Vittorio Adorni

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Vittorio Adorni
Vittorio Adorni - Campionati Del Mondo Di Ciclismo Su Strada 1968.jpg
Adorni vince il Mondiale di Imola del 1968
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Ritirato 1970
Carriera
Squadre di club
1961 Vov Vov
1962 Philco Philco
1963 Cynar Cynar
1964-1966 Salvarani Salvarani
1967 Salamini-Luxor TV Salamini-Luxor TV
1968 Faema Faema
1969-1970 Scic Scic
Nazionale
1963-1970 Italia Italia
Carriera da allenatore
1971-1972 Salvarani Salvarani
1973 Bianchi Bianchi
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Argento Sallanches 1964 In linea
Oro Imola 1968 In linea
 

Vittorio Adorni (San Lazzaro di Parma, 14 novembre 1937) è un dirigente sportivo, ex ciclista su strada e conduttore televisivo italiano. Professionista dal 1961 al 1970, vinse il Giro d'Italia 1965 e il campionato del mondo 1968.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Adorni nel 1968, nelle vesti di conduttore, durante una puntata del quiz televisivo Ciao mamma.

Esordì fra i professionisti nel 1961. Adorni corse negli anni in cui esplose la rivalità Gimondi-Merckx (quest'ultimo in seguito suo compagno di squadra alla Faema),[1] ma nonostante ciò nel corso della sua carriera, durata dieci anni, raccolse numerosi successi.

Nel suo palmarès figura tra gli altri il Giro d'Italia del 1965, quando batté di 11'26" Italo Zilioli e di 12'57" proprio Gimondi; da allora simili vantaggi nella corsa rosa non si sono più ripetuti. Tre anni più tardi, nel 1968 arrivò la sua vittoria più prestigiosa, il campionato mondiale su strada di Imola, dove pur non presentandosi nel lotto dei favoriti,[2] riuscì a trionfare con un tentativo da lontano a novanta chilometri dal traguardo, che lo portò al successo con un vantaggio di 9'50" su Herman Van Springel e 10'18" su Michele Dancelli; nell'occasione Adorni divenne il primo italiano a conquistare la maglia iridata in patria.[1][2] In totale in carriera ha vinto 60 corse professionistiche, e vestì complessivamente per 19 giorni la maglia rosa di leader del Giro.

Già durante la carriera agonistica, incominciò ad avere contatti col mondo della televisione. A differenza dei suoi colleghi, Adorni appariva spigliato e a suo agio davanti alle telecamere, cosa che ne accrebbe la popolarità tra il pubblico e gli spettatori; durante il vittorioso Giro del 1965, Sergio Zavoli lo volle come opinionista fisso al Processo alla tappa,[2] mentre nell'anno del successo mondiale diventò conduttore, assieme a Liana Orfei, del telequiz Ciao mamma sulla Seconda Rete.[1][3][4] Per via della sua competenza e capacità di linguaggio nell'analisi delle corse, viene considerato un precursore dei successivi commentatori tecnici.[1][2]

Lasciata l'attività agonistica, proseguì per un certo periodo la professione di commentatore televisivo. Per due anni fu poi direttore sportivo alla Salvarani, mentre nel 1973 ebbe lo stesso incarico alla Bianchi-Campagnolo. Ha in seguito ricoperto la carica di presidente del Consiglio del ciclismo professionistico all'interno dell'Unione Ciclistica Internazionale.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Coppa San Geo
  • 1962 (Philco, due vittorie)
4ª tappa Giro di Sardegna (Nuoro > Olbia)
15ª tappa Giro d'Italia (Moena > Aprica)
  • 1963 (Cynar, cinque vittorie)
5ª tappa Giro di Sardegna (Cagliari > Nuoro)
6ª tappa Giro di Sardegna (Nuoro > Sassari)
Tour des Quatre Cantons
1ª tappa Giro d'Italia (Napoli > Potenza)
16ª tappa Giro d'Italia (Treviso, crono individuale)
  • 1964 (Salvarani, tre vittorie)
Classifica generale Giro di Sardegna
1ª tappa Giro d'Italia (Bolzano > Riva del Garda)
14ª tappa Giro d'Italia (Caserta > Castel Gandolfo)
  • 1965 (Salvarani, sette vittorie)
1ª tappa, 2ª semitappa Tour de Romandie (Martigny > Montana)
3ª tappa, 2ª semitappa Tour de Romandie (Romont > Friburgo)
Classifica generale Tour de Romandie
6ª tappa Giro d'Italia (Avellino > Potenza)
13ª tappa Giro d'Italia (Catania > Taormina, cronometro)
19ª tappa Giro d'Italia (Saas-Fee > Madesimo)
Classifica generale Giro d'Italia
  • 1966 (Salvarani, sette vittorie)
1ª tappa Giro di Sardegna (Civitavecchia > Roma)
2ª tappa, 1ª semitappa Paris-Nice (Avallon > Montceau-les-Mines)
4ª tappa Ronde van België
Classifica generale Ronde van België
13ª tappa Giro d'Italia (Parma, cronometro)
Gran Premio Cynar (cronometro)
Coppa Lella Mentasti
  • 1967 (Salamini-Luxor TV, quattro vittorie)
3ª tappa, 1ª semitappa Tour de Romandie (Les Diablerets > Le Locle)
Classifica generale Tour de Romandie
20ª tappa al Giro d'Italia (Cortina d'Ampezzo > Trento)
Coppa Bernocchi
  • 1968 (Faemino-Faema, tre vittorie)
1ª tappa Tirreno-Adriatico (Santa Marinella > Fiuggi)
Campionati del mondo, prova in linea (Imola)
Grand Prix Baden-Baden (cronocoppie con Ferdinand Bracke)
  • 1969 (Scic, dieci vittorie)
Sassari-Cagliari
5ª tappa, 2ª semitappa Tirreno-Adriatico (San Benedetto del Tronto, cronometro)
2ª tappa Tour de Romandie (Ovronnaz > Friburgo)
3ª tappa, 2ª semitappa Tour de Romandie (La Chaux-de-Fonds, cronometro)
22ª tappa Giro d'Italia (Cavalese > Folgarida)
5ª tappa Tour de Suisse (Gstaad > Crans-Montana)
9ª tappa, 1ª semitappa Tour de Suisse (Zurzach > Zurzach)
Classifica generale Tour de Suisse
Giro della Provincia di Reggio Calabria (valido come Campionato italiano)
  • 1970 (Scic, una vittoria)
3ª tappa Tour de Romandie (Les Diablerets > Estavayer-le-Lac)

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

Maggiora (Criterium)
Gran Premio Feg di Robbiano (Criterium)
San Costanzo (Criterium)
Miramas (Criterium)
Bol d'or des Monédières (Kermesse)
Morazzone (Criterium)
Inzago (Criterium)
Classifica punti Giro del Belgio
  • 1967 (Salamini-Luxor TV)
Fontanellato (Criterium)
Valdagno (Criterium)
  • 1968 (Faemino-Faema)
Auch (Criterium)
Larciano (Criterium)
Gran Premio San Prospero (Criterium)
3ª tappa, 1ª semitappaTour du Luxembourg
Baden-Baden (cronocoppie con Ferdinand Bracke)
Fontanellato (Criterium)
Felino (Criterium)
Plumelec (Criterium)
Plumeliau (Criterium)
Cotignola (Criterium)
Chieti (Criterium)
Paese (Criterium)
Ponte a Egola (Criterium)

Piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Grandi Giri[modifica | modifica sorgente]

1961: 28º
1962: 5º
1963: 2º
1964: 4º
1965: vincitore
1966: 7º
1967: 4º
1968: 2º
1969: 12º
1970: 10º
1962: ritirato (7ª tappa)
1964: 10º
1965: ritirato (9ª tappa)

Classiche monumento[modifica | modifica sorgente]

1961: 31º
1963: 5º
1965: 2º
1966: 48º
1967: 28º
1969: 46º
1970: 137º
1964: 41º
1965: 7º
1969: 15º
1963: 3º
1964: 3º
1965: 2º
1967: 5º
1962: 17º
1963: 11º
1964: 13º
1966: 6º
1968: ritirato

Competizioni mondiali[modifica | modifica sorgente]

Ronse 1963 - In linea: ritirato
Sallanches 1964 - In linea: 2º
Heerlen 1967 - In linea: ritirato
Imola 1968 - In linea: vincitore
Zolder 1969 - In linea: 61º
Leicester 1970 - In linea: 50º

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze italiane[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 2012[5]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 2004[5]
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1985[6]

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di I classe dell'Ordine costantiniano di San Giorgio (Casa di Borbone-Parma) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine costantiniano di San Giorgio (Casa di Borbone-Parma)

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Dario Ceccarelli, Ciclismo, il mondiale raccontato da chi l'ha già vinto in Italia: Vittorio Adorni in ilsole24ore.com, 10 settembre 2008.
  2. ^ a b c d Andrea Terraneo, Storie Mondiali: l'impresa di Adorni in spaziociclismo.it, 19 settembre 2012.
  3. ^ Cronologia dei Quiz RAI, teche.rai.it.
  4. ^ Sauro Borelli, Il falso e il vero Vittorio Adorni in l'Unità, 4 settembre 1968.
  5. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]