Mont Ventoux

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Mont Ventoux
MontVentoux.jpg
Il Mont Ventoux
Stato Francia Francia
Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Dipartimento Vaucluse
Altezza 1.912 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 44°10′00.12″N 5°16′59.88″E / 44.1667°N 5.2833°E44.1667; 5.2833Coordinate: 44°10′00.12″N 5°16′59.88″E / 44.1667°N 5.2833°E44.1667; 5.2833
Altri nomi e significati Monte Ventoso (Francesco Petrarca)
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Francia
Mont Ventoux
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Occidentali
Grande Settore Alpi Sud-occidentali
Sezione Alpi e Prealpi di Provenza
Sottosezione Prealpi di Vaucluse
Supergruppo Monti di Vaucluse e di Lura
Gruppo Catena del Mont Ventoux
Sottogruppo Gruppo del Mont Ventoux
Codice I/A-3.IV-A.3.a

Il Mont Ventoux è un massiccio montuoso della Provenza, la cui cima raggiunge i 1.912 metri s.l.m.. Soprannominato dai francesi il "Gigante della Provenza", è situato a 20 km in linea d'aria a nord-est di Carpentras, ed è abbastanza lontano e isolato dalle altre cime della regione.

Il Ventoux è stato classificato "Riserva di biosfera" dall'UNESCO, nell'ambito del progetto "MAB" (Man and Biosphere), presentando una geologia e una flora particolari, nonché una fauna assai ricca. Fanno parte della Riserva anche i limitrofi Monti di Valchiusa, il Plateau d'Albion e le caratteristiche Gorges de la Nesque, profonda incisione fluviale in roccia carsica.

La piana e i colli alla base del Ventoux sono rinomati per il vino (Côtes du Ventoux) e le uve da tavola.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il nome sembrerebbe derivare da "vento": il Maestrale (il Mistral in francese), soffia infatti sul suo crinale sommitale con continuità e grande violenza, raggiungendo e superando spesso i 160 km/h (la velocità massima raggiunta dal Mistral fu di 313 km/h, registrata il 20 marzo 1967[1]) per poi diffondersi nella pianura sottostante, sino al mare.

Ma un'interpretazione più moderna e approfondita assegna l'origine del nome Ventoux al lemma pregallico ventur, poi passato nella lingua occitana, che significa "colui che si vede da lontano". Numerosi studi e testimonianze d'epoca danno ormai pieno credito a questo etimo da molti anni. Anche nelle locali lingue provenzale ed occitano il Monte non è chiamato Ventoux, bensì "Ventour".

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima ascensione di cui è rimasta traccia è quella effettuata nel 1336 dal Petrarca lungo il boscoso versante settentrionale. Egli descrisse il panorama straordinario che gli offriva la cima. Nel XV secolo vi fu costruita una cappella dedicata alla Santa Croce.

Fin dal XII secolo, i cantieri navali di Tolone hanno utilizzato gli alberi che crescevano sui suoi pendii. Il monte fu rimboscato nel XIX secolo con la discutibile introduzione di Pini neri d'Austria e di Cedri, oggi largamente contestata da botanici ed ecologi. La parte sommitale è sprovvista di vegetazione arborea e arbustiva a causa del vento e delle vaste pietraie, specialmente sul versante aprico. Ospita dal 1882 un osservatorio meteorologico. Ai piedi della montagna, sul lato Sud-ovest, si trova la celebre cappella romanica di S. Maria Maddalena, edificata attorno all'anno 1000.

L'esplorazione scientifica del Ventoux[modifica | modifica sorgente]

Dopo la prima, celebre ascensione al Ventoux fatta dal Petrarca il 26 aprile del 1336[2] a scopo forse mistico, per alcuni secoli la montagna non fu più affrontata. Nel 1700 iniziarono invece le ascensioni-esplorazioni di diversi studiosi, fra i quali si ricordano principalmente[3]:

  • Il Padre gesuita Antoine-Jean Laval (1664-1728), matematico e astronomo. Salì in vetta il 25 e 26 giugno del 1711 portando con sé strumenti vari per misurare l'altezza del monte e la sua collocazione geografica.
  • Antoine de Jussieu (1686-1758), botanico. Compì l'ascensione il 10 e l'11 aprile del 1711 interessandosi in particolare della flora e delle nuove specie vegetali che trovò nei pressi della cima.
  • Michel Darluc, medico. Salì nel 1778. Si interessò degli aspetti botanici e geografici della montagna.
  • Jean-Henri Fabre (1823-1915). Famoso entomologo, ascese il Ventoux due volte, nel 1842 e nel 1865, con molteplici interessi, ma i suoi studi prevalenti furono, naturalmente, quegli sugli insetti.

Geologia, geomorfologia, idrogeologia e idrografia[modifica | modifica sorgente]

La vegetazione e la flora[modifica | modifica sorgente]

La vegetazione del Mont Ventoux presenta molte particolarità strettamente locali. Pur raggiungendo, infatti, i 1910 m di altitudine, il Ventoux è un massiccio del tutto solitario, immerso in un clima decisamente mediterraneo. Esposto ai miti venti marini da Sud e al freddo Maestrale che lo investe da Nord, mostra un manto boschivo e un corteggio di specie che fondono e sovrappongono le serie vegetazionali dei vari piani altitudinali, i quali, a loro volta, hanno quote e caratteristiche floristico-associative alquanto desuete.

Oltre ai suoli, al clima e all'azione del vento che sferza il lungo crinale, un altro elemento rende peculiare la copertura vegetale di questo monte: quello del suo distendersi da est a ovest, con due soli versanti opposti ed un'unica, continua dorsale sommitale. Questa conformazione fa sì che uno dei versanti sia interamente esposto a mezzogiorno e perennemente soleggiato, mentre l'altro guardi a settentrione con un'insolazione assai ridotta.

Mentre il substrato del piano basale è costituito da un'alternarsi di colli marnoso-argillosi e di colli totalmente silicei (sabbie di SiO2 puro), tutto il massiccio del Ventoux è un blocco di calcare. La base della montagna, che dovrebbe essere ricoperta da una lecceta, è invece dominio di fitte colonie di pino d'Aleppo con frequenti intrusioni di pino marittimo (sui suoli acidi) e di roverella, con il leccio in netta minoranza e un considerevole corteggio erbaceo-arbustivo di specie tipiche della macchia mediterranea.

I piani altitudinali[modifica | modifica sorgente]

A partire dai 250/300 m s.l.m. della piana di base si possono delineare i diversi piani in una prima approssimazione di sintesi:

Una scansione più accurata fornisce invece la seguente sequenza:

Versante SUD - Insieme Mediterraneo[modifica | modifica sorgente]

  • Piano eu-mediterraneo (o del Leccio). Dai 200 ai 400 m.
Serie del Leccio e del Ginepro fenicio.
Serie mediterranea della Roverella.
  • Piano supra-mediterraneo o collinare (o della Roverella). Dai 400 agli 800 m.
Serie supra-mediterranea della Roverella.
Serie inferiore del Pino silvestre.
  • Piano montano/mediterraneo o sub-montano (o del Faggio). Dagli 800 ai 1200 m.
Serie sub-mediterranea del Faggio.
Serie superiore del Pino silvestre.
  • Piano oro-mediterraneo o montano (o del Faggio e dell'Abete bianco). Dai 1200 ai 1500 m.
Serie mediterranea del Faggio.
Serie sub-montana dell'Abete bianco.
  • Piano sub-alpino (o del Pino uncinato). Dai 1500 ai 1800 m.
Serie sub-alpina del Pino uncinato.
Serie montana del Faggio.
  • Piano pseudo-alpino. Dai 1800 ai 1900 m (vetta).
Serie delle graminacee prative sub-alpine.

Versante NORD - Insieme medio-europeo o sub-continentale[modifica | modifica sorgente]

  • Piano montano o del Faggio. Dagli 800 ai 1500 m.
Serie delle faggete-abetaie ad Abies alba.
Serie mesofila del Faggio.
Serie mesofila dell'Abete bianco.
  • Piano sub-alpino o del Pino uncinato. Dai 1500 ai 1800 m.
Serie pre-alpina del Pino uncinato.

Le specie[modifica | modifica sorgente]

1. Piano mediterraneo o del Leccio

2. Piano collinare o della Roverella

3. Piano montano o del Faggio
Versante Sud - Le specie di corteggio sono assai ridotte per l'aridità.

Versante Nord.

4. Piano sub-alpino o del Pino uncinato

5. Piano pseudo-alpino. La vetta.

La fauna[modifica | modifica sorgente]

Il Mont Ventoux e il ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Il Ventoux presenta tre ascensioni, che sono state teatro di tappe importanti in molte competizioni ciclistiche, tra cui ovviamente il Tour de France.

Tour de France[modifica | modifica sorgente]

Un passaggio del Tour sul Mont Ventoux; si noti la quasi totale assenza di vegetazione

Il Tour de France propone spesso l'ascensione di questa cima, celebre per le sue difficoltà tecniche dovute all'elevata pendenza della strada (media 7,7 % sino al 20% max) ed alla lunghezza (oltre 15 km), unita al calore che l'asfalto sprigiona nel mese di luglio, alla sensazione di ridotto ossigeno dovuta all'assenza di vegetazione nell'ultimo tratto e a volte al forte vento contrario.

I ciclisti del Tour scalarono il Ventoux per la prima volta nel 1951 lungo la tappa Montpellier-Avignone. Fra coloro che si sono fatti onore su questa salita troviamo Charly Gaul nel 1958, Raymond Poulidor nel 1965, Eddy Merckx nel 1970, Bernard Thévenet nel 1972, Eros Poli nel 1994 (autore di una fuga di 171 km in solitaria), Marco Pantani nel 2000, Richard Virenque nel 2002 e Chris Froome nel 2013.

Nell'edizione del 1967, il britannico Tommy Simpson morì sulla salita, a circa 2 km dalla vetta lungo il versante di Bedoin, per un arresto cardio-circolatorio causato dall'estrema fatica, da disidratazione e da sostanze dopanti assunte poco prima. Una piccola lapide a bordo strada lo ricorda. Lo stesso Eddy Merckx ebbe un malore in una sua vittoria.

Arrivi di tappa al Tour[modifica | modifica sorgente]

Anno Tappa Partenza tappa Distanza (km) Categoria GPM Vincitore Nazione Maglia gialla
1958 18 Bédoin 21.5 (Crono) 1 Charly Gaul Lussemburgo Lussemburgo Raphaël Geminiani
1965 14 Montpellier 173 1 Raymond Poulidor Francia Francia Felice Gimondi
1970 14 Gap 170 1 Eddy Merckx Belgio Belgio Eddy Merckx
1972 11 Carnon-Plage 207 1 Bernard Thévenet Francia Francia Eddy Merckx
1987 18 Carpentras 36.5 (Crono) HC Jean-François Bernard Francia Francia Jean-François Bernard
2000 12 Carpentras 149 HC Marco Pantani Italia Italia Lance Armstrong
2002 14 Lodève 221 HC Richard Virenque Francia Francia Lance Armstrong
2009 20 Montélimar 167 HC Juan Manuel Garate Spagna Spagna Alberto Contador
2013 15 Givors 242.5 HC Christopher Froome Regno Unito Regno Unito Christopher Froome

Transito, ma non arrivo di tappa[modifica | modifica sorgente]

Anno Tappa Categoria Partenza Arrivo Primo al passaggio in vetta Nazionalità
1951 18 1 Montpellier Avignone Lucien Lazarides Francia Francia
1952 14 1 Aix-en-Provence Avignone Jean Robic Francia Francia
1955 11 1 Marsiglia Avignone Louison Bobet Francia Francia
1967 13 1 Marsiglia Carpentras Julio Jimenez Spagna Spagna
1974 12 1 Savines-le-Lac Orange Gonzalo Aja Spagna Spagna
1994 15 HC Montpellier Carpentras Eros Poli Italia Italia

Giro del Delfinato[modifica | modifica sorgente]

L'ascensione più rapida è stata fatta il 10 giugno 2004 in una tappa a cronometro, quarta tappa del Giro del Delfinato, con i tempi seguenti:

1 - Iban Mayo in 55'51
2 - Tyler Hamilton in 56'26
3 - Oscar Sevilla in 56'54

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Il Mont Ventoux, con i nomi delle sue cime e dei suoi versanti principali
1 = Mont Ventoux - 2 = Col des Tempêtes - 3 = Tête de la Grave - 4 = Chalet Reynard - 5 = Col de la Frache - 6 = Flassan - 7 = Rocher de Cachillan - 8 = Tête de Chauve - 9 = Tête du gros Charne - 10 = Tête du Fribouquet - 11 = Cime Saint Vincent - 12 = Grand Barbeirol

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mondon, op. cit.
  2. ^ La data del 26 aprile si riferisce all'allora vigente calendario Giuliano. Con l'attuale Calendario Gregoriano l'ascensione fu eseguita il 9 maggio.
  3. ^ Clap, op. cit.
  4. ^ La spianata è artificiale: fino agli anni sessanta era un cocuzzolo roccioso. Poi vi fu realizzata una base di lancio per missili contenuti nel sottosuolo. Oggi la base è stata demolita e non ne rimane traccia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) François Tessier, Le versant méridional du Ventoux in La revue des Eaux et Forêts, 1900.
  • (FR) Vincent Clap, Le Mont Ventoux au XVIII siècle, 1976.
  • (FR) M. Barbero; P. Quézel, La végétation du Mont Ventoux in Le massif du Ventoux: éléments d'une synthèse écologique, Institut national de la recherche agronomique; La Terre et la Vie, 1978.
  • (FR) Georges Guende, Carte de la végétation du Mont Ventoux au 1:25.000, Marseille, Université de Marseille, 1979.
  • (FR) Olivier Madon, La flore du Mont Ventoux, Avignon, Barthélémy, 1999, ISBN 2-87923-076-4.
  • (FR) Bernard Mondon, Voyages au mont Ventoux, florilège littéraire, Alain Barthélémy, 2003.
  • (FR) Guy Barruol; Nerte Dautier in Bernard Mondon (a cura di), Le mont Ventoux. Encyclopédie d'une montagne provençale, Les Alpes de Lumières, 2007, ISBN 978-2-906162-92-1.
  • (FR) Bernard Girerd, La flore sauvage et la forêt in Le Mont Ventoux, encyclopédie d'une montagne provençale, Forcalquier, Alpes de Lumière, 2007, ISBN 978-2-906162-92-1.
  • (FR) Frédéric Melki; Maxime Briola, Ventoux, géant de nature, Mèze, Biotope, 2007.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]