Guglielmo II di Puglia

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Contea di Puglia e Calabria
Altavilla
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Guglielmo Braccio di Ferro
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Roberto il Guiscardo
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Guglielmo II (109528 luglio 1127) fu Duca di Puglia e Calabria dal 1111 al 1127..

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio e successore di Ruggero Borsa e di Adela di Fiandra, ex regina di Danimarca in quanto vedova di Canuto IV. Fu anche fratellastro di Carlo I, conte di Fiandra.

Oltre al titolo ducale di Puglia e Calabria, Guglielmo ereditò dal padre anche lo stesso carattere debole e inetto: durante il suo regno, egli dimostrò infatti tutta la sua inabilità al governo, che mise in pericolo la stabilità dei domini peninsulari degli Altavilla. Ben presto venne in conflitto col cugino Ruggero II di Sicilia, uno scontro risolto solo con l'intervento di papa Callisto II, che nel 1121 riuscì a pacificare i due rivali. Guglielmo e Ruggero giunsero ad un accordo, in base al quale il conte di Sicilia procurò al cugino uno squadrone di cavalieri con cui reprimere la rivolta del barone Giordano di Ariano. In cambio, Guglielmo abbandonò i propri possedimenti in Sicilia e Calabria. Nel 1125 ricevette dal papa Onorio II l'investitura del Ducato di Puglia e Calabria.

Nel 1114 aveva sposato Guaidalgrima, una figlia del conte Roberto di Alife, ma i due non ebbero figli. Alla sua morte, nel 1127, Guglielmo non aveva eredi legittimi e l'intero Mezzogiorno normanno fu ereditato dal cugino, il Gran Conte Ruggero, futuro Re di Sicilia.

Generalmente considerato una figura insignificante dagli storici moderni, Guglielmo fu molto rispettato dai propri contemporanei, fu popolare fra i suoi feudatari e lodato per la sua abilità militare.

Curiosità e leggende[modifica | modifica sorgente]

Nel 1125, appena trentenne si preoccupò di erigere il proprio mausoleo funebre nella cattedrale di Salerno: era un triste presagio, morì due anni dopo.

Secondo il cronista Romualdo Guarna, Guglielmo morì di morte naturale; secondo altri fu assassinato[senza fonte] in una congiura di palazzo.

Secondo la leggenda, la moglie Guaidalgrima, distrutta dal dolore, si recise i lunghi capelli biondi in segno di lutto - seguita nell'esempio da tutte le damigelle del suo seguito - e li pose sul sarcofago del marito, ancor oggi visibile nell'atrio della Cattedrale di Salerno. Da allora ogni 4 agosto, anniversario dell'evento, una farfalla dorata uscirebbe dal sarcofago e volerebbe tra le colonne dell'atrio prima di scomparire.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hubert Houben, Ruggero II di Sicilia: un sovrano tra Oriente e Occidente. Laterza, Roma 1999.
  • Donald J.A. Matthew, I normanni in Italia, Roma-Bari: Laterza 1997 (ISBN 8842050857), (ed. orig. The Norman Kingdom of Sicily, Cambridge: Cambridge university press, 1992)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duca di Puglia e Calabria Successore
Ruggero Borsa 1111-1127 Ruggero II
poi Re di Sicilia