Zernez

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Zernez
comune
Zernez – Stemma
Zernez – Veduta
Dati amministrativi
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Graubünden matt.svg Grigioni
Distretto Inn
Lingue ufficiali Romancio
Territorio
Coordinate 46°42′N 10°06′E / 46.7°N 10.1°E46.7; 10.1 (Zernez)Coordinate: 46°42′N 10°06′E / 46.7°N 10.1°E46.7; 10.1 (Zernez)
Altitudine 1.474 m s.l.m.
Superficie 203,85 km²
Abitanti 1 044 (2003)
Densità 5,12 ab./km²
Frazioni Brail, Il Fuorn, Ova Spin, Runatsch
Comuni confinanti Ardez, Lavin, Livigno (IT-SO), S-chanf, Susch, Tarasp, Val Müstair, Valdidentro (IT-SO)
Altre informazioni
Cod. postale 7530
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 3746
Targa GR
Circolo Sur Tasna
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Svizzera
Zernez
Zernez – Mappa
Sito istituzionale

Zernez (Cernezzo in italiano storico[1]) è un comune svizzero del Canton Grigioni di 1.033 abitanti, si trova alla confluenza dello Spöl nell'Inn.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Zernez è situata in Bassa Engadina, sul lato destro del fiume Eno. Dista 33 km da Davos, 34 km da Sankt Moritz, 89 km da Coira, 104 km da Merano e 157 km da Lugano. È servito dalla stazione ferroviaria omonima della Ferrovia Retica, sulla linea Pontresina - Scuol.

Il punto più elevato del comune è la cima del Piz Vadret (3229 m s.l.m.), che segna il confine con Susch e S-chanf.

114,65 km² del territorio comunale fanno parte del Parco nazionale Svizzero.

Nel comune si trova la diga di Ova Spin.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno del 1961 presso questo paese, si incontrarono per la prima volta due associazioni terroristiche: il Befreiungsausschuss Südtirol (BAS) e il Bergisel-Bund (BIB), a cui parteciparono:

  • per il BIB, Alois Oberhammer, Wolfgang Pfaundler, Eduard Widmoser e Kurt Welser;
  • per il BAS, Georg Klotz e Luis Amplatz.

Lo scopo fu quello di organizzare la tristemente nota "notte dei fuochi".[2]

Amministrazione comunale[modifica | modifica sorgente]

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Le chiese di Zernez

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Emanuele Mambretti, Remo Bracchi, Dizionario etimologico-etnografico dei dialetti di Livigno e Trepalle, IDEVV, 2011
  2. ^ http://www.tio.ch/tio_common/multimedia/65/357/20071129_155443_ALTOADIGEBrevestoriadelterrorismoaltoatesino.pdf

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]