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Le contestazioni dei tifosi
Il Tour de France 2006, novantatreesima edizione della corsa, si svolse in 20 tappe precedute da un cronoprologo iniziale dal 1º al 23 luglio 2006 ed affrontò un percorso totale di 3 657,1 km. La corsa venne vinta per la prima ed unica volta dallo spagnolo Óscar Pereiro, dopo la squalifica di Floyd Landis per doping. La vittoria venne assegnata a Pereiro poco più di un anno dopo la conclusione di questa edizione del Tour, proprio per le vicende burocratico-giudiziarie successive alla vicenda-doping che inchiodò Landis. A posteriori, quindi, Pereiro fu leader della classifica generale di tale edizione nelle ultime otto delle venti frazioni previste. Si trattò della nona edizione della corsa a tappe francese nella quale, a vincere, fu un ciclista spagnolo, esattamente undici anni dopo l'ultima affermazione iberica con Miguel Indurain.
Pereiro, che nell'occasione andò per la prima e unica volta in carriera sul podio di Parigi, concluse la Grande Boucle in 89h40'27", davanti al tedesco Andreas Klöden (al secondo e ultimo podio al Tour in qualità di secondo classificato, stessa posizione da lui colta nell'edizione del 2004) e al connazionale Carlos Sastre (per la prima volta tra i primi tre della classifica generale del Tour, in qualità di terzo classificato). Pereiro partecipò a sei Tour de France: per lui questa vittoria, un nono posto, due decimi posti e due ritiri.
Pereiro precedette in classifica generale Klöden per soli 32 secondi, e tale distacco, all'epoca, risultò il secondo minore tra il vincitore e il secondo classificato nella storia del Tour. Tuttavia, nell'edizione seguente del 2007, si riscontrerà un distacco ancora minore (di ventitre secondi).
Quattro furono i corridori ad aggiudicarsi il maggior numero di frazioni (due ciascuno) sulle venti previste (considerando anche il pronoprologo in questo còmputo totale): Thor Hushovd, Robbie McEwen, Óscar Freire e Serhij Hončar. Il vincitore del Tour Pereiro non si aggiudicò alcuna frazione.
| Tappa |
Data |
Percorso |
km |
Vincitore di tappa |
Leader cl. generale |
| Prol. |
1º luglio |
Strasburgo > Strasburgo (cron. individuale) |
7,1 |
Thor Hushovd |
Thor Hushovd |
| 1ª |
2 luglio |
Strasburgo > Strasburgo |
184,5 |
Jimmy Casper |
George Hincapie |
| 2ª |
3 luglio |
Obernai > Esch-sur-Alzette (LUX) |
228,5 |
Robbie McEwen |
Thor Hushovd |
| 3ª |
4 luglio |
Esch-sur-Alzette (LUX) > Valkenburg (NLD) |
216,5 |
Matthias Kessler |
Tom Boonen |
| 4ª |
5 luglio |
Huy (BEL) > Saint-Quentin |
207 |
Robbie McEwen |
Tom Boonen |
| 5ª |
6 luglio |
Beauvais > Caen |
225 |
Óscar Freire |
Tom Boonen |
| 6ª |
7 luglio |
Lisieux > Vitré |
189 |
Robbie McEwen |
Tom Boonen |
| 7ª |
8 luglio |
Saint-Grégoire > Rennes (cron. individuale) |
52 |
Serhij Hončar |
Serhij Hončar |
| 8ª |
9 luglio |
Saint-Méen-le-Grand > Lorient |
181 |
Sylvain Calzati |
Serhij Hončar |
|
10 luglio |
giorno di riposo |
| 9ª |
11 luglio |
Bordeaux > Dax |
181 |
Óscar Freire |
Serhij Hončar |
| 10ª |
12 luglio |
Cambo-les-Bains > Pau |
190,5 |
Juan Miguel Mercado |
Cyril Dessel |
| 11ª |
13 luglio |
Tarbes > Val d'Aran-Pla-de-Beret (ESP) |
206,5 |
Denis Men'šov |
Floyd Landis[1]
Cyril Dessel |
| 12ª |
14 luglio |
Luchon > Carcassonne |
211,5 |
Jaroslav Popovyč |
Floyd Landis[1]
Cyril Dessel |
| 13ª |
15 luglio |
Béziers > Montélimar |
230 |
Jens Voigt |
Óscar Pereiro |
| 14ª |
16 luglio |
Montélimar > Gap |
180,5 |
Pierrick Fédrigo |
Óscar Pereiro |
|
17 luglio |
giorno di riposo |
| 15ª |
18 luglio |
Gap > L'Alpe d'Huez |
187 |
Fränk Schleck |
Floyd Landis[1]
Óscar Pereiro |
| 16ª |
19 luglio |
Bourg-d'Oisans > La Toussuire |
182 |
Michael Rasmussen |
Óscar Pereiro |
| 17ª |
20 luglio |
Saint-Jean-de-Maurienne > Morzine |
200,5 |
Floyd Landis[1]
Carlos Sastre |
Óscar Pereiro |
| 18ª |
21 luglio |
Morzine > Mâcon |
197 |
Matteo Tosatto |
Óscar Pereiro |
| 19ª |
22 luglio |
Le Creusot > Montceau-les-Mines (cron. individuale) |
56 |
Serhij Hončar |
Floyd Landis[1]
Óscar Pereiro |
| 20ª |
23 luglio |
Antony-Parc de Sceaux > Parigi Champs-Élysées |
152 |
Thor Hushovd |
Floyd Landis[1]
Óscar Pereiro |
| Totale |
3 657,1 |
|
Squadre e corridori partecipanti[modifica]
Vi presero parte 20 squadre e 180 ciclisti.
Resoconto degli eventi[modifica]
Alla vigilia, a seguito dello scandalo doping spagnolo, l'Operación Puerto, nato intorno ad intercettazioni telefoniche, vennero esclusi dalla corsa due dei favoriti, Ivan Basso della Team CSC e Jan Ullrich della T-Mobile, ma anche Francisco Mancebo dell'AG2R Prévoyance, Óscar Sevilla della T-Mobile e cinque atleti dell'Astana-Würth, ex Liberty Seguros, ovvero Sergio Paulinho, Isidro Nozal, Allan Davis, Alberto Contador e Joseba Beloki.[2] Come diretta conseguenza l'Astana-Würth non poté prendere il via per mancanza del numero sufficiente di atleti, solo quattro tra cui un altro dei favoriti, Aleksandr Vinokurov.[3]
La vittoria finale andò allo statunitense Floyd Landis ma venne successivamente revocata ed assegnata al secondo classificato Óscar Pereiro, a causa della positività al testosterone ad un controllo antidoping del ciclista americano. Nel gennaio 2007 anche Pereiro venne trovato positivo ad una sostanza dopante (utilizzata per curare l'asma), ma l'UCI gli fornì un permesso retroattivo per motivi di salute. Oltre un anno dopo gli venne ufficialmente assegnata la vittoria del Tour. Landis venne invece squalificato, annullando le vittorie di tappa e quella finale, cancellando di fatto la sua presenza alla corsa.[1]
Dettagli delle tappe[modifica]
Il norvegese Thor Hushovd in azione
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Il Tour parte da Strasburgo con un classico cronoprologo che viene vinto dal norvegese Thor Hushovd, in genere ottimo velocista. Tra i ciclisti che partono con ambizioni di classifica, vanno molto forte lo statunitense George Hincapie (beffato dal vincitore per circa sette decimi di secondo) e lo spagnolo Alejandro Valverde; abbastanza guardinghi tutti gli altri, a cominciare dall'esordiente (in terra francese) Damiano Cunego.
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Una volata decide la seconda tappa: a 6 km dall'arrivo la fuga di sette uomini viene ripresa, a meno 500 parte la volata, Tom Boonen si trova al vento e Jimmy Casper precede tutti, da Robbie McEwen a Erik Zabel da Daniele Bennati a Luca Paolini. La maglia gialla, grazie agli abbuoni dei traguardi volanti, va a George Hincapie.
L'australiano Robbie McEwen
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Tappa caratterizzata dalla fuga di spagnoli, Aitor Hernández e David de la Fuente. Nel finale Matthias Kessler prova un attacco da finisseur ma viene ripreso dal gruppo all'ultimo chilometro. Robbie McEwen vince in volata. La maglia torna a Thor Hushovd.
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Vince Matthias Kessler, che aveva tentato il colpaccio già il giorno precedente, ma era stato ripreso a 200 metri dall'arrivo. In questa tappa dà invece la stoccata vincente sul Cauberg, asperità che precede di due km il traguardo. Quest'ultimo strappo viene aggredito a gran velocità dal gruppo, che viene però bruciato dallo scatto di Kessler, che se ne va al traguardo. La maglia gialla va Tom Boonen.
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Frazione senza grandi emozioni, vinta in maniera relativamente facile da Robbie McEwen in volata. In precedenza c'era stato un tentativo di fuga di cinque atleti (Christophe Mengin, Egoi Martinez, Laurent Lefevre, Bradley Wiggins e Cedric Coutouly). neutralizzato dal gruppo a 2 km dall'arrivo.
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Ancora una volata di gruppo, vinta stavolta in maniera autorevole dallo spagnolo Oscar Freire. Molto generosi i due fuggitivi di giornata, Samuel Dumoulin e Bjorn Schroder, che collaborano tra di loro dando il massimo venendo però riacciuffati dal grosso del plotone a 3 km dalla meta.
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Grazie ad un gregario del calibro di Gert Steegmans, l'australiano Robbie McEwen si aggiudica l'ennesima volata di gruppo, portando a tre le sue vittorie in questo Giro di Francia.
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La prima cronometro lunga del Tour viene vinta nettamente dal trentaseienne ucraino Serhij Hončar, che conquista anche la maglia gialla. In prospettiva vittoria finale tuttavia il maggior balzo in avanti viene compiuto dallo statunitense Floyd Landis, 2° al traguardo, che distanzia di tanti secondi i suoi diretti rivali per la classifica. Tra i "promossi" della tappa odierna Sebastian Lang (3°) e Markus Fothen (7°), mentre vanno molto male gli statunitensi Levi Leipheimer e George Hincapie e gli italiani Gilberto Simoni e Damiano Cunego.
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Per la prima volta in questo Tour de France va in porto una fuga: è il transalpino Sylvain Calzati a giungere per primo al traguardo, mentre gli altri due contrattaccanti si devono consolare con i gradini più bassi del podio. Il gruppo, capitanato da McEwen, giunge ad oltre due minuti.
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Nello sprint finale Oscar Freire concede il bis e vince la sua seconda tappa al Tour, la terza della sua carriera. Migliore degli italiani Cristian Moreni 5°: Luca Paolini giunge infatti 8° mentre Daniele Bennati non partecipa alla volata.
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Con una fuga da lontano lo spagnolo Juan Miguel Mercado dell'Agritubel vince la prima tappa pirenaica del Tour. Il francese Cyril Dessel, anch'egli in fuga, va a vestire la maglia gialla.
Il francese Cyril Dessel in maglia gialla alla firma
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È il russo Denis Men'šov ad accendere il Tour nel tappone pirenaico, vincendo allo sprint davanti a allo statunitense Levi Leipheimer della Gerolsteiner. La maglia gialla va all'americano Floyd Landis della Phonak.
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Yaroslav Popovych, ucraino della Discovery Channel vince dopo aver staccato a tre chilometri dal traguardo i compagni di fuga, l'italiano Alessandro Ballan e lo spagnolo Oscar Freire. In giallo resta l'americano Floyd Landis della Phonak.
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Dopo una lunga fuga a cinque Jens Voigt, tedesco della CSC, batte allo sprint lo spagnolo Oscar Pereiro, che però sfila la maglia gialla a Floyd Landis. Il gruppo arriva a 29'57" dal vincitore di tappa: prima della tappa Pereiro si trovava a ben 28' da Landis, che inaspettatamente non ha fatto tirare la squadra permettendo allo spagnolo di recuperare l'abissale svantaggio.
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È il francese Pierrick Fédrigo della Bouygues Télécom ad aggiudicarsi questa tappa, battendo in uno sprint a due il napoletano Salvatore Commesso della Lampre-Fondital dopo una fuga a sei.
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È il lussemburghese Frank Schleck a "spianare" l'Alpe d'Huez e ad aggiudicarsi la vittoria nella tappa. Damiano Cunego della Lampre-Fondital va in fuga intorno al 30° chilometro. Landis riprende la maglia gialla.
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Con un attacco da lontano va in fuga solitaria per 176 chilometri e si aggiudica il tappone alpino. È Michael Rasmussen della Rabobank. Il leader della classifica generale, Floyd Landis, va invece in crisi (perde quasi 9 minuti) e si vede sfilare la maglia gialla, che torna sulle spalle di Oscar Pereiro.
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Dopo la crisi nera del giorno precedente, Floyd Landis fa faville e si impone in quest'ultima tappa alpina. Attacca da solo dopo appena 60 chilometri sul Col de Saisies. Poi si riporta su una fuga di una decina di corridori che erano partiti attorno al 10° chilometro. Va poi via da solo, imprendibile per tutti. Taglia per primo il traguardo e recupera 7'38" sul leader Oscar Pereiro, da cui adesso è separato da soli 30".
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È Matteo Tosatto della Quick Step a vincere in volata questa tappa, primo italiano a salire sul gradino più alto del podio in questo Tour 2006. In giallo resta Oscar Pereiro, seguito a 12" da Carlos Sastre e a 30" da Landis.
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La cronometro viene vinta da Serhij Hončar, seguito al secondo posto da Andreas Klöden, entrambi della T-Mobile. Landis è terzo ma riconquista la maglia gialla. Oscar Pereiro è adesso secondo nella classifica generale con 59" di distacco.
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La tappa va al norvegese Thor Hushovd della Crédit Agricole, che rimonta in volata l'australiano Robbie McEwen della Davitamon-Lotto. Il Tour 2006 va a Landis (89.39'30"). Poco tempo dopo l'americano risulta positivo a un controllo antidoping (che era stato effettuato dopo la grande cavalcata nella 17ª tappa). Il Tour gli viene tolto. Oltre un anno dopo la vittoria sarà ufficialmente assegnata al secondo classificato, Oscar Pereiro.
Evoluzione delle classifiche[modifica]
Classifiche finali[modifica]
Classifica generale - Maglia gialla[modifica]
Classifica a punti - Maglia verde[modifica]
Classifica scalatori - Maglia a pois[modifica]
Classifica giovani - Maglia bianca[modifica]
Classifica a squadre - Numero giallo[modifica]
Collegamenti esterni[modifica]