Nusco

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Nusco
comune
Nusco – Stemma Nusco – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Ciriaco De Mita (UdC) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 40°53′13″N 15°05′02″E / 40.886944°N 15.083889°E40.886944; 15.083889 (Nusco)Coordinate: 40°53′13″N 15°05′02″E / 40.886944°N 15.083889°E40.886944; 15.083889 (Nusco)
Altitudine 914 m s.l.m.
Superficie 53,6 km²
Abitanti 4 280[1] (30-09-2011)
Densità 79,85 ab./km²
Frazioni Ponteromito
Comuni confinanti Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Castelfranci, Lioni, Montella, Montemarano, Sant'Angelo dei Lombardi, Torella dei Lombardi
Altre informazioni
Cod. postale 83051
Prefisso 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064066
Cod. catastale F988
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti nuscani
Patrono sant'Amato di Nusco
Giorno festivo 28 maggio e 30 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nusco
Sito istituzionale

Nusco (Nùscu in dialetto nuscano[2]) è un comune italiano di 4 280 abitanti[3] della provincia di Avellino.

Fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Nusco è sito su un monte tra Montella e Lioni, lungo la linea spartiacque appenninica, tra le valli dell'Ofanto e del Calore (affluente del Volturno) nei loro corsi superiori. È definito balcone dell'Irpinia, poiché dagli spalti del suo castello diruto o dai viali che costeggiano il paese si può ammirare un panorama stupendo il cui vasto orizzonte spazia dal massiccio del Vulture alla cima del Montagnone di Nusco, al Terminio, al Partenio, al Taburno, al Matese e verso i Dauni.

È il terzo tra i comuni più alti della Provincia di Avellino (dopo Trevico e Guardia Lombardi).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Nusco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del secolo XI, Nusco acquistò il titolo di "civitas" o perché città ducale o perché eretta a sede vescovile. Ne fu primo vescovo sant'Amato, nativo del luogo, che ancora oggi ne è il Patrono; in cattedrale si conservano le sue sacre ossa e la "Chartula Iudicati", del settembre 1093, scritta in caratteri longobardi beneventani.

Durante il Medioevo il Castello di Nusco fu una fortezza sicura e diede protezione e riparo a Guglielmo, ultimo duca di Puglia, nel 1122, e a Manfredi, nel 1254. Ebbe un ruolo storico di primo piano fra le comunità dell'Alta Irpinia fino alla metà del secolo XVII quando perse il ruolo di centro del feudo.

La peste del 1656, che uccise più di un terzo dei suoi abitanti, diede un duro colpo allo sviluppo della sua popolazione. Dal secolo XII al 1806 in Nusco si avvicendarono feudatari appartenenti alle famiglie più illustri del Regno di Napoli, tra le quali i De Tivilla, i D'Aquino, i De Gianvilla e gli Imperiale. La storia civile della cittadina, comunque, è strettamente legata a quella ecclesiastica, in quanto, essa, nel complesso, è strettamente correlata alla presenza di Vescovi piuttosto che a quella dei feudatari. Sulla cattedrale vescovile, infatti, si sono succeduti almeno 67 Vescovi, tutti storicamente accertati. Grazie alla loro opera vi è fiorito un prestigioso Seminario diocesano, dove hanno ricevuto la loro istruzione giovani di ogni parte della Provincia, speso distintisi sia in campo ecclesiastico che civile. Nei locali del Seminario vi è un'antica Biblioteca, ricca di volumi, aperta a tutti. Di grandissimo interesse storico, inoltre, è l'archivio della Curia Vescovile. Dell'antico Castello longobardo si conservano soltanto poche mura fra cui spiccano i resti imponenti della torre e dei lati esposti a settentrione. Recentissimi scavi, voluti fortemente dal nuovo parroco Don Dino Tisato, hanno portato alla luce affreschi difficilmente databili ed attualmente allo studio della Sovrintendenza ai Beni Ambientali.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La Concattedrale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Nusco.
Cattedrale di Nusco

L'ampia Cattedrale presenta una maestosa facciata di stile composito, costituita da grossi massi di pietra locale, debitamente squadrati e sistemati in epoche diverse nel rispetto del progetto originario. Sul lato nord sorge la torre dell'orologio (1891), mentre su quello a mezzogiorno si nota una lunga scritta del 1521; a fianco all'ingresso vi è il Campanile (alto 33 m). L'antico portale (1548), di stile rinascimentale e finemente lavorato, fu tolto nel 1886 per essere adattato sulla facciata della chiesa di S. Antonio fuori le mura. L'interno della Cattedrale, a tre navate con cappelle laterali e presbiterio e coro sopraelevati, fu spesso riattato; il suo aspetto attuale, comunque, è tipicamente settecentesco.

Edicola funeraria

Monumento della Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

All'ingresso del paese si ammira il bel monumento della Santa Croce (1619) in pietra locale, unico nel suo genere, per le varie raffigurazioni scolpite sulle sue varie parti. Esso consiste in una croce, su colonna monolitica scanalata sostenuta da quattro leoncini, e di un plinto con gli angoli in rilievo e le facce istoriate. E, simbolo della fede dei nuscani verso il loro patrono, il monumento a sant'Amato è situato nella piazza centrale del paese (1893).

Altri edifici di culto[modifica | modifica wikitesto]

Scavi archeologici castello longobardo

Fino al momento del sisma del 1980, oltre alla Cattedrale e ad una cappella privata, già della Famiglia della Saponara, erano ben cinque le chiese di Nusco nel solo centro urbano: la SS. Trinità, le cui strutture originarie rimontano alla fine del sec. XIV; e nel cui interno si possono ammirare due pregevoli affreschi dei quali uno tardo medioevale raffigurante, tra l'altro, un Cristo benedicente e una Annunciazione, l'altro, forse del sec. XVIII, rappresentante un'originale Deposizione con i santi Cosma e Damiano; Santa Maria Vetere, una delle parrocchie più antiche; San Giuseppe (1757), con la facciata tardo-barocca e un notevole altare di marmo intarsiato; San Rocco, con una facciata di stile neoclassico (oggi sconsacrata e sede dell'associazione "La Misericordia"); San Giovanni Evangelista, l'unica chiesa rimasta distrutta dal sisma. La chiesa di Sant'Antonio, inoltre, viene ricordata per il portale rinascimentale, già menzionato, e una statua del Santo, forse della fine del sec. XVII, attribuita a G. Colombo. Un'opera di particolare rilievo, infine, era la tela della Madonna col Bambino, della prima metà dei Seicento, che si venerava nella chiesa della Madonna delle Grazie, alla periferia del nucleo urbano e che è stata rubata anni or sono e sino ad ora non ritrovata.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Nusco, antico e glorioso maniero di epoca longobarda, fu costruito intorno al IX secolo. Dopo alterne vicende, tra le sue mura trovarono rifugio Guglielmo, ultimo duca di Puglia, e il re Manfredi, fu feudo dei De Aquino, Giamvilla, De Aczia, Caracciolo, Imperiale. L'adesione alla Repubblica Partenopea di Giulio Imperiale II, signore del castello, costò cara alla città. La restaurazione sanfedista (1799-1806) portò paura, scompiglio e morte.[senza fonte]

A Nusco, come scrive Giuseppe Passaro (Nusco, città dell'Irpinia, Tip. Napoletana 1974, p. 252), «Prima che vi arrivassero i soldati del Cardinale Ruffo scomparvero, dalle sale del castello, mobili, arazzi, specchiere, candelabri, armi, armature e furono svuotati i depositi di vettovaglie. Una volta saccheggiato fu poi dato alle fiamme.» Nel 1908 le mura perimetrali raggiungevano ancora l'altezza primitiva. L'interno del perimetro del castello ad oggi è oggetto di scavi archeologici che stanno riportando alla luce camere ed archi in pietra locale la cui esistenza era sino ad oggi soltanto supposta.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 a Nusco risultano residenti 64 cittadini stranieri[5]. La nazionalità più rappresentata è quella rumena con 20 persone.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Nusco è stata vista in particolare da tre pittori: G. Casciaro, S. Parisio Perrotti e G. Bicchetti.

Giuseppe Casciaro nacque ad Ortelle (Lecce) il 9 marzo 1861. Ebbe come primo maestro di disegno Paolo Emilio Stasi e frequentò l'Istituto di Belle Arti di Napoli. Epigono della Scuola di Posillipo, produsse con una fecondità instancabile, esponendo in Italia e all'estero ( Parigi, Bruxelles, Monaco nel 1905; San Francisco nel 1915 ). Più volte a Nusco, ospite di alcune famiglie patrizie, vi realizzò circa duecento opere, che gli esperti annoverano tra la sua produzione migliore. Come segno tangibile di affetto e riconoscenza, fu insignito della cittadinanza onoraria nuscana, con delibera consiliare del 31 dicembre 1910. Morì a Napoli il 25 ottobre 1941.

Salvo Parisio Perrotti nacque a Benevento il 19 maggio 1881. Marchese, capitano di vascello. In data 11 ottobre 1943 fu delegato dall'Allied Gouvernement Military a ricoprire, in Nusco, le funzioni podestarili. Conservò amichevoli e duraturi rapporti con l'ambiente nuscano. Morì a Napoli il 6 agosto 1963.

Generoso Bicchetti nacque a Boston (USA) il 13 giugno 1923 e fu Pittore, scultore e autodidatta. Alternò la sua creatività tra gli USA e l'Europa. Partecipò alle mostre della Zinni "S. Art Gallery (1955) e alla Regionale del Museo d'Arte di Filadelfia. Eseguì il plastico in creta di Papa Pio X, venduto alla Statuary Company-Pennsylvania, e creò il modello del leggendario eroe americano David Crockett. Negli anni 1962/63 espose alle mostre di via Margutta e del Brunellesco. Nusco, per essere la sua terra d'origine e di dimora, gli valse una vasta ed invidiabile attività pittorica. È morto a Bisaccia il 4 dicembre 1989.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Nusco, come l'Irpinia, è anche terra di ottimi piatti, poveri ma eccellenti al palato. Volendone citare alcuni: baccalà alla purtucaregna, paste fatte in casa come cicalucculi (gnocchetti), nucchitelli (farfalle), fusilli a ferretto, maccaronara e ravioli, patane e cucuzzielli, vraciole ri cotuca, puzzend (cotechino), gattò di patate, zerpole (frittelle di baccalà), pizza chiena, pastiera, struffoli, zeppole di San Giuseppe, taralli di Pasqua, tracchie, patane e pupaini, pizza fritta, soppressata e ricordiamo che il territorio di Nusco fa anche parte della zona per la raccolta della castagna di Montella IGP.

Persone legate a Nusco[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant'Amato di Nusco: nato nel 997 e morto nel 1093, primo Vescovo di Nusco, fu annoverato tra gli uomini più illustri dei suoi tempi per santità e dottrina.
  • Ruberto de Ponte: fu signore dei Castelli della Vipera e di Chiusano.
  • Francesco de Ponte: Reggente della Vicaria di Napoli e Conte di Morcone scrisse e stampò un libro intitolato "De Potestate" ed un altro "De origine et progressibus civitatis Nusci"; una copia di quest'ultima opera, assai logora dal tempo, si conserva nella libreria del monastero dei Padri Predicatori in Lucera.
  • Orazio de Ponte: fu Consigliere di Stato, Cancelliere di S. Giacomo e Marchese della Paluda.
  • Giovanni da Nusco: benedettino, fu cappellano e consigliere del Re Ruggiero, morì nel 1162, scrisse la vita di S. Guglielmo.
  • Aitardi di Nusco: giudice imperiale visse ai tempi del Re Manfredi.
  • Francesco de Ponte: nell'anno 1461 a richiesta di Giovannicola Gianvilla, conte di S. Angelo Lombardi e Signore di Nusco, compose un canto in ottava rima sulla vita di S. Amato, opera che fu poi stampato a Napoli nel 1543.
  • Stefano Moscatelli: secondo vescovo cittadino, eletto nel 1471 e morto nel 1486 fu seppellito in una cappella della cattedrale allora sotto il titolo di S. Pietro; ma nel rifacimento eseguita per monsignor De Arco, disfatto quel sepolcro, le ossa furono con solenne pietà e pompa depositate nel novello tumulo dallo stesso de Arco costruito pei vescovi. Una statua di marmo che lo rappresenta parato pontificalmente è collocata nella parete del pianerottolo della scala che mena al sotterraneo di S. Amato.
  • Guarino de Forma: fu padrone di Trevico (riportato da Falcone Beneventano nelle sue Cronache - Fol. 225).
  • Riccardo de Forma: il De Lollis, parlando di questi ultimi due, dice che da Nusco, loro patria, "sieno andati ad abitare a Piedimonte d'Alife, donde passarono in Napoli ad occupare posti eminenti".
  • Giovanni Lamberti: discendente dell'immortale famiglia Lamberti giunse ad essere principe di Salerno.
  • Amato Lamberti: arcivescovo di Salerno.
  • Pietro Antonio Cepalo: medico insigne, vissuto nel 1500 pubblicò varie opere.
  • Giovan Domenico Pepe: visse dopo la peste del 1656; si produsse col suo ingegno e fu Dottore in legge, Vice Duca e Governatore dello Stato di S. Angelo Lombardi, fu Cavaliere dello Speron d'oro e Conte Palatino.
  • D'Amato: arcidiacono della cattedrale di Nusco nel 1752 fu fatto vescovo di Lacedonia.
  • Niccolò de Mita: canonico chiaro per ogni virtù cristiana e per pietà. Nella cappella del Carmine della cattedrale vi ha un modesto monumento di egregio marmo nel luogo del suo sepolcro, morì nel 1785 di anni 89.
  • Amato Maria Santagata: Dottore in Sacra Teologia nel 1793 dette alle stampe la "Vita del Canonico de Mita" e con varie notizie sulla città di Nusco; fu pure Maestro dei Minori Conventuali.
  • Gaetano Maria De Sanctis: nato nel 1776 e morto nel 1842
  • Francesco Saverio Pepe: fu promosso alla carica di Procuratore Regio Civile presso il Tribunale di Prima Istanza in Napoli nel 1809; poi fu prescelto per uno dei Giudici del Tribunale di Appello anche in Napoli, e finalmente per Consigliere della Suprema Corte di Giustizia, nella quale dignità morì cieco in detta città nel 1837.
  • Giacomantonio Ciciretti: nato il 31 dicembre 1776 esercitò da prima con lode la medicina e la chirurgia, ma all'epoca dell'occupazione militare fu, per la sua perizia ed integrità di costume, nominato Luogotenente del Circondario di Nusco, e con decreto del 12 dicembre 1808 Giudice di Pace dello stesso Circondario. E volendo quindi proseguire la nobile carriera giudiziaria fu successivamente traslocato nei Circondari di Castelbaronia, Andretta, Montemarano, Bagnoli, Paternopoli. Dopo aver prestato onorato servizio per ben 37 anni, lasciando ovunque desiderio di sé per integrità di carattere e per sapienza giuridica, chiese ed ottenne la giubilazione cogli onori di giudice di prima classe.
  • Nunzio Maria della Vecchia: canonico della Cattedrale di Nusco, fu socio corrispondente di diverse accademie. Nel 1823 dette alle stampe le "Ricerche sulla vera posizione dei Campi Taurasini" e le "Memorie dell'antico Castello di Nusco".
  • Michele Natale: alla profondità dei suoi studi scientifici e letterari univa i più nobili sentimenti di patriottismo. Subì la carcere e poscia fu esiliato in Tunisi nel 1821. Fu insigne oratore tanto da meritar l'onore di predicare per ben sette volte nel Tempio di S. Pietro in Roma, scrisse anche opere pregevoli di matematiche, morì nel 1863.
  • Pasquale Astrominica: nato nel 1802, morì nel 1875. Canonico Teologo della cattedrale, versatissimo nelle scienze e nelle lettere fu uno dei più bravi discepoli di Basilio Puoti. Fece parte di varie Accademie estere e nazionali, quali l'Accademia Etrusca di Cortona, quella di Pistoia, di Arezzo, di Siena ecc. Insegnò in molti istituti e pubblicò per le stampe "L'Elogio Storico di S. Amato", e la "Versione dal francese della Mitologia comparata alla storia del Tressan" e le "Istituzioni di Algebra". Rimangono molte opere inedite.
  • Francesco Tedesco, più volte Ministro del Regno d'Italia , Deputato , Vice Presidente della Camera dei Deputati, Presidente della Provincia di Avellino ,Avvocato ,Consigliere di Stato ; compì i suoi primi studi al Seminario Vescovile di Nusco.
  • Luigi Tedesco ,Sacerdote , Professore Universitario di lettere , storia e geografia , autore di apprezzate opere letterarie ; compì i suoi primi studi al Seminario Vescovile di Nusco insieme al fratello S.E.il Ministro On. Avv.Francesco Tedesco
  • Francesco Cecchin, (Roma 1961-1979), attivista politico, sepolto presso il cimitero di Nusco nella cappella familiare.
  • Ciriaco De Mita, politico, deputato dalla IV alla XI legislatura e dalla XIII alla XV, Presidente del Consiglio dei Ministri dal 13 aprile 1988 al 22 luglio 1989, segretario della Democrazia Cristiana dal 1982 al 1989, parlamentare europeo nella VII legislatura, attuale sindaco della città.
  • Giuseppe De Mita, ex sindaco e attualmente deputato alla Camera.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2009 2014 Giuseppe De Mita Sindaco
2014 in carica Ciriaco De Mita Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte della Comunità montana Terminio Cervialto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 448.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Dati Istat - Popolazione straniera residente al 31/12/2010
  6. ^ Gemellaggio Tricarico Nusco. URL consultato il 3 febbraio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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