Laurent Brochard

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Laurent Brochard
Laurent BROCHARD.jpg
Dati biografici
Nazionalità Francia Francia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Ritirato 2007
Carriera
Squadre di club
1992-1994 Castorama Castorama
1995-1999 Festina Festina
2000-2002 Jean Delatour Jean Delatour
2003-2004 AG2R Prévoyance AG2R Prévoyance
2005-2007 Bouygues Télécom Bouygues Télécom
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro San Sebastian 1997 In linea
 

Laurent Brochard (Le Mans, 26 marzo 1968) è un ex ciclista su strada francese, vincitore della prova in linea al campionato del mondo su strada 1997 a San Sebastián.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Passato professionista nel 1992, corse fino al termine della stagione 2007, a 39 anni compiuti.

Fra le sue 48 vittorie, la più importante è il campionato del mondo del 1997. Tuttavia, questo successo fu in parte oscurato dallo scandalo doping che travolse la sua squadra, la Festina, nel corso del Tour de France del 1998[1], che ebbe come conseguenza una squalifica per il transalpino di sei mesi[2].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

Classifica scalatori Quattro giorni di Dunkerque
Classifica scalatori Tour du Limousin
Classifica scalatori Parigi-Nizza
Classifica scalatori Tour Méditerranéen
Classifica scalatori Parigi-Nizza
Classifica sprint Circuit de la Sarthe
Classifica generale Coppa di Francia
Classifica punti Critérium International
Classifica traguardi volanti Vuelta a Castilla y Leon
Classifica punti Parigi-Nizza
Classifica punti Tour Down Under
Classifica scalatori Tour de Romandie

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Caso Festina, il Tour cerca altri colpevoli in http://archiviostorico.corriere.it, 20 luglio 1998. URL consultato il 5 agosto 2012.
  2. ^ (EN) Laurent Brochard, 81st in the Tour, Has Had His Moment of Glory : Riding in the Shadow of Virenque in http://www.nytimes.com, 24 luglio 1999. URL consultato il 5 agosto 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]