Jan Ullrich
| Jan Ullrich | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nome | Jan Ullrich | |
| Paese | ||
| Nazionalità | ||
| Altezza | 183 cm | |
| Peso | 72 kg | |
| Ciclismo |
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| Dati agonistici | ||
| Specialità | Strada, ciclocross | |
| Ritirato | 2007 | |
| Carriera | ||
| Squadre di club | ||
| 1995-2001 | ||
| 2002 | ||
| 2003 | ||
| 2003 | ||
| 2004-2006 | ||
| Nazionale | ||
| 1993-2004 | ||
| Palmarès | ||
| Argento | Sydney 2000 | Crono |
| Oro | Sydney 2000 | In linea |
| Bronzo | Oslo 1993 | In linea Dil. |
| Bronzo | Agrigento 1994 | Crono |
| Oro | Verona 1999 | Crono |
| Oro | Lisbona 2001 | Crono |
Jan Ullrich (Rostock, 2 dicembre 1973) è un ex ciclista su strada e ciclocrossista tedesco. Professionista dal 1995 al 2006 , vinse il Tour de France 1997 e la Vuelta a España 1999, oltre a un titolo olimpico a Sydney 2000 e tre titoli mondiali, uno in linea e due a cronometro.
Indice |
[modifica] Biografia
Ullrich aveva una moglie Gaby, dalla quale è separato dal 2005. Dall'ex moglie ha avuto anche una figlia, Sarah.[1] Nel settembre 2006 decide di sposare Sara Steinhauser, sorella di un compagno di squadra di Jan alla T-Mobile. La coppia ha avuto due figli: Sarah Maria e Max.[2] Viene considerato da Armstrong come un avversario molto silenzioso ma con il quale aveva ottimi rapporti.[3]
[modifica] Carriera
Si appassiona al ciclismo fin da bambino, ammaliato dalle sfide tra Laurent Fignon e Greg LeMond. Frequenta la scuola sportiva giovanile della Repubblica Democratica Tedesca a Berlino fino alla caduta del muro.
[modifica] 1993-2001: Dilettanti e Deutsche Telekom
[modifica] 1993-1996: Dilettanti e l'approdo al professionismo con la Deutsche Telekom
Nel 1993 ad Oslo vince il Campionato del mondo in linea nella categoria dilettanti a nemmeno vent'anni (nella stessa edizione, tra i professionisti, si impone il futuro rivale Lance Armstrong). Nel 1994 corre la stagione ancora tra i dilettanti e a Catania conquista il terzo posto al Campionato del mondo nella prova a cronometro (in quella occasione, per la prima edizione della prova a cronometro, fu una gara "open", ossia aperta a professionisti e non) vinta dallo specialista Chris Boardman davanti ad Andrea Chiurato.
L'anno seguente passa tra i professionisti nel Team Deutsche Telekom. Vince il Campionato tedesco a cronometro e disputa la sua prima grande corsa a tappe, la Vuelta a España. Nel 1996 si impone al grande pubblico classificandosi secondo al Tour de France dietro al compagno di squadra Bjarne Riis (vittoria in un primo momento revocata per confessato uso di doping, poi riassegnata al danese), in cui vince la penultima tappa a cronometro rischiando di sfilare la maglia gialla al proprio capitano, tanto che i ds della Deutsche Telekom impongono ad Ulli di rallentare per non compromettere il risultato del capitano.[4] Ullrich a 22 anni e mezzo giunge a soli 1' 41 secondi da Riis guadagnandosi la vittoria nella classifica dei migliori giovani alla Grande Boucle.
[modifica] 1997: La vittoria del Tour de France
Nel 1997, dopo aver vinto il Campionato tedesco in linea e l'importante tappa di Kandersteg al Giro di Svizzera, fa suo il Tour de France, primo tedesco della storia, e sul podio di Parigi precede i rivali di allora Richard Virenque e Marco Pantani. Nonostante il capitano anche per questo Tour de France fosse Riis, Ullrich s'impone sin dalle prime salite e nella tappa con arrivo in salita ad Andorra-Arcalís, l'ormai ex-capitano Riis gli lascia via libera verso il successo di tappa ed il tedesco riesce a staccare Pantani e Virenque conquistando la maglia gialla. Nella cronometro di Saint-Etienne mette il sigillo al Tour staccando di più di tre minuti i maggiori avversari, ovvero Virenque, Riis, Olano e Pantani (ricordando per stile e potenza il grande Miguel Indurain cui molti lo accostano). Sulle Alpi, Ullrich si limita a contenere gli attacchi dello scalatore romagnolo giungendo a Parigi con distacchi pesanti: più di 9 minuti a Virenque e più di 14 a Pantani.
Le vittorie nella Classica di Amburgo, nella Luk Cup Buhl ed il podio al Campionato di Zurigo dimostrano che Kaiser Jan riesce ad andare forte anche nelle corse di un giorno e si pensa ad un nuovo cannibale.[4] A fine anno si aggiudica la prima edizione del premio internazionale Fausto Coppi-Bici d'Oro.
[modifica] 1998: il secondo posto al Tour
Nell'inverno Jan Ullrich prende dieci chili, incominciando l'anno successivo con una condizione fisica non ottimale per via del peso eccessivo.[5] Ciò nonostante riesce a dimagrire per tempo, e si presenta alla partenza del Tour come uno dei favoriti per la vittoria finale.[5] Conquista la maglia gialla nella prima cronometro, a Corrèze rifilando più di 4 minuti a Pantani, e la conserva dopo i Pirenei, ma sul Colle del Galibier, sotto la pioggia, deve arrendersi ad un epico attacco di Pantani che riesce a guadagnare circa 9 minuti alla fine della tappa.[6] Si riscatta vincendo l'indomani ad Albertville, dopo una fuga a due con il Pirata, e l'ultima cronometro; ma in classifica generale chiude secondo alle spalle dello scalatore italiano, nel Tour che verrà ricordato anche per lo scandalo Festina.
[modifica] 1999: Il successo alla Vuelta
Nel 1999 inizia la stagione con l'intento di riconquistare la maglia gialla, ma, oltre al problema del peso che si era ripresentato, una caduta durante il Giro di Germania preclude la partecipazione al Tour de France. Corre quindi la Vuelta a España, ma senza grandi velleità di classifica; ciò nonostante vince una tappa e successivamente, ancora sull'arrivo ad Arcalís, conquista la maglia amarillo di leader della classifica, che difenderà sino alla fine con una seconda vittoria di tappa nell'ultima cronometro.[4] L'obiettivo principale della stagione sono comunque i campionati del mondo che si disputano in Italia: a Treviso vince la prova a cronometro mentre a Verona nella prova in linea, malgrado l'eccellente condizione, non va oltre l'ottavo posto.
[modifica] 2000: Nuovamente secondo alla Grande Boucle
Nel 2000 si presenta nuovamente il problema del peso, ma Ullrich riesce a presentarsi con una forma ottimale in vista del Tour de France: quell'anno ha luogo la prima sfida con Armstrong, ma il tedesco deve accontentarsi del secondo posto in classifica data la superiorità dello statunitense sia in salita che a cronometro. Si riscatta ai Giochi olimpici di Sydney, in cui conquista l'oro nella prova in linea dispuatasi nella parte est del Centennial Park, precedendo, in una fuga a tre, i compagni di team Aleksandr Vinokurov e Andreas Klöden, e l'argento in quella a cronometro, battuto da Vjačeslav Ekimov. L'UCI indagò per presunto uso di doping da parte del tedesco ma nel 2010 non sono state riscontrate illeciti.[7]
[modifica] 2001: Ancora dietro Armstrong
Nella stagione seguente partecipa per la prima volta al Giro d'Italia, senza però ottenere risultati anche a causa della scarsa condizione (verrà anche indagato nell'ambito di un'inchiesta antidoping, senza comunque alcun successivo strascico giudiziario) e poi, forte della seconda vittoria nel Campionato tedesco in linea, punta a rivincere il Tour de France. Armstrong si rivela ancora il più forte e Ullrich è nuovamente secondo.[8] Prosegue la stagione su buoni livelli, vincendo anche il Giro dell'Emilia, e ai Campionati del mondo di Lisbona fa di nuovo suo l'oro a cronometro con una grande rimonta nel finale di gara mentre nella gara in linea arriva con il gruppo di testa e chiude tredicesimo.
[modifica] 2002-2006: Gli ultimi anni
[modifica] 2002-2003: La squalifica e il ritorno
Nel 2002 è fermo praticamente per tutta la stagione a causa di problemi al ginocchio destro, cui viene operato. In un controllo antidoping a sorpresa, effettuato durante il periodo di recupero, viene trovato positivo per uso di anfetamine, assunte al di fuori dell'attività ciclistica, come dichiarerà in seguito. Viene squalificato fino al 23 marzo 2003; inoltre, dopo otto anni, si conclude il rapporto con il Team Telekom. Nel 2003 ritorna alle corse con una nuova squadra, il Team Coast (poi Team Bianchi). Dopo aver fatto il Giro di Germania (5º posto) e il Giro di Svizzera (7º posto) per prepararsi al meglio al Tour arriva con grandi ambizioni di vittoria al Tour de France, e, oltre a vincere una tappa a cronometro rifilando 1'30" all'americano, riesce per la prima volta a mettere in difficoltà Armstrong anche in salita, ma non va oltre al solito secondo posto. Sull'Alpe d'Huez a lui più volte fatale perde il Tour per 1', cadendo poi sull'asfalto bagnato nella cronometro finale che concluderà con un tempo di poco superiore ad Armstrong, nonostante la caduta, dimostrando d'essere stato, per una volta, superiore al texano nell'arco di tutto il Tour, ma altresì mostrando la propria debolezza tattica nel non aver approfittato delle difficoltà del suo avversario. In questa edizione della Grande Bòucle si rende protagonista di un particolare episodio: durante una tappa con arrivo in salita Armstrong cade mentre stava forzando e Ullrich, pur molto vicino in classifica e in ottima condizione, anziché attaccare aspetta il rientro del texano nel gruppetto di testa, che poi riuscirà pure a staccare il tedesco sfruttando proprio le difficoltà di Ullrich nel cambio di ritmo.[9] Successivamente trova importanti piazzamenti alla Classica di Amburgo e al Campionato di Zurigo chiudendo una stagione positiva. Viene eletto sportivo tedesco dell'anno.[10]
[modifica] 2004: La vittoria al Giro di Svizzera
Nel 2004 torna a correre in Germania con la T-Mobile. Prende parte al Giro di Svizzera corsa che gli serve da preparazione per il suo obiettivo stagionale da molti anni, il Tour de France. Riesce sin dalla prima tappa della corsa svizzera ad avere la leadership nella classifica generale[11], anche grazie alla caduta di Aleksandr Vinokurov nella prima tappa.[12] Riesce a controllare le successive frazioni fino alla sesta tappa con arrivo a Linthal, quando lascia partire una fuga a tre con Niki Aebersold, Roger Beuchat e Thorwald Veneberg: Aebersold otterrà il successo di tappa e Ulli terrà la maglia di leader concludendo al quarto posto nella tappa.[13] Nell'ascesa di Mechtal il campione tedesco non resiste agli attacchi dello svizzero Fabian Jeker e dell'austriaco Georg Totschnig a 2 km dalla fine dell'ascesa, che gli ha portato ad avere un discreto vantaggio: Fränk Schleck giunge al terzo posto, mentre Ullrich è preceduto anche dall'italiano Dario Cioni altro protagonista della corsa. Alla fine della tappa Ullrich si ritrova terzo con 32 secondi di svantaggio da Jeker e 24 da Totschnig.[14] Dopo l'ottava frazione, vinta da Paolo Bettini che trova la fuga giusta, la situazione si complica per Ullrich che deve rimontare 41' secondi su Jeker nella cronometro di domani in cui è il favorito numero uno.[15] Nella crono non delude le aspettative dimostrando di essere un grande campione, riuscendo infatti per un solo secondo a sconfiggere uno scatenato Fabian Jeker e a vincere la corsa elvetica, battendo László Bodrogi e Fabian Cancellara nella tappa, vinta con una media di circa 48 km/h.[16] Dopo la vittoria del Giro di Svizzera, con due successi di tappa, è uno dei favoriti per la conquista del Tour de France, considerato anche da Lance Armstrong il suo maggior avversario:[17] ma in quell'edizione Armstrong si rivela ancor più insuperabile (per lui sesto Tour consecutivo, un record), e per la prima volta non sale sul podio di Parigi preceduto pure da Klöden e Ivan Basso.[18] Alla fine della corsa francese il tedesco viene criticato dal ds della formazione tedesca T-Mobile Walter Godefroot che afferma che il talento da solo non basta.[19] Ai Giochi olimpici di Atene non bissa i risultati di quattro anni prima: settimo a cronometro e mai incisivo nella prova in linea dove chiude al diciannovesimo posto. Inoltre rinuncia ai Mondiali in Italia concludendo una annata al di sotto delle aspettattive.[4][20][21] Parte anche per il GP del Lazio (3°[22]) e il Gran Premio Industria e Commercio di Prato.[23] Il 12 ottobre non paga una bolletta e la T Mobile gli stacca la linea.[24]
[modifica] 2005: Annata deludente
Nella stagione successiva ricomincia il problema del peso forma, a cui si aggiunge una fastidiosa polmonite che gli compromette una buona preparazione per la più importante corsa francese.[4] Conclude al terzo posto e con la vittoria nella cronometro il Giro di Svizzera[25] La sfortuna perseguita Ullrich che proprio mentre si allenava in vista della crono di apertura del Tour de France cade finendo contro l'ammiraglia della T Mobile ma senza compromettere la partenza alla corsa[26]: dopo esser caduto nuovamente nell'ottava frazione, ricoverato all'ospedale di Grenoble non riporta gravi conseguenze e riprende la corsa[27]; alla fine chiude in terza posizione anche il Tour de France, alle spalle del solito Armstrong e di Basso.[28][29] Si classifica inoltre secondo al Giro di Germania, vincendo la frazione a cronometro. A fine luglio vince il Criterium di Mayrhofen, in Austria.[30]
[modifica] 2006: L'Operación Puerto segna la fine di Jan Kaiser
Nel 2006, non cambia stile e dopo aver preso molti chili[31] ritorna al Giro d'Italia con una forma non ottimale ed ottenendo una vittoria di tappa a cronometro[32] prima di ritirarsi dalla corsa rosa. Ripresosi in pieno e tornato in piena forma vince nuovamente il Giro di Svizzera. Al Tour de France, visto il ritiro dalle corse di Armstrong, avrebbe finalmente l'occasione di bissare il successo del 1997[33], ma alla vigilia della corsa francese viene implicato nella cosiddetta Operación Puerto, che lo vede coinvolto per uso di doping.[34] Viene escluso dall'organizzazione del Tour, quindi sospeso dalla sua squadra[35] e in seguito licenziato,[4][36] perdendo anche alcuni sponsor a lui legati.[37] Per tutto il periodo dell'inchiesta Ullrich, a differenza di altri corridori coinvolti, si dichiara sempre estraneo alla vicenda[38], fino al 26 febbraio 2007, in cui annuncia il suo ritiro dall'attività agonistica.[39] Successivamente le analisi sanguigne confermeranno il suo coinvolgimento.[40] La sua abitazione in Svizzera verrà in seguito perquisita.[41]
[modifica] 2007-2011: Il post-ritiro
Il 2 giugno 2007 Jan rischia di perdere le medaglie conquistate alle Olimpiadi a Sydney nel 2000[42] ma nel 2010 non vengono riscontrati illeciti ed Ullrich si tiene le sue medaglie.[7]
Il 12 novembre 2008 vince una causa contro il suo ex team il Team Coast, Gunther Dahms ex patron della squadra dovrà pagare al tedesco 340.000 euro.[43]
Nell'estate 2010 Kaiser Jan viene colpito da una malattia da stress, la Sindrome da burnout[38], dalla quale riesce a guarire verso la fine di dicembre, ritornando anche in sella ad una bici, ma smentendo un suo ritorno alle corse.[44]
All'inizio del 2010 sembra non debba finire tra i corridori processati per l'Operacion Puerto[45], ma l'UCI fa un appello al TAS di Losanna[46] In seguito l'ex ds della T-Mobile Pevenage coinvolgerà Ullrich nell'Operacion Puerto.[47]
[modifica] Primati personali
Rientra tra i corridori che hanno vinto tappe in tutti i grandi giri: Tour de France, Giro d'Italia e Vuelta a España. In otto partecipazioni al Tour è salito sette volte sul podio: primo nel 1997; secondo nel 1996, 1998, 2000, 2001, 2003; terzo nel 2005. Solo nel 2004 fu quarto. Nella storia della corsa francese come numeri di podi è preceduto da Lance Armstrong con sette vittorie e un terzo posto, Bernard Hinault con cinque vittorie e due secondi posti e da Joop Zoetemelk che ha vinto il Tour 1980 e per ben 6 volte si è classificato secondo (1970,1971,1976,1978,1979,1982); mentre Raymond Poulidor vanta un maggior numero di podi con tre secondi e cinque terzi posti.
In occasione delle due vittorie nelle grandi corse a tappe, il Tour del 1997 e la Vuelta del 1999, ha conquistato la maglia di leader della classifica, poi tenuta sino alla fine della corsa, al termine della tappa con l'arrivo in salita ad Andorra-Arcalís. Nella medesima tappa del Tour de France 1997 Ullrich ha inoltre stabilito il record di potenza media espressa su di una salita, con 475 watt.
[modifica] Controversie
Il percorso che portava Jan Ullrich alla Grande Boucle sembrava essere sempre lo stesso: ad ogni primavera si presentava fuori forma[48]; questo era dovuto al fatto che - come ammetterà lui stesso - mangiava molto nel periodo invernale e ciò lo costringeva ad allenamenti duri per ritrovare la condizione e la forma per affrontare il Tour;[10] spesso inoltre, un infortunio lo accompagnava nelle settimane poco prima del Tour.
[modifica] Palmarès
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[modifica] Altri successi
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[modifica] Piazzamenti
[modifica] Grandi Giri
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[modifica] Classiche monumento
[modifica] Competizioni mondiali
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[modifica] Riconoscimenti
- Sportivo tedesco dell'anno nel 1997 e 2003
[modifica] Note
- ^ «Ullrich si allena forte ma intanto si separa». tuttobiciweb.it, 16 5 2005. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Su Tuttosport le verità di Jan Ullrich». tuttobiciweb.it, 26 1 2008. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ Simon Mari. «Radioshack, Armstrong continua la sua guerra». spaziociclismo.it, 22 1 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ a b c d e f «Storia di Jan Ullrich». museociclismo.it. URL consultato in data 28-12-2010.
- ^ a b Eugenio Capodacqua. «Via al Tour con il Pirata: "Ma non prometto miracoli"». www.repubblica.it, 11 luglio 1998. URL consultato in data 2 agosto 2011.
- ^ Redazione Spaziociclismo. «Speciale Pantani, Correva l'anno...1998». spaziociclismo.it, 13 1 2010. URL consultato in data 28-12-2010.
- ^ a b Gabriele Pappolla. «Germania, Ullrich conserva la medaglia di Sidney». spaziociclismo.it, 8 2 2010. URL consultato in data 28-12-2010.
- ^ Luca Pellegrini. «10 anni di Tour: 2001 - Armstrong padrone». spaziociclismo.it, 24 6 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ Luca Pellegrini. «10 anni di Tour: 2003 - Quinto successo, ma che fatica». spaziociclismo.it, 26 6 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ a b «Ullrich: la mia sfida a Lance Armstrong». tuttobiciweb.it, 28 6 2004. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Svizzera, apertura col botto». spaziociclismo.it, 12 6 2004. URL consultato in data 29-12-2010.
- ^ «A rischio il Tour di Vinokourov». tuttobiciweb.it, 14 6 2010. URL consultato in data 29-12-2010.
- ^ «Svizzera: vince Aebersold, bravo Cioni». tuttobiciweb.it, 17 6 2010. URL consultato in data 29-12-2010.
- ^ «Svizzera, Jeker spodesta Ullrich». tuttobiciweb.it, 18 2004. URL consultato in data 29-12-2010.
- ^ «Svizzera: Bettini, fuga per la vittoria». tuttobiciweb.it, 19 6 2004. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Ullrich re di Svizzera per un secondo». tuttobiciweb.it, 20 6 2004. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Armstrong in tribunale perde per la seconda volta». tuttobiciweb.it, 2 7 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ Luca Pellegrini. «10 anni di Tour: 2004 - Sempre Amrstrong, ma c'è Basso». spaziociclismo.it, 27 6 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Ullrich-T Mobile: rapporti tesi». tuttobiciweb.it, 27 7 2004. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Mondiali, Ullrich rinuncia alla crono». tuttobiciweb.it, 27 9 2004. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Ullrich non correrà nemmeno domenica». tuttobiciweb.it, 29 9 2004. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Giro del Lazio, Flecha non perdona». tuttobiciweb.it, 18 9 2004. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Dopo il Lazio, Ullrich a Prato». tuttobiciweb.it, 17 9 2004. URL consultato in data 30-12-2004.
- ^ «Ullrich non paga la bolletta e il suo sponsor stacca la linea». tuttobiciweb.it, 12 10 2004. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Svizzera, Ullrich si impone nella cronometro». tuttobiciweb.it, 12 6 3005. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Ullrich cade in allenamento ma ci sarà. E come lui Pereiro». tuttobiciweb.it, 1 7 2005. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Ullrich: nessuna frattura dopo la caduta di ieri». tuttobiciweb.it, 11 7 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Tour: tappa a Vinokourov, trionfo per Armstrong». tuttobiciweb.it, 24 7 2005. URL consultato in data 30-12-2005.
- ^ Luca Pellegrini. «10 anni di Tour: 2005 - La settima meraviglia di Armstrong». spaziociclismo.it, 28 6 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Criterium: successi per Ullrich, Vinokourov e McEwen». tuttobiciweb.it, 29 7 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Riis: Ullrich è dieci chili sovrappeso. Jan: risponderò a luglio». tuttobiciweb.it, 25 4 2006. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ Luca Pellegrini. «10 anni di Giro: 2006 - Basso il cannibale». spaziociclismo.it, 4 5 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ Luca Pellegrini. «10 anni di Tour: 2006 - Il Tour più lungo della storia». spaziociclismo.it, 29 6 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Ecco la lista di 47 dei corridori coinvolti». tuttobiciweb.it7 2006. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «La T Mobile sospende Ullrich, Sevilla e Pevenage». tuttobiciweb.it, 2 7 2006. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «In casa T-Mobile pronti a licenziare anche Ludwig e Kummer». tuttobiciweb.it, 24 7 2006. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Ullrich, ora fuggono gli sponsor». tuttobiciweb.it, 4 7 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ a b Luca Capuano. «Germania, sindrome da stress per Ullrich». spaziociclismo.it, 13 8 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Jan Ullrich annuncia: mi ritiro». tuttobiciweb.it, 26 2 2007. URL consultato in data 30-12-2007.
- ^ «Ullrich-Fuentes, un rapporto che durava dal 2003». tuttobiciweb.it, 8 9 2006. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Perquisizione in casa di Ullrich: Jan interrompe la luna di miele». tuttobiciweb.it12 2006. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Ullrich, a rischio le medaglie olimpiche». tuttobiciweb.it, 2 6 2007. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ «Jan Ullrich vince la causa contro il Team Coast». tuttobiciweb.it, 12 11 2008. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ Lorenzo Storti. «Jan Ullrich: "Sono guarito dal mio burnout"». spaziociclismo.it, 28 12 2010. URL consultato in data 28-12-2010.
- ^ Simon Mari. «Germania, Ullrich non sarà processato». spaziociclismo.it, 18 2 2010. URL consultato in data -12-2010.
- ^ Simon Mari. «UCI, appello al TAS contro Ullrich». spaziociclismo.it, 26 3 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ Simon Mari. «Operacion Puerto, Pevenage ammette e coinvolge Ullrich». spaziociclismo.it, 8 7 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
- ^ Francesco Glendi. «Saxo Bank, problemi di peso per Sørensen». spaziociclismo.it, 22 11 2010. URL consultato in data 30-12-2010.
[modifica] Altri progetti
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- (EN) Profilo su Sports-reference.com
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- (FR) Profilo su Memoireducyclisme.net
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- Profilo su Tuttobiciweb.it
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