Grottolella

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Grottolella
comune
Grottolella – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Antonio Spiniello (lista civica Il Popolo di Grottolella) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 40°58′25″N 14°47′16″E / 40.973611°N 14.787778°E40.973611; 14.787778 (Grottolella)Coordinate: 40°58′25″N 14°47′16″E / 40.973611°N 14.787778°E40.973611; 14.787778 (Grottolella)
Altitudine 565 m s.l.m.
Superficie 7,13 km²
Abitanti 1 996[1] (30-6-2011)
Densità 279,94 ab./km²
Frazioni Pozzo del Sale, Spinelli, Taverna del Monaco, Tropeani
Comuni confinanti Altavilla Irpina, Avellino, Capriglia Irpina, Montefredane, Prata di Principato Ultra, Sant'Angelo a Scala
Altre informazioni
Cod. postale 83010
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064039
Cod. catastale E214
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti grottolellesi
Patrono sant'Egidio abate
Giorno festivo 1º settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grottolella
Sito istituzionale

Grottolella è un comune italiano di 1 996[1] abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un centro abitato con il nome "Grotta" viene per la prima volta citato nella "Cronica" di Falcone Beneventano, nel 1134, a proposito delle conquiste di Ruggiero II di Sicilia; si legge infatti che quest'ultimo prese "... i castelli di Altacoda, Grotta, Summonte, i quali si apparteneano a Raone di Fragneto ..." Ma ben più antico sembra essere l'insediamento in questo territorio; ne sono testimonianza i ritrovamenti di una villa rustica e di alcuni sepolcreti, risalenti probabilmente all'età tardo imperiale (III­-IV secolo d.C.) nella località Barbelle. La denominazione "Grotta" nei secoli ha subito delle variazioni; infatti a partire dal XII secolo assumerà il nome "Grotta Castagnara" (Crypta Castagnaria). Tale denominazione rimarrà fino al 1646, quando il feudatario Scipione Macedonio fu insignito da Filippo IV di Spagna del titolo di duca di Grotta Castagnara.

Non possedendo notizie certe su Grottolella nel periodo medievale, è possibile percorrere la sua storia attraverso la successione dei feudatari che si alternarono nel dominio del feudo. Poiché già dal XII secolo è presente un borgo fortificato, è ipotizzabile che quest'ultimo fosse il nucleo più antico intorno al quale si ergeva il castello ancora oggi esistente; ma tale abitato non ebbe un incremento rilevante.

Secondo lo Scandone il feudo di Grotta, sin dal tempo della dominazione longobarda era diviso in due parti; probabilmente Ruggiero II dopo la conquista ne concesse una parte a Torgisio e l'altra ad Ugone. Proprio un erede di Ugone, Ruggiero di Fragneto, nella seconda metà del secolo XII favorì la nascita della baronia di Sant'Angelo che comprendeva Capriglia, Sant'Angelo a Scala e parte di Grottolella. Questa unione è durata sino alla fine del secolo XII. L'altra parte seguì le sorti del vicino feudo di Montefredane, almeno fino al XIV secolo. Si ha notizia che, intorno al 1173, il feudo passò alla famiglia Sanseverino, di cui un ramo si sarebbe chiamato poi de Crypta: proprio di un discendente di quest'ultima, Guerriero, troviamo notizia nel 1239, quando Federico II gli affidò Gerardo Pelluce, prigioniero di guerra. Erede di Guerriero de Crypta fu la figlia Fenizia, sposa del giudice Giacomo di Avellino, al quale il feudo venne confiscato da Carlo I d'Angiò, in quanto aveva parteggiato per Corradino. Il feudo fu poi restituito a Mattia, cugina di Fenizia per un terzo, un altro terzo fu dato a Leonardo "Trink-à-la boire", il quale poco dopo vi rinunziò. Alla morte di Mattia rimasero eredi le sue due figlie: Isabella e Giordana. Una parte del feudo passò alla famiglia di Mont-Justin fino al 1355, in quanto Isabella sposò Jacques de Mont-Justìn, signore di Montefredane, mentre l'altra figlia Giordana sposò Ruggiero de Molinis, il quale nel 1369 fu invitato a prestare servizio militare per la sua parte di Capriglia, Sant'Angelo a Scala e Grottolella.

I d'Aquino tennero il feudo fino al 1466. I nuovi signori, i Carafa, dominarono fino al 1590, quando un componente di questa famiglia, a causa di indebitamenti, lo vendette ai signori de Ponte; infine fu acquistato nel 1617 da Vincenzo Macedonio. I Macedonio ne ebbero la signoria col titolo di duchi[2], fino all'abolizione della feudalità nel 1806. Si deve a questi ultimi la risistemazione sia del castello sia dell'annessa cappella, risalente al 1150 e luogo di culto fino al 1700.La cappella di San Giovanni Battista, annessa ad una torre del casello Macedonio, fu realizzata da Lorenzo Vaccaro per volontà della Duchessa Emilia Cioffi e del Marito Nicola Macedonio. La cappella divenne sepolcro famiglia e vi riposano le spoglie della duchessa Emila Macedonio. Originariamente la cappela era adornata da maioliche e marmi realizzati dal "riggiolaro" napoletano Ignazio Chiaiese più volte collaboratore prima di Lorenzo e successivamente di Domenico Antonio Vaccaro. Proprio del XVIII secolo è la chiesa di Santa Maria delle Grazie prospiciente al borgo medievale e la cappella di Santa Maria di Costantino­poli, demolita nella metà di questo secolo, di cui oggi sono visibili i resti dell'abside e della sacrestia. Intorno a questa cappella settecentesca si estende il secondo nucleo che si sviluppa lungo il corso Umberto I.

Si può supporre che Grottolella almeno fino alla seconda metà del XIX secolo non abbia avuto un grande sviluppo socio-economico, tuttavia la sua posizione è di notevole importanza per il controllo del traffico commerciale tra le province di Avellino e Benevento. Ancora oggi la sua economia è legata alla piccola proprietà terriera e al terziario.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Premio artistico culturale e musicale Armando Gill[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Grottolella, paese d'origine di Assunta Fricchione (moglie di Armando Gill), dal 2008 ha istituito un premio intitolato al cantautore. La direzione artistica è affidata al cantante Mario Da Vinci. Tra i vincitori si ricordano Sal Da Vinci, Tullio De Piscopo, Enzo Gragnaniello, Maurizio Casagrande, Benedetto Casillo, Mirna Doris, Nicola Di Bari, Eugenio Bennato, James Senese. Nel 2012 il premio Armando Gill è stato conferito alla storica band Il Giardino dei Semplici. Per la sezione alla carriera a Peppe Barra ed a Mario Maglione. Per la sezione cinema e teatro alla cantante e attrice Anna Capasso e per le nuove tendenze al gruppo musicale gli Allerija. Nel 2013 il riconoscimento è stato assegnato a Gianni Nazzaro, a Tony Sigillo, alla carriera, Pasqualino Maione e Gerardo Carmine Gargiulo. Questo nel dettaglio l'albo d'oro del premio :

PRIMA EDIZIONE  Agosto 2008

Premio Armando Gill – SAL DA VINCI

Premio Alla carriera – MIRNA DORIS

Premio Sezione Comici e Cabaret – ENZO CANNAVALE

Premio sezione Teatro – MARIO da VINCI

Premio sezione cultura ed informazione – GIANNI FESTA

SECONDA EDIZIONE Settembre 2009

Premio Armando Gill – TULLIO DE PISCOPO

Premio alla Carriera – I SANTO CALIFORNIA

Premio Sezione Comici e Cabaret – BENEDETTO CASILLO

Premio sezione Teatro – GINO DA VINCI

Premio sezione cultura ed informazione – GIANNI PORCELLI

TERZA EDIZIONE Settembre 2010

Premio Armando Gill – ENZO GRAGNANIELLO

Premio alla Carriera – NICOLA DI BARI

Premio Sezione Comici e Cabaret – MAURIZIO CASAGRANDE

Premio sezione Teatro – PAPRIKA

Premio sezione cultura ed informazione – NATASCIA FESTA

QUARTA  EDIZIONE Settembre 2011

Premio Armando Gill – EUGENIO BENNATO

Premio alla Carriera – JAMES SENESE

Premio Sezione Comici e Cabaret – ENZO BUONUMORE

Premio sezione Teatro – MARIO MAGLIONE

Premio sezione cultura ed informazione – GIGI MARZULLO

QUINTA  EDIZIONE Settembre 2012

Premio Armando Gill – IL GIARDINO DEI SEMPLICI

Premio alla Carriera – PEPPE BARRA

Premio Sezione Comici e Cabaret – ALLERJIA LIVE

Premio sezione Teatro – ANNA CAPASSO

Premio sezione cultura ed informazione – GENEROSO PICONE

SESTA  EDIZIONE Settembre 2013

Premio Armando Gill – GIANNI NAZZARO

Premio alla Carriera – TONY SIGILLO

Premio Sezione Comici e Cabaret – GERARDO CARMINE GARGIULO

Premio sezione Teatro – IVAN & CRISTIANO (Made in Sud)

Premio sezione cultura ed informazione – ANNIBALE DISCEPOLO fonte:www.centrostudilacollina.it

Persone legate a Grottolella[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Grottolella comprende una frazione dal nome Pozzo del Sale; un tempo dai molti paesi limitrofi moltissimi irpini erano soliti giungere in questa località per prelevare gratuitamente il sale di cui l'antico pozzo (ancora oggi esistente) disponeva. Ora le acque, presenti nel sottosuolo, sembrerebbero adatte per la costruzione di una sede termale, che pare verrà realizzata nel comune di Avellino[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ vedi: http://www.guidacomuni.it/storia.asp?LUNG=3000&pag=1&ID=64018
    http://www.irpinia.info/sito/towns/grottolella/history.htm
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ vedi http://www.quirinale.it/elementi/Onorificenze.aspx?pag=0&qIdOnorificenza=&cognome=Marino&nome=Elisa&daAnno=1800&aAnno=2011&luogoNascita=Grottolella&testo=&ordinamento=OCO_ANNO_DECRETO%20DESC,OCO_MESE_DECRETO%20DESC,OCO_GIORNO_DECRETO%20DESC

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Remo d'Acierno, Un santo martire commedia religiosa in tre atti sulla vita di San Vincenzo Edizioni La Collina
  • Arturo Bascetta, Grottolella quaderno storico della collana il Giornalibro della Domenica - Abe Edizioni
  • Remo d'Acierno, Novelle in Collina" raccolta di racconti popolari- Edizioni La Collina
  • Remo d'Acierno, La leggenda del Santo Mangiatore" commedia religiosa in due atti sulla vita di san Vito a Taverna del Monaco - Edizioni La Collina
  • Remo d'Acierno, De Sica, Gill e O zampugnaro 'nnammurato Romanzo ad episodi. Edizioni La Collina
  • Placido Mario Tropeano, Palazzo abbaziale di Loreto: guida storico-artistica, Montevergine, Padri Benedettini, 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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