedì successivo, si svolgono i solenni festeggiamenti in onore di Sant'Antonio di Padova, patrono del paese e di Santa Lucia vergine e martire. Il sabato, vi è sempre un concerto con la presenza di cantanti rinomati. La domenica, dopo le messe della mattina, e del pomeriggio, si svolge la suggestiva processione del Santo per le vie del paese, con al seguito le autorità cilvili e religiose, al termine della quale avviene "l'incendio del campanile". Il giorno dopo vi è la processione della santa, e a partire dalla mezzanotte la gara pirotecnica più importante della Campania, che illumina la notte estiva montefalcionese. Al termine dei fuochi, avviene la premiazione nella piazza principale. Il tutto si conclude non prima delle 5 am del giorno dopo. Caratteristica di ogni processione che si svolge nel paese (esclusa quella del venerdì santo), è la cosiddetta "asta dei santi". Infatti al momento dell'uscita del simulacro, si svolge un'asta che vede coinvolte quelle persone che desiderano portare a spalla il santo. Colui che offre di più porta a spalla la statua per il tratto processionale, i soldi andranno al comitato festa che li investirà per la festività dell'anno successivo. Questa festa vede la partecipazione oltre che del popolo, anche di molti turisti ed emigranti all'estero.

San Feliciano[modifica | modifica sorgente]

Gli ultimi tre giorni di maggio si svolgono i festeggiamenti in onore di San Feliciano martire, santo a cui i montefalcionesi sono molto legati per la presenza delle reliquie nella chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore, annessa all'ex-monastero dei Benedettini di Montevergine, oggi sede del comune.

Persone legate a Montefalcione[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 414.
  4. ^ Edoardo Spagnuolo, La rivolta di Montefalcione, storia di un'insurrezione popolare durante l'occupazione piemontese, Ed. Nazione Napoletana, 1997, pp. 159
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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