Coira

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Coira
comune
Chur
Coira – Stemma
Coira – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Graubünden matt.svg Canton Grigioni
Distretto Plessur
Amministrazione
Sindaco Christian Boner
Territorio
Coordinate 46°51′N 9°32′E / 46.85°N 9.533333°E46.85; 9.533333Coordinate: 46°51′N 9°32′E / 46.85°N 9.533333°E46.85; 9.533333
Altitudine 593 m s.l.m.
Superficie 28,09 km²
Abitanti 36 690 (31.12.2010)
Densità 1 306,16 ab./km²
Frazioni Araschgen, Lürlibad, Masans
Comuni confinanti Churwalden, Domat/Ems, Felsberg, Haldenstein, Maladers, Malix, Trimmis
Altre informazioni
Lingue tedesco
Cod. postale 7000 - 7007
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 3901
Targa GR
Nome abitanti churer
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Coira
Coira – Mappa
Sito istituzionale

Coira[1] (Chur in tedesco, Cuira in romancio, Coire in francese) è un comune svizzero del Cantone dei Grigioni, di cui è il capoluogo. Adagiata nell'alta valle del Reno e alla confluenza di importanti strade di valico con il sud delle Alpi, Coira è stata abitata fin dal III millennio a.C. È sede della Pro Grigioni Italiano. Fu a Coira che nel 1780 il birraio grigionese fondò il Calanda Bräu, birrificio che ebbe un grande sviluppo con il suo marchio di birra "Calanda" e che esiste a tutt'oggi, sia pur sotto la proprietà dell'olandese Heineken, che lo acquisì nel 1993.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Lingua[modifica | modifica sorgente]

La popolazione di Coira è circa di 37.000 abitanti. Secondo il censimento del 2000, l'81,0% è di lingua tedesca, il 5,4% romancia ed il 5,1% italiana. Nel 2002 il numero degli stranieri ha raggiunto il 17,6%.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica
Anno 1500 1860 1900 1950 1970 2000 2005 2010
Popolazione circa 1.500 3.990 11.532 19.382 31.193 32.989 32.409 36.690

Storia[modifica | modifica sorgente]

Coira nel 1642. Matthäus Merian, Topographia Helvetiae
Coira nel 1900
La Poststrasse

Il nome di Coira forse deriva dal celtico: kora, koria, che significa "clan", "tribù", oppure dal latino Curia.

Scavi archeologici hanno rivelato che i primi insediamenti risalgono all'età della pietra (3000 a.C. circa), per questo viene considerata la più antica città della Svizzera. Resti di fondamenta e oggetti dell'età del bronzo e del età del ferro sono stati rinvenuti nella parte orientale del centro storico. Fu campo fortificato sotto i romani, col nome latino di Curia Raetorum nel 15 a.C. Non è ancora dimostrato, ma sembra plausibile che dopo la ripartizione della provincia Raetia sotto l'imperatore Diocleziano, Coira fu eletta capitale della provincia Raetia prima che si estendeva dal lago di Costanza ai laghi dell'Italia Settentrionale fino alla Val Venosta.

Nel IV secolo fu creato qui il primo vescovado al nord delle Alpi; una leggenda lo vuole fondato da San Lucio (Sankt Luzi bei Chur), re britannico divenuto poi il primo vescovo della città. Tuttavia, il primo vescovo menzionato nei documenti fu Asinione che fu rappresentato dal vescovo di Como al Sinodo di Milano del 451[2]. Con l'invasione degli Ostrogoti assunse il nome di Theodoricopolis. La cattedrale ed il castello vescovile che sorgono sull'area dello Hof, una terrazza rocciosa a pianta triangolare che digrada nella parte meridionale del Plessur, spostano il centro dell'insediamento sulla riva destra del fiume Plessur.

Durante le invasioni barbariche del V e VI secolo, Coira era un avamposto a nord del Regno degli Ostrogoti che occupava l'intera penisola italiana. Nel VI secolo fu sotto domino dei Franchi. Solo quando si stabilì il Sacro Romano Impero nel X secolo dopo il conflitto con i magiari (nel biennio 925-926 distruzione della cattedrale) e con i saraceni (nel 940 incendio della città e nel 954 una seconda maggiore invasione) la città fiorì di nuovo: la posizione favorevole su una delle più importanti vie di comunicazione nord-sud dell'Europa lungo l'alta valle del Reno accedendo al Passo del Giulia e al Passo del Settimo da un lato ed al Passo dello Spluga ed al Passo del San Bernardino dall'altro.

Tutti i passi erano utilizzati al tempo dei romani ma ora divenivano di importanza fondamentale per gli imperatori del Sacro Romano Impero, occupati politicamente e militarmente su entrambi i versanti delle Alpi. Ottone il grande insediò nel 958 il suo vassallo Hartpert come vescovo e concesse al vescovado ampi diritti e possedimenti. Il potere temporale con il vescovo Egin fu innalzato nel 1170 al titolo di principe e si mantenne grazie al completo controllo della via di Settimo che collegava Coira con Chiavenna. Il vescovo quindi era un Principe-vescovo a capo di un Principato vescovile, analogamente ai confinanti Principati vescovili di Trento (oggi in territorio italiano) e di Bressanone (il cui antico territorio è oggi in parte in Italia e in parte in Austria) e a diversi altri nel territorio del Sacro Romano Impero nationis germanicae.

Nel XIII secolo vi erano un migliaio di abitanti (artigiani, commercianti e agricoltori) e la città era circondata da una cerchia di mura. La città non si sviluppò oltre questa delimitazione medievale se non nel XVIII secolo. L'insediamento rurale restò però al di fuori delle mura. La costituzione della Lega Caddea nel 1367 segnò un primo passo verso l'aspirazione all'autodeterminazione degli abitanti. In quei tempi sorgeva un primo ordinamento della città, nel 1413 si menziona per la prima volta un borgomastro, gli abitanti assaltano più volte tra il 1418 ed il 1422 la sede vescovile, costringendo il vescovo, signore della città a fare concessioni. Il vescovo che mostrava un comportamento spesso complice degli Asburgo, signori dal 1363 della confinante Contea del Tirolo, perse stima e potere.

Nel 1464 la cittadinanza si diede una costituzione che regolava le corporazioni e l'occupazione delle cariche cittadine (borgomastro, piccolo e grande consiglio). Essendo il più grande insediamento delle Rezie, in conseguenza della Lega Caddea, Coira divenne il centro del potere economico e politico della Repubblica delle Tre Leghe. Nel 1489 la città ottenne l'alta corte di giustizia (competenza giudiziaria su furti, rapine, omicidi, violenze, stregoneria, omosessualità e infanticidio), ma le fu negato l'aspirato stato di Libera città imperiale.

Come espressione della completa emancipazione dal vescovo - che aveva mantenuto tra l'altro i diritti di dogana, di conio delle monete e di caccia - la città si unì alla Riforma. Tuttavia restò sede del vescovato cattolico. Solo nel XVI secolo la lingua tedesca si affermò sul romancio, sebbene la sede episcopale fosse già in mano tedesca dal IX secolo. Nonostante gli incendi del 1464 e del 1574 la città si sviluppò economicamente fino alla rivoluzione dei Cantoni nella guerra dei trent'anni, quando la città fu distrutta e gravemente colpita delle epidemie.

Con la riforma protestante il vescovo nel 1524 è costretto a lasciare la città, cedendola in amministrazione, mentre assumeva, in veste di conte dell'Alta Rezia (attuale parte alta della Val Venosta con annessi territori oggi svizzeri ed austriaci), il diritto di partecipare alla Lega Caddea, alleata agli Svizzeri. Dopo vari tentativi, solo con i Cappuccini viene ricondotto in città il cattolicesimo nel 1635. Nella metà del XVII secolo la città riprese un pacifico sviluppo, sostenuto dal rinnovato traffico attraverso i valichi. Il rapporto tra i cittadini ed il vescovo, se non proprio di simpatia, era perlomeno di reciproco rispetto. Il principe-vescovo, pur senza feudi immediati, era riconosciuto membro sovrano e come tale ha diritto di voto e seggio alla Dieta imperiale fino al 1798, anno in cui il principato è occupato dagli Svizzeri e poi secolarizzato nel 1801 da Napoleone.

Dopo l'ingresso dei Grigioni nella Confederazione elvetica nel 1803, Coira divenne ufficialmente capitale del cantone nel 1820. Nel 1852, la comunità rurale che fino allora era rimasta indipendente dalla città, venne incorporata nel comune. Dopo la demolizione della cerchia delle mura cittadine, soprattutto nel 1900 e nella seconda metà del XX secolo, la città si sviluppò all'estensione attuale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architettura religiosa[modifica | modifica sorgente]

  • La cattedrale romanico-gotica del XIII secolo.

Architettura civile[modifica | modifica sorgente]

  • Museo delle Alpi retiche - esattamente nel centro della città, vicino alla Cattedrale, ospita reperti archeologici che risalgono fino all'età della pietra, oggetti della storia e della tradizione locale e della civiltà di montagna.
  • Vista dall'autostrada, il panorama della città moderna non sembra particolarmente interessante, con alti edifici grigi in cemento. A parte alcune recenti realizzazioni di un qualche interesse, per esempio la stazione, è da segnalare il Giger Bar, progettato dall'artista e autore di Alien, Hans Ruedi Giger.
  • Alcuni palazzi del centro storico presentano portali e finestre incorniciati da raffinate decorazioni pittoriche.
  • Notevole è la fontana dello zodiaco per le sue sculture.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Sindaci della città[modifica | modifica sorgente]

  • 1895–1904: Richard Camenisch
  • 1904–1911: Georg Oreste Olgiati
  • 1911–1915: Robert Pedotti
  • 1915–1926: Georg Hartmann
  • 1926–1935: Adolf Nadig
  • 1936–1951: Gian Mohr
  • 1951–1960: Johann Anton Caflisch
  • 1960–1972: Georg Sprecher
  • 1973–1988: Andrea Melchior
  • 1988–1996: Rolf Stiffler
  • 1996–2000: Christian Aliesch
  • 2001–2012: Christian Boner

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Coira[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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