Aleksandr Vinokurov

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Aleksandr Vinokurov
Vinokourov TDF2012.jpg
Aleksandr Vinokurov al Tour de France 2012
Dati biografici
Nome Aleksandr Nikolaevič Vinokurov
Nazionalità Kazakistan Kazakistan
Altezza 176[1] cm
Peso 69[1] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Ritirato 2012
Carriera
Squadre di club
1998-1999 Casino Casino
2000-2001 Deutsche Telekom Deutsche Telekom
2002-2003 Telekom Telekom
2000-2005 T-Mobile T-Mobile
2006 Liberty Seguros Liberty Seguros
2006-2007 Astana Astana
2009-2012 Astana Astana
Carriera da allenatore
2013 Astana Astana
Palmarès
Bandiera olimpica  Giochi olimpici
Argento Sydney 2000 In linea
Oro Londra 2012 In linea
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Bronzo Verona 2004 Cronometro
Bronzo Salisburgo 2006 Cronometro
 

Aleksandr Nikolaevič Vinokurov (trasl. francese: Alexandre Vinokourov, in russo: Александр Николаевич Винокуров?, in qazaqsa: Aleksandr Vïnokwrov; Petropavlovsk, 16 settembre 1973) è un dirigente sportivo ed ex ciclista su strada kazako, general manager dell'Astana. È il più celebre e vittorioso ciclista nella storia del suo paese,[2] nonché, insieme al fondista Vladimir Smirnov, uno dei più grandi sportivi kazaki di sempre.[3] Si è aggiudicato una Vuelta a España, un Giro di Svizzera, due Liegi-Bastogne-Liegi e un'Amstel Gold Race, oltre ad un oro e un argento olimpici e a due bronzi mondiali.

Vive a Montecarlo con la moglie Svetlana e i tre figli, Irina, 11 anni, e i gemelli Nicola e Alexandr, 8 anni.[3]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi e gli anni alla Telekom[modifica | modifica sorgente]

Nato in un villaggio a sud dell'allora Petropavlovsk, ora Petropavl, nella Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, crebbe ad Almaty.[2] Cominciò giovanissimo come ciclocrossista, sotto la guida di Vincent Lavenu,[4][5] poi divenne un discreto dilettante.

Passò professionista nel 1998,[1] dopo alcuni mesi da stagista nell'annata precedente. Corse dapprima con il team francese Casino di Lavenu, vincendo un Giro del Delfinato e una Vuelta Valenciana; dopo due stagioni passò alla tedesca Deutsche Telekom (dal 2004 T-Mobile Team), squadra diretta da Walter Godefroot e capitanata da Jan Ullrich. Durante i sei anni alla Telekom/T-Mobile ottenne altri risultati di grande livello: nel 2000 una tappa alla Vuelta a España e l'argento olimpico in linea ai Giochi di Sydney, nel 2002 la Parigi-Nizza, l'anno dopo ancora la Parigi-Nizza, ma anche l'Amstel Gold Race e il Giro di Svizzera, oltre ad una tappa e al terzo posto finale nella classifica generale del Tour de France; nel 2004 fu invece terzo nella prova a cronometro dei mondiali di Verona e l'anno dopo fece sue la Liegi-Bastogne-Liegi e due tappe del Tour de France (in cui chiuse quinto).

2006: l'Operación Puerto e la vittoria alla Vuelta[modifica | modifica sorgente]

Vinokurov con la divisa della Liberty Seguros, nel 2006

Nel 2006 si trasferì alla squadra spagnola Liberty Seguros in modo da avere un'intera squadra a sostegno;[6] in maggio il team venne pesantemente coinvolto nello scandalo dovuto alla Operación Puerto e poco dopo rifondato come Astana grazie al sostegno della Federciclismo kazaka e all'investimento delle cinque principali aziende estrattive del Kazakistan.[7][8] In luglio Vinokurov non poté partecipare al Tour de France 2006, in quanto la sua squadra non raggiunse il numero minimo, sei,[2][9] di ciclisti per essere iscritta (infatti cinque degli otto compagni erano stati esclusi perché i loro nomi erano negli elenchi sequestrati dalla polizia spagnola nell'ambito dell'inchiesta sul doping).[10]

È questo comunque l'anno della vittoria più prestigiosa, la Vuelta a España. Dopo un inizio in sordina, il kazako riuscì a recuperare il divario che lo separava dallo spagnolo Alejandro Valverde e a conquistare la maglia oro nella tappa di Granada, al termine di un'azione solitaria.[11] Suggellò poi il primato vincendo la cronometro del penultimo giorno e si aggiudicò così la prima vittoria in un grande giro, corredata da 3 successi di tappa.[12] Sul podio di Madrid oltre a Valverde salì anche il compagno di squadra e connazionale Andrej Kašečkin, terzo. Nel mese di settembre Vinokourov prese quindi parte ai mondiali di Salisburgo in Austria, conquistando la medaglia di bronzo nella prova a cronometro vinta dallo svizzero Fabian Cancellara.

2007-2009: la squalifica e il ritorno alle corse[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 prese parte al Tour de France da favorito, ma una caduta, il 12 luglio, lo costrinse a soffrire sulle Alpi, con quindici punti di sutura su ogni ginocchio.[13][14] Sembrò riprendersi nella tredicesima tappa, la cronometro di Albi, vincendo e rientrando in classifica; il giorno dopo, a Plateau de Beille, andò però in crisi e perse ben 28'50" dai rivali.[14] Nella quindicesima frazione agguantò il secondo successo personale, nell'arrivo di Loudenvielle, dopo una lunga fuga; tuttavia l'indomani, il 24 luglio 2007, L'Équipe annunciò la positività del kazako all'antidoping: nelle analisi sul campione di sangue prelevato in occasione della cronometro di tre giorni prima erano stati rilevati due tipi differenti di globuli rossi, chiara dimostrazione di una trasfusione omologa da donatore compatibile, pratica questa, vietata.[14][15] La sua squadra, l'Astana, si ritirò subito in blocco dal Tour, sospendendo al contempo, secondo il codice etico, (e poi licenziando)[15] il proprio corridore.[14]

Nel dicembre 2007 Vinokurov annunciò il definitivo addio alle competizioni agonistiche.[16] Nel luglio del 2008 la squalifica inflitta dalla federazione kazaka, un anno, si concluse: in ottobre il ciclista dichiarò quindi di voler ritornare alle gare con l'obiettivo di vincere Giro d'Italia 2009. In realtà l'UCI ricorse in appello al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, chiedendo e ottenendo[17] che la squalifica si concludesse a due anni, secondo i propri regolamenti, dal riscontro della positività, quindi nel luglio 2009.[18]

Vinokurov in allenamento al Tour de France 2010

Rientrò alle corse nell'agosto 2009, e al terzo giorno di attività agonistica tornò anche alla vittoria, in una tappa del Tour de l'Ain in Francia;[17] in settembre partecipò alla Vuelta a España classificandosi settimo nella cronometro iniziale ma ritirandosi durante la dodicesima frazione. Al campionato mondiale di Mendrisio si piazzò invece nono nella prova a cronometro e 26º nella gara in linea, andando in fuga all'ultimo giro. Dopo il settimo posto al Giro di Lombardia si aggiudicò anche la Chrono des Nations - Les Herbiers Vendée.

2010-2011: i nuovi successi con l'Astana[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile 2010 vinse il Giro del Trentino, breve corsa a tappe italiana, battendo Riccardo Riccò per soli 12 centesimi di secondo;[19] due giorni dopo conquistò per la seconda volta in carriera la Liegi-Bastogne-Liegi superando il compagno di fuga Aleksandr Kolobnev.[20] In maggio partecipò per la prima volta al Giro d'Italia.[3] Al termine della terza tappa andò a vestire la maglia rosa, la perse nella frazione successiva per riconquistarla nel corso della settima e riperderla in seguito, alla fine dell'undicesima tappa: in tale occasione una fuga composta da più di 50 corridori arrivò al traguardo con un vantaggio di più di 12' e la maglia rosa passò al giovane australiano Richie Porte.[21] Vinokurov chiuse comunque il Giro al sesto posto della generale, con più di 7' di svantaggio da Ivan Basso.

In luglio si aggiudicò la tredicesima tappa del Tour de France (da Rodez a Revel) grazie ad una fuga solitaria partita a sette chilometri dall'arrivo,[22] mentre nel mese seguente si classificò secondo nella Clásica San Sebastián, preceduto in volata da Luis León Sánchez.[23] Per questi risultati all'inizio del 2011 venne nominato sportivo kazako dell'anno 2010.[24]

Nella primavera del 2011 vinse una tappa alla Vuelta al País Vasco e ottenne un quarto posto alla Freccia Vallone; si aggiudicò quindi una frazione al Tour de Romandie, e concluse terzo al Critérium du Dauphiné dopo aver vestito per due giorni la maglia di leader della generale. In luglio prese nuovamente il via al Tour de France. In quella Grande Boucle dovette però ritirarsi per una caduta durante la nona tappa, riportando la frattura del femore destro. Considerata la gravità dell'infortunio, il 17 luglio, pochi giorni dopo la caduta, Vinokurov annunciò il suo ritiro dall'attività.[25]. Questa sarà però soltanto una sorta di "pausa". Ristabilitosi dall'infortunio, Vinokurov ritornò infatti in gara in ottobre per correre la Chrono des Nations; si classificò però ventisettesimo su ventotto concorrenti.[26][27]

2012: il titolo olimpico[modifica | modifica sorgente]

Nel 2012 debuttò al Tour de Langkawi, competizione cui già aveva partecipato nel 1997 con la Nazionale kazaka. In tale stagione si concentrò in maniera particolare sul Tour de France, prima per la classifica generale poi, viste le condizioni, per la vittoria di tappa. In questa Grande Boucle risultò uno dei protagonisti, prendendo più volte parte a fughe; le più significative furono quella nella tredicesima tappa, in cui, insieme a Michael Albasini, venne ripreso a 2 km dalla fine, e quella nella diciottesima, quando gli venne conferito il premio di combattivo di giornata.

Il 28 luglio prese il via all'ultima gara della sua carriera, la prova in linea dei Giochi olimpici di Londra, aggiudicandosi la medaglia d'oro. Quel giorno Vinokurov andò in avanscoperta con un'altra quindicina di ciclisti, riuscendo a rientrare sul gruppo dei fuggitivi, formatosi all'inizio della gara. Davanti si formò così un plotoncino di una trentina di atleti, che procedette unito verso il traguardo. A 8 chilometri dall'arrivo però Vinokurov prese il largo in compagnia del colombiano Rigoberto Urán, iniziatore dell'azione. I due guadagnarono sufficiente terreno sugli immediati inseguitori, e si giocarono la vittoria della corsa: il kazako anticipò lo sprint a due, riuscendo così a battere Urán e a conquistare il titolo olimpico.[28]

Durante le indagini su Alex Schwarzer il pm padovano Benedetto Roberti incappa in alcune mail sospette tra Vinokourov e Kolobnev, nelle quali risulterebbe una frode sportiva da parte del campione olimipico che pagò 150 mila euro al compagno di fuga della Liegi-Bastogne-Liegi del 2010 per farlo vincere nella più antica classica monumento. Essendo il fatto successo all'estero il PM italiano ha passato i fascicoli alle autorita di competenza (procura belga di Liegi e uffici svizzeri di Aigle dell'Uci ) archiviando l'inchiesta sul fronte italiano.[29]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Classifica generale Quatre Jours de Dunkerque
6ª tappa Tour de Pologne (Bielsko-Biała > Zakopane)
2ª tappa Tour de l'Oise (Compiegne > Beauvais)
Classifica generale Tour de l'Oise
4ª tappa Circuit des Mines (Rombas, cronometro)
Classifica generale Circuit des Mines
2ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré (Salvenach > Privas)
Classifica generale Critérium du Dauphiné Libéré
5ª tappa, 2ª semitappa Vuelta Valenciana (Benidorm, cronometro)
Classifica generale Vuelta Valenciana
3ª tappa Tour du Limousin (Brive-la-Gaillarde > Guéret)
2ª tappa Grand Prix du Midi Libre (Saint-Affrique > Castelnaudary)
6ª tappa Grand Prix du Midi Libre (Sète > Mende)
18ª tappa Vuelta a España (Béjar > Ciudad Rodrigo)
4ª tappa Giro di Svizzera (Baar > Wildhaus)
6ª tappa Giro di Germania (Weinheim > Heppenheim)
Classifica generale Giro di Germania
4ª tappa Parigi-Nizza (Pertuis > Tolone)
Classifica generale Parigi-Nizza
3ª tappa Giro di Svizzera (Domat/Ems > Samnaun)
5ª tappa Parigi-Nizza (Aix-en-Provence > Tolone)
Classifica generale Parigi-Nizza
Amstel Gold Race
1ª tappa Giro di Svizzera (Egerkingen > Le Locle)
Classifica generale Giro di Svizzera
9ª tappa Tour de France (Bourg-d'Oisans > Gap)
5ª tappa Parigi-Nizza (Le Puy-en-Velay > Rasteau)
7ª tappa Parigi-Nizza (Digne-les-Bains > Cannes)
8ª tappa Parigi-Nizza (Nizza > Nizza)
2ª tappa Rothaus Regio-Tour (Müllheim, cronometro)
3ª tappa Rothaus Regio-Tour (Neuenburg > Guebwiller)
Classifica generale Rothaus Regio-Tour
Liegi-Bastogne-Liegi
4ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré (Tournon-sur-Rhône > Mont Ventoux)
11ª tappa Tour de France (Courchevel > Briançon)
21ª tappa Tour de France (Corbeil-Essonnes > Champs-Elysées)
Campionati kazaki, Prova in linea
5ª tappa Vuelta a Castilla y León (La Granja > Segovia)
Classifica generale Vuelta a Castilla y León
8ª tappa Vuelta a España (Ponferrada > Lugo)
9ª tappa Vuelta a España (A Fonsagrada > Alto de La Cobertoria)
20ª tappa Vuelta a España (Rivas Futura > Rivas-Vaciamadrid, cronometro)
Classifica generale Vuelta a España
3ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré (Anneyron, cronometro)
7ª tappa Critérium du Dauphiné Libéré (Valloire > Annecy)
3ª tappa, 2ª semitappa Tour de l'Ain (Saint-Genis-Pouilly, cronometro)
Campionati asiatici, Prova a cronometro
Chrono des Nations - Les Herbiers Vendée (cronometro)
1ª tappa Giro del Trentino (Riva del Garda > Torbole sul Garda)
Classifica generale Giro del Trentino
Liegi-Bastogne-Liegi
13ª tappa Tour de France (Rodez > Revel)
3ª tappa Vuelta al País Vasco (Villatuerta > Zuia-Murgia)
3ª tappa Tour de Romandie (Thierrens > Neuchâtel)
Giochi olimpici, Prova in linea

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

Classifica punti Tour de Suisse
Premio della Combattività Tour de France
G.P. de la Ville de Luxembourg - Gala Tour de France
Castillon-la-Bataille
City Nacht Rhede
Draai Van de Kaai
Criterium di Pau-Lyautey
Criterium di Castillon la Bataille
Criterium di Bavikhove
Criterium di Vergt
Classifica punti Vuelta a Castilla y León
Classifica combinata Vuelta a Castilla y León
Classifica combinata Vuelta a España
Classifica punti Critérium du Dauphiné Libéré
Criterium de Chihuahua

Piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Grandi Giri[modifica | modifica sorgente]

1999: 35º
2000: 15º
2001: 16º
2003: 3º
2005: 4º
2007: non partito (16ª tappa)
2010: 16º
2011: ritirato (9ª tappa)
2012: 31º
2000: 28º
2002: ritirato (11ª tappa)
2004: ritirato (18ª tappa)
2006: vincitore
2009: ritirato (12ª tappa)

Classiche monumento[modifica | modifica sorgente]

2000: 105º
2001: 31º
2002: 42º
2003: 97º
2004: 59º
2005: 34º
2006: 142º
2000: 7º
2001: 30º
2002: 10º
2003: 62º
2004: 3º
2005: vincitore
2006: 30º
2007: 43º
2010: vincitore

Competizioni mondiali[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ordine del Gattopardo di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine del Gattopardo di I classe
Ordine della Patria - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Patria
— Astana, 17 agosto 2012[30]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Astana 2011 - Roster - Alexandre Vinokourov, www.astana.lu. URL consultato il 17 marzo 2011.
  2. ^ a b c (EN) Paul Brummell, Bradt Kazakhstan, Bradt Travel Guides, 2008, pag. 257, ISBN 978-1-84162-234-7.
  3. ^ a b c Claudio Gregori, Un'intera nazione per Vinokourov Anche il premier in archiviostorico.gazzetta.it, 8 maggio 2010. URL consultato il 17 marzo 2011.
  4. ^ Lavenu: "On est le Auxerre du cyclisme"
  5. ^ Échappée n°5. Été 1997 Rencontre avec Alexandre Vinokourov et Andrei Kivilev par Marie Line
  6. ^ (EN) Bill e Carol McGann, The Story of the Tour de France - Volume 2: 1965-2007, Dog Ear Publishing, 2008, pag. 319, ISBN 978-159858-608-4.
  7. ^ La Liberty cambia nome: sarà Astanà Wurth in www.tuttobiciweb.it, 2 giugno 2006. URL consultato il 2 agosto 2010.
  8. ^ Operacion Puerto, cronaca di un terremoto, www.tuttobiciweb.it. URL consultato il 2 agosto 2010.
  9. ^ (EN) Bill e Carol McGann, The Story of the Tour de France - Volume 2: 1965-2007, Dog Ear Publishing, 2008, pag. 321, ISBN 978-159858-608-4.
  10. ^ Il Tour ha deciso di escludere la Astana Wurth di Vinokourov in www.tuttobiciweb.it, 30 giugno 2006. URL consultato il 2 agosto 2010.
  11. ^ Vuelta: vince Danielson, secondo Vinokourov che prende la maglia in www.tuttobiciweb.it, 13 settembre 2006. URL consultato il 17 marzo 2011.
  12. ^ Claudio Ghisalberti, Un «Vino» da Mondiale in archiviostorico.gazzetta.it, 17 settembre 2006. URL consultato il 17 marzo 2011.
  13. ^ Marco Pastonesi, Impresa Gerdemann Vinokourov di ferro in archiviostorico.gazzetta.it, 15 luglio 2007. URL consultato il 17 marzo 2011.
  14. ^ a b c d Marco Pastonesi, VINOKOUROV POSITIVO Aveva sangue di un altro in archiviostorico.gazzetta.it, 25 luglio 2007. URL consultato il 17 marzo 2011.
  15. ^ a b (EN) Christopher S. Thompson, The Tour de France: A Cultural History, University of California Press, 2006, pagg. XI Preface, ISBN 978-0-520-25630-9.
  16. ^ Vinokourov si ritira in www.gazzetta.it, 7 dicembre 2007. URL consultato il 17 marzo 2011.
  17. ^ a b Claudio Ghisalberti, Vinokourov è già davanti a tutti in archiviostorico.gazzetta.it, 12 agosto 2009. URL consultato il 17 marzo 2011.
  18. ^ Vinokourov vuole tornare Ma l'Uci dice di no in www.gazzetta.it, 4 ottobre 2008. URL consultato il 17 marzo 2011.
  19. ^ Ciro Scognamiglio, Trentino a Vinokourov Riccò 2° a 12 centesimi! in www.gazzetta.it, 23 aprile 2010. URL consultato il 17 marzo 2011.
  20. ^ Marco Pastonesi, La Liegi dei veleni Vinokourov trionfa La folla fa «buuuu» in archiviostorico.gazzetta.it, 26 aprile 2010. URL consultato il 17 marzo 2011.
  21. ^ Antonino Morici, Pazzo, splendido Giro a L'Aquila. Vince Petrov, Porte nuova rosa in www.gazzetta.it, 19 maggio 2010. URL consultato il 18 maggio 2010.
  22. ^ Tour, brindisi Vino Petacchi torna verde in www.gazzetta.it, 17 luglio 2010. URL consultato il 17 marzo 2011.
  23. ^ Sanchez beffa Vinokourov Cunego dov' eri? in archiviostorico.gazzetta.it, 1º agosto 2010. URL consultato il 17 marzo 2011.
  24. ^ Francesco Glendi, Kazakistan, Vinokourov eletto sportivo dell'anno in www.spaziociclismo.it, 13 gennaio 2011. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  25. ^ Ciclismo: Vinokourov conferma ritiro in www.corriere.it, 17 luglio 2011. URL consultato il 19 luglio 2011.
  26. ^ Vinokourov rinuncia al Lombardia. Correrà la Chrono des Nations in www.cicloweb.it, 9 ottobre 2011. URL consultato il 9 ottobre 2011.
  27. ^ (EN) Martin wins Chrono des Nations time trial in www.cyclingnews.com, 16 ottobre 2011. URL consultato il 28 luglio 2012.
  28. ^ OLIMPIADI. Vinokourov chiude la carriera vincendo l'oro. LIVE in www.tuttobiciweb.it, 28 luglio 2012. URL consultato il 28 luglio 2012.
  29. ^ Le email dei ciclisti sulla gara truccata in www.corriere.it, 3 novembre 2012. URL consultato il 3 novembre 2012.
  30. ^ (EN) Aliya Abitova, President presents the state awards to Olympic winners, BNews.kz, 17 agosto 2012. URL consultato il 19 settembre 2012.

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