Thor Hushovd
| Thor Hushovd | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Altezza | 183[1] cm | |
| Peso | 83[1] kg | |
| Ciclismo |
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| Dati agonistici | ||
| Specialità | Strada | |
| Squadra | ||
| Carriera | ||
| Squadre di club | ||
| 1999 | stagista | |
| 2000-2008 | ||
| 2009-2010 | ||
| 2011 | ||
| 2012- | ||
| Nazionale | ||
| 1998- | ||
| Palmarès | ||
| Oro | Valkenburg 1998 | Crono U23 |
| Oro | Melbourne 2010 | In linea |
Thor Hushovd (Grimstad, 18 gennaio 1978) è un ciclista su strada norvegese che corre per la BMC Racing Team.
Professionista dal 2000, è un velocista atipico, capace di buone prestazioni anche a cronometro e sulle medie salite.[2] In carriera ha vinto il Campionato del mondo Under-23 nel 1998, la Gand-Wevelgem nel 2006, il Campionato del mondo Elite nel 2010, una tappa al Giro d'Italia, dieci al Tour de France, tre alla Vuelta a España, oltre a cinque titoli nazionali, due in linea e tre a cronometro. Si è aggiudicato anche la maglia verde al Tour de France nel 2005 e nel 2009, e la maglia azzurra alla Vuelta a España nel 2006.
Indice |
Carriera[modifica]
Esordi[modifica]
Comincia a gareggiare in bicicletta nel 1988, a dieci anni, seguendo le orme del fratello maggiore;[3] a quindici anni passa quindi allo sci di fondo,[3][4] sport che lo aiuta a sviluppare la potente muscolatura.[5] Tornato al ciclismo, nel 1995 si aggiudica i campionati norvegese e scandinavo a cronometro nella categoria allievi e l'anno dopo è Campione nazionale sia in linea che a cronometro e decimo al Campionato del mondo. Nel 1998 da Under-23 vince la Parigi-Roubaix, la Parigi-Tours e si laurea Campione del mondo a Valkenburg nella prova a cronometro.[3] Nel 1999 arrivano altre ventidue vittorie tra cui il Ringerike Grand Prix e fine stagione debutta come stagista con la squadra professionistica francese Crédit Agricole.
1999-2008: Crédit Agricole[modifica]
Passa professionista con la stessa squadra che lo aveva fatto crescere nel settore giovanile: si mette subito in luce vincendo sia volate di gruppo che brevi cronoprologhi. Nel 2002 è per la prima volta campione nazionale a cronometro tra gli Elite; il 27 luglio, al termine di una lunga fuga, ottiene quindi la prima affermazione al Tour de France trionfando nella diciottesima tappa.[3] Nel 2003 arrivano ancora risultati positivi, con la vittoria di una tappa al Giro del Delfinato, la seconda corsa a tappe francese per importanza dopo la Grande Boucle.
Nel 2004 si laurea campione nazionale sia nella prova in linea che a cronometro. Al Tour de France indossa per un giorno al maglia gialla, vince l'ottava tappa a Quimper[6] e si piazza secondo nella classifica a punti. A fine anno fa sua anche la classifica generale della Coppa di Francia. Nella stagione successiva si conferma campione nazionale a cronometro e pur senza vincere tappe al Tour de France si aggiudica la maglia verde dei velocisti. In settembre vince anche una frazione alla Vuelta a España.
Apre il 2006 vincendo in volata la Gand-Wevelgem, classica di primavera per velocisti, battendo tra gli altri Petacchi, Pozzato e Cancellara. In luglio si aggiudica il prologo al Tour de France e veste per due giorni la maglia gialla. Perde il primato dopo una volata in cui si ferisce al braccio per aver urtato un tifoso;[7] all'ultimo giorno di gara, comunque, taglia per primo il traguardo della tappa con arrivo sugli Champs-Élysées.[8] Completano la grande annata la sesta tappa alla Vuelta a España e la classifica a punti nella corsa spagnola dopo aver indossato per tre giorni la maglia oro di leader della generale.
Nel 2007 conquista una frazione al Giro d'Italia – vittoria assegnatagli dopo la squalifica per doping di Alessandro Petacchi, che aveva vinto la volata –[9] e una al Tour de France. Nel 2008 consegue sei successi, tra cui un'altra frazione in volata al Tour de France, questa volta nella città di Saint-Brieuc.[10] Al termine dell'anno la banca francese Crédit Agricole decide di non rinnovare la sponsorizzazione e la squadra viene sciolta.[11]
2009-2010: Cervélo Test Team[modifica]
Dal 2009 al 2010 corre per la Cervélo TestTeam, squadra svizzera con licenza Professional Continental[12].
2009[modifica]
Debutta con la nuova maglia in febbraio al Tour of California dove vince la terza tappa.
A fine febbraio vince l'Omloop Het Nieuwsblad, prima classica del pavè della stagione, battendo in volata Kevyn Ista, Juan Antonio Flecha e Greg Van Avermaet[13]. In marzo si piazza terzo alla Milano-Sanremo vinta da Mark Cavendish su Heinrich Haussler. Dopo il quarto posto all'E3 Prijs Vlaanderen sale sul gradino basso del podio alla Paris-Roubaix, vinta per distacco da Tom Boonen su Filippo Pozzato.
Continua la stagione con due vittorie di tappa alla Volta a Catalunya, il quinto posto al Grand Prix du canton d'Argovie, due piazzamenti in tappe del Tour de Suisse e il terzo al Campionato norvegese.
Giunge al Tour de France con una buona condizione; nella sesta tappa attacca in salita con un piccolo gruppo di fuggitivi, battendoli poi in volata sul traguardo di Barcellona. Questa vittoria aggiunta ad altri buoni piazzamenti gli consentirà di aggiudicarsi per la seconda volta la maglia verde.
Dopo il Tour de France vince le kermesse Na Tour Broker Criterium - Stad Diksmuide, Spektakel van Steenwijk, Critérium cycliste de Lacq-Audéjos e Intersport Oslo Grand Prix. Centra le ultime vittorie stagionali nella quarta tappa al Tour du Poitou-Charentes e nella terza tappa al Tour of Missouri, dove si aggiudica anche la classifica a punti. Si ritira al Campionati del mondo di Mendrisio in Svizzera.
Conclude la stagione al diciassettesimo posto della Classifica mondiale.
2010[modifica]
In febbraio ottiene il primo risultato di rilievo grazie al sesto posto alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne. Partecipa alla Tirreno-Adriatico e si piazza al sesto posto nella Milano-Sanremo, vinta per la terza volta dallo spagnolo Óscar Freire in una volata di gruppo. Sale sul secondo gradino del podio alla Paris-Roubaix vinta per distacco da Fabian Cancellara[14].
In maggio, durante un allenamento sulle strade del Principato di Monaco ha un incidente con un pedone e in seguito alla riporta una frattura alla clavicola[15]. Rientra il mese dopo in occasione dei Campionati nazionali aggiudicandosi la prova in linea.
Al Tour de France vince la tappa di Arenberg, che ripercorreva vari tratti in pavé della Parigi-Roubaix,[16] e conclude terzo nella classifica a punti e centoundicesimo nella generale. Vince quindi la sesta tappa della Vuelta a España regolando in volata Daniele Bennati. Si ritira alla diciassettesima tappa.
Il 3 ottobre partecipa alla prova in linea dei campionati del mondo di Melbourne. Pur potendo contare solo su due compagni di squadra, parte tra i favoriti per la vittoria; sul rettilineo d'arrivo è nel gruppetto di testa e in volata è abile ad aggiudicarsi la prova iridata battendo il danese Matti Breschel e l'australiano Allan Davis. È il primo norvegese a vincere un campionato del mondo di ciclismo[17][18] e subito dopo la vittoria riceve uno sms di congratulazioni dal Re di Norvegia Harald V.[19]
Nei giorni seguenti il successo mondiale annuncia di voler concludere la stagione senza disputare ulteriori gare a causa del mancato invito della sua squadra alla Parigi-Tours[20]. In seguito accetta però l'invito dell'RCS a partecipare alla Gran Piemonte, dove ottiene il quattordicesimo posto, e al Giro di Lombardia, in cui si ritira[21]. Vince con Giampiero Erigoni la Coppa Città di Borgomanero, cronocoppie non valida per i calendari dell'Unione Ciclistica Internazionale.
Hushovd chiude la stagione al ventisettesimo nella Classifica mondiale e al secondo in quella oceanica.
A fine stagione la Cervélo, fabbrica canadese di biciclette chiude la squadra ufficiale, il Cervélo TestTeam per diventare sponsor e fornitore tecnico del Team americano Garmin, con cui si accasa anche Hushovd[22].
2011 Garmin-Cervélo[modifica]
Nel 2011 passa al Team Garmin-Cervélo, squadra statunitense con licenza World Tour, con un contratto annuale di 1,2 milioni di euro[23].
Debutta in febbraio al Tour of Oman. Alla Milano-Sanremo partecipa come favorito ma viene coinvolto in una caduta a cento chilometri dal traguardo e conclude nelle ultime posizioni[24]. Si piazza ottavo alla Parigi-Roubaix vinta per distacco dal compagno di squadra Johan Vansummeren.
In giugno ottiene il primo successo in maglia iridata, battendo in volata Peter Sagan e Marco Marcato nella quarta tappa del Tour de Suisse[25]. A fine mese conquista la medaglia di bronzo nella prova in linea ai Campionati norvegesi.
Nella prima tappa del Tour de France, con arrivo in leggera salita a Mont des Alouettes Les Herbiers, arriva terzo a sei secondi dal vincitore Philippe Gilbert. La Garmin vince la cronosquadre del giorno seguente consentendo a Hushovd di conquistare la maglia gialla che indosserà per sette giorni. Il 15 luglio vince la tredicesima tappa da Pau a Lourdes: dopo una lunga fuga con altri corridori, tra cui Alessandro Petacchi, arriva in cima al Colle d'Aubisque in terza posizione preceduto dallo scalatore francese David Moncoutié e da Jérémy Roy, li raggiunge nella lunga discesa, li stacca nel tratto in pianura e taglia il traguardo tutto solo. Quattro giorni dopo vince la sedicesima tappa da Saint-Paul-Trois-Châteaux a Gap battendo allo sprint, dopo una bella fuga, il connazionale Edvald Boasson Hagen. Conclude al sesantottesimo posto della classifica generale, il suo miglior risultato in carriera.
In agosto firma un contratto triennale con la squadra statunitense BMC Racing Team, valido a partire dalla stagione 2012[26].
Nel finale di stagione, dopo il quarto posto al Grand Prix de Ouest-France e una vittoria di tappa al Tour of Britain, partecipa ai campionati del mondo in Danimarca partendo come uno dei favoriti. Viene però coinvolto in una caduta e non riesce più a rientrare nel gruppo principale concludendo la corsa al centosettantesimo posto.
2012-2013 BMC Racing Team[modifica]
Dalla stagione 2012 gareggia con la BMC Racing Team, squadra statunitense con licenza World Tour[27].
2012[modifica]
Debutta in febbraio al Tour of Qatar, partecipa poi al Tour du Haut-Var, alla Omloop Het Nieuwsblad e in marzo alla Paris-Nice.
È costretto a saltare la Milano-Sanremo, uno dei suoi obiettivi stagionali, a causa della febbre.[28] In seguito si ritira all'E3 Harelbeke, conclude attardato la Gent-Wevelgem e il Ronde van Vlaanderen. Alla Paris-Roubaix cade in un tratto di strada asfaltata non riuscendo più a rientrare sul gruppo dei migliori e conclude la gara in quattordicesima posizione. In maggio partecipa per la seconda volta al Giro d'Italia ottenendo un settimo posto nella seconda tappa, un sesto nella terza e si ritira nel corso della sesta tappa.[29] A causa di un'infezione virale e di un'infiammazione muscolare[1] è poi costretto a saltare la seconda parte della stagione, compresi il Tour de France, i Giochi olimpici di Londra[30] e i campionati del mondo nel Limburgo.
Conclude la stagione al duecentoventicinquesimo posto nella classifica del World Tour e per la prima volta in carriera non ottiene vittorie.
2013[modifica]
Debutta in gennaio al Tour de San Luis in Argentina ma si ritira.
Dopo aver ottenuto l'ottavo posto in una tappa del Tour Méditerranéen, vince la prima tappa al Tour du Haut-Var, tornando alla vittoria dopo diciassette mesi[31], e si piazza al quinto posto della classifica generale[32]. Disputa una buona Tirreno-Adriatico, dove ottiene un piazzamento nella difficile tappa di Porto Sant'Elpidio, ma è costretto al ritiro alla Milano-Sanremo, caratterizzata da freddo, pioggia e neve[33].
Palmarès[modifica]
Altri successi[modifica]
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Piazzamenti[modifica]
Grandi Giri[modifica]
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Classiche monumento[modifica]
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Competizioni mondiali[modifica]
Vita privata e beneficenza[modifica]
Vive a Montecarlo con la moglie Susanne e i figli Isabel, nata nel 2009,[5] e Niklas, nato nel 2012.[34] Nel periodo in cui correva con la Crédit Agricole ha abitato in Francia, nella zona di Perpignano, e in Svizzera. È laureato in economia e commercio.[5]
Ambasciatore della Kreftforeningen (associazione norvegese per la lotta contro il cancro), nel 2010 ha venduto all'asta la maglia di campione nazionale con cui ha vinto la terza tappa al Tour de France 2010 per 50 000 corone, devolvendo poi il ricavato all'associazione. Allo stesso ente ha donato anche le 50 000 corone del premio di "Personalità norvegese dell'anno" messe in palio dalla rivista VG.[35] L'anno dopo ha partecipato alla raccolta di fondi dell'Associazione dei bambini cardiopatici dell'Aust-Agder per il reparto pediatrico dell'ospedale di Arendal, mettendo all'asta la maglia gialla conquistata al Tour de France 2011.[36]
Riconoscimenti[modifica]
- Trofeo del Re del Comitato Olimpico Norvegese nel 2002, 2004, 2005[37] e 2010
- Premio popolare dello sport del quotidiano norvegese Dagbladet nel 2005 e 2010
- Ciclista dell'anno per l'Associazione Veterani del Ciclismo norvegesi nel 2006 e 2010
- Premio culturale della contea di Aust-Agder nel 2007
- Trofeo dei Veterani dell'Associazione Veterani del Ciclismo norvegesi nel 2010
- Targa d'Oro dell'Associazione Ciclistica Norvegese nel 2010[38]
- Premio speciale al Galà del ciclismo di Conegliano del 2010
- Personalità dell'anno per la rivista norvegese VG Nett nel 2010[39]
- Medaglia d'Oro del giornale norvegese Aftenposten nel 2010
- Sportivo dell'anno per l'Associazione giornalisti sportivi norvegesi nel 2010
- Atleta dell'anno al Galà dello Sport del 2011
- Atleta maschile al Galà dello Sport del 2011
- Premio degli atleti al Galà dello Sport del 2011
- Trofeo AIJC dell'Associazione Internazionale dei Giornalisti del Ciclismo nel 2011[40]
- Inserito nella Top ten sprinters of all time della rivista Cyclingnews nel 2011[41]
Note[modifica]
- ^ a b c (EN) Thor Hushovd. www.bmcracingteam.com. URL consultato in data 17 febbraio 2013.
- ^ Tour, Hushovd resta in giallo anche con le salite A Super Besse vince Rui Costa davanti a Gilbert, in «www.ilgiornale.it», 9 luglio 2011. URL consultato in data 17 febbraio 2013.
- ^ a b c d Luigi Perna, In ammiraglia per il vichingo, in «archiviostorico.gazzetta.it», 22 dicembre 2005. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ Luigi Perna, Hushovd, lo sci prima di tutto, in «archiviostorico.gazzetta.it», 22 dicembre 2005. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ a b c Nel segno di Hushovd, il vichingo diventato grande sulla neve, in «www.lastampa.it», 4 ottobre 2010. URL consultato in data 4 ottobre 2010.
- ^ Nino Minoliti, Bettini ci prova, Hushovd ci riesce, in «archiviostorico.gazzetta.it», 12 luglio 2004. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ Marco Pastonesi, Hushovd, maglia gialla ferita, in «archiviostorico.gazzetta.it», 3 luglio 2006. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ Marco Pastonesi, Hushovd, tutto com' era iniziato, in «archiviostorico.gazzetta.it», 24 luglio 2006. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ (EN) Results for stage Spoleto - Scarperia - 19.05.2007. www.uciprotour.com. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ Marco Pastonesi, Pozzato, non ne va bene una, in «archiviostorico.gazzetta.it», 7 luglio 2008. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ (EN) Last race for Crédit Agricole, in «www.cyclingnews.com», 8 settembre 2008. URL consultato in data 10 febbraio 2009.
- ^ Anche Hushovd approda alla Cervelo, in «www.tuttobiciweb.it», 10 settembre 2008. URL consultato in data 4 agosto 2010.
- ^ Nicolò Licata, Pozzato, che paura E Hushovd la spunta, in «archiviostorico.gazzetta.it», 1º marzo 2009. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ La Roubaix in tempo reale Cancellara in trionfo, in «www.gazzetta.it», 11 aprile 2010. URL consultato in data 26 settembre 2010.
- ^ Grabovsky ko trauma cranico, in «archiviostorico.gazzetta.it», 11 maggio 2010. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ Marco Pastonesi, Il gigante di Arenberg, in «archiviostorico.gazzetta.it», 7 luglio 2010. URL consultato in data 6 ottobre 2010.
- ^ Luca Gialanella, Hushovd "Il sogno è realtà" La gioia del vichingo d'oro, in «www.gazzetta.it», 3 ottobre 2010. URL consultato in data 3 ottobre 2010.
- ^ Luca Pellegrini, Melbourne 2010, l'urlo di Thor Hushovd, in «www.spaziociclismo.it», 3 ottobre 2010. URL consultato in data 3 ottobre 2010.
- ^ (NO) Kongen gratulerte Hushovd på SMS, in «www.tv2.no», 13 ottobre 2010. URL consultato in data 15 marzo 2011.
- ^ Cervélo, stagione finita per Hushovd, in «www.spaziociclismo.it», 3 ottobre 2010. URL consultato in data 3 ottobre 2010.
- ^ Hushovd, l'arcobaleno sul Gran Piemonte, in «www.gazzetta.it», 8 ottobre 2010. URL consultato in data 13 ottobre 2010.
- ^ È ufficiale, nasce la Garmin Cervelo, in «www.tuttobiciweb.it», 28 agosto 2010. URL consultato in data 13 ottobre 2010.
- ^ Garmin, nessun aumento per Hushovd, in «www.spaziociclismo.it», 26 novembre 2010. URL consultato in data 29 novembre 2010.
- ^ Luca Pellegrini, Milano-Sanremo, il trionfo di Matthew Goss, in «www.spaziociclismo.it», 19 marzo 2011. URL consultato in data 26 marzo 2011.
- ^ Giro di Svizzera - Hushovd, prima vittoria da iridato, in «it.eurosport.yahoo.com», 14 giugno 2011. URL consultato in data 14 giugno 2011.
- ^ Thor Hushovd ha scelto, andrà alla BMC, in «www.cicloweb.it», 9 agosto 2011. URL consultato in data 9 agosto 2011.
- ^ (EN) Thor Hushovd Joins BMC Racing Team, in «www.bmc-racing.com», 19 agosto 2011. URL consultato in data 1 gennaio 2012.
- ^ Thor Hushovd è febbricitante, non correrà la Milano-Sanremo, in «www.cicloweb.it», 15 marzo 2012. URL consultato in data 17 marzo 2012.
- ^ Giro, Hushovd si ritira alla sesta tappa, in «www.lastampa.it», 11 maggio 2012. URL consultato in data 11 maggio 2012.
- ^ Londra: ciclismo, forfait Hushovd, in «www.raisport.rai.it», 16 luglio 2012. URL consultato in data 1 ottobre 2012.
- ^ Haut Var, Hushovd in volata su Slagter nella prima tappa: il norvegese non vinceva da 17 mesi, in «www.cicloweb.it», 16 febbraio 2013. URL consultato in data 16 febbraio 2013.
- ^ Tour du Haut Var 2013, seconda tappa a Boom. Vichot conquista la generale, in «Spaziociclismo.it», 17 febbraio 2013. URL consultato in data 6 marzo 2013.
- ^ Milano-Sanremo 2013: Sconfitti e delusi, la schiera è folta - Pozzato, Cavendish e non soltanto tra gli scontenti, in «Cicloweb.it», 17 marzo 2013. URL consultato in data 19 marzo 2013.
- ^ (NO) Hushovd ble far igjen, in «www.procycling.no», 20 luglio 2012. URL consultato in data 7 dicembre 2012.
- ^ (NO) Solgt for 50.000 kroner, in «www.agderposten.no», 23 dicembre 2010. URL consultato in data 9 gennaio 2010.
- ^ (NO) Thor Hushovd støtter hjertebarna, in «syklingensverden.com», 18 novembre 2011. URL consultato in data 19 novembre 2011.
- ^ (NO) Kongepokal. www.idrett.no. URL consultato in data 17 febbraio 2013.
- ^ (NO) Markering av Verdensmesterene, in «www.solacykleklubb.no», 3 novembre 2010. URL consultato in data 17 febbraio 2013.
- ^ (NO) Thor Hushovd er årets navn!, in «www.vg.no», 22 dicembre 2010. URL consultato in data 17 febbraio 2013.
- ^ (EN) Thor Hushovd wins AIJC award for being available to media, in «www.velonation.com», 21 novembre 2011. URL consultato in data 21 novembre 2011.
- ^ (EN) Hedwig Kröner, The top ten sprinters of all time, in «www.cyclingnews.com», 21 dicembre 2011. URL consultato in data 23 dicembre 2011.
Bibliografia[modifica]
- Dag-Otto Lauritzen, Thor Hushovd, Roald Ankersen, Bjørn Atle Eide, Best på sykkel! (in norvegese bokmål), Schibsted forlagene, 2007. ISBN 9788251623292
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Thor Hushovd
Articolo su Wikinotizie: Tour de France 2010: ad Arenberg trionfa Hushovd, Cancellara torna in giallo 7 luglio 2010
Articolo su Wikinotizie: Ciclismo: Thor Hushovd è campione del mondo su strada 3 ottobre 2010
Collegamenti esterni[modifica]
- (FR, DE) Sito ufficiale
- Profilo su Cyclebase.nl
- (FR) Profilo su Memoireducyclisme.eu
- Profilo su Museodelciclismo.it
- Profilo su Sitodelciclismo.net
126 Hushovd · 127 Vestøl · Crono Hushovd ·
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