Samnaun

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Samnaun
comune
Samnaun – Stemma
Samnaun – Veduta
Dati amministrativi
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Graubünden matt.svg Grigioni
Distretto Inn
Lingue ufficiali Tedesco
Territorio
Coordinate 46°56′N 10°21′E / 46.933333°N 10.35°E46.933333; 10.35 (Samnaun)Coordinate: 46°56′N 10°21′E / 46.933333°N 10.35°E46.933333; 10.35 (Samnaun)
Altitudine 1.846 m s.l.m.
Superficie 56,29 km²
Abitanti 824 (2005)
Densità 14,64 ab./km²
Frazioni Compatsch, Laret, Ravaisch, Samnaun-Plan
Comuni confinanti Ischgl (AT-7), Kappl (AT-7), Ramosch, See (AT-7), Spiss (AT-7), Tschlin
Altre informazioni
Cod. postale 7563
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 3752
Targa GR
Nome abitanti Samnauner
Circolo Ramosch
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Svizzera
Samnaun
Samnaun – Mappa
Sito istituzionale
Piste da sci a Samnaun

Samnaun (in romancio Samagnun sɐmɐˈɲum, in dialetto tirolese Tsalnaun tsɐlˈnau̯n o Salnaun sɐlˈnau̯n, in italiano storico Samignone) i è un comune svizzero del Canton Grigioni di 824 abitanti.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Samnaun è situato nella valle omonima, laterale dell'Engadina, sul lato destro dello Schergenbach. Dista 47 km da Landeck, 90 km da Davos, 103 km da Sankt Moritz e 139 km da Coira. Le stazioni ferroviarie più vicine sono Scuol-Tarasp della Ferrovia retica, distante 38 km, e Landeck, delle Ferrovie austriache, distante 48 km.

Il comune è diviso in frazioni la principale delle quali è Samnaun-Dorf; le altre sono Compatsch, Laret, Plan, e Ravaisch, in ordine di successione lungo la strada, Samnaun-Dorf è l'ultimo dei centri abitati risalendo la Valle Engadina.

Il punto più elevato del comune è la cima del Muttler (3294 m s.l.m.), che segna il confine con Ramosch e Tschlin.

La zona extradoganale[modifica | modifica sorgente]

Per anni Samnaun era raggiungibile solo dal territorio austriaco. Per questo motivo vi si parla il dialetto tirolese invece del dialetto alemanno, parlato nel resto della Svizzera tedesca.

Al fine di arginare i fenomeni di contrabbando, una volta molto frequenti, a Samnaun fu costituita una zona extradoganale. Il comune continua a mantenere questo status, benché vi sia da anni una strada che permette di raggiungerlo passando esclusivamente per il territorio svizzero.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

La zona extradoganale istituita ha sviluppato una forma di turismo anomalo, rivolto soprattutto a coloro che vi si recano per acquistare alcuni prodotti a prezzi più bassi. Il carburante, ad esempio, costa circa due terzi rispetto alla vicina Austria.

Lungo la strada principale di Samnaun-Dorf si sono sviluppate attività commerciali tutte rivolte alla vendita di sigarette, liquori, prodotti di profumeria e naturalmente orologi e cioccolato svizzero. Inoltre molti sono adibiti a ristoranti e hotel. Nelle altre frazioni quasi tutte le case affittano camere o appartamenti, più che altro monolocali.

La zona extradoganale è in buona misura analoga a quella di Livigno, in territorio italiano: si possono comprare merci entro un certo limite, ma è possibile rifornire le vetture di benzina anche con un pieno.

I monti di Samnaun sono raggiungibili tramite una prima funivia che porta i suoi passeggeri dai 1800 metri fino a 2400 m. Di qui, già ottimo punto di partenza per escursioni estive e sciatori invernali, altre seggiovie consentono di raggiungere altitudini anche sopra i 2750 metri.

Infine l'ente turistico locale ha disposto lungo i principali incroci apposite mappe della città e delle montagne circostanti per meglio indicare luoghi di particolare interesse e come raggiungerli: un segnale stradale ripete i principali punti d'interesse posti sulle mappe, ad esempio la funicolare è indicata con una "G" sulla mappa e un cartello stradale con impressa una "G" è posto all'imbocco della strada che porta alla funicolare.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La conca di Samnuaun.

Persone legate a Samnaun[modifica | modifica sorgente]

La conca di Samnaun

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]