Acer monspessulanum

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Acero minore
Acer-monspessulanum.JPG
Acer monspessulanum
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Sapindales
Famiglia Aceraceae
Genere Acer
Specie A. monspessulanum
Classificazione APG
Ordine Sapindales
Famiglia Sapindaceae
Nomenclatura binomiale
Acer monspessulanum
L.
Nomi comuni

Acero minore
Acero trilobo
Cestuccio
Acero spino

L'Acero minore (Acer monspessulanum L.), noto anche come acero trilobo, cestuccio, acero spino, è una specie diffusa nelle aree submontane dei paesi del Mediterraneo.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il portamento è quello di un arbusto o di un alberello di dimensioni modeste. Raggiunge in genere i 5-6 metri, meno frequentemente può arrivare a poco più di 10 metri d'altezza. Il fusto ha una corteccia bruna e la chioma è tondeggiante.

Le foglie sono opposte e semplici, con lamina trilobata lunga 4-6 cm e margine intero, di consistenza coriacea, pubescenti sulla pagina inferiore.

I fiori sono piccoli e giallastri, riuniti in corimbi ascellari, pendenti in piena fioritura.

Il frutto è una disamara con ali poco divaricate, quasi parallele.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

L'acero minore è una specie tipicamente mediterranea, termomesofila, resistente alla siccità. Vegeta nei boschi termomesofili di latifoglie.

Il suo areale di vegetazione comprende l'Europa meridionale, il Nordafrica e l'Asia occidentale. In Italia vegeta prevalentemente nella sottozona calda del Castanetum in tutta la penisola, nelle isole, in Liguria. Nell'Italia settentrionale è presente solo nei versanti meridionali della fascia pedemontana in Lombardia e Veneto. Nelle aree più calde è una specie presente nelle stazioni più fresche, tipicamente associato alla roverella nella foresta mediterranea decidua. Sporadicamente può trovarsi come essenza minore nella foresta mediterranea sempreverde.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sandro Pignatti (1982). Flora d'Italia. Volume 2. Edagricole, Bologna: 70. ISBN 88-206-2311-0.
  • Eugenio Baroni (1977). Guida botanica d'Italia. 4. ed. Cappelli, Bologna: 75-76.
  • Giovanni Bernetti (1995). Selvicoltura speciale. UTET, Torino: 337-339. ISBN 88-02-04867-3.
  • Mario Rigoni Stern (2008). " Le vite dell'altipiano". Einaudi

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