Concattedrale di Nusco

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Concattedrale di Sant'Amato
Concattedrale di Nusco
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Località Nusco
Religione Cattolicesimo
Diocesi Arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
Inizio costruzione XI secolo

La concattedrale di Sant'Amato, già cattedrale della diocesi di Nusco, è sita a Nusco: originariamente dedicata a Santo Stefano dal suo fondatore, sant'Amato, primo vescovo dell'antica diocesi di Nusco e patrono della città, è oggi dedicata a Sant'Amato stesso.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La concattedrale presenta una maestosa facciata di stile composito, costituita da grossi massi di pietra locale, debitamente squadrati e sistemati in epoche diverse nel rispetto del progetto originario. Sul lato nord sorge la torre dell'orologio (1891), mentre su quello a mezzogiorno si nota una lunga scritta del 1521; a fianco all'ingresso vi è il Campanile (alto 33 m). L'antico portale (1548), di stile rinascimentale e finemente lavorato, fu tolto nel 1886 per essere adattato sulla facciata della chiesa di S. Antonio fuori le mura. L'interno della Cattedrale, a tre navate con cappelle laterali e presbiterio e coro sopraelevati, fu spesso riattato; il suo aspetto attuale, comunque, è tipicamente settecentesco.

Edicola funeraria

Vi si possono ammirare: la Cripta, di stile romanico di transizione, probabilmente del sec. XIII, con volte a crociera e arcate a sesto acuto ribassato poggianti su grosse colonne, oggi quasi tutte coperte di stucco; il Pulpito ligneo dei Seicento, ottimamente lavorato, su cui si notano altorilievi e bassorilievi raffiguranti vari santi e simboli sacri; quattro mausolei per altrettanti vescovi; alcuni affreschi settecenteschi nella cripta, raffiguranti numerosi vescovi nuscani, e quelli della volta del coro, firmati dal Pennino. Una statua di marmo di Santo Stefano, del 1802, e un Calvario, opera di G. Leonetti, di epoca posteriore, si trovano in due cappelle laterali.

Cripta di S.Amato da Nusco

Pure di F. Pennino è l'immagine di Sant'Amato dipinta sul trono che, con la sedia vescovile, in legno intagliato e dorato, è un'autentica opera d'arte del Settecento. A parte alcuni bassorilievi in marmo o in legno e, in particolare, un ciborio di stile rinascimentale, sparsi un po' dovunque, in altre cappelle si trovano alcune interessanti tele di autori quali: la Madonna del Rosario di A. D'Asti, del 1721, restaurata nel secolo scorso, e altrettanti dipinti di M. Foschini, entrambi allievi del Solimena. Sono poi sistemate lungo i pilastri della navata centrale le non disprezzabili tele della via Crucis, del 1741, firmate dal D'Oranges, mentre alcune preziose statue d'argento, oggetti sacri e pezzi d'oreficeria, oltre ai ricchi paramenti sacri, quali le antiche pianete, si trovano conservate nella stanza del tesoro della cattedrale. Alcune tele, infine, di un certo valore artistico, sono reperibili nell'episcopio.

Nell'archivio della cattedrale è conservata la cosiddetta Chartula Iudicati, con la quale sant'Amato lasciò tutti i suoi averi all'allora neonata diocesi di Nusco.