Alex Schwazer

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Alex Schwazer
Alex-Schwazer2.jpg
Dati biografici
Nome Alex Schwazer
Paese bandiera Italia
Nazionalità {{{CodiceNazione}}}
Passaporto {{{Passaporto}}}
Altezza 185 cm
Peso 73 kg
Atletica leggera Atletica leggera
Dati agonistici
Specialità marcia
Categoria
Record
50 km 3h36'04"
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società 600px Blu e Rosso3.png C.S. Carabinieri
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Giochi olimpici 1 0 0
Mondiali 0 0 2
Europei 0 1 0
Per maggiori dettagli vedi qui
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
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Dati agonistici
Specialità
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Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
Statistiche aggiornate al 27 luglio 2010

Alex Schwazer (Vipiteno, 26 dicembre 1984) è un atleta italiano, campione olimpico in carica nella 50 km di marcia.

Indice

[modifica] Carriera

Alex Schwazer in azione

Inizia a praticare l’atletica a 15 anni, gareggiando nel mezzofondo, e passa alla marcia solo nella categoria allievi. Dopo un breve periodo dedicato al ciclismo, sia mountain bike che su strada, torna alla marcia.

Specialista di questa disciplina, è alto 1,85 m, pesa 73 kg e, a riposo, ha 28 pulsazioni cardiache al minuto. Marcia per il Centro Sportivo dei Carabinieri che ha la sede della Squadra di Atletica Leggera a Bologna ed è allenato presso la Scuola mondiale di marcia con sede a Saluzzo dal tecnico Sandro Damilano (fratello di Maurizio Damilano).

Nel 2005 ha vinto i Campionati italiani nella gara dei 50 km. Sempre nella 50 km ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati mondiali di atletica leggera di Helsinki 2005, con il tempo di 3h41'54", stabilendo il nuovo primato italiano. Attualmente il suo personale è di 3h36'04", ottenuto a Rosignano Solvay l'11 febbraio 2007.

Ai Campionati del mondo di atletica leggera di Osaka dello stesso anno, malgrado una bella rimonta finale (nell'ultimo chilometro ha fatto segnare un incredibile tempo di 4'08"), conquista di nuovo il bronzo a pochi secondi dal francese Yohann Diniz, secondo, e dall'australiano Nathan Deakes, primo. La rabbia sul traguardo dell'atleta altoatesino conferma ciò che dirà di lì a poco nelle interviste televisive: l'oro era stavolta ampiamente alla sua portata, ma è stato vanificato da una sottostima delle proprie capacità fisiche, che ha causato l'errore tattico di attendere troppo a lungo prima del cambio di ritmo, avvenuto solo dopo il trentesimo chilometro, quando ormai il recupero su Diniz e Deakes risultava impossibile, malgrado le sue superiori condizioni fisiche.

Ha dichiarato dopo questo terzo posto: «Sono felice anche se mi rendo conto che avrei potuto davvero vincere. Onore a loro che mi hanno battuto, ma dentro di me so che sono più forte, che posso rovesciare questa classifica. È stata una grande lezione, oggi ho imparato cose che nessun allenamento può insegnare, cose che spero mi tornino utili all'Olimpiade».[1]

Tale speranza si è realizzata alle Olimpiadi di Pechino 2008 dove ha vinto il titolo nella 50 km di marcia stabilendo il record olimpico in 3h37'09".

Per la sua esultanza dopo la vittoria della medaglia alle Olimpiadi di Pechino — corse sotto gli spalti portando con sé il tricolore — fu criticato dagli Schützen in quanto ciò fu ritenuto un atteggiamento "troppo italiano",[2]. Gli stessi Schützen hanno continuato a fomentare la questione auspicando la formazione di una squadra di atleti "sudtirolesi".[3]

Ai Mondiali di Berlino, abbandona la 50 km marcia dopo un'ora e mezzo di gara, accusando dolori allo stomaco.

Alla 20 km di marcia di Lugano, il 14 marzo 2010, riesce nell'impresa di realizzare il nuovo primato italiano in 1h18'23"2, arrotondato in 1h18'24", migliorando di 30" il precedente, detenuto dal 6 giugno 1992 da Maurizio Damilano che lo aveva realizzato a La Coruña.[4]

Alla vigilia degli Europei di Barcellona, dove partecipa anche alla 20 km, è il favorito della prova[5], con il miglior tempo degli iscritti, quello ottenuto a Lugano, il russo Borchin, olimpionico e campione del mondo 2009, non risulta iscritto. Il vincitore è l'altro Russo Stanislav Emelyanov, neanche 20 anni e Schwazer conquista la medaglia d'argento, 28 secondi dopo.

Il 28 agosto 2011 ai Campionati mondiali di atletica leggera a Daegu partecipa alla 20 km di marcia classificandosi nono.

[modifica] Curiosità

  • È protagonista dello spot pubblicitario del Kinder Pinguì, dove compare anche suo fratello minore Oliver.
  • Dal 2008 è fidanzato con la pattinatrice Carolina Kostner.[6]

[modifica] Primati personali

Gara Performance Luogo Data
5 km marcia 19:38.09 Milano 2 luglio 2008
10 km marcia 40:16 Piacenza 26 settembre 2004
20 km marcia 1h18:24 Lugano 14 marzo 2010
50 km marcia 3h36:04 Rosignano Solvay 11 febbraio 2007


Il Presidente Napolitano con Schwazer

[modifica] Palmarès

[modifica] Onorificenze

Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 1 settembre 2008. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[7]

[modifica] Note

  1. ^ Adnkronos. «Atletica: Schwazer, Bronzo Ok Ma Oggi Potevo Vincere». eurosport.yahoo.com, 01 09 2007. URL consultato in data 22-08-2008.
  2. ^ http://www.adnkronos.com/IGN/Sport/?id=1.0.2432086406
  3. ^ http://www.schuetzen.com/file/broschueren/20080822%20SSB%20Lettera%20aperta%20-%20Offener%20Brief%20an%20den%20Corriere%20della%20sera.pdf
  4. ^ http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2010/03/14/visualizza_new.html_1733107011.html
  5. ^ La Gazzetta dello Sport, martedì 27 luglio 2010, titolo di prima pagina: «Schwazer marcia sulla prima medaglia».
  6. ^ Ilaria Bottura. «Pechino 2008 - Alex e Carolina, amore silenzioso». eurosport.yahoo.com, 22 08 2008. URL consultato in data 22-08-2008.
  7. ^ Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Alex Schwazer. URL consultato il 16 aprile 2011.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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