Calitri

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Calitri
comune
Calitri – Stemma
Calitri – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Antonio Gerardo Rubinetti (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°54′11″N 15°25′53″E / 40.903056°N 15.431389°E40.903056; 15.431389 (Calitri)Coordinate: 40°54′11″N 15°25′53″E / 40.903056°N 15.431389°E40.903056; 15.431389 (Calitri)
Altitudine 601 m s.l.m.
Superficie 100,88 km²
Abitanti 4 866[1] (31-12-2012)
Densità 48,24 ab./km²
Frazioni Calitri Scalo
Comuni confinanti Andretta, Aquilonia, Atella (PZ), Bisaccia, Cairano, Pescopagano (PZ), Rapone (PZ), Rionero in Vulture (PZ), Ruvo del Monte (PZ)
Altre informazioni
Cod. postale 83045
Prefisso 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064015
Cod. catastale B415
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti calitrani
Patrono San Canio
Giorno festivo 25 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calitri
Sito istituzionale

Calitri (Caletrium o Aletrium in latino, Calìtre in dialetto locale) è un comune italiano di 4.866 abitanti[2] della provincia di Avellino in Campania situato lungo le rive del fiume Ofanto. Capoluogo della Comunità montana Alta Irpinia.[3] È il terzo paese per dimensioni territoriali della provincia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Situato su una collina a 601 metri di altezza,[4] in Provincia di Avellino, confina con la Basilicata. Il territorio di Calitri è attraversato dal fiume Ofanto e da tre suoi affluenti: Ficocchia, Cortino (o Isca) e Orata.[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime tracce della presenza umana nel territorio di Calitri risalgono al Neolitico, cui appartengono alcuni utensili in selce levigata conservati presso il Museo Irpino di Avellino. Il nome di Calitri deriva dal toponimo greco Alètrion derivante dall'originario Alètriom etrusco, che in epoca romana sarà Aletrium poi Caletrum e, infine, Calitri. Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), elencando le popolazioni irpine, parla della colonia degli Aletrini, dando conferma della presenza di una comunità nella zona dove sorge Calitri. Nel periodo medioevale, Calitri è uno dei tanti centri sottoposti all'amministrazione longobarda prima e normanna e sveva poi. Proprio sotto queste due dinastie l'insediamento calitrano conosce un periodo di crescita e prosperità. Al tramonto dell'Impero romano, la storia di Calitri è strettamente legata alle diverse sorti che nei secoli vivrà l'ampio feudo di Conza, importante punto strategico del meridione.

Durante la dominazione normanna, il feudo di Calitri venne affidato ai Balvano, mentre sotto il regno di Federico II di Svevia appartenne al regio demanio. Nel 1304 Calitri passò ai Gesualdo, principi di Venosa che ne ebbero il possesso per tre secoli. Con i Gesualdo, Calitri conobbe la sua epoca d'oro e l'antico castello venne trasformato in una sontuosa dimora signorile. Dopo i Gesualdo, Calitri passò ai Ludovisi che, nel 1676, lo cedettero alla famiglia Mirelli. Durante il terremoto dell'8 settembre 1694 il famoso castello di Calitri fu completamente distrutto e morì il principe Mirelli. I superstiti della famiglia Mirelli optarono per l'abbandono dei ruderi in cima alla collina ricostruendo il palazzo baronale più a valle. L'area del castello divenne, dal XVIII secolo in poi, oggetto di grosse modifiche fino ad essere completamente abbandonata a sé stessa.

Nel 1784 vi venne esposta, sulla porta di Nanno, la testa del brigante Angelo Duca, che aveva imperversato nella zona con scontri vittoriosi contro l'esercito borbonico, giustiziato a Salerno [6].

Dopo l'unità d'Italia la storia di Calitri si confonde con quella di tanti altri centri dell'Italia meridionale: brigantaggio, emigrazione, latifondismo baronale, lotte per la spartizione della terra. Nel 1861 fu conquistata dagli uomini del brigante lucano Carmine Crocco, assieme ad Aquilonia e Sant'Andrea di Conza. Nel 1910 e nel 1930 dei sismi di notevole magnitudo colpirono Calitri; nella Prima guerra mondiale Calitri diede un notevole contributo alla causa nel 1915 e nel 1918, nel 1924 eressero una Vittoria Alata che ricorda le 120 vittime del conflitto. Nel ventennio fascista vennero realizzate molte opere pubbliche. Nel febbraio 1941 è stata teatro dell'Operazione Colossus. Nel 1943 arrivarono le truppe tedesche che distrussero molti ponti tra cui quello sull'Ofanto. L'8 settembre, giorno in cui si celebra la natività della Beata Vergine Maria (giorno di festa per i calitrani), una radio annunciò che l'Italia aveva chiesto l'armistizio: i calitrani pensarono alla fine della guerra, ma a Calitri si combatterà, comunque, una battaglia contro i Tedeschi in ritirata. La mattina del 29 settembre dello stesso anno, dei facinorosi si rivoltarono e malmenarono l'allora sindaco conte Salvatore Zampaglione e l'ex podestà, saccheggiarono lo stesso palazzo e uccisero alcuni componenti della famiglia Ricciardi. Nel Secondo dopoguerra ai vertici nazionali c'era la Democrazia Cristiana, tra cui spiccò Salvatore Scoca che fu più volte ministro; Calitri risentì con lieve ritardo anche del boom economico: in quegli anni Calitri divenne il più importante centro dell'Alta Irpinia grazie al potere attirante dei suoi istituti scolastici (Scuola Media, ITC, Istituto d'Arte, Liceo Scientifico, Istituto Professionale). Negli anni sessanta la SALCA, fabbrica locale produttrice di laterizi, conobbe uno sviluppo crescente, tuttavia ciò non evitò l'emigrazione verso il Settentrione e l'Europa. Il terremoto catastrofico del 23 novembre 1980 provocò due decessi e l'inagibilità di gran parte del centro storico.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— 23 novembre 1980

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Canio[modifica | modifica sorgente]

Già presente nell'VIII secolo all'interno delle mura, dedicata ai protomartiri Cosma e Damiano, divenne nel 799 sede delle reliquie di San Canio. Nel 1547 venne riedificata a spese del comune, però poi fu distrutta dal terremoto del 1694. Nel 1747 avvenne la ricostruzione, ma resa pericolante da una frana venne riadattata al culto Purtroppo altri terremoti ed un lento movimento franoso ne minarono la stabilità, per cui, eseguite vanamente nel tempo alcune riparazioni, si decise nel 1881 di demolirla. Nel 1883, demolita la Chiesa, vi furono lavori di sistemazione della piazza che, dopo il terremoto del 1910, subì diverse modifiche, fino all'attuale sistemazione. Subito dopo la demolizione della Chiesa, in Consiglio Comunale si cominciò a dibattere il problema della sua ricostruzione, anche perché la Cappella dell'Annunziata, che nel frattempo fungeva da Chiesa parrocchiale, risultava troppo angusta. Solamente nel 1921 venne deliberata la costruzione della nuova chiesa in largo Croce, attuando un progetto che prevedeva la costruzione dell'abside, della crociera e di un campanile provvisorio; i lavori furono portati a termine nel 1924. La nuova chiesa fu ivi edificata nei primi anni trenta, e dopo il secondo conflitto mondiale (1965) fu ampliata e portata da una a tre navate. Danneggiata nuovamente dal terremoto del 1980, fu ricostruita e - nel 1993 - riaperta al culto. Oltre all'altare maggiore in marmo intarsiato del XVIII secolo, sugli altari e sulle pareti delle navate laterali si possono ammirare pregevoli tele del XVIII secolo (l'Apoteosi di S. Canio, l'Adorazione del SS. Sacramento, la Madonna con Bambino, la Presentazione al Tempio, e la Madonna Assunta). In fondo alle navate laterali vi sono due altari: uno ospita una statua del Sacro Cuore; l'altro, la statua del patrono S. Canio.[7]

Chiesa dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica sorgente]

La chiesa venne aperta al culto nel 1714, sul poggio di San Biagio. Vi si istituì l'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione, le cui Regole furono approvate da Carlo di Borbone nel 1759.
Nel 1840, fu, per la prima volta, utilizzata come sepolcro. Fu danneggiata gravemente dal terremoto del 1980, poi venne successivamente riedificata; la facciata rimase indenne, come pure originali sono il portale d'ingresso e i due portali laterali in pietra.[8]

Chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Lucia

È una piccola chiesa eretta intorno al 1580. All'interno sono custodite due statue riguardanti Santa Lucia. Ogni anno si celebrano due messe: il 31 agosto e il 13 dicembre.[9]

Chiesa di San Berardino[modifica | modifica sorgente]

È situata nel rione più antico di Calitri. Fu eretta attorno al XVI secolo come cappella laicale, a testimonianza della carità di alcuni cittadini verso i meno abbienti. Al suo interno, oltre ad una statua di San Berardino, è conservata una statua della Madonna, proveniente dall'Abbazia di S. Maria in Elce; pregevole il portale in pietra.[10]

Chiesa di Sant'Antuono (Sant'Antonio Abate)[modifica | modifica sorgente]

Fu costruita sulle rovine di una vecchia chiesa (risalente probabilmente al XIV o XV secolo) nel 1739, a spese della famiglia Natale, che volle dedicarla a Sant'Antonio Abate. La chiesa più antica, forse completamente distrutta dal terremoto del 1694, era più grande di quella edificata più tardi.[11]

Chiesa di Sant'Antonio da Padova[modifica | modifica sorgente]

È situata nel rione Cascina, fu costruita nel 1638 e distrutta dal terremoto del 1694. L'esterno della chiesa fu quindi completamente rifatto in epoca successiva. L'attuale portale è proveniente dall'antica cappella di S. Rocco che dalla metà dell'Ottocento venne inglobata da abitazioni e magazzini dell'attuale corso Matteotti.[12]

Chiesa del Calvario[modifica | modifica sorgente]

È situata su una collinetta detta Calvario. Fu fatta erigere da un esponente della famiglia Gervasi di ritorno da una crociata in Terra Santa. Costruita originariamente con la facciata verso sud, nella ristrutturazione successiva al terremoto del 1910 cambiò orientamento, e la facciata fu direzionata a Ovest. Ogni venerdì santo è meta della processione che rappresenta la passione di Gesù Cristo.[13]

Chiesa dell'Assunta[modifica | modifica sorgente]

È l'unica chiesa della frazione di Calitri Scalo. Eretta per volontà di Salvatore Scoca nel 1953.[12]

Chiesa della Madonna della foresta[modifica | modifica sorgente]

È una piccola chiesetta di campagna meta di pellegrinaggio nelle domeniche di maggio.[14]

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Monumento ai Caduti[modifica | modifica sorgente]

La costruzione del Monumento ai "Caduti di tutte le guerre" iniziò nel 1918 e fu inaugurato nel 1924, con annessa area del Parco "Parco della Rimembranza".

Monumento all' emigrante[modifica | modifica sorgente]

Realizzato dallo scultore Fulvio Moscaritolo è ispirato agli emigranti che da Calitri sono andati a cercare fortuna in giro per il mondo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[15]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 risultano residenti nel comune di Calitri 122 cittadini stranieri provenienti da 14 nazioni.[16] Le comunità più numerose sono:

Tradizioni e folklore[modifica | modifica sorgente]

Il 25 maggio viene festeggiato il Santo patrono, San Canio, che viene portato in processione per le vie del paese, processione che viene poi ripetuta anche il 1º settembre. L'8 settembre, invece, viene celebrata la natività della Beata Vergine Maria, festa particolarmente sentita dalla comunità calitrana, con la statua dell'Immacolata anch'essa portata per le vie del paese. Altre processioni avvengono il 31 agosto (Santa Lucia) e il 7 settembre (San Vito). Per le ricorrenze di Santa Lucia, San Canio (solo a settembre), San Vito e Immacolata Concezione i comitati addetti organizzano anche feste di paese con bancarelle, giostre e concerti di piazza. Il venerdì prima di Pasqua, partendo dalla chiesa dell'Immacolata Concezione, si porta una statua che rappresenta Gesù morente fino al colle del Calvario, accompagnato dalla statua della Madonna Addolorata.

In tutte le processioni gli appartenenti alla Confraternita dell'Immacolata indossano una tunica bianca, cinta da un cordone azzurro, e un mantellino azzurro. Durante la processione della Via Crucis viene aggiunta una corona di spine sul capo e alcuni portano anche una croce di legno sulle spalle.

A Natale, nel centro storico, si tiene una rappresentazione della Natività nel contesto degli antichi mestieri tradizionali del paese.

Leggende e credenze[modifica | modifica sorgente]

Diverse sono le creature dell'immaginario popolare che abitano Calitri:

Scazzamauriegghiə[modifica | modifica sorgente]

Lo Scazzamauriegghjə' è un folletto che indossa un berretto rosso. Dotato del potere dell'invisibilità, della lettura del pensiero oltre alla facoltà di penetrare nelle case anche attraverso il muro, spesso entra sotto mentite spoglie (ad esempio quelle di un animale). Una volta entrato, si nasconde nell'angolo più oscuro e spaventa gli inquilini iniziando a sconvolgere la casa. Altra sua caratteristica è il notevole peso: più diventa piccolo e più pesa. È solito salire sul petto delle persone mentre queste dormono, e sulle spalle di quelle sedute, se ne avverte la presenza per il forte peso, ma non si riesce a vederlo perché scompare e ricompare dove vuole senza mai camminare.[17]

Leggenda della Criatura r' la Cupa[modifica | modifica sorgente]

Un giovane contadino, tornando dalla campagna, camminava col suo asino nei pressi del torrente Cortino, in località Cupa. Gli unici rumori udibili erano il canto del giovane ed il rumore degli zoccoli del suo asino. Ad un tratto, udì un vagito: il contadino trovò fra i cespugli una bimba, la prese in braccio e continuò a camminare. Ma passo dopo passo la piccola pesava sempre di più, tanto da non riuscire più a reggerla, e il contadino la posò a terra; quando andò a riprenderla, notò che la bambina, che ormai aveva assunto sembianze mostruose, rideva di un ghigno beffardo. Il contadino, pensando che si trattasse di un demonio, fuggì via. Il giorno dopo il giovane fu costretto a letto da una febbre altissima. Altri due aneddoti si raccontano sulla "criatura rə la Cupa". Il primo racconta che, catturatala, alcuni uomini notassero una folta peluria sul viso di lei. Il secondo narra che, dopo averla catturata, alcuni uomini erano sul punto di buttarla in un burrone ma alla fine desistettero perché la bambina recava delle croci sulle scarpe.[18]

Leggenda del tesoro di San Zaccaria[modifica | modifica sorgente]

Quello di San Zaccaria era un vecchio casale diroccato, luogo desolato, ricco di grotte e anfratti, situato ai margini del bosco di Castiglione, che incuteva timore ai viandanti. Secondo la leggenda, dei cittadini che vivevano in quei luoghi furono barbaramente uccisi da ladroni, che poi si sterminarono a vicenda, avidi del prezioso bottino. Il tesoro, durante le lotte, venne nascosto ed affidato ai demoni che lo posero nelle grotte sottostanti le rovine di San Zaccaria. Le ricchezze erano lì, a portata di mano, ma chi provò a prenderle si rese conto che più si scavava, più il tesoro veniva portato giù dai demoni. Per impossessarsi del bottino bisognava scendere a patti con il diavolo, promettendogli l'anima.[19]

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Calitri è stato eletto, nel 2010, dalla giuria di International Living il quinto paese al mondo ed il primo in Italia dove i pensionati vivono meglio.[20]. Dall'inizio del secondo decennio degli anni duemila si sta registrando un incremento del turismo straniero nella cittadina. La risonanza dello storico risultato di livello internazionale per il paese avellinese si è amplificata in televisione, in seguito ad un servizio del TG1[21].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Comunale

Scuole[modifica | modifica sorgente]

A Calitri sono presenti una scuola dell'infanzia, una scuola primaria, una scuola secondaria di primo grado. I tre istituti superiori sono stati unificati e intitolati ad Angelo Maria Maffucci.

  • Istituto tecnico commerciale Angelo Maria Maffucci;
  • Liceo scientifico, in precedenza intitolato a Leonardo Da Vinci,
  • Liceo artistico, ex Istituto statale d'arte, precedentemente intitolato a Salvatore Scoca.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cultura gastronomica calitrana è secolare: i cingulə (affini ai cavatelli pugliesi) e le cannazzə (ziti spezzati), serviti con ragù e pecorino grattugiato, sono i piatti tipici per eccellenza assieme all'acqua sala che consiste in fette di pane bagnate con acqua bollente salata e poi arricchite con uova in camicia e olio soffritto con aglio e peperoncino piccante. Altri piatti ampiamente diffusi sono le lahanə (tagliatelle), talvolta anche bollite nel latte e condite con sugo di pomodoro e fagioli, e le aurecchiə rə preutə' (orecchiette), poi ancora gli scəlientə (vermicelli) e il baccalà alla walanegna, entrambi questi ultimi piatti conditi con sugo a base di olio soffritto con aglio e peperoncino piccante.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Palio di Calitri (nel mese di agosto)
  • Sagre gastronomiche
  • Rievocazione dei Gesualdo
  • il Presepe, Vicoli e Scarpegghia
  • Torneo Don Siro Colombo
  • Calitri Off-Road
  • Festa degll'Emigrante (inizio settembre)
  • Stracalitri - Memorial Don Siro Colombo (prima metà di agosto)
  • Fiera Interregionale (fine agosto/inizio settembre)
  • Calitri Sponz Fest

Persone legate a Calitri[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

Fra gli artigiani, come scalpellini fabbri e falegnami spiccavano per fama e professionalità i ceramisti. Fin dalla preistoria Calitri ha tracce culturali sull'ambito dell'argilla e ceramica, addirittura alcuni ben pensanti signori del posto dispose l'affinazione delle tecniche di lavorazione della maiolica importando intere famiglie di artigiani. Questi erano originari di Faenza e per questo venivano chiamati "i faenzari", ed essi dimoravano alla fine della stessa via detta appunto "dei faenzari". Non essendo questo lavoro particolarmente redditizio spesso veniva integrato col lavoro dei campi. Accanto all'arte della ceramica, era sviluppato l'artigianato legato al ricamo, attività diffusa capillarmente, anche se priva di caratteri prettamente locali ma comunemente diffusa in tutta l'area.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni del secolo XX la più grande industria della zona è stata la S.A.L.C.A. (Società Anonima Laterizi Ceramiche affini) creata l'11 settembre 1921.Presenti diverse medie industrie da esportazione intercontinentali di materiali semi artigianali industriali di ceramiche di vario genere e di terracotte da giardino e vivaio, ad esempio la s.d.f.Company F.Cicoira & A.Luongo. A seguito del terremoto dell'Irpinia del 1980 a Calitri venne attuato un piano per lo sviluppò dell'area industriale. Ancor oggi sede di numerose aziende è rimasta la zona industriale con più fabbriche chiuse di tutta l'Alta Irpinia.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Anche se ancora in fase embrionale, il turismo sta diventando pian piano parte integrante dell'economia locale. È stato per diverso tempo prevalentemente di carattere estivo ma nel corso del tempo, anche se ancora con numeri non paragonabili alle zone turistiche vere e proprie, sta mutando in turismo permanente ossia distribuito durante tutto l'arco dell'anno.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Calitri è interessata dalla Strada statale 401 dell'Alto Ofanto e del Vulture che collega Avellino alla Basilicata e alla Puglia e dalla Strada statale 399 di Calitri che collega la S.S. 401 con la Strada statale 303 del Formicoso.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La località era servita dalla Stazione di Calitri-Pescopagano, posta sulla linea Avellino-Rocchetta Sant'Antonio sospesa al servizio viaggiatori dal 12/12/2010.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il territorio fa parte della Comunità montana Alta Irpinia.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Attualmente l'unica squadra di calcio del paese è la Polisportiva Calitri. Venne fondata nel 1969 negli anni '90, ha vinto la Promozione Campania-Molise 1990-1991 e il Campionato Interregionale 1991-1992, l'attuale Serie D. Milita nel campionato regionale di Seconda Categoria e disputa le partite casalinghe allo stadio comunale San Sebastiano.[23]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Calitri fu epicentro del sisma del 1910.[24]
  • Giuseppe Ungaretti gli ha dedicato una poesia dal titolo "Acquaforte", poi cambiato in "Calitri".[25]
  • Nel film Fuori in 60 secondi l'attore Christopher Eccleston interpreta un personaggio di nome "Raymond Calitri".
  • Calitri ha tentato durante la sagra della "Scarpegghia'" di battere il record della salsiccia più lunga del mondo ma ha fallito per pochi centimetri, ha però conseguito il record europeo battendo il precedente che fu stabilito in Romania.[26]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Dato Istat al 31/12/2012.
  3. ^ Comunità Montana Alta Irpinia Cmaltairpinia.it
  4. ^ Sito Ufficiale ComuneCalitri.gov
  5. ^ Sito Ofanto Ofanto.info.
  6. ^ Angelo Martino Angelo Duca “ brigante sociale” massacrato senza processo dai Borbone, Nuovo Monitore Napoletano, 30 ottobre 2013
  7. ^ Chiesa San Canio Calitritradizioni.it
  8. ^ Chiesa Immacolata Concezione Calitritradizioni.it
  9. ^ Chiesa Santa Lucia Calitritradizioni.it
  10. ^ Chiesa San Berardino Calitritradizioni.it
  11. ^ Chiesa Sant'Antuono Calitritradizioni.it
  12. ^ a b Chiesa Sant'Antonio da Padova e Chiesa dell'Assunta Calitritradizioni.it
  13. ^ Chiesa del Calvario Calitritradizioni.it
  14. ^ Chiesa Madonna della Foresta Calitritradizioni.it
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Dati ISTAT Demo.istat.it
  17. ^ Scazzamauriegghiə Calitritradizioni.it
  18. ^ Criatura rə la Cupa Calitritradizioni.it
  19. ^ Il tesoro di San Zaccaria Calitritradizioni.it
  20. ^ (EN) I migliori nove posti al mondo per ritirarsi a vivere dopo la pensione in International Living, 11 febbraio 2010. URL consultato il 12-07-2010.
  21. ^ Servizio Tg1 Calitri.net
  22. ^ Lavena Ponte Tresa Comune-italia.it
  23. ^ Polisportiva Calitri Calitri.net
  24. ^ Terremoto del 1910. Calitritradizioni.it
  25. ^ Ungaretti e Calitri Galcilsi.it
  26. ^ Calitri - Salsiccia da record: dal primato alla brace in IrpiniaNews, 17 gennaio 2009. URL consultato il 23-04-2009.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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