Agrimonia eupatoria

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Agrimonia
Agrimonia eupatoria01.jpg
Agrimonia eupatoria
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Superordine Rosanae
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Sottofamiglia Rosoideae
Tribù Sanguisorbeae
Sottotribù Agrimoniinae
Genere Agrimonia
Agrimonia eupatoria

L'Agrimonia eupatoria L. è una pianta erbacea perenne con un piccolo rizoma da cui nasce un fusto eretto privo di foglie alto fino a 80 cm.

Le foglie, biancastre nella parte inferiore e verde in quella superiore hanno margine seghettato e hanno alla base due foglioline di forma diversa (stipole) che avvolgono il fusto.

L'infiorescenza è composta da molti piccoli fiori gialli, aventi ognuno un calice di cinque pezzi attaccati ad un tubo che ha all'apice una corolla con cinque petali gialli.

Il frutto è composto da due alcheni racchiusi nel tubo del calice. Grazie alla presenza di uncini, si attacca al pelo degli animali che vi passano vicino, favorendone la disseminazione anche in zone lontane.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

È diffusa in buona parte del territorio europeo, nel sud-est asiatico e nel Nord America, fino al Messico. In Italia si può trovare sia in zone montane, ai margini di boschi e pascoli, sia in zone con clima mediterraneo, in particolare in zone aperte, secche e soleggiate.

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

È conosciuta per le sue proprietà medicinali già ai tempi di Plinio il vecchio, utilizzata per le affezioni al fegato. In particolare le sommità fiorite sono usate contro l'insufficienza epatica. È poi utilizzata come stimolante del flusso biliare e nelle enteriti catarrali, oltre che come depurativo generale e decongestionante. La si può impiegare, per uso esterno, contro congiuntivite, infiammazioni del cavo orale e nasale e soprattutto contro moltissime malattie della pelle, grazie alla presenza di una sostanza, l'acido ursolico, che ha un'attività paragonabile al cortisone.

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