Stephen Roche

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Stephen Roche
Stephen ROCHE.jpg
Dati biografici
Nazionalità Irlanda Irlanda
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada, pista
Ritirato 1993
Carriera
Squadre di club
1981-1983 Peugeot Peugeot
1984-1985 La Redoute
1986-1987 Carrera Jeans Carrera Jeans
1988-1989 Fagor Fagor
1990 Histor
1991 TonTon Tapis
1992-1993 Carrera Jeans Carrera Jeans
Nazionale
1980-1993 Irlanda Irlanda
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Bronzo Altenrhein 1983 In linea
Oro Villach 1987 In linea
 

Stephen Roche (Dublino, 28 novembre 1959) è un ex ciclista su strada e pistard irlandese. Professionista dal 1981 al 1993, vinse, nel 1987, Giro d'Italia, Tour de France e campionato mondiale su strada.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Da dilettante[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Dublino, secondo di sei figli.[1] Completato l'apprendistato come operatore di macchina in un'azienda di Dublino, dopo aver cominciato una fruttuosa carriera dilettantistica in Irlanda (vincendo la Rás Tailteann nel 1979), Roche si trasferì in Francia nel febbraio 1980[2] aggregandosi alla squadra dilettantistica parigina ACBB di Boulogne-Billancourt per prepararsi alla gara su strada dei giochi olimpici di Mosca di quello stesso anno.[3] Subito dopo il suo arrivo Roche vinse la Parigi-Roubaix per dilettanti, andando il fuga con il belga Dirk Demol e vincendo in volata sul velodromo di Roubaix. Durante la gara, il direttore sportivo gli disse che se non avesse vinto "lo avrebbe rispedito in Irlanda il giorno stesso".[4]

Nonostante avesse concluso sul podio anche la Paris-Eze, un infortunio al ginocchio dovuto ad una suola difettosa lo portò ad una pessima gara a Mosca.[senza fonte] Tornato in Francia, ebbe un periodo strepitoso tra agosto ed ottobre, vincendo 19 gare ed ottenendo un contratto professionistico con la Peugeot-Shell-Michelin per la stagione 1981.

Gli inizi della carriera professionistica[modifica | modifica sorgente]

Ottenne la sua prima vittoria da professionista battendo Bernard Hinault nel Giro della Corsica. Meno di un mese dopo vinse la Parigi-Nizza, venendo subito indicato come uno dei migliori prodotti della sua generazione;[5] andò quindi a concludere la sua ottima stagione d'esordio vincendo anche il Tour d'Indre-et-Loire e l'Étoile des Espoirs, oltre ad ottenere un secondo posto dietro a Hinault nel Gran Premio delle Nazioni.[6] Nella stagione 1982 il suo miglior risultato fu il secondo posto nell'Amstel Gold Race, ma la sua scalata al successo continuò nel 1983 con le vittorie al Tour de Romandie, al Gran Premio di Vallonia, all'Étoile des Espoirs ed alla Parigi-Bourges.[6] Al Tour de France 1983 si piazzò al tredicesimo posto; concluse la stagione con una medaglia di bronzo ai mondiali su strada di Altenrhein, in Svizzera, battuto da Greg LeMond e Adrie van der Poel.

Nel 1984 corse con la squadra La Redoute dopo aver avuto problemi contrattuali con la Peugeot.[senza fonte] Vinse ancora il Tour de Romandie, la Nizza-Alassio e la Subida a Arrate ed ottenne il secondo posto alla Parigi-Nizza.[6] Concluse il Tour de France al venticinquesimo posto. Nel 1985 vinse il Critérium International, il Tour du Midi-Pyrénées, fu secondo alla Parigi-Nizza e terzo alla Liegi-Bastogne-Liegi. Al Tour de France 1985 vinse la 18ª tappa, con arrivo sul Colle d'Aubisque,[6] e concluse la gara sul podio al terzo posto, a 4 minuti e 29 secondi dal vincitore Bernard Hinault.

Nel novembre 1985, mentre gareggiava alla Sei giorni di Parigi con il professionista britannico Anthony Doyle, cadde e si infortunò seriamente al ginocchio sinistro. Questo problema pregiudicò la sua stagione 1986,[1] la prima con la Carrera: concluse ad esempio il Tour de France 1986 al 48º posto, a un'ora e 32 minuti dal vincitore Greg LeMond.[5] I riflessi dolorosi all'arto ed i problemi cronici alla schiena si ripresenteranno per il resto della carriera;[7] anche l'intervento chirurgico fatto dall'esperto Dr. Müller-Wohlfahrt di Monaco di Baviera servirà a poco. Dopo il ritirò dichiarò di aver corso il Tour de France 1993 "solo per divertimento".[3]

La stagione 1987[modifica | modifica sorgente]

Nel 1987 fu protagonista un'ottima primavera agonistica: tra febbraio e aprile vinse la Volta a la Comunitat Valenciana[8] e, pur penalizzato da una foratura, si classificò quarto, con una vittoria di tappa, alla Parigi-Nizza.[1] Concluse quindi al quarto posto la Freccia Vallone e al secondo, battuto da Moreno Argentin, la Liegi-Bastogne-Liegi – fu quello il suo miglior risultato nelle classiche. In maggio si aggiudicò per la terza volta il Tour de Romandie, facendo suoi anche due successi di tappa.

Al Giro d'Italia, nonostante i risultati conseguiti da Roche nella prima parte di stagione e l'ottima forma con cui si avvicinava alla "Corsa Rosa",[1] il capitano designato della Carrera fu l'italiano Roberto Visentini, vincitore dell'edizione 1986.[9] Ma il Giro 1987 lo vinse proprio Roche: l'irlandese si aggiudicò la seconda semitappa della prima frazione (cronodiscesa di 8 km dal Poggio a Sanremo) e la ventiduesima e ultima tappa, una cronometro individuale di 32 km a Saint-Vincent (li coprì alla media di 43,359 km/h),[10] oltre alla cronometro a squadre del quarto giorno. La classifica generale finale fu così sua. Nonostante tali vittorie, comunque, il momento saliente della corsa fu la tappa da Lido di Jesolo a Sappada, quando Roche, contravvenendo agli ordini di squadra, decise di andare in fuga e, pur con la propria squadra – su decisione del ds Davide Boifava[11] – ad inseguirlo per difendere il capitano Visentini, riuscì a guadagnare 3'12" e a togliere la maglia rosa all'italiano.[1][8] Visentini lo accusò apertamente di tradimento,[12] e nell'ultima settimana di corsa Roche dovette sfidare, ogni giorno, il fortissimo astio da parte dei tifosi italiani e di una stampa nazionale apertamente critica nei suoi confronti.[1] Anche gran parte dei propri compagni di squadra si schierarono con Visentini:[8] si disse che l'unico membro della Carrera che non gli corresse contro nell'ultima settimana fosse il fidato gregario Eddy Schepers; Roche ottenne comunque il sostegno dei corridori della Panasonic capitanata da Robert Millar, che poi chiuse secondo, e riuscì a fare sua la "Corsa Rosa".[8][9]

Il Tour de France 1987 risultò essere uno dei più difficili degli ultimi anni – 4231,1 chilometri suddivisi in ben 25 tappe, dieci delle quali di montagna – nonché, dopo il ritiro dalle corse di Bernard Hinault e con Greg LeMond messo fuori causa da un incidente di caccia, uno dei più incerti e combattuti.[12][13] Roche, presentatosi come outsider, inizialmente senza ambizioni di trionfo,[1] vinse la decima tappa, una cronometro individuale di 87,5 km conclusasi a Futuroscope; arrivò poi secondo nella diciannovesima frazione, sfilando la maglia gialla a Jean-François Bernard, ma già l'indomani, sull'Alpe d'Huez, dovette cedere il primato a Pedro Delgado, che all'arrivo lo aveva preceduto di 1'44".[14] Nella ventunesima tappa, un'altra frazione alpina con il Colle del Galibier, il Colle della Madeleine e l'arrivo a La Plagne, Roche si ritrovò ancora ad inseguire lo spagnolo, partito all'attacco sulla salita finale, ma riuscì infine a perdere solamente 4 secondi. Appena tagliato il traguardo perse però conoscenza e, non riuscendo a respirare, ebbe bisogno di una maschera di ossigeno; si riprese comunque bene e il giorno dopo attaccò il rivale in discesa strappandogli altri 18".[1][2][12] In quel Tour la maglia gialla venne vestita da altri sette atleti, prima che Roche sfruttasse, al penultimo giorno, i 38 km della cronometro di Digione per recuperare gli ultimi 21 secondi e vincere il Tour con 40" di margine su Delgado:[15] era quello il secondo distacco minimo tra primo e secondo fino ad allora, dopo quello di 38 secondi di Jan Janssen su Van Springel nel 1968 (due anni dopo, Greg LeMond batté Laurent Fignon per soli 8 secondi). Roche divenne così il quinto ciclista capace di vincere Giro e Tour nello stesso anno, dopo Coppi, Merckx, Anquetil e Hinault;[2][10] fu anche il primo irlandese in assoluto a vincere il Tour de France, fatto rimarcato dalla presenza dell'allora primo ministro irlandese Charles Haughey sul podio della premiazione sugli Champs-Élysées.[3][12]

In agosto corse alcuni criterium in preparazione al Campionato mondiale di Villach, Austria, del 6 settembre. Quel giorno Roche lavorò incessantemente a favore del compagno Sean Kelly, principale favorito (il percorso gli si addiceva, si disse)[12], andando a chiudere, negli ultimi quattro giri, su numerosi tentativi di fuga. Andò poi lui stesso all'attacco nell'azione decisiva, al penultimo giro, per coprire il proprio connazionale, rimasto imbrigliato nella pancia del gruppo e non in perfette condizioni fisiche.[12][16] Davanti rimasero in cinque, Roche, Teun van Vliet, Rolf Gölz, Rolf Sørensen e Guido Winterberg; l'irlandese attaccò a 500 metri dal traguardo e vinse con pochi metri di vantaggio sul plotoncino degli inseguitori, che stava proprio in quel momento per completare il ricongiungimento.[16][17] Roche divenne così, a sorpresa, il secondo ciclista nella storia a vincere Giro, Tour e mondiale nello stesso anno, dopo Eddy Merckx nel 1974;[17] con risultati di tale livello all'attivo in stagione, la vittoria nel Super Prestige Pernod fu per lui una formalità.

Dopo il 1987[modifica | modifica sorgente]

Alla fine della stagione 1987 Roche annunciò un cambio di squadra, dalla Carrera Jeans alla Fagor-MBK, portandosi con sé alcuni compagni di squadra tra cui i britannici Sean Yates, Malcolm Elliott, il più volte vincitore della maglia a pois del Tour de France Robert Millar ed il fedele gregario Eddy Schepers. La stagione 1988 cominciò male con il riacutizzarsi dell'infortunio al ginocchio sinistro:[18] Roche saltò sia il Giro d'Italia, per un fibroma da cicatrice allo stesso ginocchio,[19] che il Tour de France, e al termine dell'anno non aveva messo a referto alcuna vittoria.

Nel 1989 vinse la Vuelta al País Vasco,[6] fu ancora secondo alla Parigi-Nizza (per la quarta volta) ed alla Setmana Catalana, oltreché nono al Giro d'Italia; dovette invece ritirarsi dal Tour de France dopo aver picchiato, sul manubrio della bicicletta, il ginocchio destro, quello già interessato dall'infortunio del 1986.[3] Al termine dell'anno la Fagor-MBK chiuse i battenti e Roche dovette cambiare squadra un'altra volta: per il 1990 passò così alla Histor-Sigma, aggiudicandosi, in quella stagione, la Quattro giorni di Dunkerque. Nel maggio del 1990 Paul Kimmage, ex ciclista professionista irlandese e già compagno di squadra di Roche alla Fagor-MBK, pubblicò un dossier molto diretto sulla vita nel gruppo dei professionisti. Il libro Rough Ride portò alla luce l'utilizzo endemico di doping – soprattutto stimolanti e steroidi[20] – nel gruppo.[5] La pubblicazione del libro portò ad un reazione di disappunto da parte di Roche, che non condivideva il modo in cui la tematica veniva trattata;[20] avanzò anche minacce legali,[senza fonte] nonostante nel libro si accennasse in maniera lusinghiera alle sue vittorie e non si parlasse direttamente dell'uso di sostanze dopanti da parte sua.[20]

Nel 1991, accasatosi alla TonTon Tapis-GB di Roger De Vlaeminck, Roche vinse la Setmana Catalana ed il Critérium International; quell'anno prese il via anche al Tour de France ma, per un contrattempo dovuto all'espletamento di necessità corporali, si presentò alla cronosquadre con sette minuti di ritardo rispetto alla partenza dei compagni: coprì allora da solo i 37,5 chilometri del percorso finendo però fuori tempo massimo di cinque minuti, ed escluso di conseguenza dalla corsa.[21] Nel 1992 vinse la tappa di La Bourboule al Tour de France: era tornato alla Carrera di Davide Boifava, e alla Grande Boucle, questa volta non come capitano, ma come gregario di Claudio Chiappucci, ottenne il nono posto finale.

L'anno dopo fu nono al Giro e tredicesimo al Tour. Si ritirò dal professionismo alla fine della stagione 1993, in cui ottenne una sola vittoria, nel criterium post-Tour de France di Château-Chinon. Proprio relativamente alla stagione 1993, nel 2000 Roche fu implicato nell'inchiesta, condotta dalla procura di Ferrara nella figura del pm Pierguido Soprani,[5] e nel successivo processo che coinvolse il dottor Francesco Conconi e due suoi collaboratori, il biologo Ilario Casoni e il medico sportivo Giovanni Grazzi, quest'ultimo medico sociale del team Carrera fino al 1995. Nella fattispecie, nell'ambito di una presunta ricerca contro il doping finanziata dal CONI ed effettuata da Conconi nel 1993 – poi rivelatasi essere un programma sistematico di somministrazione di doping a sportivi professionisti[5][22] – emerse come, tra le altre cose, Grazzi avesse somministrato EPO a sei ciclisti della Carrera, tra cui proprio Roche, tra il gennaio e il luglio 1993.[5][23]

Nonostante l'utilizzo di nomi in codice (Rocchi, Rossi, Rocca, Roncati, Righi e Rossini erano, secondo l'accusa, i nomi usati da Conconi, nei file sequestrati, per riferirsi al ciclista irlandese) tentasse di mascherare i nominativi di coloro che ricevevano le sostanze dopanti,[5] e nonostante Roche avesse dichiarato di non aver mai assunto EPO, e nemmeno di aver mai avuto a che fare con Conconi,[5] il giudice Franca Oliva concluse: «Gli imputati per alcuni anni e con assoluta continuità hanno fiancheggiato gli atleti nella loro assunzione di eritropoietina. [...] Pertanto sussiste in punta di diritto il reato così come a loro contestato». In merito ai fatti precedenti al 1995, Conconi, Casoni e Grazzi vennero però assolti, per sopravvenuta prescrizione, dall'accusa di frode sportiva, ma dichiarati colpevoli moralmente.[24]

Dopo il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Ha a lungo vissuto in Francia,[1] gestendo anche un albergo, il Roche Marina Hotel a Villeneuve-Loubet, sulla Costa Azzurra,[25] ed organizzando al contempo campi di allenamento-vacanza per ciclisti sia nel sud della Francia che sull'isola spagnola di Maiorca.[3][25] Ha lavorato anche come commentatore ciclistico sul canale televisivo Eurosport[26] ed è stato testimonial Tour de France per l'azienda di formaggi francesi Coeur de Lion.[3]

All'età di ventidue anni sposò Lydia Giudici, di quattro anni più giovane (si erano conosciuti un anno prima);[2][3] la coppia ha avuto quattro figli, Nicolas, divenuto ciclista professionista nel 2005, la secondogenita Christel e i più piccoli Alexi e Florian, salvo poi divorziare nel 2003. Il fratello di Stephen, Lawrence, fu anch'egli ciclista professionista, i due corsero anche alcune gare insieme in gruppo; la sorella Maria è invece la madre di Daniel Martin, pure lui, dal 2008, ciclista nella categoria professionisti.[27]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Classifica generale Rás Tailteann
Paris-Roubaix Espoirs
2ª tappa Tour de Corse
Classifica generale Tour de Corse
7ª tappa, 2ª semitappa Parigi-Nizza
Classifica generale Parigi-Nizza
3ª tappa Tour d'Indre-et-Loire
Classifica generale Tour d'Indre-et-Loire
7ª tappa Tour de l'Avenir
Prologo Étoile des Espoirs
4ª tappa, 2ª semitappa Étoile des Espoirs
Classifica generale Étoile des Espoirs
Classifica generale Tour de Romandie
Grand Prix de Wallonie
1ª tappa Parigi-Bourges
Classifica generale Parigi-Bourges
Classifica generale Étoile des Espoirs
Nizza-Alassio
6ª tappa Parigi-Nizza
Classifica generale Tour de Romandie
Subida a Arrate
Bol d'Or des Monédières
7ª tappa, 2ª semitappa Parigi-Nizza
Classifica generale Critérium International
1ª tappa Tour de Midi-Pyrénées
Classifica generale Tour de Midi-Pyrénées
Prologo Critérium du Dauphiné Libéré
9ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré
18ª tappa, 1ª semitappa Tour de France
4ª tappa Tour of Ireland
5ª tappa Tour of Ireland
3ª tappa, 2ª semitappa Volta a la Comunitat Valenciana
Classifica generale Volta a la Comunitat Valenciana
7ª tappa, 2ª semitappa Parigi-Nizza
5ª tappa, 1ª semitappa Tour de Romandie
5ª tappa, 2ª semitappa Tour de Romandie
Classifica generale Tour de Romandie
1ª tappa, 2ª semitappa Giro d'Italia
22ª tappa Giro d'Italia
Classifica generale Giro d'Italia
10ª tappa Tour de France
Classifica generale Tour de France
Campionato del mondo, In linea
7ª tappa, 2ª semitappa Parigi-Nizza
5ª tappa, 2ª semitappa Vuelta al País Vasco
Classifica generale Vuelta al País Vasco
3ª tappa, 1ª semitappa Quatre Jours de Dunkerque
Classifica generale Quatre Jours de Dunkerque
Classifica generale Setmana Catalana
Classifica generale Critérium International
16ª tappa Tour de France

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

Classifica punti Critérium du Dauphiné Libéré
3ª tappa Critérium International (cronosquadre)
Loudéac
Ormes
Classifica punti Tour de Romandie
3ª tappa Giro d'Italia (cronosquadre)
2ª tappa Tour de France (cronosquadre)
Kortenhoef
Dublino
Aalsmeer
Challenge El Ciclista Internacional
Classifica generale Super Prestige Pernod
Calais
Brioude
Premio Fair Play Tour de France
Château-Chinon

Piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Grandi Giri[modifica | modifica sorgente]

1986: ritirato (21ª tappa)
1987: vincitore
1989: 9º
1993: 9º
1983: 13º
1984: 25º
1985: 3º
1986: 48º
1987: vincitore
1989: non partito (10ª tappa)
1990: 44º
1991: fuori tempo (2ª tappa)
1992: 9º
1993: 13º

Classiche monumento[modifica | modifica sorgente]

1984: 28º
1985: 52º
1987: 74º
1992: 35º
1993: 126º
1981: 39º
1982: 17º
1983: 20º
1984: 21º
1982: 9º
1983: 24º
1985: 3º
1987: 2º
1989: 33º
1990: 16º
1991: 8º
1992: 14º
1993: 24º
1981: 14º
1982: 16º
1983: 18º
1984: 5º
1992: 18º

Competizioni mondiali[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Mendrisio d'Oro del Velo Club Mendrisio 1987
  • Premio Marie-Christine Ubald-Bocquet dell'Accademia dello Sport nel 1987

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i (EN) Taking the triple in autobus.cyclingnews.com, 8 agosto 2007. URL consultato il 3 agosto 2011.
  2. ^ a b c d Mario Fossati, L' EROE DEL TOUR VIENE DA LONTANO in ricerca.repubblica.it, 28 luglio 1987. URL consultato il 2 agosto 2011.
  3. ^ a b c d e f g (EN) Sarah Caden, Tour winner Roche's hell at career end in www.independent.ie, 7 gennaio 2007. URL consultato il 2 agosto 2011.
  4. ^ Walsh, op. cit.
  5. ^ a b c d e f g h (EN) David Walsh, Cycling: Sad end to Roche's road in www.timesonline.co.uk, 28 marzo 2004. URL consultato il 2 agosto 2011.
  6. ^ a b c d e Storia - Roche Stephen, www.tuttobiciweb.it. URL consultato il 3 agosto 2011.
  7. ^ Eugenio Capodacqua, CUORE CHIAPPUCCI in ricerca.repubblica.it, 12 febbraio 1992. URL consultato il 3 agosto 2011.
  8. ^ a b c d (EN) Giro d'Italia: Anglophone Invasion in www.cyclingnews.com, 4 maggio 2011. URL consultato il 5 maggio 2011.
  9. ^ a b Giro d'Italia - 1987 / La storia, centoannigiro.gazzetta.it. URL consultato il 6 maggio 2011.
  10. ^ a b Angelo Zomegnan, Rino Negri, E adesso Gimondi spinge Pantani in archiviostorico.gazzetta.it, 10 luglio 1998. URL consultato il 20 giugno 2011.
  11. ^ Eugenio Capodacqua, La storia del Giro d'Italia in www.repubblica.it, 10 maggio 2007. URL consultato il 5 maggio 2011.
  12. ^ a b c d e f (EN) Roche remembers his annus mirabilis in www.guardian.co.uk, 5 luglio 2011. URL consultato il 5 maggio 2011.
  13. ^ (EN) Samuel Abt, TOUR DE FRANCE: ANYONE'S RACE in www.nytimes.com, 1º luglio 1987. URL consultato il 21 giugno 2011.
  14. ^ (FR) 74ème Tour de France 1987 - 20ème étape, www.memoire-du-cyclisme.net. URL consultato il 3 agosto 2011.
  15. ^ (EN) Samuel Abt, TOUR DE FRANCE; An Irishman Leads Entering Final Day in www.nytimes.com, 26 luglio 1987. URL consultato il 21 giugno 2011.
  16. ^ a b Mario Fossati, ECCO ROCHE DEMONIO E ANGELO in ricerca.repubblica.it, 8 settembre 1987. URL consultato il 2 agosto 2011.
  17. ^ a b Mario Spairani, 100 Anni di Ciclismo, Speciale Mondiali 1983 - 1994 in www.spaziociclismo.it, 2 ottobre 2010. URL consultato il 5 maggio 2011.
  18. ^ Mario Fossati, DA KELLY A BERNARD TUTTI GLI EROI DELL' ALTRA PARTE in ricerca.repubblica.it, 4 febbraio 1988. URL consultato il 2 agosto 2011.
  19. ^ Mario Fossati, MA I NOSTRI ARRIVERANNO? in ricerca.repubblica.it, 24 maggio 1988. URL consultato il 2 agosto 2011.
  20. ^ a b c (EN) Samuel Abt, Ex-Irish Racer Spurned After Drug Revelations : Cyclist Pays for Speaking Out in www.nytimes.com, 13 luglio 1998. URL consultato il 3 agosto 2011.
  21. ^ Gianni Mura, GLI ITALIANI AD HANDICAP in ricerca.repubblica.it, 9 luglio 1991. URL consultato il 2 agosto 2011.
  22. ^ Giuseppe Toti, «Conconi faceva i test sui campioni» in archiviostorico.corriere.it, 6 giugno 2000. URL consultato il 2 agosto 2011.
  23. ^ DOPING Il professor Conconi verrà processato ad ottobre in qn.quotidiano.net, 23 maggio 2002. URL consultato il 2 agosto 2011.
  24. ^ Giuseppe Toti, «Conconi spingeva gli atleti al doping» in archiviostorico.corriere.it, 11 marzo 2004. URL consultato il 3 agosto 2011.
  25. ^ a b (EN) Stephen Roche Insight: Impressed with Freire’s Milan-Sanremo, not with others in www.velonation.com, 22 marzo 2010. URL consultato il 3 agosto 2011.
  26. ^ (EN) Brendan Gallagher, Tour de France 2010: father and son Stephen and Nicolas Roche feel each other's pain in www.telegraph.co.uk, 5 luglio 2010. URL consultato il 3 agosto 2011.
  27. ^ (EN) Shane Stokes, Martin chasing pro deal in www.cyclingnews.com, 9 giugno 2007. URL consultato l'8 agosto 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Stephen Roche; David Walsh, The Agony and the Ecstasy: Stephen Roche's World of Cycling, Century Hutchinson, 1989, ISBN 9780091736842.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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