Pinus halepensis

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Pino d'Aleppo
Aleppokiefern in Vrsar.jpg
Pinus halepensis
Stato di conservazione
Status iucn2.3 LC it.svg
Basso rischio (lc)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Pinaceae
Genere Pinus
Specie P. halepensis
Nomenclatura binomiale
Pinus halepensis
Mill., 1768

Il pino d'Aleppo (Pinus halepensis, Mill. 1768) è un pino nativo della zona mediterranea.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Pinus halepensis
Strobilo
Portamento
ramificato fin dal basso con una chioma espansa, vagamente simile al pino domestico e al pino marittimo, ma di aspetto un po' differente e distinguibile da quelli soprattutto per i getti giovani, più radi, chiari e formati da un mazzetto di aghi centrale più stretto abbastanza distinto dagli aghi immediatamente più vecchi. Chioma spesso più ampia in cima che verso la base dell'albero. Può raggiungere i 25 m ma di solito non è più alto di 15 m. Il tronco è di solito intorno ai 60 cm, raramente fino a 1 m.
Corteccia
rossastra e spessa verso il basso, più scura e con squame più sottili verso l'alto.
Foglie
aghiformi, lunghe 5-10 cm, molto sottili e morbide, riunite in mazzetti di due, di colore verde chiaro.
Fiori
meglio indicati come sporofilli, maturano in marzo-maggio.
  • Macrosporofilli: sono rosso-violacei e grandi 1 cm circa, solitari o a gruppetti di 2-3.
  • Microsporofilli: sono costituiti da piccoli coni ovoidali di colore giallo e riuniti a spiga.
Strobili
di forma ovale-conica, sono lunghi 5-10 cm e larghi 2-3 cm. Sono verdi in età giovanile e diventano marroni dopo due anni. Contengono dei semi lunghi 5-6 mm, dotati di un'ala di 20 mm. Gli strobili si aprono con lentezza, di solito nel corso di qualche anno, oppure per il calore provocato da un incendio.


Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Mapa-pinus-halepensis1.png
L'imponente Pineta Marzini, sul Gargano presso San Menaio, secolare foresta di pini d'aleppo.

Specie termofila ed estremamente resistente alla siccità. In natura occupa l'areale più meridionale dei tre pini mediterranei ma si spinge a nord fino nella Francia meridionale, Italia centro-meridionale, Croazia (Istria e Dalmazia), regioni costiere del Montenegro e dell'Albania. Particolarmente frequente in Spagna e Grecia, si trova anche in Marocco, Libia e nei Paesi del Vicino oriente come Siria (da cui il nome Aleppo), Giordania e Israele. Mentre nelle zone più settentrionali si trova sulle coste e fino a 200 m, nelle zone meridionali si trova fino a 1000 m in Spagna meridionale e addirittura a quasi 2000 m sulle montagne del Marocco.

In Italia è una delle specie arboree più numerose. Presente in natura nel Gargano, nelle zone costiere del centro-sud (in popolazioni relittuali, in ambiente rupestre e calcareo), tipicamente nelle fiumare di detriti grossolani, in alcune aree costiere della Liguria (Balzi Rossi, promontorio della Caprazoppa, Capo Noli), all'interno nella bassa valle del fiume Nera nelle Marche e in Sicilia (Riserva naturale orientata Pino d'Aleppo); ma è coltivato anche in altre zone (soprattutto costiere) come specie ornamentale, come nel resto del bacino del Mar Mediterraneo. Coltivato anche in California.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Il pino d'Aleppo è molto simile al pino calabro (Pinus brutia), al pino delle Canarie (Pinus canariensis) e al pino marittimo (Pinus pinaster). Alcuni autori considerano il pino calabro come una sottospecie del pino d'Aleppo ma di solito è assegnato a una specie distinta. Ha un aspetto estremamente costante in tutto il suo areale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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