Parolise

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Parolise
comune
Parolise – Stemma Parolise – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Stanislao De Lauri (lista civica Parolise La Nostra Forza) dal 14-6-2004
Territorio
Coordinate 40°56′00″N 14°53′00″E / 40.933333°N 14.883333°E40.933333; 14.883333 (Parolise)Coordinate: 40°56′00″N 14°53′00″E / 40.933333°N 14.883333°E40.933333; 14.883333 (Parolise)
Altitudine 546 m s.l.m.
Superficie 3 km²
Abitanti 697[1] (30-6-2011)
Densità 232,33 ab./km²
Frazioni Serra
Comuni confinanti Candida, Chiusano di San Domenico, Lapio, Montefalcione, Salza Irpina, San Potito Ultra
Altre informazioni
Cod. postale 83050
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064069
Cod. catastale G340
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti parolisani
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Parolise
Sito istituzionale

Parolise (Parulìsë in campano[2]) è un comune italiano di 697[1] abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Per densità di popolazione è il 113° comune su i 119 comuni della Provincia di Avellino.

L'abitato sorge a pochi chilometri dalla Città di Avellino, lungo una collina tra le valli del fiume Sabato e del fiume Calore.

Nel comune è presente anche la frazione Serra.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le Origini[modifica | modifica sorgente]

Il primo documento nel quale si trova il toponimo "Parolisio" è tanto antico quanto autorevole; si tratta della bolla di papa Celestino III del 4 novembredel 1197, nella quale il Papa, curandosi di porre una difesa ai beni temporali della Abbazia diMontevergine, né dà lunghi elenchi. Tra i beni qui elencati compaiono anche i territori di Candida e, appunto, "Parolisio". Da questo documento si può accertare, naturalmente, solo l'esistenza di un territorio, forse nemmeno abitato, che era contiguo con i territori di Candida, e che portava tale nome. Si parla ancora di Parolise in un documento, probabilmente del 1340, che elenca i casali che certo Filippo Filangieri aveva unito per creare la baronia di candida. Non sembra essere possibile ricostruire, senza lasciarsi andare ad ipotesi fondate solo sulle supposizioni o le notizie della memoria popolare, la storia del casale e dei suoi passaggi dalla proprietà da un signore ad un altro, almeno fino al 1604. Fino a questa data, sembra che sia appartenuto anche alla famiglia Sambarbato e successivamente alla famiglia Albertini. Sembra essere certo che una certa famiglia De Pusellis abbia comprato il casale di Parolise nel 1604 per poi rivenderlo il 29 luglio 1681 al duca di Salza Geronimo Strambone . A quanto pare lo Strambone non lasciò eredi perché sembra che, probabilmente tra il 1745 e il 1750, il borgo fu incamerato dalla Corte Reggia che fece redigere "l'apprezzo delle terre di Salza e Parolise" da certo Michelangelo Porzio che espose la sua stima in un una relazione datata 4 agosto 1750. Nel 1751 il feudo fu conferito al principe di S.Nicandro, Domenico Cattaneo, e successivamente fu ereditato da suo figlio Francesco, che lo vendette nel 1760 a Giovanni Berio. Nel 1791 il piccolo feudo fu ereditato da Francesco Berio, marchese di Salza, e Carolina Boerio. Nel 1806 avvenne l'abolizione della feudalità, e da allora il paese fu autonomo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I "cippi Graccani" con iscrizioni di età repubblicana, sono le sole testimonianze archeologiche di Parolise.

Il nome deriva forse da "Praedium Paulisium".

Parolise è menzionata nel Catalogo dei Baroni, quale facente parte del feudo di San Barbato (Manocalzati) e appartenente ad un signore, Manfrido, fra il 1150 e 1168.

Nel 1340 il feudo fu assegnato alla famiglia Filangieri. All'inizio del XVI secolo tornò alle dipendenze dei signori di San Barbato, quindi agli Albertino, ad inizio Seicento ai de Posellis e infine fu venduto al duca Gerolamo Strambone di Salza.

Alla morte del duca, nel 1749, in mancanza di eredi diretti, Parolise venne incamerata dalla Corte Regia che la conferì nel 1751 al principe di San Nicandro, Domenico Cattaneo. Nel 1760 il primogenito, Francesco Cattaneo, alienò il feudo al genovese Giovanni Boerio che nel 1791 lo concesse in eredità al figlio Francesco, Marchese di Salza, ed alla nipote Carolina Boerio; questi ultimi lo tennero fino al 1806, quando venne sancita l'abolizione del feudalesimo.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico, nonostante i numerosi rifacimenti e in particolare quelli conseguenti al terremoto del 1980, conserva le caratteristiche e l'atmosfera del borgo originario, con l'originario sistema difensivo medievale.

Qui è situata la Chiesa madre, dedicata a San Vitaliano, eretta nel XVII e con l'interno in stile barocco, dove esisteva un altare ligneo dedicato a San Rocco, eliminato negli anni settanta. La facciata è intonacata con basamento laterale e presenta un portale in pietra locale.

La torre dell'Orologio, a pianta quadrata, si trova nella stessa piazza della Chiesa di San Vitaliano. La sua funzione primaria doveva essere sicuramente di torre di avvistamento e di difesa.

Nel centro storico è presente anche la Congrega di Santa Maria delle Grazie.

I Palazzi della Famiglia Lombardi, della famiglia Rotondi-De Rienzi e della famiglia Nazzaro-Cavallo e Scorta conservano i cortili in stile tardo settecentesco.


Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Lo stemma[modifica | modifica sorgente]

Il 06.07.2013 si è avuta la consegna dei nuovi emblemi comunali. L’Amministrazione Comunale, a seguito di ricerche ha riscontrato che lo stemma che per decenni ha rappresentato il comune non era registrato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e soprattutto non trovava riscontro alcuno nella documentazione ufficiale. L’Ufficio Onorificenze Araldiche dopo aver consultato gli Archivi di Stato di Avellino, Napoli e Genova ha rinvenuto, in due documenti risalenti al 1763 e 1811, un timbro inchiostrato con l’antico stemma di Parolise. Pertanto, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto opportuno riappropriarsi del suo antico stemma sia nel rispetto delle regole araldiche, ma soprattutto nel rispetto dei trascorsi storici della comunità. Gli allievi della scuola primaria “Lucio Pasquale Amatucci” di Parolise, sono stati coinvolti nella scelta delle composizioni cromatiche del nuovo gonfalone comunale, nel rispetto delle regole araldiche.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa del Sangue Sparso, la più sentita nel paese e nei paesi limitrofi, si festeggia la prima domenica di luglio da oltre 150 anni.
  • Festa patronale di San Rocco che festeggia il 16 agosto.
  • Sagra del fusillo e della porchetta organizzata dal Comitato Festa del Preziosissimo Sangue, si svolge solitamente nel mese di agosto.
  • Il mercato settimanale, si svolgeva ogni venerdì nella località Taverna.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Parolise è uno dei comuni della provincia di Avellino individuati come siti per la coltivazione delle uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata e garantita DOCG Fiano di Avellino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Parolise è raggiungibile in auto prendendo l'uscita Avellino Est della Napoli-Bari (A16) e proseguendo o lungo la Strada Statale Ofantina con uscita a Parolise o proseguendo verso Atripalda e quindi lunga l'antica via Appia ora via Nazionale. Dista da Avellino circa 10 km.

In autobus con collegamenti di linea di AIR spa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 474.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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