Cervinara

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Cervinara
comune
Cervinara – Stemma Cervinara – Bandiera
La villa comunale
La villa comunale
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Sindaco Filuccio Tangredi (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 41°01′17″N 14°36′55″E / 41.021389°N 14.615278°E41.021389; 14.615278 (Cervinara)Coordinate: 41°01′17″N 14°36′55″E / 41.021389°N 14.615278°E41.021389; 14.615278 (Cervinara)
Altitudine 284 m s.l.m.
Superficie 29,20 km²
Abitanti 9 969[1] (09-10-2011)
Densità 341,4 ab./km²
Frazioni Castello, Curielli, Ferrari, Ioffredo, Pantanari, Pirozza, Salomoni, San Marciano, San Potito, Scalamoni, Trescine, Valle
Comuni confinanti Avella, Montesarchio (BN), Roccarainola (NA), Rotondi, San Martino Valle Caudina
Altre informazioni
Cod. postale 83012
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064025
Cod. catastale C557
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 576 GG[2]
Nome abitanti cervinaresi
Patrono san Gennaro

Secondo patrono: Maria Santissima Addolorata “Regina di Cervinara”

Giorno festivo 19 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cervinara
Sito istituzionale

Cervinara è un comune italiano di 9 969 abitanti[1] della provincia di Avellino in Campania. È un comune sparso, e la sede comunale è nella frazione di Trescine.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La leggenda vuole che il nome Cervinara derivi da un altare dedicato dai Romani a Cerere, dea delle messi. Il toponimo compare, per la prima volta, in un documento dell'837 che descrive la donazione del "castrum quod dicitur Cerbinaria in Caudetanis" al principe beneventano Sicardo da parte dei monaci di San Vincenzo al Volturno. Il borgo, probabilmente, sorse tra il IX e il X secolo d.C., in età longobarda, quando le popolazioni si concentrarono, dalle campagne, intorno al borgo fortificato in località Castello. Cervinara ebbe numerosi feudatari, tra cui i Della Leonessa, i Filangieri, i Carafa, i Caracciolo ed i Sant'Eramo. Dal Feudalesimo fino agli inizi dell'Ottocento Cervinara conobbe un forte sviluppo agricolo, soprattutto grazie alla particolare fertilità del suolo.

Durante il Risorgimento il paese contribuì ai moti liberali del 1820 e del 1848, quando i carbonari decisero di partire proprio da Cervinara per marciare su Napoli ed instaurarvi la Repubblica. Ma i fermenti rivoluzionari non riuscirono mai a coinvolgere la maggioranza della popolazione, anzi, il paese, il 29 e 30 novembre 1860, si schierò dalla parte dei Borbone ed insorse contro il governo piemontese che giungeva nel Regno di Napoli per occuparlo.

Ebbe, così, inizio il periodo del brigantaggio, che si configurò come una vera e propria guerra partigiana. Le bande di Cipriano e Giona La Gala, scelsero come rifugio i monti sovrastanti il paese per combattere contro l'invasore straniero. Gli eventi del periodo sono stati ritratti da due cervinaresi: lo storico Luigi Barionovi, in una serie di studi legati al territorio non solo cervinarese, e lo scrittore Angelo Renna nel suo romanzo storico Terre di Briganti.

A causa di intense piogge il 16 dicembre 1999 una frana fangosa si abbatté sulle frazioni di Ioffredo e Castello, causando cinque vittime e distruggendo o danneggiando vari edifici.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Scorcio della frazione Castello e del torrione longobardo

Il patrimonio artistico cervinarese comprende diversi monumenti, oltre al torrione medievale di epoca longobarda, ormai diroccato, in località Castello, nella frazione Ferrari sorgono l'Abbazia di San Gennaro, costruita intorno al 1100 ed ora consacrata a Santuario della Madonna Addolorata ed il Palazzo Marchesale, edificato nella seconda metà del XVI secolo.

Il paese si presta particolarmente al turismo. Infatti, è possibile fare escursioni in alta montagna, raggiungere le limpide sorgenti di acqua ghiacciata, l'Acqua Rossa, il Pisciariello. Si può salire a piedi fino alla Piana di Lauro (a circa 1110 metri di altitudine) dove in condizioni atmosferiche favorevoli, si può godere di uno splendido panorama ed osservare il Vesuvio.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 nel territorio di Cervinara risultano residenti 194 cittadini stranieri. Le comunità più numerose sono quelle di:

fonte Istat

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Per gli amanti della buona tavola, è d'obbligo assaggiare i cibi genuini del paese, le lavanelle (rigorosamente fatte in casa) con i fagioli, la menesta 'o pignato, i fusilli, gli gnocchi, la carne paesana, ruocculi e sasicchie, diversi tipi di cacciagione, cinghiale, fagiani, patate alla brace, peperoni arrostiti, dolci fatti con le castagne, funghi porcini, tartufi, il tutto annaffiato dagli ottimi vini locali, Aglianico in primis.

Piatto tipico e antico, quasi dimenticato da tutti, sono i ravioli farciti con ricotta e zucchero serviti con sugo al pomodoro fresco. Questa pietanza rappresenta la tradizione di Cervinara. Ciò è dimostrato anche dal fatto che in passato l'agrodolce caratterizzava la cucina tipica dell'irpinia.

Grazie alla sagra della castagna, che si tiene ogni anno l'ultima settimana di ottobre al Borgo Castello, si sono riscoperti i sapori legati all'uso della castagna in cucina. Non solo zuppa con fagioli e castagne, cosciotto di agnello in salsa di castagna, ma soprattutto i dolci come il tronco di castagnaccio, la crostata, il flan di castagne e i tartufi dal cuore di pandispagna, tutto rigorosamente fatto a mano secondo le antiche tradizioni.

Media[modifica | modifica sorgente]

Hanno sede a Cervinara l'emittente televisiva locale Retesei e il periodico Il Caudino.

Persone legate a Cervinara[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

È il più importante centro irpino della Valle Caudina.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le risorse principali del paese oggi sono l'agricoltura ed il commercio. In misura minore è ancora presente l'artigianato, benché sia un'attività che va scomparendo. Il terreno assai fertile produce fagioli di ottima qualità, tabacco, uva da vino (Aglianico, Falanghina) e frutta, in particolare ciliegie e mele annurche. La montagna, poi, produce castagne, funghi porcini e tartufi neri, di tipo scorzone. Alla montagna è legata anche la produzione di carbone e di legna da ardere. Ed è legata proprio alla produzione della castagna la sagra che ogni anno, nel mese di ottobre, si svolge con grande partecipazione di pubblico nella località Castello. Il paese, da qualche decennio, subisce un sensibile spopolamento causato, soprattutto, dall'emigrazione degli abitanti più giovani in cerca di lavoro verso il Nord ed il Centro Italia.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

La sede comunale è nella frazione di Trescine.

Il comune fa parte della Comunità montana Partenio - Vallo di Lauro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al censimento 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Pasquale CLEMENTE, Senato della Repubblica. URL consultato il 10 settembre 2013.
  5. ^ Un Abate sotto l’albero, il Natale del terzino del Milan - Sport - Sky.it
  6. ^ Piedimonte Matese e Cervinara: i due comuni stipulano il gemellaggio. URL consultato il 7 marzo 2014.

Piazza "Trescine" che significa "trebbiare", dal tedesco dreschen. Qui infatti veniva trebbiato il grano, operazione per la quale i Longobardi, signori del Castello di Cervinara, introdussero l’uso dei cavalli.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lucia Gangale. Cervinara immagini tra canto e memoria, Edizioni Realtà Sannita, 2003

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]