Calitri

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Calitri
Calitri - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia: stemma Avellino
Coordinate: 40°54′11″N 15°25′53″E / 40.90306, 15.43139Coordinate: 40°54′11″N 15°25′53″E / 40.90306, 15.43139
Altitudine: 530 m s.l.m.
Superficie: 100,88 km²
Abitanti:
5.292 31-12-2007
Densità: 52 ab./km²
Frazioni: Calitri scalo 
Comuni contigui: Andretta, Aquilonia, Atella (PZ), Bisaccia, Cairano, Pescopagano (PZ), Rapone (PZ), Rionero in Vulture (PZ), Ruvo del Monte (PZ)
CAP: 83045
Pref. telefonico: 0827
Codice ISTAT: 064015
Codice catasto: B415 
Class. sismica: zona 1 (sismicità elevata-catastrofica)
Nome abitanti: calitrani 
Santo patrono: San Canio 
Giorno festivo: 25 maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Calitri è un comune di 5.292 abitanti della provincia di Avellino.

Indice

[modifica] Storia

Le prime tracce della presenza umana nel territorio di Calitri risalgono al Neolitico, cui appartengono alcuni utensili in selce levigata conservati presso il Museo Irpino di Avellino. Il nome di Calitri risale al toponimo greco "Alètrion" derivante dall'originario "Alètriom" etrusco, che in epoca romana sarà "Aletrium" poi "Caletrum" ed, infine, "Calitri".

Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), elencando le popolazioni irpine, parla della colonia degli Aletrini, dando conferma della presenza di una comunità nella zona dove sorge Calitri.

Nel periodo medioevale, Calitri è uno dei tanti centri sottoposti all'amministrazione Longobarda prima e Normanna e Sveva poi. Proprio sotto queste due dinastie l'insediamento calitrano conosce un periodo di crescita e prosperità.

Al tramonto dell'Impero romano, la storia di Calitri è strettamente legata alle diverse sorti che nei secoli vivrà l'ampio feudo di Conza, importante punto strategico del meridione.

Durante la dominazione normanna, il feudo di Calitri venne affidato ai Balvano, mentre sotto il regno di Federico II di Svevia appartenne al regio demanio.

Nel 1304 Calitri passò ai Gesualdo, principi di Venosa che ne ebbero il possesso per tre secoli. Con i Gesualdo, Calitri conobbe la sua epoca d'oro e l'antico castello venne trasformato in una sontuosa dimora signorile.

Dopo i Gesualdo, Calitri passò ai Ludovisi che, nel 1676, lo cedettero alla famiglia Mirelli. Durante il terremoto dell'8 settembre 1694 il famoso castello di Calitri fu completamente distrutto e morì il principe Mirelli. I superstiti della famiglia Mirelli optarono per l'abbandono dei ruderi in cima alla collina ricostruendo il palazzo baronale più a valle. L'area del castello divenne, dal XVIII secolo in poi, oggetto di grosse modifiche fino ad essere completamente abbandonata a sé stessa.

Dopo l'unità d'Italia la storia di Calitri si confonde con quella di tanti altri centri dell'Italia meridionale: brigantaggio, emigrazione, latifondismo baronale, lotte per la spartizione della terra. Nel 1861 fu conquistata dagli uomini del brigante lucano Carmine Crocco, assieme ad Aquilonia e Sant'Andrea di Conza.

Nel 1910 e nel 1930 dei sismi di notevole magnitudo colpirono Calitri; nella Prima Guerra Mondiale Calitri diede un notevole contributo alla causa nel 1915 e nel 1918,nel 1924 eressero una Vittoria Alata che ricorda le 120 vittime del conflitto. Nel ventennio fascista vennero realizzate molte opere pubbliche.

Nel 1943 arrivarono le truppe tedesche che distrussero molti ponti tra cui quello sull'Ofanto. L'8 settembre, giorno in cui si celebra la natività della Beata Vergine Maria (giorno di festa per i calitrani), una radio annunciò che l'Italia aveva chiesto l'armistizio: i calitrani pensarono alla fine della guerra, ma a Calitri si combatterà, comunque, una battaglia contro i Tedeschi in ritirata. La mattina del 29 Settembre dello stesso anno, dei facinorosi si rivoltarono e malmenarono l'allora sindaco conte Salvatore Zampaglione e l'ex podestà, saccheggiarono lo stesso palazzo e uccisero alcuni componenti della famiglia Ricciardi.

Nel Secondo dopoguerra ai vertici nazionali c'era la Democrazia Cristiana, tra cui si distinse il concittadino Salvatore Scoca che fu più volte ministro; Calitri risentì con lieve ritardo anche del boom economico: in quegli anni Calitri divenne il più importante centro dell'Alta Irpinia grazie al potere attirante dei suoi istituti scolastici (Scuola Media, ITC, Istituto d'Arte, Liceo Scientifico, Istituto Professionale). Negli anni 1960 la SALCA, fabbrica locale produttrice di laterizi, conobbe uno sviluppo crescente, tuttavia ciò non evitò l'emigrazione verso il Settentrione e l'Europa.

Il terremoto catastrofico del 23 novembre 1980 fermò improvvisamente la vita del paese.

[modifica] Feste

Il 25 Maggio viene festeggiato il santo patrono, San Canio, che viene portato in processione per le vie del paese; l'8 settembre viene celebrata la natività della Beata Vergine Maria, anche essa portata per le vie del paese.

A Pasqua, partendo dalla chiesa dell'Immacolata Concezione, si porta una statua di Gesù sulla croce per le vie del paese: chi lo desidera può indossare un vestito bianco con una corona di spine in testa per simboleggiare Gesù.

A Natale, nel centro storico, si tiene una rappresentazione dei lavori antichi e della natività.

[modifica] Eventi

  • Calitri Off-Road
  • Palio di Calitri
  • Torneo Don Siro Colombo
  • Rappresentazione storica del periodo dei Gesualdo
  • Festa Gastronomica
  • Fiera Interregionale

[modifica] Gastronomia

La gastronomia calitrana tradizionale è molto piccante e poco elaborata: i cingul' (affini ai cavatelli pugliesi) sono il piatto tipico per eccellenza, ed anche le lahan' (tagliatelle) e le aurecch' du' u' preut' (orecchiette).

Altri piatti tipici sono le cannazze (ziti spezzati) servite con ragù e formaggio pecorino, gli sc'lient' (vermicelli) conditi con sugo a base di olio fritto con aglio e peperoncino piccante, il baccalà alla ualanegna', pietanza in tempi antichi prediletta dai bifolchi (ualan' significa proprio bifolco) che consiste in baccalà lessato e condito con sugo a base di olio fritto con aglio e peperoncino molto piccante, l'acqua sala' che consiste in fette di pane bagnate con acqua bollente che è stata leggermente salata sulle quali si versano olio o lardo fritti con aglio e peperoncino piccante.

[modifica] Religione

Sin dalla fondazione della città, la religione è stata il fulcro della vita sociale calitrana,l'elemento immancabile che scandiva la vita dei ceti sociali ricchi e poveri. Le cerimonie, celebrazioni,le feste e i riti costellavano la durata dell'anno solare. La grande fede popolare ha generato, nel corso dei secoli, numerose Congreghe ed associazioni religiose (la più famosa è quella dei "Confraternita dell'Immacolata Concezione" che organizza la processione di Pasqua, nonché costruzioni (chiese, monasteri, abbazie).

[modifica] Chiese

[modifica] San Canio

Già presente nel 8 secolo all'interno delle mura , dedicata ai protomartiri Cosma e Damiano, divenne nel 799 sede delle reliquie di San Canio. Nel 1547 venne riedificata a spese del comune,però poi fu distrutta dal terremoto del 1694. Nel 1747 avvenne la ricostruzione,ma resa pericolante da una frana venne riadattata al culto Purtroppo altri terremoti ed un lento movimento franoso ne minarono la stabilità, per cui, eseguite vanamente nel tempo alcune riparazioni, si decise nel 1881 di demolirla. Nel 1883, demolita la Chiesa, vi furono lavori di sistemazione della piazza che, dopo il terremoto del 1910, subì diverse modifiche, fino all'attuale sistemazione. Subito dopo la demolizione della Chiesa, in Consiglio Comunale si cominciò a dibattere il problema della sua ricostruzione, anche perché la Cappella dell'Annunziata, che nel frattempo fungeva da Chiesa parrocchiale, risultava troppo angusta. Solamente nel 1921 venne deliberata la costruzione della nuova chiesa in largo Croce, attuando un progetto che prevedeva la costruzione dell'abside, della crociera e di un campanile provvisorio; i lavori furono portati a termine nel 1924. La nuova chiesa fu ivi edificata nei primi anni '30, e dopo il secondo conflitto mondiale (1965) fu ampliata e portata da una a tre navate. Danneggiata nuovamente dal terremoto del 1980, fu ricostruita e - nel 1993 - riaperta al culto. Oltre all'altare maggiore in marmo intarsiato del XVIII secolo, sugli altari e sulle pareti delle navate laterali si possono ammirare pregevoli tele del XVIII secolo (l'Apoteosi di S. Canio, l'Adorazione del SS. Sacramento, la Madonna con Bambino, la Presentazione al Tempio, e la Madonna Assunta). In fondo alle navate laterali vi sono due altari: uno ospita una statua del Sacro Cuore; l'altro, la statua del patrono S. Canio.

[modifica] Immacolata Concezione

La chiesa venne aperta al culto nel 1714, sul poggio di S. Biagio. Vi si istituì l'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione, le cui Regole furono approvate da Carlo di Borbone nel 1759.
Nel 1840, fu, per la prima volta, utilizzata come sepolcro. Fu danneggiata gravemente dal terremoto del 1980,poi venne successivamente riedificata; la facciata rimase indenne, come pure originali sono il portale d'ingresso e i due portali laterali in pietra.

[modifica] Santa Lucia

È una piccola chiesa eretta intorno al 1580. All'interno sono custodite 2 statue riguardanti la santa. Ogni anno si celebrano 2 messe: il 31 agosto e il 13 dicembre.

[modifica] Assunta

È l'unica chiesa della frazione di Calitri Scalo. Eretta per volontà di Salvatore Scoca nel 1953.

[modifica] Artigianato

Fra gli artigiani, spiccavano per fama e professionalità i ceramisti. Questi erano originari di Faenza e per questo venivano chiamati "i faenzari", ed essi dimoravano nella stessa via detta appunto "dei faenzari". Non essendo questo lavoro particolarmente redditizio spesso veniva integrato col lavoro dei campi. Accanto all'arte della ceramica, era sviluppato l'artigianato legato al ricamo, attività diffusa capillarmente, anche se priva di caratteri prettamente locali.

[modifica] Sport

La Polisportiva Calitri che ha vissuto il suo momento di notorietà nazionale negli anni 90' attualmente milita nel campionato regionale di prima categoria venne fondata nel 1969 dal Peppino Di Milia.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro al Merito Civile

«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— 23 novembre 1980

[modifica] Curiosità

Calitri ha recentemente tentato durante la saga denominata "Della Scarpheggia'" di battere il record della salsiccia più lunga del mondo ma ha fallito per pochi centimetri, ha, però, battuto il precedente record europeo stabilito in Romania[1].

[modifica] Personalità legate a Calitri

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Giuseppe Di Milia (centrosinistra) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0827 30104
Posta elettronica: comunecalitri@tiscalinet.it

[modifica] Note

  1. ^ (IT) «Calitri - Salsiccia da record: dal primato alla brace». IrpiniaNews, 17-01-2009. URL consultato in data 23-04-2009.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali